Riporto integralmente articolo da Varesenews.it:
Busto Arsizio - La organizza per venerdì 7 novembre a Villa Tovaglieri il Circolo Giovani T.S. Eliot, ospiti il prof. Franco Battaglia, l'assessore regionale Buscemi, l'assessore provinciale Marsico
Nucleare, riproviamoci: una serata a favore del ritorno all'atomo
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Il Circolo giovani di Busto Arsizio “T.S. Eliot” organizza per venerdì 7 novembre alle ore 20.30 presso la Sala comunale di Villa Tovaglieri (via Volta, 11, Busto Arsizio) una conferenza sul tema del possibile ritorno al nucleare caldeggiato dal governo Berlusconi, per bocca del ministro per le Attività Produttive, Claudio Scajola.
“Il Circolo”, spiega il presidente, Alberto Pisoni, “è lieto di poter trattare un tema molto importante, forse poco sentito dalla gente, ma di vitale importanza per il Paese. Tutti i bustocchi sono al corrente delle critiche all’inceneritore, fatte dagli abitanti della zona; nessuno invece dice che quell’inceneritore è a norma e che si dovrebbe non chiuderlo, bensì incentivarlo e farlo crescere al passo con l’avanzare delle tecnologie. Questo per dire che il tema dell’energia tocca tutti noi: a Gorla Maggiore adesso si è avviato un processo di sfruttamento dei rifiuti della discarica per ricavarne energia. Questa è la politica che occorre seguire per dare un impulso energetico al nostro Paese. Il ritorno al nucleare, inoltre, è indispensabile, sotto due profili: scientifico ed economico. A livello di produttività il nucleare è immensamente superiore a qualsiasi altra fonte energetica, soprattutto quelle rinnovabili e a livello economico è molto più conveniente costruire centrali nucleari che sviluppare altre fonti di energia. Infine è ora di spazzare via la demagogia sulla pericolosità del nucleare: le centrali vanno curate ed il dramma di Cernobyl è frutto del cattivo uso fatto dai sovietici di quella centrale. Inoltre nessuno dice che Enel sta costruendo centrali in altri Paesi europei: e perché non costruirle in Italia?”
La conferenza, dal titolo “Le fonti energetiche e il ritorno al nucleare”, sarà organizzata in due parti: dopo l’introduzione del presidente del Circolo Alberto Pisoni, si darà spazio ai relatori. Il Professore Franco Battaglia, docente di chimica ambientale all’Università di Modena e studioso di fama internazionale in campo energetico, affronterà il profilo scientifico del tema, mentre l’assessore regionale Massimo Buscemi e l’assessore provinciale Luca Marsico si occuperanno del profilo politico e istituzionale spiegandoci cosa hanno intenzione di fare, rispettivamente, la Regione Lombardia e la Provincia di Varese in campo energetico, specialmente dopo il proclama del governo per il ritorno all’energia nucleare. La discussione verrà moderata dal direttore de “Il Domenicale”, Angelo Crespi.
“Crediamo che una giusta educazione al tema dell’energia – continua il presidente Alberto Pisoni – vada portata avanti da tutte le amministrazioni locali che, essendo le più vicine al cittadino e alle problematiche delle città, hanno la possibilità di affrontare meglio il problema e di spiegare i vantaggi di certe scelte energetiche. Per questo abbiamo invitato tutta la giunta comunale e l’intero Consiglio comunale, con l’augurio che possano essere presenti e possano prendere spunto da un dibattito sicuramente qualificato sull’argomento”.
Energie alternative: il nucleare. Conferenza a Busto A.
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
Io di per sé non sono contro il nucleare ma si deve risolvere il problema delle scorie. Occorre investire in quello di IV generazione che prevede un riutilizzo delle scorie quasi integrale. Invece vedendo l'ultima puntata di Report mi sono spaventato nel vedere che anche se l'Italia ha deciso nell'87 di uscire dal nucleare ci sono ancora molti pericoli legati alla sicurezza delle centrali e ai costi molto alti per gestire le scorie, che ancora non hanno trovato una ricollocazione.
Riguardo alla spazzatura, più che nel termovalorizzatore tradizionale occorre investire nel thor e nel trattamento meccanico biologico, nel quale la spazzatura viene suddivisa e trasformata in combustibile con costi inferiori e con meno impatto ambientale.
Quindi, se il governo intende proseguire su queste strade, tenga conto dei sistemi più avanzati. Poi non trascuri completamente le fonti rinnovabili, come pare stia facendo.
Riguardo alla spazzatura, più che nel termovalorizzatore tradizionale occorre investire nel thor e nel trattamento meccanico biologico, nel quale la spazzatura viene suddivisa e trasformata in combustibile con costi inferiori e con meno impatto ambientale.
Quindi, se il governo intende proseguire su queste strade, tenga conto dei sistemi più avanzati. Poi non trascuri completamente le fonti rinnovabili, come pare stia facendo.
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PIERDIAVOLO2
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Nucleare di III generazione? No grazie, molto meglio le rinnovabili
Le informazioni che riporti sono piuttosto "di parte".
Non è affatto vero che ricominciare col nucleare in Italia sia conveniente, sempre che sia davvero possibile. Intendo il nucleare industrialmente disponibile al giorno d'oggi.
