So benissimo che in linea puramente teorica venti giorni potrebbero bastare ed avanzare affinchè una stagione possa riacquisire parte della sua dignità o perfino riscattare e ribaltare l'esito finale, ma alla luce della sintesi del modellame attuale - il modellame ufficiale e non le corse ultra-perturbatrici- pare che il prosieguo di febbraio sia destinato a segnare una fase autunnale fino al 16-18 del mese e concludersi con'ultima settimana ibrida, un pò borderline tra rimonte altopressorie o timidi attacchi settentrionali, attacchi che comunque nulla potranno nel modificare il dna di una stagione oramai andata.
Tornando alla domanda chiave, la formulo in modo semplice: possiamo dunque considerare anche la stagione invernale 2015/16 un NON INVERNO in Italia? alla stessa stregua - ma con caratteristiche molto diverse -del 2006/7 e 2013/14? ( si è salvato per un pelo il 14/15 grazie al bell'episodio di fine dicembre 2014 al centrosud e al febbraio moderatamente freddo e "nevicchioso" al nord).
Comincio a rispondere io ( è il privilegio di chi apre un topic
Naturalmente, argomento il mio ragionamento, e invito a fare altrettanto chiunque voglia intervenire nel topic. Ecco le mie ragioni:
1) 3 MESI SU 3 sopra la norma, e non di poco. Dicembre quasi 2 gradi oltre la media ( salvo nelle zone più nebbiose) con punte di quasi 5 gradi sulle Alpi; Gennaio 1,5 oltre la media, con punte di 3 sulle Alpi e Liguria di ponente e diverse zone del Nordovest e del Friuli; febbraio con una prima decade di oltre 2 gradi sopra la media e con assenza di freddo all'orizzonte ( ma anzi possibili anticipi di primavera e rimonte calde al centro-sud) e con una ennesima proiezione di esito finale sopra le medie
2) SICCITA' invernale tra le peggiori che si ricordi su oltre il 50% del territorio, siccità che potrebbe parzialmente rientrare nelle zone più fortunate e favorite dalle perturbazioni del mese in corso, ma che ha origine già in novembre, mortificando quindi anche la seconda metà dell'autunno2015. In dicembre è caduto il 91% in meno delle precipitazioni normali che dovrebbero cadere nel Belpaese; in gennaio il 65% in meno. Dati simili in novembre. In alcune zone di Piemonte, Lombardia ed Emilia occidentale non è piovuto per 60-70 giorni consecutivi e considerando che la prima vera giornata piovosa ( sopra i 10 mm) in alcune zone di pianura del NW , dal 29 ottobre, è stata quelle del 7 febbraio, talune aree del territorio italiano non hanno praticamente visto acqua per 100 giorni. I laghi e i fiumi sono arrivati ai loro minimi storici.
3) stagione, sulle Alpi, tra le MENO NEVOSE che si ricordino, e non particolarmente felice neanche per l'appennino, salvo alcune piccole aree abruzzo-molisane. Le nevicate attuali stanno restituendo colore e manto in vaste zone di montagna, ma la quota neve rimane autunnale o d'inizio primavera, tanto che sotto gli 800/1000 metri alcune località STANNO ANCORA ASPETTANDO LA PRIMA NEVE e diverse località sciistiche poste più in basso non hanno mai aperto.
4) ZERO TERMICO tra i più alti che si ricordino: pochi giorni fa, il radiosondaggio del cuneese ha segnalato lo zero a 4180 m, il risultato più alto invernale da quando esistono le misurazioni; non è un caso, infatti, che ai primi di febbraio, complice un fhoen caldissimo, alcune località montane di Piemonte e Valle d'aosta hanno superato i 20 gradi sopra i 1500 metri. Ma a parte l'episodio caldissimo, tutta la stagione è stata caratterizzata da una media dello zero termico sopra i 2000 metri, con frequenti punte over 3000; non è un caso, infatti, che il Paese ha spesso vivacchiato tra la 2 e la 6 gradi a 850 di pressione, con punte perfino di 10 ( tipiche di ottobre o aprile).
5) ASSENZA DI NEVE NELLE PIANURE, eccetto brevissimi e localizzatissimi episodi, talmente localizzati che ce li ricordiamo tutti ( spolverata a Pescara, nevone a Cosenza e spolvetate fradicie di pochissime ora ai primi di gennaio tra veronese, varesotto e milanese). I fiocchi coreografici non valgono invece, anche perchè non di rado sono "soggettivi"
6) UNA SOLA IRRUZIONE FREDDA in tutta la stagione ( la precedente era stata nella terza decade di novembre - quindi in autunno - ed era risultata brevissima) dalla durata non superiore di 4/5 giorni ( l'inverno dovrebbe durarne 90 ), totalmente anti-democratica, con buona parte del Nord, della Sardegna e del lato tirrenico seduti a guardare e raffreddati solo da buone minime, irruzione per lo più senza fenomeni di rilievo, con un'isoterma appena accettabile e con nevoni solo su limitatissime zone favorite dall'orografia.
7) UNA SOLA CONFIGURAZIONE DOMINANTE: L'HP AFROMEDITERRANEO che, nei momenti di sonnolenza, ha fatto passare lisciate da nord di 24 ore, la passata orientale di 5 giorni da est a metà gennaio e l'attuale oceano per una decina di giorni. Di fatto, un dominio di 70 giorni su 90
Queste, in sintesi, le mie argomentazioni, credo ampiamente sufficienti per decretare questa stagione come un flop totale, snaturata nella sua essenza più pura. Alcuni dati sono stimati e se dovesse esserci qualche locale imprecisione essa comunque non cambierebbe l'impalcatura generale
Ora la palla a voi: vi chiedo, però, al netto di orticellismi e convinzioni ideologiche più o meno radicate, di essere più lucidi possibili e vedere il quadro più grande... quello globale... e non soffermarsi su emozioni personali (immagino che un bambino di Cosenza abbia goduto e sognato a metà gennaio... ma appunto, un bambino no sa valutare lucidamente) per giudicare la stagione.
A bientot