OTTOBRE 2023 - MODELLI LIVE
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grandeinverno
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L'apice della calura dovrebbe arrivare nel weekend tra il 7 e l'8 ottobre quando ci aspettiamo estreme anomalie su Spagna, Portogallo e Francia, addirittura fino a 14 o 15 °C al di sopra delle tipiche medie di inizio ottobre. Praticamente, registreremo temperature da piena estate, anche superiori ai 33-34 °C. Situazione anomala anche per il Nord Italia, dove ci aspettiamo anomalie fino a 10 °C nel corso del prossimo weekend, mentre, man mano che ci spostiamo verso sud, le anomalie diventano sempre più blande.
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grandeinverno
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La gravità della situazione è data non tanto dai picchi di temperatura che a volte si sono raggiunti anche 20 30 anni fa ma sporadicamente, inseriti in mesi normali potevano verificarsi toccate e fuga di valori estremi. Quello che stiamo vivendo è una vera estate che dura da settimane, giorni e giorni di valori massimi fuori scala, la durata ormai ridotta delle ore di luce impedisce di arrivare a valori ancora superiori ma per il resto è estate piena, ne pes e ne ottobrata, è estate.
Anomalie di questa intensità che durano così tanto ritorno a dire che climaticamente sono catastrofiche per l'ambiente, per la natura, per il sistema, anche se non creano danni di immediata percezione come una alluvione. Creano e stravolgono sotto silenzio. Modificano. L'accelerazione del riscaldamento in corso non era stata messa in conto nelle previsioni, come ha già detto inverno perfetto, c'è stato un ulteriore affondo sul pedale. Non è sufficiente prendere atto, abituarsi ecc. Non basta
Anomalie di questa intensità che durano così tanto ritorno a dire che climaticamente sono catastrofiche per l'ambiente, per la natura, per il sistema, anche se non creano danni di immediata percezione come una alluvione. Creano e stravolgono sotto silenzio. Modificano. L'accelerazione del riscaldamento in corso non era stata messa in conto nelle previsioni, come ha già detto inverno perfetto, c'è stato un ulteriore affondo sul pedale. Non è sufficiente prendere atto, abituarsi ecc. Non basta
Già. Una tristezza infinita...zanzare a nastro, temperature oscene, ventilazione deboli, inquinanti, cielo lattiginoso da settimanegrandeinverno ha scritto:La gravità della situazione è data non tanto dai picchi di temperatura che a volte si sono raggiunti anche 20 30 anni fa ma sporadicamente, inseriti in mesi normali potevano verificarsi toccate e fuga di valori estremi. Quello che stiamo vivendo è una vera estate che dura da settimane, giorni e giorni di valori massimi fuori scala, la durata ormai ridotta delle ore di luce impedisce di arrivare a valori ancora superiori ma per il resto è estate piena, ne pes e ne ottobrata, è estate.
Anomalie di questa intensità che durano così tanto ritorno a dire che climaticamente sono catastrofiche per l'ambiente, per la natura, per il sistema, anche se non creano danni di immediata percezione come una alluvione. Creano e stravolgono sotto silenzio. Modificano. L'accelerazione del riscaldamento in corso non era stata messa in conto nelle previsioni, come ha già detto inverno perfetto, c'è stato un ulteriore affondo sul pedale. Non è sufficiente prendere atto, abituarsi ecc. Non basta
Uno schifo. Non ci sono altre parole.
Unica nota positiva?Non accendiamo i caloriferi
[quote="grandeinverno"]La gravità della situazione è data non tanto dai picchi di temperatura che a volte si sono raggiunti anche 20 30 anni fa ma sporadicamente, inseriti in mesi normali potevano verificarsi toccate e fuga di valori estremi. Quello che stiamo vivendo è una vera estate che dura da settimane, giorni e giorni di valori massimi fuori scala, la durata ormai ridotta delle ore di luce impedisce di arrivare a valori ancora superiori ma per il resto è estate piena, ne pes e ne ottobrata, è estate.
Anomalie di questa intensità che durano così tanto ritorno a dire che climaticamente sono catastrofiche per l'ambiente, per la natura, per il sistema, anche se non creano danni di immediata percezione come una alluvione. Creano e stravolgono sotto silenzio. Modificano. L'accelerazione del riscaldamento in corso non era stata messa in conto nelle previsioni, come ha già detto inverno perfetto, c'è stato un ulteriore affondo sul pedale. Non è sufficiente prendere atto, abituarsi ecc. Non basta[/quote]
Quindi?
