Il lahar, come già anticipato in precedenza, non è altro che una colata di fango composta da materiale piroclastico ed acqua che scorre lungo le pendici di un vulcano. Essi hanno il comportamento, la consistenza e la viscosità del cemento: fluidi quando sono nella fase di movimento, mentre solidificano rapidamente quando si fermano.
I lahar possono essere estremamente pericolosi, a causa dell'energia e velocità che acquisiscono durante il loro percorso: un lahar grande può scorrere a decine di metri al sencondo e avanzare per molti chilometri, causando distruzioni catastrofiche lungo il loro percorso. Data la loro grande energia, sono in grado di aprirsi la strada in qualunque percorso, rendendo così più difficile fare previsioni sulla direzione del loro avanzamento.
Le cause scatenanti possono essere molteplici: 1) la neve o il ghiaccio fusi da una colata piroclastica durante un'eruzione. 2) Un'inondazione causata da un ghiacciaio o da un lago proglaciale presenti all'interno di un cratere vulcanico. 3) Intense piogge causate da un'eruzione vulcanica esplosiva che produce grandi quantitativi di vapore, creando così temporali di origine vulcanica, che si riversano sulle pendici del vulcano creando valanghe di fango. 4) Piccoli sismi correlati all'attività vulcanica, che provocano lo scivolamento a valle dei detriti accumulati sul pendio dell'edificio vulcanico.
Sempre secondo il D.N.R., considerato che il Monte Rainier produce lahar ogni 500-1000 anni e che l'ultima importante colata risale a 600 anni or sono, al momento, città come Orting, Sumner, Puyallup e Fife, sino a raggiungere i porti di Seattle e Tacoma, sarebbero esposte ad un rischio considerevole.
ANGELO RUGGIERI