usi,costumi e proverbi

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freddopungente
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usi,costumi e proverbi

Messaggio da freddopungente »

ciao a tutti,apro questa sezione per chiunque voglia inserire usanze e costumi tipici ormai andate perse con l'avvento della modernità delle nostre zone

si potrà parlare di come una volta veniva trascorso il tempo libero,dei giochi che si facevano,delle abitudini dei nostri padri/nonni e questo anche in relazione alle stagioni visto che siamo in un forum meteo;

visto che l'argomento è sembra collegato direi anche di inserire detti e proverbi delle vostre zone d'appartenenza che molto spesso si vanno a legare con la nostra passione meteo
vi faccio un esempio di quello che intendo:
"cielo a pecorelle acqua a catinelle" che come potete immaginare vuol dire cielo con nubi a mò di gregge di pecora,tanta acqua in arrivo

ecco magari per i proverbi in dialetto direi di inserire una traduzione a fianco cosi da facilitarne la comprensione a tutti

per cominciare inserisco un passatempo tipico di roma che si svolgeva soprattutto nelle tante osterie di una volta

LA PASSATELLA E LE OTTOBRATE

Le lame dei coltelli balenavano tra il rosso del vino.Le occasioni più frequenti per duelli rusticani era la PASSATELLA,in cui qualcuno rimaneva"olmo",cioè asciutto,mentre gli altri si ubriacavano.A volte il"sotto"che distribuiva le bevute coglieva l'occasione per vendicarsi di qualche torto.E l'olmo spesso si riteneva offeso,e dalle parole ai coltelli il passo era breve.



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ag
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Messaggio da ag »

quando ero bambina si usava andare a "spogliare" la meliga
si andava nelle stalle o sotto il portico, in un cascinale a turno e qui si liberava la pannocchia dalle foglie protettive
intanto si chiacchierava, si raccontavano storie, pettegolezzi, e la serata passava in compagnia
per non tediarvi, posto il seguente indirizzo che spiega meglio l' usanza, così chi vuole va a leggerselo in tranquillità :wink:

http://www.ilcinzanino.org/2011/06/la-m ... atura.html
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freddopungente
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Messaggio da freddopungente »

di cesare pascarella vissuto negli anni secondo me più belli che ha visto roma,quando ancora era "la roma de na vorta" delle osterie e dei duelli rusticani,ma anche la roma che sapeva cos'era la solidarietà e lo stare insieme,cosa che quest'oggi abbiamo completamente perduto tranne qualche raro caso...

Ar mio, sopra la lama ch’e’ rintorta
C’e’ stampata ‘na lettra cor un fiore;
Me lo diede Ninetta che m’e’ morta,
Quanno che me ce messi a fa’ l’amore

E quanno la baciai la prima vorta,
Me disse: – Si m’avrai da da’ er dolore
De dimme che de me nun te n’importa,
Prima de dillo sfonnemece er core. –

E da quer di’ che j’arde el lanternino
Davanti a la crocetta ar camposanto,
Lo porto addosso come un abitino.

E si la festa vado a fa’ bisboccia,
Si be’ che ci abbi’ tanti amichi accanto,
Er mejo amico mio ce l’ho in saccoccia.
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giulys
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Messaggio da giulys »

ag ha scritto:quando ero bambina si usava andare a "spogliare" la meliga
si andava nelle stalle o sotto il portico, in un cascinale a turno e qui si liberava la pannocchia dalle foglie protettive
intanto si chiacchierava, si raccontavano storie, pettegolezzi, e la serata passava in compagnia
per non tediarvi, posto il seguente indirizzo che spiega meglio l' usanza, così chi vuole va a leggerselo in tranquillità :wink:

http://www.ilcinzanino.org/2011/06/la-m ... atura.html
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"spanè la meglia" l'ho fatto anch'io.
Mi ricordo di uno originario di Sampeire, che raccontava avvincenti e paurose storie di "masche".
Lupo Silano
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Messaggio da Lupo Silano »

bello anche questo td.
posterò qualche proverbio in dialetto calabrese (con opportuna traduzione per qualcuno) magari mantenendomi sull'aspetto climatico...
comincio con questi due, che sanno un pò di tempo andato...
"agustu è capu i viarnu" . letteralmente agosto è la testa, l'inizio dell'inverno.
"agustu manna littere e settembre si leie, allesta la dispensa ca u viarnu priastu vena". letteralmente: agosto spedisce lettere (i primi temporali dopo la siccità estiva) e settembre le legge (altri temporali ed altra rinfrescata dopo quella di fine agosto), predisponi le provviste che l'inverno presto arriverà.
c'è anche la versione con "allesta la dispensa" sostituito da "coglitivi i zirivittuli", più o meno traducibile con un raccoglietevi le "cose", forse riferito agli attrezzi da lavoro più propriamente estivi che si svolgevano all'epoca nelle montagne e che chi li esercitava portava con sè, ad esempio pastori transumanti, carbonari, boscaioli...
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