Corrente a getto

Stanza dove i principianti o i meno esperti del forum pongono domande ai più esperti per imparare le principali nozioni della Meteorologia e avvicinarsi a questa scienza affascinante ma un po' ostica.
Cos'è il foehn? I GPT? Una saccatura? Temperature a 850Hpa? Un cuscinetto freddo? Qui troverete molte risposte alle vostre domande!

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Casperino
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Corrente a getto

Messaggio da Casperino »

o Jet Stream...

parto da questo aneddoto: ricordo che a febbraio, durante il volo per San Francisco, appena sopra l'atlantico il comandante del volo ci comunicò di allacciare le cinture di sicurezza perchè avremmo attraversato una zona con forti venti di jet stream.

Se non ricordo male stavamo volando ad una quota di circa 10.000 m

E' questa la quota percorsa dalla corrente a getto? Quali sono le sue caratteristiche fisiche e termo-dinamiche? Che influenza ha a livello delle varie quote (soprattutto la 500 hPa)?
In che modo influenza depressioni, hp, e se lo fa, la sua influenza si spinge anche a livello del suolo?

Questa è una carta della velocità dei venti a 300 hPa, le macchie viola (a oltre 200km/h) possono essere la jet stream?

Grazie 1000 per le risposte!
:wink:
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FALCO
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Messaggio da FALCO »

Ciao casper
Ti sei perso l'articolo di ML?Te lo allego risponde a tutto. :D
La corrente a getto: il vero REGISTA del tempo
Cosa sono? Qual è il loro ruolo nella circolazione generale dell’atmosfera?
Clicca l'immagine per ingrandirla (guarda la tua che è la stessa cosa)

Una carta che indica il geopotenziale e la velocità del vento alla superficie isobarica di 300 hPa (fra gli 8,5 ed i 9,5 km di altezza) sull'Europa. Le chiazze colorate indicano velocità delle correnti piuttosto elevate e quindi permettono di individuare le "fasce" entro le quali scorrono le correnti a getto. Nel caso in questione si nota un'onda molto marcata diretta lungo i meridiani fra la Spagna e la Scandinavia, sintomo di temperature eccessivamente fuori della norma in alcune zone dell'emisfero. Immagine tratta da NGP-FNMOCNoi sappiamo che in molti casi il vento al suolo, soprattutto se è debole, ha una direzione completamente diversa da quello che sospinge le nubi; infatti il vento alle quote più elevate della troposfera (tra i 6 ed i 12-15 km di altezza) è influenzato in misura estremamente minore da eventuali ostacoli rappresentati da catene montuose oppure dalla presenza di una superficie marina.

Di conseguenza il flusso delle correnti a tali quote è molto più regolare e continuo che non negli strati bassi; in particolare a partire dai 7-8 km di quota per arrivare fin verso i 10 km il vento in ogni singolo emisfero presenta velocità generalmente blande o moderate (fra i 30 ed i 70 km/h), ma in realtà sono presenti anche due fasce molto strette dove la velocità raggiunta dall’aria invece sfiora ed a volte supera i 300 km/h.

Questi “nastri” sono chiamati CORRENTI A GETTO, ed hanno la funzione di ridistribuire il calore immagazzinato dall’atmosfera un po’ su tutto il “guscio” sferico che ingloba la Terra a tali altezze; in ogni emisfero ne abbiamo una che ha la sua sede naturale attorno al 55°-60° parallelo (la corrente a getto POLARE), ed un’altra che invece risiede normalmente al 30°-35° parallelo (la corrente a getto SUBTROPICALE).

Generalmente la loro azione basta a svolgere il compito che gli è stato assegnato, e di conseguenza scorrono velocemente da ovest verso est tentando di portare la temperatura ad un valore uniforme ovunque; ovviamente per vari motivi questa condizione non è realizzabile ed anzi, una certa differenza di temperatura fra il bordo settentrionale e quello meridionale di una qualunque delle due correnti si mantiene sempre.

Quando le due fasce di correnti non riescono più a mantenere una situazione più o meno “stabile” dal punto di vista termico abbiamo la seguente situazione: a latitudini tropicali si accumula troppo calore e quindi i valori termici salgono eccessivamente, oppure (viceversa) a latitudini polari la temperatura scende troppo; l’unico modo che hanno le correnti d’alta quota per ovviare a questo problema è quello di rallentare vistosamente, cominciando a formare “onde” vere e proprie, che si sviluppano (sempre rimanendo ad una quota prestabilita) nel senso dei meridiani (quindi verso nord o verso sud).

L'azione di queste onde permette perciò la formazione di potenti anticicloni e di profonde depressioni nei bassi strati dell’atmosfera, il cui compito sarà quello di accelerare la discesa di aria fredda verso sud, o la risalita di aria calda verso nord, per aumentare l'efficienza del processo di compensazione termica che normalmente svolgono da sole le correnti a getto.

Quello descritto è il compito principale dei venti d’alta quota, ma in realtà essi hanno altre funzioni, come ad esempio portare il tempo stabile sul Mediterraneo durante l’estate, oppure guidare il freddo verso latitudini inferiori durante l’inverno.

In generale alla loro presenza possono essere ricondotti i movimenti delle strutture bariche alle quote medie e basse della troposfera, quindi una analisi completa della situazione del tempo in una certa area geografica non può non considerare anche i movimenti di tali correnti.
Lorenzo Catania
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