Passiamo ora ad analizzare le principali teleconnessioni che abbiamo utilizzato per la stesura del nostro outlook.
Partiamo dagli indici oceanici
AMO: è la Atlantic Multidecadal Oscillation, è un indice che misura le temperature superficiali delle acque dell'Oceano Atlantico: qualora fossero sopra la norma, l'indice si indicherebbe con AMO+, al contrario con AMO-. se le temperatura superficiale dell'acqua in una determinata zona dell'Oceano è più elevata della norma, i venti troposferici tenderanno a ruotare in senso orario, ponendo le basi per un'affermazione Anticiclonica.
Viceversa, qualora una certa zona dell'Oceano fosse contraddistinta da temperature superficiali sotto la norma, i venti troposferici tenderebbero a ruotare in senso antiorario, promuovendo lo sviluppo delle aree di bassa pressione.
Nel prossimo inverno l' AMO dovrebbe risultare ancora debolmente positiva, anche se probabilmente sarà in calo tra gennaio e febbraio.
PDO: è la Pacific Decadal Oscillation, è un indice oceanico che monitora le temperature superficiali delle acque del Pacifico settentrionale: una PDO+ indica una temperatura oltra la norma, una PDO- una sotto la media. Mentre costituisce un indice molto importante per il Nord-America, la PDO può influenzare solo indirettamente il tempo dell'Europa, alterando l'ondulazione della corrente a getto.
Durante il prossimo inverno la PDO dovrebbe risultare positiva
MEI: è il Multivariate ENSO Index: è un indice che descrive in modo completo i cicli di El Niño e di El Niña.esso prende in considerazione 6 fondamentali parametri del Pacifico tropicale: pressione a livello del mare, componente lungo i meridiani e lungo i paralleli del vento, temperatura superficiale delle acque, temperatura dell’aria, copertura del cielo.
In generale, per non farla lunga, valori positivi di 0.5 indicano che è in atto un episodio di El Niño, che tende a divenire intenso se l’indice supera il valore di 1.2. Viceversa, valori negativi di -0.5 suggeriscono la presenza di El Niña, che tende a divenire intensa se supera il valore di -1.2.
Nel prossimo inverno il MEI sarà probabilmente debolmente positiva e avremo probabilmente debole un nino debole.

SST: sono la Sea Surface Temperature, la misura le temperature delle acque superficiali: ciò che a noi interessa maggiormente è l’anomalia termica, rappresentativa di episodi di El Niño o di El Niña.
Oltre a ciò, è importante dare un'occhiata a quello che è definito il Tripolo Oceanico Atlantico delle SSTA: esso è un indice che prevede l’oscillazione di 3 fasce parallele che corrono in Oceano Atlantico, e che identificano acque superficiali più calde e più fredde.
Per tripolo positivo (+) s’intende una temperatura superficiale dell’Oceano più alta alle medie latitudini, in una linea orizzontale ipotetica congiungente la Francia e gli Stati Uniti, ed una temperatura più bassa della norma sopra e sotto.
Per tripolo negativo (-) si fa riferimento invece ad acque superficiali più fredde alle medie latitudini, e più alte sopra e sotto.
Il tripolo -, +, - favorisce una deviazione del getto alle alte latitudini, con conseguente rafforzamento dell’Anticiclone delle Azzorre alle nostre latitudini.
Il tripolo +, -, + prevede invece un netto riscaldamento delle acque superficiali dell’isola canadese di Terranova, con formazione dunque di un’alta pressione in loco: in questo contesto sarà più facile assistere ad irruzioni d’aria gelida verso le medio-basse latitudini.
Attualmente abbiamo un tripolo negativo

AO:è la Artic Oscillation, è un indice troposferico che misura la differenza di pressione tra il Circolo Polare e le medie latitudini.
Un valore positivo della AO (AO+) si traduce in un rafforzamento del Vortice Polare, con conseguente rinforzo delle aree anticicloniche alle basse latitudini, si a quindi una maggiore difficoltà nello scambio di masse d'aria per meridiani.
Un valore negativo indica invece un indebolimento del Vortice Polare, con conseguente affievolimento dell'intensità delle aree anticicloniche alle medio-basse latitudini: in questo caso, diminuisce notevolmente l'indice zonale, e pertanto le correnti occidentali possono ondularsi nel verso dei meridiani, favorendo la discesa delle correnti artiche in direzione del Mediterraneo.
per capire come potrebbe andare l'andamento di tale index ci affidiamo all'OPI :

il dato che ci viene fornito risulta essere negativo e quindi l'andamento trimestrale dell'AO potrebbe risultare molto basso. ciò verrebbe tradotto in un Vortice Polare troposferico disturbato durante l'inverno con possibilità di vedere un trimestre freddo e perturbato.
sempre a riguardo sul possibile stato di salute del VP per il prossimo inverno possiamo basarci su altri 2 importantissimi fattori, la BDC e il SAI index, cominciamo parlando del fattore BDC (Brewer e Dobson).
L'attività Solare debole e QBO negativa rappresentano un’ ottima accoppiata per l’accelerazione della circolazione della (BDC), meccanismo che regola l’equilibrio termico dell’atmosfera in cui le masse d’aria equatoriali si spostano verso i Poli ricadendo su di essi e riscaldando quindi la stratosfera polare.
Un’accelerazione di tali moti, quindi, favorirebbe eventi di StratWarming, che portano spesso ad un Vortice polare disturbato con la conseguenza di maggiori possibilità per le irruzioni fredde verso l’Europa meridionale.
passiamo ora al SAI index:
questo index si ricava dall’avanzamento e dalla velocità di estensione dello Snow Cover siberiano al di sotto del 60° parallelo dandoci informazioni utili sul possibile stato di salute del VP invernale.
Si è infatti osservato che la velocità di estensione della copertura nevosa al di sotto del 60° parallelo è altamente correlata alla possibilità di avere l'indice AO invernale negativo. E’ importante sottolineare che ciò che conta è la velocità di estensione e non l’espansione in se dello Snow cover.

