Scandalo alla scuola materna di Portonaccio
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Scandalo alla scuola materna di Portonaccio
“Bastardo, asciuga la pipì col viso”.
Tre anni, la maestra diventa mostro
Scoperta la “materna del terrore”. I piccoli tutti con meno di quattro anni di età, insultati, umiliati e percossi da un'educatrice. Accade alla “San Romano” a Portonaccio. L'insegnate agli arresti domiciliari, insieme alla coordinatrice scolastica accusata di “sapere e di coprire la collega”. Si legge nel provvedimento di custodia cautelare: “Generavano nei piccoli un clima di terrore, mettendoli in costante soggezione psicofisica, si manifestavano anche incitando alcuni di loro, solitamente i più grandi, alla violenza e alla denigrazione in danno degli altri”. I bambini più difficili coperti di insulti.
Mercoledì, 15 maggio 2013 - 09:15:00
“Scemo, zozzo, bastardo”. Contro bimbi di tre, quattro anni insulti, minacce, percosse e poi le costrizioni. Come quella di asciugare la pipì in terra stando seduti in ginocchio e con l'incubo di doverlo fare con il viso.
E' la scuola dei nuovi mostri quella che all'alba è stata “decapitata” dagli agenti del Commissariato San Basilio. Via una maestra e la coordinatrice scolastica dall'istituto San Romano al quartiere Portonaccio, nel V Municipio. Su disposizione del sostituto procuratore Eugenio Albamonte e del Gip Elvira Tamburelli, i poliziotti hanno notificato alle due donne gli arresti domiciliari come misura cautelare. Per loro si chiudono le porte della scuola dell'infanzia nella quale lavoravano.
Ma più che occuparsi dei piccoli affidati alle loro mamme, secondo le indagini della Polizia, le due donne avevano messo in piedi un sodalizio che permetteva all'insegnante comportamenti border, quasi follie considerando l'età dei cuccioli e tutto con la “copertura” sistematica della coordinatrice che sapeva ma faceva finta di non vedere.
L'indagine nasce dall'esterno dell'istituto. Gli agenti di polizia raccolgono alcune confidenze di persone che gravitano intorno alla scuola che raccontano di come una delle maestre avesse adottato un sistema educativo basato sul terrore pur di mantenere quella che nella sua mente veniva chiamata “disciplina”. In realtà si trattava di maltrattamenti e vessazioni sistematiche. “Tecniche” che che erano a conoscenza della coordinatrice Maria Rosaria C. di 57 anni ma che nei confronti della maestra F.M. Di 63 anni non si traducevano mai in nessun atto ufficiale. Nè richiami, né interventi disciplinari o denunce. Anzi, secondo le indagini, la responsabile dell'istituto “sarebbe stata a conoscenza della condotta illecita dell’insegnante, omettendo di prendere gli opportuni provvedimenti, in violazione dei suoi poteri-doveri di vigilanza e controllo, al fine di salvaguardare il buon nome dell’istituto “San Romano”.
Secondo il provvedimento che le ha bloccate in casa ai “domiciliari”, le indagini accertavano “numerosi comportamenti violenti, vessatori, offensivi e mortificanti della dignità dei bambini affidati ad essa durante l’orario scolastico”. Ancora il provvedimento formato dal sostituto procuratore: “Particolare menzione merita l’episodio nel quale un bambino colpevole di essersi fatto la pipì nei pantaloni, veniva costretto dalla maestra ad inginocchiarsi e ad asciugarla con un fazzoletto di carta, dopo essere stato minacciato, davanti agli altri bambini, di fargliela pulire con la faccia”.
E poi le violenze che “generavano nei piccoli un clima di terrore, mettendoli in costante soggezione psicofisica, si manifestavano anche incitando alcuni di loro, solitamente i più grandi, alla violenza e alla denigrazione in danno degli altri”. E non c'era alcuna pietà per i piccoli “difficili” o con disagi psicoinfantili che venivano umiliati e indicati come “scemo, zozzo, bastardo”.
E a scuola il comportamento dell'educatrice era noto. Le indagini hanno infatti appurato che nel tempo la donna era stata criticata dalle sue stesse colleghe, ma che “i comportamenti erano protetti e coperti della direttrice”.
