la domanda sorge spontanea
indice ICTZ ......dal report di Luca Angelini
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cammach
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indice ICTZ ......dal report di Luca Angelini
Tra i vari indici che siamo andati a controllare spiccano diversi elementi che farebbero propendere per un avvio di inverno piuttosto deciso, tra questi un discreto disturbo del vortice polare, una situazione dei venti stratosferici favorevole agli scambi meridiani, un blocco di aria molto fredda sulla vicina Russia. Bene ma allora perchè il freddo, quello vero, non arriva? E' la classica "sindrome degli anni'90", ossia quella modifica della circolazione generale dell'atmosfera che ha visto spostarsi verso nord tutto il blocco anticiclonico subtropicale. Nel periodo attuale la questione è ben evidente dall'indice ITCZ, che rileva la posizione della confluenza degli Alisei nella fascia intertropicale. L'indice è troppo alto. Finchè la situazione rimarrà tale, in grande freddo non rischierà la calata sul Mediterraneo. Report Luca Angelini
la domanda sorge spontanea
ma non dovrebbero fare fatica anche le perturbazioni atlantiche allora ? come mai si cita solo ora questo indice ?? possibile che ogni anno ce ne debba essere una ?

la domanda sorge spontanea
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Fabietto17
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Domanda più che lecita.
Allora: consideriamo l'ITCZ come la linea di confluenza tra due diverse circolazioni (in effetti lo è) a livello equatoriale. Lo sbilanciamento verso nord (nel nostro emisfero) di questa linea di confluenza (non ti sto a spiegare perchè ma anche le variazioni circolatorie a livello climatico tendono a incidere sull'evento), tende a spingere parimenti verso nord la circolazione adiacente, quella che fa capo alla fascia anticiclonica subtropicale. A sua volta viene spinta verso nord anche la fascia delle storm tracks, l'ulteriore linea di demarcazione tra le masse d'aria subtropicali e quelle polari (non artiche), ben rappresentata dalle onde planetarie. Dai due contrasti anzidetti nascono rispettivamente la corrente a getto subtropicale e quelle polare.
Ma le storm tracks (schematicamente) altro non sono se non il letto nel quale si sviluppano e scorrono le onde barocline, ossia (altrettanto schematicamente) le perturbazioni atlantiche. Ma c'è ancora un gradino: la massa d'aria artica, quella che porta l'inverno vero. Risulta ancora più a nord, ancora più lontana. Allora, in caso le onde planetarie impostate dal vortice polare siano disturbate (come in effetti è da inizio stagione) i primi cavi che ci vengono addosso sono quelli facenti capo alle storm tracks, quindi le perturbazioni atlantiche. In questo caso l'ITCZ cede in alcuni punti (qui però sovvengono altri indici come la MJO o le SST) ma riesce ancora a sorreggere tutta la circolazione delle latitudini superiori.
Nel caso in cui il disturbo al vortice polare risulti ancora maggiore, risulterà ancora maggiore anche la spinta meridiana e dunque l'avvicinamento alle nostre latitudini del blocco artico. E' quello che sta accadendo in questo frangente. Fino alla fine di dicembre però l'ITCZ era probabilmente ancora alta (i dati attualmente non sono aggiornati) e infatti le sacche depressionarie una volta scese dall'Artico (qui è entrato in gioco un disturbo del vortice polare stratosferico ad opera di un riscaldamento in sede artica con successiva propagazione verso il basso) si appiattivano sull'Europa centro-settentrionale lambendo appena in nord Italia (freddo e neve del 21 dicembre). Ora invece riescono a penetrare in profondità sul comparto afro-mediterraneo occidentale, fino a cacciare in quel punto verso sud il getto subtropicale, quindi con il percorso inverso, anche l'ITCZ.
Da qui lo sfogo del gelo che si avvicina sempre più all'Italia, quel gelo che dissi essere come una bomba senza innesco. Dissi anche "Finchè la situazione rimarrà tale, in grande freddo non rischierà la calata sul Mediterraneo". Ecco, è giunto il momento che tale impianto di blocco meridiano venga smantellato, proprio con l'inizio del nuovo anno. Da qui via libera all'inverno.
Scusa il ritardo nella risposta ma ho letto solo ora il messaggio.
Salutoni.
Luca Angelini
Previsore
www.meteolive.it - www.meteoitalia.it
Allora: consideriamo l'ITCZ come la linea di confluenza tra due diverse circolazioni (in effetti lo è) a livello equatoriale. Lo sbilanciamento verso nord (nel nostro emisfero) di questa linea di confluenza (non ti sto a spiegare perchè ma anche le variazioni circolatorie a livello climatico tendono a incidere sull'evento), tende a spingere parimenti verso nord la circolazione adiacente, quella che fa capo alla fascia anticiclonica subtropicale. A sua volta viene spinta verso nord anche la fascia delle storm tracks, l'ulteriore linea di demarcazione tra le masse d'aria subtropicali e quelle polari (non artiche), ben rappresentata dalle onde planetarie. Dai due contrasti anzidetti nascono rispettivamente la corrente a getto subtropicale e quelle polare.
Ma le storm tracks (schematicamente) altro non sono se non il letto nel quale si sviluppano e scorrono le onde barocline, ossia (altrettanto schematicamente) le perturbazioni atlantiche. Ma c'è ancora un gradino: la massa d'aria artica, quella che porta l'inverno vero. Risulta ancora più a nord, ancora più lontana. Allora, in caso le onde planetarie impostate dal vortice polare siano disturbate (come in effetti è da inizio stagione) i primi cavi che ci vengono addosso sono quelli facenti capo alle storm tracks, quindi le perturbazioni atlantiche. In questo caso l'ITCZ cede in alcuni punti (qui però sovvengono altri indici come la MJO o le SST) ma riesce ancora a sorreggere tutta la circolazione delle latitudini superiori.
Nel caso in cui il disturbo al vortice polare risulti ancora maggiore, risulterà ancora maggiore anche la spinta meridiana e dunque l'avvicinamento alle nostre latitudini del blocco artico. E' quello che sta accadendo in questo frangente. Fino alla fine di dicembre però l'ITCZ era probabilmente ancora alta (i dati attualmente non sono aggiornati) e infatti le sacche depressionarie una volta scese dall'Artico (qui è entrato in gioco un disturbo del vortice polare stratosferico ad opera di un riscaldamento in sede artica con successiva propagazione verso il basso) si appiattivano sull'Europa centro-settentrionale lambendo appena in nord Italia (freddo e neve del 21 dicembre). Ora invece riescono a penetrare in profondità sul comparto afro-mediterraneo occidentale, fino a cacciare in quel punto verso sud il getto subtropicale, quindi con il percorso inverso, anche l'ITCZ.
Da qui lo sfogo del gelo che si avvicina sempre più all'Italia, quel gelo che dissi essere come una bomba senza innesco. Dissi anche "Finchè la situazione rimarrà tale, in grande freddo non rischierà la calata sul Mediterraneo". Ecco, è giunto il momento che tale impianto di blocco meridiano venga smantellato, proprio con l'inizio del nuovo anno. Da qui via libera all'inverno.
Scusa il ritardo nella risposta ma ho letto solo ora il messaggio.
Salutoni.
Luca Angelini
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