ora consideriamo il SAI di quest’Ottobre: lo snow cover del 2014 ha raggiunto ottimi valori sia per estensione che per rapidità di avanzamento al di sotto del 60° parallelo. si nota una pendenza molto elevata, la più alta degli ultimi anni (retta azzurra) e anche una copertura nevosa assoluta a livelli record per gli ultimi 50 anni, seconda solo al 1976.
Uno snow cover come quello di quest’anno porta quindi a tendenziare un VP disturbato e inoltre un estensione così ampia potrebbe incentivare la formazione dell’anticiclone termico siberiano e riscaldamenti stratosferici.
NAO: è la North Atlantic Oscillation, è un indice troposferico che rappresenta il “ramo atlantico” della AO, e misura la differenza di pressione tra il Ciclone d’Islanda e l’Anticiclone delle Azzorre (si misura il gap barico tra Akureyri, in Islanda, e Punta Delgada, nelle isole Azzorre). Un valore positivo dell’indice (NAO+), in genere >0.5, indica un rafforzamento del Vortice d’Islanda, a cui si contrappone un rinvigorimento delle aree anticicloniche alle basse latitudini: con l’alta pressione delle Azzorre in gran forma, le perturbazioni e le discese fredde rimangono confinate sull’ Europa settentrionale, mentre sull’Italia il tempo permane soleggiato e mite, caratterizzato da possibili inversioni termiche nella stagione invernale.
I numerosi inverni degli anni ’90, privi di emozioni nevose e con temperature sopramedia, sono stati provocati dall’ anomala espansione dell’Anticiclone delle Azzorre, situazione classica di NAO positiva.
Al contrario, un valore negativo dell’indice (<0.5) si traduce in un minor vigore del Vortice islandese, a cui fa da rimbalzo un minor spessore dell’alta pressione delle Azzorre: ciò pone le basi per frequenti scambi meridiani, e per la discesa di correnti artiche in direzione dell’Italia.
Un dato curioso è la frequenza di episodi di NAO positiva e negativa negli ultimi 41 anni (1960-2001) durante le stagioni invernali: se consideriamo l’andamento medio mensile, emerge che i mesi trascorsi con NAO positiva sono stati 74, mentre quelli con NAO negativa appena 54.
Per prevedere la NAO invernale abbiamo utilizzato l' AZWI, un indice che viene ricavato dalle anomalie dei venti zonali sulla Alaska nei mesi di settembre e ottobre. L' AZWI ha una grande correlazione in particolare con la NAO del bimestre gennaio-febbraio
Quest' anno l' AZWI è stato di -1,84 pertanto ci attendiamo una NAO invernale negativa da gennaio.
arrivati a questo punto cerchiamo quindi di capire come potrebbe essere l'inverno 2014/2015 seocondo il nostro punto di vista..
A dicembre avremo un' alta pressione delle Azzorre (wave 2) più attiva ed invadente sul comparto europeo rispetto all' autunno che si è appena concluso. Tuttavia non ci aspettiamo un VP particolarmente disturbato, vediamo ora le 2 configurazioni che riteniamo più probabili...
1) promontorio anticiclonico sull' Europa occidentale con possibili deboli irruzioni prevalentemente da nord di aria artico marittima e nord atlantica sul mediterraneo centrale e orientale

2)Saranno comunque possibili fasi più zonali, con l' avanzata dell' alta pressione dell' azzorre sull' Europa centrale e sul mediterraneo occidentale. Con questo assetto barico saranno possibili infiltrazioni di aria più fresca da est sul sud Italia.

Anomalie termiche e pluviometriche: non ci aspettiamo grandissime anomalie sia dal punto di vista termico (probabile lieve sopra media a livello nazionale) che dal punto di vista pluviometrico.
Invece in base agli indici predittivi utilizzati per l' outlook ci attendiamo un forte SSW (Sudden Stratospheric Warming) tra fine dicembre e inizio gennaio con probabile sfondamento della soglia nam (-3). Da gennaio in poi riteniamo probabile un VP decisamente disturbato con AO/NAO negative.
Anche qui ci sono 2 possibili configurazioni bariche, vediamole brevemente...
1) ponte di Weikoff con conseguente irruzione di aria artica continentale sull' Europa centro orientale. Ci attendiamo un' irruzione abbastanza alta vista la NAO negativa.

2) Forte blocco nord Atlantico con frequenti irruzione di aria artica marittima verso l' Europa centro occidentale.

durante gennaio e febbraio sopratutto gennaio vedendo alcuni spunti dati dagli index non pensiamo comunque ad una chiusura totale atlantica ecco quindi che potrebbero esserci le basi per alcune iterazioni Est-Ovest.
Ovviamente in questi 2 mesi saranno comunque possibili fasi più zonali e ,nel caso di irruzioni troppo occidentali, ci troveremo sotto il richiamo sciroccale.
Anomalie termiche e pluviometriche : probabilmente a livello nazionale avremo temperature leggermente sotto la media 1981-2010 con precipitazioni sopra la media in modo particolare sul centronord italiano. In questi due mesi ci attendiamo i principali eventi nevosi.
vedremo di tenere comunque aggiornato questo nostro outlook cosi da capire se la nostra tendenza verrà confermata o ci saranno dei cambiamenti a livello atmosferico.
Alessandro, Luca, Riccardo.