Di fonte alle evidente testimonianze acquisite nel corso delle indagini, il sostituto Procuratore Eugenio Albamonte, “soprattutto al fine di preservare i minori sottoposti al rischio evidente della reiterazione da parte della maestra delle condotte illecite in argomento, richiedeva con urgenza una misura cautelare al Gip Elvira Tamburelli, la quale emetteva a carico delle due donne la misura cautelare degli arresti domiciliari”.
da libero.it
Tre anni, la maestra diventa mostro
Scoperta la “materna del terrore”. I piccoli tutti con meno di quattro anni di età, insultati, umiliati e percossi da un'educatrice. Accade alla “San Romano” a Portonaccio. L'insegnate agli arresti domiciliari, insieme alla coordinatrice scolastica accusata di “sapere e di coprire la collega”. Si legge nel provvedimento di custodia cautelare: “Generavano nei piccoli un clima di terrore, mettendoli in costante soggezione psicofisica, si manifestavano anche incitando alcuni di loro, solitamente i più grandi, alla violenza e alla denigrazione in danno degli altri”. I bambini più difficili coperti di insulti.
Mercoledì, 15 maggio 2013 - 09:15:00
“Scemo, zozzo, bastardo”. Contro bimbi di tre, quattro anni insulti, minacce, percosse e poi le costrizioni. Come quella di asciugare la pipì in terra stando seduti in ginocchio e con l'incubo di doverlo fare con il viso.
E' la scuola dei nuovi mostri quella che all'alba è stata “decapitata” dagli agenti del Commissariato San Basilio. Via una maestra e la coordinatrice scolastica dall'istituto San Romano al quartiere Portonaccio, nel V Municipio. Su disposizione del sostituto procuratore Eugenio Albamonte e del Gip Elvira Tamburelli, i poliziotti hanno notificato alle due donne gli arresti domiciliari come misura cautelare. Per loro si chiudono le porte della scuola dell'infanzia nella quale lavoravano.
Ma più che occuparsi dei piccoli affidati alle loro mamme, secondo le indagini della Polizia, le due donne avevano messo in piedi un sodalizio che permetteva all'insegnante comportamenti border, quasi follie considerando l'età dei cuccioli e tutto con la “copertura” sistematica della coordinatrice che sapeva ma faceva finta di non vedere.
L'indagine nasce dall'esterno dell'istituto. Gli agenti di polizia raccolgono alcune confidenze di persone che gravitano intorno alla scuola che raccontano di come una delle maestre avesse adottato un sistema educativo basato sul terrore pur di mantenere quella che nella sua mente veniva chiamata “disciplina”. In realtà si trattava di maltrattamenti e vessazioni sistematiche. “Tecniche” che che erano a conoscenza della coordinatrice Maria Rosaria C. di 57 anni ma che nei confronti della maestra F.M. Di 63 anni non si traducevano mai in nessun atto ufficiale. Nè richiami, né interventi disciplinari o denunce. Anzi, secondo le indagini, la responsabile dell'istituto “sarebbe stata a conoscenza della condotta illecita dell’insegnante, omettendo di prendere gli opportuni provvedimenti, in violazione dei suoi poteri-doveri di vigilanza e controllo, al fine di salvaguardare il buon nome dell’istituto “San Romano”.
Secondo il provvedimento che le ha bloccate in casa ai “domiciliari”, le indagini accertavano “numerosi comportamenti violenti, vessatori, offensivi e mortificanti della dignità dei bambini affidati ad essa durante l’orario scolastico”. Ancora il provvedimento formato dal sostituto procuratore: “Particolare menzione merita l’episodio nel quale un bambino colpevole di essersi fatto la pipì nei pantaloni, veniva costretto dalla maestra ad inginocchiarsi e ad asciugarla con un fazzoletto di carta, dopo essere stato minacciato, davanti agli altri bambini, di fargliela pulire con la faccia”.
E poi le violenze che “generavano nei piccoli un clima di terrore, mettendoli in costante soggezione psicofisica, si manifestavano anche incitando alcuni di loro, solitamente i più grandi, alla violenza e alla denigrazione in danno degli altri”. E non c'era alcuna pietà per i piccoli “difficili” o con disagi psicoinfantili che venivano umiliati e indicati come “scemo, zozzo, bastardo”.
E a scuola il comportamento dell'educatrice era noto. Le indagini hanno infatti appurato che nel tempo la donna era stata criticata dalle sue stesse colleghe, ma che “i comportamenti erano protetti e coperti della direttrice”.
Di fonte alle evidente testimonianze acquisite nel corso delle indagini, il sostituto Procuratore Eugenio Albamonte, “soprattutto al fine di preservare i minori sottoposti al rischio evidente della reiterazione da parte della maestra delle condotte illecite in argomento, richiedeva con urgenza una misura cautelare al Gip Elvira Tamburelli, la quale emetteva a carico delle due donne la misura cautelare degli arresti domiciliari”.
da libero.it
- Uomo di Langa
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- Iscritto il: gio dic 01, 2011 3:49 pm
- Località: Alba(CN) 172 m. s.l.m.
