«Sarà un’estate come il 2003, o peggio». Sembra quasi un mantra che viene ripetuto non appena si percepisce, a pelle, che sta facendo molto caldo e che siamo solo al debutto della stagione, pensando erroneamente che «se adesso fa già così caldo, chissà che cosa dovremo patire a luglio e agosto». Per fortuna ci pensano i numeri a mettere i paletti ai giudizi e a evitare così allarmismi ingiustificati perché, per quanto questo mese di giugno possa mostrarsi decisamente più caldo della norma e per quanto le previsioni per i prossimi giorni diano credito a temperature nuovamente in aumento a causa di una nuova espansione del promontorio nord africano che sarà responsabile di una nuova ondata di calore, ritengo che sia impossibile, innanzitutto, uguagliare o addirittura superare alla fine di questo mese l’anomalia di quel giugno 2003 che fece segnare il giugno più caldo dal 1800 con un’anomalia rispetto al trentennio 1971-2000 di quasi cinque gradi (+4.80 °C per l’esattezza, secondo i dati dell’ISAC-CNR di Bologna). Grazie ai dati NOAA possiamo per il momento notare come, in linea di massima, i primi 17 giorni del giugno di quest’anno siano stati certamente più caldi del normale su tutta l’Italia dove l’anomalia ha oscillato grosso modo tra i +3.0 °C del Nord-Ovest e +1.5 °C della Sicilia, ma anche considerando ciò che si prospetta nei prossimi giorni ritengo che l’anomalia non potrà mai arrivare ai livelli di 14 anni fa.
Tenendo infatti conto del quadro anomalo che fin qui si è costruito e considerando quanto potrebbe fare caldo nei prossimi giorni, per far sì che giugno 2017 uguagli giugno 2003 dovremmo ipoteticamente trascorrere la terza decade di questo mese con temperature su tutta l’Italia tali da avere un’anomalia decadale di circa 10 °C oltre la media del periodo dalle Alpi alla Sicilia. Impossibile. In secondo luogo, per parlare di «estate 2003 bis» bisognerà valutare a posteriori anche il comportamento di luglio e di agosto: come è prassi, infatti, i confronti con le stagioni passate si fanno a bocce ferme, quando non parliamo più di previsione ma di analisi di dati raccolti e validati. Non possiamo sapere, adesso, se luglio 2017 supererà l’anomalia di luglio 2003 (+2.63 °C) o se agosto 2017 supererà l’anomalia di agosto 2003 (+3.84 °C). Le due uniche cose certe sono che questo primo mese estivo lascerà sicuramente una pesante impronta sul bilancio stagionale e che ogni stagione fa storia a sé. Ragion per cui è non vale proprio la pena pensare ai fantasmi del passato.
Andrea Corigliano
