Le conseguenze?
Un'estate meno calda della norma ma comunque con temperature piacevolmente "calde" ma - questo il risvolto della medaglia - con più frequenti infiltrazioni sulla nostra penisola di aria fresca ed instabile di origine atlantica. Come dire insomma un maggiore numero, rispetto alla norma, di giornate temporalesche al Centronord.
Ma cosa fa pensare che l'anticiclone delle Azzorre possa essere il vero protagonista di questa estate ( così come nella estate 2012 il "mattatore" era stato l'anticiclone africano)?
Ebbene, le anomalie di temperatura in atto da 2 mesi nelle acque superficiali del vicino Atlantico e del Mediterraneo occidentale. Infatti, come mostrano le figg.1 e 2, sia in maggio che in giugno le acque superficiali di tali mari (SST = Sea Surface Temperature) sono state più fredde della media climatica.
Una anomalia, come questa,che resiste ormai da 2 mesi fa ritenere che le acque fredde non siano limitate alla sola superficie del mare ma si spingano in profondità (30-50 m in estate) fino ad influenzare tutto lo strato che è sensibile a scambi di calore con la superficie marina ( strato noto come "termoclino")..
Uno strato più freddo della norma così profondo non è credibile che possa essere rimosso nel giro di qualche settimana mentre invece è probabile che resista per tutta l'estate.
Una simile ipostesi è del resto confermata dalla proiezioni di due grandi centri meteo mondiali, come l'IRI (International Research Institute for Climate and Society) e dalla NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) degli USA. Infatti come mostrato nelle figg.3 e 4, entrambi tali Enti prevedono che in questa estate le temperature delle acque superficiali del vicino Atlantico e del Mediterraneo occidentali restino più fredde della norma.
Con quali effetti?
Ebbene, acque più fredde della norma, proprio là dove in estate domina l'anticiclone delle Azzorre, comportano un rafforzamento dell'anticiclone medesimo ( la Fisica del'atmosfera insegna che i suoli freddi rafforzano le alte pressioni e indeboliscono le basse pressioni ).
Ma un anticiclone delle Azzorre più robusto del solito comporta a sua volta una sua maggiore presenza sul Mediterraneo occidentale e sull'Italia.
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