No,non andrebbero bene :sono persone talmente impregnate d'odio e disprezzo per il prossimo che le reazioni collaterali su di loro non potrebbero essere verosimili a quelle degli esseri umani normali.luca90 ha scritto:ma che scherziamo?? Ma roba de matt!!! I bimbi, la gioia di sto mondo!
Farabutti come cavie per i medicinali vi userei!!!
- luca90
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- Iscritto il: lun gen 26, 2009 8:32 pm
- Località: Capiago Intimiano (CO)
Forse hai ragione! Mi disgusta sapere che ci sono in giro persone del genere!!Uomo di Langa ha scritto:No,non andrebbero bene :sono persone talmente impregnate d'odio e disprezzo per il prossimo che le reazioni collaterali su di loro non potrebbero essere verosimili a quelle degli esseri umani normali.luca90 ha scritto:ma che scherziamo?? Ma roba de matt!!! I bimbi, la gioia di sto mondo!
Farabutti come cavie per i medicinali vi userei!!!
Capitemi bene, non voglio certo difendere nessun protagonista di questo orrore, ci mancherebbe! Ma ammettiamo per un'attimo che l'insegnate sia affetta da disturbi psichici, (una persona sana di mente non può concepire cose del genere, secondo me) ma la coordinatrice scolastica accusata di “sapere e di coprire la collega” com'è messa! Parliamone!!! Cioè questa pur di coprire il cu** alla collega, sana o malata di mente che sia, lascia che dei poveri bambini vengano torturati!?! In effetti, fossi nei panni dei genitori, farei molta ma mooolta fatica a non compiere azioni anche gravi!!!

- giulys
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- Iscritto il: gio gen 01, 1970 1:00 am
- Località: Torino - Lucento
Di questa vicenda ne so poco, ne ho sentito parlare solo di sfuggita.
Per principio diffido sempre di questi fatti, spesso piccole cose vengono ampliate a dismisura, un innocente scappellotto viene scambiato per percosse, punire un bimbo per cercare di educarlo diventa una tortura.
Ricordiamoci del caso di Pinerolo o di quello più famoso di Rignano, mi sembra, in cui sono stati tutti assolti dopo essere stati messi alla gogna mediatica.
Magari in questo caso le accuse sono vere, ma prudenza, prudenza .... si fa presto a rovinare delle vite.
Saluti
Per principio diffido sempre di questi fatti, spesso piccole cose vengono ampliate a dismisura, un innocente scappellotto viene scambiato per percosse, punire un bimbo per cercare di educarlo diventa una tortura.
Ricordiamoci del caso di Pinerolo o di quello più famoso di Rignano, mi sembra, in cui sono stati tutti assolti dopo essere stati messi alla gogna mediatica.
Magari in questo caso le accuse sono vere, ma prudenza, prudenza .... si fa presto a rovinare delle vite.
Saluti
Se non erro le forze dell' ordine intervengono dopo aver valutato i risultati di riprese video e microspie varie, quindi con dati ben fondati, poi che riescano a trovare delle vie di fuga alla condanna questo è un altro paio di maniche...giulys ha scritto:Di questa vicenda ne so poco, ne ho sentito parlare solo di sfuggita.
Per principio diffido sempre di questi fatti, spesso piccole cose vengono ampliate a dismisura, un innocente scappellotto viene scambiato per percosse, punire un bimbo per cercare di educarlo diventa una tortura.
Ricordiamoci del caso di Pinerolo o di quello più famoso di Rignano, mi sembra, in cui sono stati tutti assolti dopo essere stati messi alla gogna mediatica.
Magari in questo caso le accuse sono vere, ma prudenza, prudenza .... si fa presto a rovinare delle vite.
Saluti
Non ho seguito bene il caso di Pinerolo ma di fronte a certi video credo che non ci possano essere scusanti...
Francamente non so se ci sono video che testimoniano le violenze e francamente non ci tengo neppure a vederli, è vero il discorso che fai per carità, a finire nei guai da innocente è un attimo...giulys ha scritto:Ci sono dei video che dimostrano le violenze?
Circolano in rete?
Qualcuno può postare il link
E' anche vero però che le violenze sui bambini purtroppo non sono una cosa poi così rara (e non sto parlando di uno scappellotto sul sedere, quello ogni tanto scappa pure a me... e magari ci vuole pure), parlo di violenze tipo queste se non peggio
(io non l'ho guardato perchè altrimenti mi rovino la giornata)
http://www.youtube.com/watch?v=w8NjiUN6iFw
Dimmi tu se si possono accettare cose del genere...