Questa mossa è stata considerata una svolta strategica di quello che era il tempio dell'ortodossia monetaria, soprattutto a causa della posizione tedesca. In realtà, la BCE persegue da tempo una tacita espansione monetaria, avendo aumentato il proprio bilancio del 40% dall'agosto 2008. Questo supera attualmente i 2 trilioni di euro ed è perciò più grande di quello della Federal Reserve (che è di 2,3 trilioni di dollari).v
Tutto ciò ribadisce l'assurdità del sistema Euro. La BCE, una ONG a tutti gli effetti, non può – secondo il trattato di Maastricht – acquistare titoli di debito pubblico, nonostante essi siano garantiti dalle entrate fiscali. Ma può acquistare carta finanziaria senza valore sul mercato. L'Art. 18 dello statuto della BCE afferma che l'istituto di Francoforte può "operare sui mercati finanziari, comprando o vendendo titoli o prestando o prendendo in ******** titoli e strumenti negoziabili". Ma chi decide se i titoli sono "negoziabili"?
Il "passaggio del Rubicone" della BCE è la conseguenza del consenso raggiunto al disastroso vertice del G20 a Londra il 1-2 Aprile. Come hanno riferito alcune fonti la "exit strategy" adottata a quel vertice passa per una politica di "inflazione controllata" onde temperare l'iperindebitamento degli stati che si accollano i salvataggi bancari. Di fatto, questa politica scatenerà l'iperinflazione.
Mentre pochi sembrano capirlo, certi ambienti tedeschi suonano il campanello d'allarme. La Germania fu costretta a cedere il marco, la moneta più solida della storia, in cambio di quello che ora viene trasformato in denaro da Monopoli . Il ben noto spettro dell'iperinflazione di Weimar bussa alla porta.
Il 5 maggio la diffusa rivista tedesca Focus ha pubblicato un servizio di copertina dedicato all'inflazione, illustrandola con una mano che tiene delle banconote che si sciolgono. L'articolo è abbastanza dettagliato, e ricorda che nel 1923 un panino poteva costare 14 milioni di Reichsmark un giorno e 18 milioni il giorno dopo, quando i negozi non accettavano più il valore nominale delle banconote dopo le dodici, perché quella era l'ora in cui la banca centrale fissava quotidianamente il valore del denaro. La gente era costretta a trascinare valigie piene di soldi per fare la spesa. I redditi da lavoro si assottigliavano allo stesso ritmo.
La rivista aggiunge un chiaro avvertimento ai lettori, di non farsi ingannare da certe attuali tendenze deflazionistiche, perché l'inflazione è dietro l'angolo.