Cosa proponi?
Anomalie di questa intensità che durano così tanto ritorno a dire che climaticamente sono catastrofiche per l'ambiente, per la natura, per il sistema, anche se non creano danni di immediata percezione come una alluvione. Creano e stravolgono sotto silenzio. Modificano. L'accelerazione del riscaldamento in corso non era stata messa in conto nelle previsioni, come ha già detto inverno perfetto, c'è stato un ulteriore affondo sul pedale. Non è sufficiente prendere atto, abituarsi ecc. Non basta[/quote]
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iniestas ha scritto:E cosa deve proporre, conta solo il lamento e il terrorismograndeinverno ha scritto:La gravità della situazione è data non tanto dai picchi di temperatura che a volte si sono raggiunti anche 20 30 anni fa ma sporadicamente, inseriti in mesi normali potevano verificarsi toccate e fuga di valori estremi. Quello che stiamo vivendo è una vera estate che dura da settimane, giorni e giorni di valori massimi fuori scala, la durata ormai ridotta delle ore di luce impedisce di arrivare a valori ancora superiori ma per il resto è estate piena, ne pes e ne ottobrata, è estate.
Anomalie di questa intensità che durano così tanto ritorno a dire che climaticamente sono catastrofiche per l'ambiente, per la natura, per il sistema, anche se non creano danni di immediata percezione come una alluvione. Creano e stravolgono sotto silenzio. Modificano. L'accelerazione del riscaldamento in corso non era stata messa in conto nelle previsioni, come ha già detto inverno perfetto, c'è stato un ulteriore affondo sul pedale. Non è sufficiente prendere atto, abituarsi ecc. Non basta[/quote]
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gemi65
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Gio79 ha scritto:I difensori dello status quo chiedono agli altri le soluzioni ai problemi; paradossale.iniestas ha scritto:E cosa deve proporre, conta solo il lamento e il terrorismograndeinverno ha scritto:La gravità della situazione è data non tanto dai picchi di temperatura che a volte si sono raggiunti anche 20 30 anni fa ma sporadicamente, inseriti in mesi normali potevano verificarsi toccate e fuga di valori estremi. Quello che stiamo vivendo è una vera estate che dura da settimane, giorni e giorni di valori massimi fuori scala, la durata ormai ridotta delle ore di luce impedisce di arrivare a valori ancora superiori ma per il resto è estate piena, ne pes e ne ottobrata, è estate.
Anomalie di questa intensità che durano così tanto ritorno a dire che climaticamente sono catastrofiche per l'ambiente, per la natura, per il sistema, anche se non creano danni di immediata percezione come una alluvione. Creano e stravolgono sotto silenzio. Modificano. L'accelerazione del riscaldamento in corso non era stata messa in conto nelle previsioni, come ha già detto inverno perfetto, c'è stato un ulteriore affondo sul pedale. Non è sufficiente prendere atto, abituarsi ecc. Non basta[/quote]
Quindi?
Cosa proponi?
Ma poi a voi a cui va tutto bene, chiedo: perchè preoccuparsi delle soluzioni?
magari gli stessi che hanno portato lo sfacelo, saranno in grado di tirarcene fuori.
Vorrei essere ottimisti come voi, non accorgermi di cosa mi accade intorno tanto sinceramente a noi cosa importa stando dalla parte giusta del mondo ?
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grandeinverno
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Quest'anno l'alta pressione si è stabilizzata sui settori centro occidentali del mediterraneo e sull'Europa occidentale con temperature tra Spagna, Portogallo e Francia davvero esagerate ma sopratutto durature.
Ho osservato anche i modelli per i prossimi 10 giorni, e a parte una leggera flessione vista da alcuni di essi neppure tutti, l'alta pressione pur indebolita sembra reggere sopratutto sul Mediterraneo meridionale e su gran parte d'Italia.
Intanto continua (da noi e non solo) a non piovere e continuerà anche per i prossimi giorni, mentre le temperature, seppure con qualche grado in meno rispetto a Spagna e Francia, continueranno ad essere elevate di giorno.
Intendiamoci, nessun disastro e nessun cataclisma, tuttavia un'anomalia abbastanza duratura ed estesa ma conoscendo le caratteristiche del tempo di questi anni (ripetitività questa è la vera anomalia) il quadro è corretto. Infatti continuamo con questa alta pressione. Attenzione però spesso dopo un mese o un mese e mezzo spesso si cambia... spesso non sempre.
Saluti.
