E' veropicchio70 ha scritto:Volevo solo aggiungere una considerazione.
Il suggerimento che mi sento di esprimere è quello di diffidare
sempre da condizioni troposferiche molto scombussolate, split o comunque
grandi disgregazioni polari, sono molto affascinanti e cariche di aspettative
ma nel 95% dei casi non ci riguarda .
Per noi occorrono dinamiche equilibrate senza troppo debolezza del vortice,
più che sufficienti a dinamiche invernali.
Ho anche letto , in riferimento agli articoli della radiazione, a proposito
del grande gelo che si accumula al polo e che necessariamente questo deve trovare sfogo.
Bene , ritengo che non sia così, questa storiella è vecchia come il Cucco.
In primis ci sono molti territori in cui ciò può accadere e sono sempre i soliti
e poi dobbiamo fare i conti con l'amplificazione artica , cioè il processo
termo fluido dinamico che attua la conservazione d'energia a protezione
del mantenimento di masse gelide all'interno del getto polare , dinamica
questa che si sta amplificando in maniera proporzionale all'aumento termico
artico ( +4) e che si manifesta attraverso il consolidamento della corda polare .
Serve poi intrusione di calore al polo per favorire scambi meridiani di questo tipo
La tendenza di questi anni, per gli inverni, è di avere stagioni tardive, che presentano le configurazioni più accattivanti, specie in Europa, tra fine febbraio e inizio aprile quando stratosfera e luce del sole hanno detto la loro..
lo so che è più suggestivo un po' per tutti avere il gelo e la neve in pianura tra dicembre e gennaio quando il buio rende tutto più spettacolare e anche l'atmosfera natalizia fa il suo, ma questi anni sta andando così, in pratica è dal 2017 che manca un'ondata di freddo major in Europa meridionale nel periodo dicembre-prima parte di gennaio, cioè il periodo di massimo buio.






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