Mi preme sottolineare alcune piccole note a riguardo, soprattutto per coloro che ignorano questo sito naturalistico così particolare.
Erano in due a contendersi il primato di ghiacciai più meridionali d’Europa, il Calderone e il Picato de Veleta nella Sierra Nevada ma quest’ultimo si è da poco estinto lasciando al nostro ghiacciaio un posto a dir la verità poco ambito in quanto a questa latitudine è in continua lotta per la sopravvivenza dalla fine dell'800.
Nonostante abbia più volte rischiato l’estinzione dagli anni ’60 ad oggi, il nostro ghiacciaio resiste agli attacchi di inverni avari di neve ed estati sempre più calde e lunghe.
Più volte è stato declassato a glacionevato ma è un ghiacciaio a tutti gli effetti pur non presentando scorrimento. Presenta infatti del ghiaccio fossile ben protetto da spessi strati di detriti.
Nel periodo di massima espansione, nella seconda metà del 1800, la sua fronte arrivava fino al rifugio Franchetti, come testimonia la morena nei pressi dello stesso. Si stima che avesse un volume pari a 4 milioni e 300 mila metri cubi.
Ben diversa la situazione attuale, con poco più di 350 mila metri cubi di volume. Tuttavia negli ultimi 5 anni abbiamo assistito ad un rinvigorimento degli apporti nevosi maggiormente apprezzabile nell’ultimo inverno 2008/2009 che per il momento hanno scongiurato l’estinzione del ghiacciaio.
Lascio adesso lo spazio alle mie immagini.







Qui siamo nella grande conca carsica di Campo Pericoli, quota media 2500 mt. esposizione ovest. Molto significativi i nevai considerando quota, esposizione e periodo.
In fondo si vede la piramide del Pizzo Cefalone.



Spero di aver soddisfatto la curiosità di giulys e che questo mio lavoro sia stato utile anche agli altri.