Qui voglio prescindere dal caso giudiziario del nostro premier per analizzare le possibili ripercussioni a livello di comportamenti sessuali Silvio Berlusconi ovviamente rispecchia un tipo di società fortemente sessuofobico e maschilista che porta a vedere la donna come un oggetto e uno strumento con cui soddisfare le proprie pulsioni sessuali. La donna italiana tra l'altro si presta a interpretare questo tipo di ruolo: mi riferisco soprattutto alle ragazze che guardano il "Grande Fratello" e alle aspiranti veline. L'impero mediatico del sultano, qualcuno si ricoderà il Drive in degli albori televisivi, altro non ha fatto che creare i presupposti per il teatrino attuale di cui Tinto Brass ha detto incredulo: "sembra di essere in un film". Da una parte i ricchi e i potenti puttanieri che probabilmente non hanno potuto godere dei piaceri gratuiti del sesso vero quando erano piu giovani (povere le ex mogli dico io ! ) , dall'altra le ancille che si prestano all'iniziazione del bunga bunga per uscire dalla mediocrità sociale, si fa per dire ovviamente.
Il grande rischio di tutta questa tempesta mediatica è che il Rubygate favorisca indirettamente un riflusso nel cattolicesimo bigotto, un regresso generalizzato dei costumi sessuali degli italiani. Insomma da un estremo all'altro: dal libertinismo bigotto (incarnato dal Superman di Arcore) si passerebbe all'adesione coatta ai precetti sessuali della Chiesa, che sarebbe altrettanto indesiderabile quanto il primo da un punto di vista laico e di sessualità responsabile. Ovviamente si si vuole considerare il sesso senza pregiudizi e soprattutto se si ha a cuore la salute sessuale degli italiani, uomini e donne tra i più frustrati d'Europa tra le lenzuola (grazie a TV e mamma Chiesa ) !
il Rubygate denota tra l'altro l'immaturità sessuale degli italiani !
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