Ho osservato anche i modelli per i prossimi 10 giorni, e a parte una leggera flessione vista da alcuni di essi neppure tutti, l'alta pressione pur indebolita sembra reggere sopratutto sul Mediterraneo meridionale e su gran parte d'Italia.
Intanto continua (da noi e non solo) a non piovere e continuerà anche per i prossimi giorni, mentre le temperature, seppure con qualche grado in meno rispetto a Spagna e Francia, continueranno ad essere elevate di giorno.
Intendiamoci, nessun disastro e nessun cataclisma, tuttavia un'anomalia abbastanza duratura ed estesa ma conoscendo le caratteristiche del tempo di questi anni (ripetitività questa è la vera anomalia) il quadro è corretto. Infatti continuamo con questa alta pressione. Attenzione però spesso dopo un mese o un mese e mezzo spesso si cambia... spesso non sempre.
Saluti.
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grandeinverno
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AMBIENTE
L'emergenza
Clima, l'Onu avverte: “Possiamo invertire la catastrofe, ma dobbiamo agire ora o sarà troppo tardi”Nel rapporto di Sintesi dell'Ipcc si legge: "Ci sono opzioni multiple per ridurre le emissioni di gas serra e adattarsi ai cambiamenti climatici causati dall'uomo"
21/03/2023
Non ci sono dubbi. Le emissioni di gas serra di origine umana alimentate dalla nostra dipendenza dai combustibili fossili stanno provocando il caos sul pianeta ma possiamo ancora fare qualcosa per affrontare, frenare e mitigare l'emergenza climatica in atto. E' possibile, ma dobbiamo agire ora, questo è il decennio decisivo, poi sarà troppo tardi e più avanza il riscaldamento più sarà difficile intervenire. E' imperativo smettere subito di usare i combustibili fossili, avviare e finanziare politiche di adattamento, soprattutto per le aree più vulnerabili, e dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030, mantenendo vivo il target di Parigi di +1,5 gradi. Si può fare, ma "nonostante i progressi ci sono lacune nelle misure di adattamento che agli attuali tassi di attuazione aumenteranno", mentre restano "divari tra le emissioni previste dalle politiche in atto e gli impegni assunti a livello nazionale" mentre "i flussi finanziari non raggiungono i livelli necessari". Lo ribadisce l'Onu nel rapporto di Sintesi dell'Ipcc (Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico formato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite, l'Organizzazione meteorologica mondiale Wmo e il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente Unep) diffuso oggi, lavoro che conclude la pubblicazione del sesto rapporto di valutazione sui cambiamenti climatici (AR6) del Gruppo di studio delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici. Nello specifico le emissioni di CO2 vanno tagliate mediamente rispetto ai livelli del 2019 del 48% nel 2030, del 65% nel 2035, dell'80% nel 2040 e del 99% nel 2050 (43% 60% 69% 84% le percentuali di riduzione necessarie per i gas serra nel loro complesso).
"Lo sviluppo resiliente al clima, però, diventa progressivamente più impegnativo con ogni incremento del riscaldamento", dunque "le scelte che faremo nei prossimi anni giocheranno un ruolo fondamentale nel decidere il nostro futuro e quello delle generazioni che verranno". Oltre un secolo di combustione di fossili e uso insostenibile e non equo di energia e territorio ha portato a un riscaldamento globale di +1,1 gradi rispetto ai livelli preindustriali, ricorda l'Ipcc. La conseguenza sono eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e intensi che causano in ogni regione del mondo impatti sempre più pericolosi sulla natura e sulle persone. Ogni incremento della temperatura si traduce in un rapido aumento dei pericoli. Ondate di caldo più intense, piogge più pesanti e altri eventi meteorologici estremi aumentano ulteriormente i rischi per la salute umana e gli ecosistemi. In ogni regione le persone muoiono per il caldo estremo, l'insicurezza alimentare e idrica causata dal clima salirà con l'aumento del riscaldamento e quando questi rischi si combinano con altri eventi avversi come pandemie o conflitti diventano ancora più difficili da gestire.