Considerando TUTTI i costi della tecnologia, dalla costruzione ex novo delle centrali, alla loro gestione e manutenzione, al costo dell'uranio, e soprattuto allo smaltimento delle scorie (che se fatto come dovrebbe ha dei costi tutt'altro che trascurabili e su tempi lunghissimi), ma anche i costi indiretti legati a problemi di salute laddove le scorie (e succede sempre) siano smaltite in modo illecito, non è affatto conveniente, ma soprattutto è MENO conveniente del solare fotovoltaico, e MOLTO MENO conveniente dell'eolico (che ormai si avvicina a grandi passi alla "grid parity", ovvero al costo che può ripagarsi senza incentivi - tra una manciata di anni). Si stima un costo per il nucleare di 5 euro al kWh (compresi TUTTI i costi che ho elencato), mantre il solare fotovoltaico di grandi dimensioni è passato oramai da 5 a 4 euro al kWh, mentre l'eolico di grandi dimensioni è sceso abbondantemente sotto i 3 euro al kWh e punta dritto verso i 2.
Con una piccola differenza.
I 5 euro al kWh del nucleare non ci garantiranno il risultato prima di una decina di anni, portano con se comunque un rischio (che può tramutarsi in costi aggiuntivi), e non si tratta di risorsa rinnovabile (prezzo dell'uranio destinato a crescere sempre di più per la sua sostanziale scarsità nel pianeta).
I 4 - 4,5 euro al kWh del fotovoltaico stanno rapidamente calando (nuove tecnologie che prescindono dal silicio, già in commercio, tipo telloruro di cadmio o CIGS), ed in pochissimi anni raggiungeranno i 3 euro al kWh.
Costo che si sconta solo una volta all'inizio e che poi ha costi praticamente nulli di manutenzione. E cosa non certo trascurabile, è tecnologia a rischio zero, pulita e sostenibile (risorsa illimitata).
Ridendo e scherzando intanto, in 3 anni di incentivazione la potenza installata del solare fotovoltaico in Italia è giunta a 230 MWp, ovvero più o meno la potenza di un reattore nucleare di medie dimensioni.
Ovvero mentre il governo attuale continua a farsi le p...pe mentali per una cosa che forse si può fare tra 10 anni a costo salato e che certo non può definirsi pulita e sostenibile, in soli 3 anni è spuntata un centrale pulita ed inesauribile a costi paragonabili a quelli, che comunque sono costi difficilmente valutabili in aggiunta a quelli prima da me riportati, in termini di denaro e rischio sanitario ambientale.
Quello che ci vuole in Italia è:
+ rinnovabili
+ efficienza energetica
Dunque + innovazione
Altro che queste cose superate (roba di 20 anni fa), costose, e pur sempre rischiose
Ultima consideazione. L'Italia potrebbe essere leader nel settore solare.
Invece, anzichè cogliere l'occasione, trasformando una necessità in una opportunità, si trova ad inseguire Germania, Spagna ed Inghilterra, e neanche con troppa convinzione.
Davvero sconcertante
Non è affatto vero che ricominciare col nucleare in Italia sia conveniente, sempre che sia davvero possibile. Intendo il nucleare industrialmente disponibile al giorno d'oggi.
Considerando TUTTI i costi della tecnologia, dalla costruzione ex novo delle centrali, alla loro gestione e manutenzione, al costo dell'uranio, e soprattuto allo smaltimento delle scorie (che se fatto come dovrebbe ha dei costi tutt'altro che trascurabili e su tempi lunghissimi), ma anche i costi indiretti legati a problemi di salute laddove le scorie (e succede sempre) siano smaltite in modo illecito, non è affatto conveniente, ma soprattutto è MENO conveniente del solare fotovoltaico, e MOLTO MENO conveniente dell'eolico (che ormai si avvicina a grandi passi alla "grid parity", ovvero al costo che può ripagarsi senza incentivi - tra una manciata di anni). Si stima un costo per il nucleare di 5 euro al kWh (compresi TUTTI i costi che ho elencato), mantre il solare fotovoltaico di grandi dimensioni è passato oramai da 5 a 4 euro al kWh, mentre l'eolico di grandi dimensioni è sceso abbondantemente sotto i 3 euro al kWh e punta dritto verso i 2.
Con una piccola differenza.
I 5 euro al kWh del nucleare non ci garantiranno il risultato prima di una decina di anni, portano con se comunque un rischio (che può tramutarsi in costi aggiuntivi), e non si tratta di risorsa rinnovabile (prezzo dell'uranio destinato a crescere sempre di più per la sua sostanziale scarsità nel pianeta).
I 4 - 4,5 euro al kWh del fotovoltaico stanno rapidamente calando (nuove tecnologie che prescindono dal silicio, già in commercio, tipo telloruro di cadmio o CIGS), ed in pochissimi anni raggiungeranno i 3 euro al kWh.
Costo che si sconta solo una volta all'inizio e che poi ha costi praticamente nulli di manutenzione. E cosa non certo trascurabile, è tecnologia a rischio zero, pulita e sostenibile (risorsa illimitata).
Ridendo e scherzando intanto, in 3 anni di incentivazione la potenza installata del solare fotovoltaico in Italia è giunta a 230 MWp, ovvero più o meno la potenza di un reattore nucleare di medie dimensioni.
Ovvero mentre il governo attuale continua a farsi le p...pe mentali per una cosa che forse si può fare tra 10 anni a costo salato e che certo non può definirsi pulita e sostenibile, in soli 3 anni è spuntata un centrale pulita ed inesauribile a costi paragonabili a quelli, che comunque sono costi difficilmente valutabili in aggiunta a quelli prima da me riportati, in termini di denaro e rischio sanitario ambientale.
Quello che ci vuole in Italia è:
+ rinnovabili
+ efficienza energetica
Dunque + innovazione
Altro che queste cose superate (roba di 20 anni fa), costose, e pur sempre rischiose
Ultima consideazione. L'Italia potrebbe essere leader nel settore solare.
Invece, anzichè cogliere l'occasione, trasformando una necessità in una opportunità, si trova ad inseguire Germania, Spagna ed Inghilterra, e neanche con troppa convinzione.
Davvero sconcertante