MONITORIAMO L'ATTUALE ANDAMENTO DELL'ITCZ - Come già anticipato, la posizione del fronte d'ITCZ è spesso determinante nel favorire le risalite dell'anticiclone africano sul Mediterraneo e, talvolta, verso l'Europa. In questo periodo forse è ancora un po' prematuro richiamare l'ITCZ (prime fasi di fisiologica risalita verso nord) sulle precoci dinamiche calde che hanno coinvolto le nostre latitudini. In base ai dati a nostra disposizione, riferiti alla situazione fino alla conclusione della seconda decade d'aprile, possiamo notare come la linea dell'ITCZ è risultata più bassa della norma sul comparto africano centro-occidentale, mentre è salita su valori normali o di poco superiori per quanto concerne la parte orientale dell'Africa.
GLI EFFETTI SUL METEO RECENTE IN EUROPA - Una linea ITCZ più bassa della norma sul lato occidentale dell'Africa ha evidentemente lasciato totale libertà d'azione alle depressioni atlantiche, le quali ad un certo punto hanno affondato decisamente verso l'Iberia ed il Marocco. In questo contesto l'anticiclone africano è risalito sul Mediterraneo Centro-Orientale, andando poi ad erigere un vasto scudo di blocco su buona parte dell'Europa dell'Est, dove si è avuta l'esplosione del caldo di stampo estivo. In sintesi, sull'Italia, esposta ai riflessi del ramo occidentale dell'ITCZ, si è avuta solo una breve fiammata di caldo, mentre sull'Europa Centro-Orientale la fase di calore anomala è stata molto più duratura: non a caso l'ITCZ era salita in modo notevole sul settore orientale africano.
La linea rossa indica l'andamento dell'ITCZ durante la seconda decade di aprile, mentre quella nera rappresenta il valore climatologico normale per questo periodo. Evidente il posizionamento più a sud rispetto alla norma, per quanto concerne la porzione occidentale africana. Le aree colorate rappresentano le precipitazioni cadute nei territori africani prossimi all'ITCZ, sempre con riferimento al periodo 11-20 aprile 2012. Fonte NOAA.
La posizione del fronte intertropicale (in azzurro) nella sua parte orientale del Continente Africano durante la seconda decade di aprile: la posizione media è stata attorno ai 10°N, più o meno in linea con il valore climatologico dopo essere rimasta in precedenza sottomedia. Fonte NOAA.POSSIBILE EVOLUZIONE - In attesa dei prossimi dati, che avranno modo di delineare un quadro più chiaro sull'andamento recentissimo dell'ITCZ, si potrebbe sostenere sulla base di esso (e non solo, ma anche di altri indici climatici) che le prossime settimane potrebbero non essere così diverse dagli scenari meteo che hanno contraddistinto aprile. In sostanza, ci aspettiamo un tipo di tempo dinamico dove eventuali fiammate calde africane potrebbero alternarsi in modo repentino con irruzioni fresche e perturbate nord-atlantiche. Negli ultimi anni la porzione occidentale dell'ITCZ è spesso rimasta sottomedia fino agli inizi dell'estate, tanto da penalizzare gli inizi della cosiddetta "bella stagione": si sono avuti mesi di giugno spesso turbolenti e non ci sarebbe troppo da sorprendersi se accadesse anche quest'anno, perlomeno sulla base degli elementi attuali.MAURO MELONI