La buona notizia, però, è che "ci sono opzioni multiple, fattibili ed efficaci per ridurre le emissioni di gas serra e adattarsi ai cambiamenti climatici causati dall'uomo, e sono disponibili ora", segnalano gli esperti delle Nazioni unite. "Un'azione per il clima efficace ed equa non solo ridurrà le perdite e i danni per la natura e le persone, fornirà anche vantaggi più ampi", spiega il presidente dell'Ipcc Hoesung Lee. Questo Rapporto di sintesi "sottolinea l'urgenza di intraprendere azioni più ambiziose e lo mostra come, se agiamo ora, possiamo ancora essere in grado di garantire un futuro vivibile e sostenibile per tutti", aggiunge Lee. Visto che le conseguenze colpiscono vari paesi e popolazioni in modo diseguale, a tutto danno dei più svantaggiati, "la giustizia climatica è fondamentale perché coloro che hanno contribuito meno al cambiamento climatico ne sono colpiti in modo sproporzionato", sottolinea Aditi Mukherji, una dei 93 autori del rapporto.
Sostegno ai più svantaggiati e meno colpevoli, dunque, ma gli attuali livelli di liquidità finanziaria per il clima sono "nettamente inadeguati e ancora pesantemente compensati dai flussi destinati alla finanza fossile". Il capitale globale "sarà sufficiente per ridurre rapidamente le emissioni se le barriere esistenti verranno ridotte" e i governi, "attraverso finanziamenti pubblici e segnali chiari agli investitori", sono fondamentali per abbattere queste barriere, ma "anche gli investitori, le banche centrali e le autorità di regolamentazione finanziaria possono fare la loro parte". "I maggiori guadagni in termini di benessere "potrebbero derivare dal dare priorità alla riduzione del rischio climatico per le persone a basso reddito e le comunità emarginate, comprese le persone che vivono in insediamenti informali", avverte Christopher Trisos, uno degli autori del rapporto, ma "un'azione accelerata per il clima avverrà solo se ci sarà un aumento di diversi multipli nella finanza per il clima, oggi finanziamenti insufficienti e disallineati stanno frenando il progresso".
"Se tecnologia, know-how e misure politiche adeguate vengono condivise, e da subito vengono erogati finanziamenti adeguati, ogni comunità può ridurre o evitare il consumo ad alta intensità di carbonio". Allo stesso tempo, "con investimenti significativi nell'adattamento, possiamo evitare l'aumento dei rischi, soprattutto per i gruppi e regioni vulnerabili", esorta l'Ipcc.
Il VI Rapporto fornirà ai decisori politici la valutazione più completa delle informazioni scientifiche relative al cambiamento climatico nella storia dell'IPCC. Il documento di sintesi diffuso oggi rappresenta il punto di partenza delle negoziazioni per gli accordi che si discuteranno a fine novembre a Dubai durante il prossimo vertice delle Nazioni Unite sul clima, la COP28.
L'emergenza
Clima, l'Onu avverte: “Possiamo invertire la catastrofe, ma dobbiamo agire ora o sarà troppo tardi”Nel rapporto di Sintesi dell'Ipcc si legge: "Ci sono opzioni multiple per ridurre le emissioni di gas serra e adattarsi ai cambiamenti climatici causati dall'uomo"
21/03/2023
Non ci sono dubbi. Le emissioni di gas serra di origine umana alimentate dalla nostra dipendenza dai combustibili fossili stanno provocando il caos sul pianeta ma possiamo ancora fare qualcosa per affrontare, frenare e mitigare l'emergenza climatica in atto. E' possibile, ma dobbiamo agire ora, questo è il decennio decisivo, poi sarà troppo tardi e più avanza il riscaldamento più sarà difficile intervenire. E' imperativo smettere subito di usare i combustibili fossili, avviare e finanziare politiche di adattamento, soprattutto per le aree più vulnerabili, e dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030, mantenendo vivo il target di Parigi di +1,5 gradi. Si può fare, ma "nonostante i progressi ci sono lacune nelle misure di adattamento che agli attuali tassi di attuazione aumenteranno", mentre restano "divari tra le emissioni previste dalle politiche in atto e gli impegni assunti a livello nazionale" mentre "i flussi finanziari non raggiungono i livelli necessari". Lo ribadisce l'Onu nel rapporto di Sintesi dell'Ipcc (Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico formato nel 1988 da due organismi delle Nazioni Unite, l'Organizzazione meteorologica mondiale Wmo e il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente Unep) diffuso oggi, lavoro che conclude la pubblicazione del sesto rapporto di valutazione sui cambiamenti climatici (AR6) del Gruppo di studio delle Nazioni unite sui cambiamenti climatici. Nello specifico le emissioni di CO2 vanno tagliate mediamente rispetto ai livelli del 2019 del 48% nel 2030, del 65% nel 2035, dell'80% nel 2040 e del 99% nel 2050 (43% 60% 69% 84% le percentuali di riduzione necessarie per i gas serra nel loro complesso).
