Vorrei focalizzare l'attenzione su un elemento che spesso si trascura nel determinare il clima delle micro e macro zone, il VENTO.
Il vero protagonista di questo inverno.
Mappa eliofania media in italia

Questo inverno per ora ha visto una frequenza di eventi eolici come non si vedeva da molti anni; in alcuni casi nel centro Italia e sulle Alpi la velocità ha superato i 200km/h causando gravi danneggiamenti alle infrastrutture e aizzando grossi incendi nel mese di dicembre e prima ancora in autunno.
Qui in Piemonte, ma anche in Lombardia, si stanno battendo tutti i record di episodi favonici: ne ho registrati 9 dal 1 dicembre, un record, praticamente un giorno su quattro.
I venti in quota sono risultati con caratteristiche e velocità da uragano sradicando bivacchi costruiti decine di anni fa e danneggiando rifugi.
Il cambiamento climatico degli ultimi decenni nel Mediterraneo, favorito dall'innalzamento della Cella di Hadley, ha contribuito al posizionamento ormai quasi "perenne" dell'HP oceanica più alta ad ovest che a sua volta strozza tutti i tentativi di discesa di aria artico marittima nel mediterraneo centrale dalla porta di Carcassona e del rodano facendola impattare sulle Alpi, generando venti di caduta tempestosi e sempre più frequenti.
Il risultato è un aumento dell'eliofania media invernale non solo al NW per impatto delle correnti di Maestrale ma in tutta Italia.
Questo cambiamento non si avverte solo nelle situazioni di correnti tese settentrionali ma anche quando si formano depressioni mediterranee, convogliando venti di libeccio e scirocco che scorrono tempestosi ancora una volta sul bordo su una rimonta altopressoria anomala sui Balcani e in Anatolia, che spesso arriva fino fin sulla Russia settentrionale.
L'aumento dell'eliofania media in Pianura Padana contribuisce alla drastica diminuzione dei giorni nebbiosi e spesso non permette anche alle temperature minime di scendere.
La carta di ieri è un esempio lampante della situazione ricorrente di questo inverno