"Lo sviluppo resiliente al clima, però, diventa progressivamente più impegnativo con ogni incremento del riscaldamento", dunque "le scelte che faremo nei prossimi anni giocheranno un ruolo fondamentale nel decidere il nostro futuro e quello delle generazioni che verranno". Oltre un secolo di combustione di fossili e uso insostenibile e non equo di energia e territorio ha portato a un riscaldamento globale di +1,1 gradi rispetto ai livelli preindustriali, ricorda l'Ipcc. La conseguenza sono eventi meteorologici estremi sempre più frequenti e intensi che causano in ogni regione del mondo impatti sempre più pericolosi sulla natura e sulle persone. Ogni incremento della temperatura si traduce in un rapido aumento dei pericoli. Ondate di caldo più intense, piogge più pesanti e altri eventi meteorologici estremi aumentano ulteriormente i rischi per la salute umana e gli ecosistemi. In ogni regione le persone muoiono per il caldo estremo, l'insicurezza alimentare e idrica causata dal clima salirà con l'aumento del riscaldamento e quando questi rischi si combinano con altri eventi avversi come pandemie o conflitti diventano ancora più difficili da gestire.
La buona notizia, però, è che "ci sono opzioni multiple, fattibili ed efficaci per ridurre le emissioni di gas serra e adattarsi ai cambiamenti climatici causati dall'uomo, e sono disponibili ora", segnalano gli esperti delle Nazioni unite. "Un'azione per il clima efficace ed equa non solo ridurrà le perdite e i danni per la natura e le persone, fornirà anche vantaggi più ampi", spiega il presidente dell'Ipcc Hoesung Lee. Questo Rapporto di sintesi "sottolinea l'urgenza di intraprendere azioni più ambiziose e lo mostra come, se agiamo ora, possiamo ancora essere in grado di garantire un futuro vivibile e sostenibile per tutti", aggiunge Lee. Visto che le conseguenze colpiscono vari paesi e popolazioni in modo diseguale, a tutto danno dei più svantaggiati, "la giustizia climatica è fondamentale perché coloro che hanno contribuito meno al cambiamento climatico ne sono colpiti in modo sproporzionato", sottolinea Aditi Mukherji, una dei 93 autori del rapporto.
Sostegno ai più svantaggiati e meno colpevoli, dunque, ma gli attuali livelli di liquidità finanziaria per il clima sono "nettamente inadeguati e ancora pesantemente compensati dai flussi destinati alla finanza fossile". Il capitale globale "sarà sufficiente per ridurre rapidamente le emissioni se le barriere esistenti verranno ridotte" e i governi, "attraverso finanziamenti pubblici e segnali chiari agli investitori", sono fondamentali per abbattere queste barriere, ma "anche gli investitori, le banche centrali e le autorità di regolamentazione finanziaria possono fare la loro parte". "I maggiori guadagni in termini di benessere "potrebbero derivare dal dare priorità alla riduzione del rischio climatico per le persone a basso reddito e le comunità emarginate, comprese le persone che vivono in insediamenti informali", avverte Christopher Trisos, uno degli autori del rapporto, ma "un'azione accelerata per il clima avverrà solo se ci sarà un aumento di diversi multipli nella finanza per il clima, oggi finanziamenti insufficienti e disallineati stanno frenando il progresso".
"Se tecnologia, know-how e misure politiche adeguate vengono condivise, e da subito vengono erogati finanziamenti adeguati, ogni comunità può ridurre o evitare il consumo ad alta intensità di carbonio". Allo stesso tempo, "con investimenti significativi nell'adattamento, possiamo evitare l'aumento dei rischi, soprattutto per i gruppi e regioni vulnerabili", esorta l'Ipcc.
Il VI Rapporto fornirà ai decisori politici la valutazione più completa delle informazioni scientifiche relative al cambiamento climatico nella storia dell'IPCC. Il documento di sintesi diffuso oggi rappresenta il punto di partenza delle negoziazioni per gli accordi che si discuteranno a fine novembre a Dubai durante il prossimo vertice delle Nazioni Unite sul clima, la COP28.
gemi65 ha scritto:A me lo status quo non va affatto bene, ma ancora ho la lucidità mentale per capire che non e’ appropriato parlare di catastrofe.Gio79 ha scritto:I difensori dello status quo chiedono agli altri le soluzioni ai problemi; paradossale.iniestas ha scritto: E cosa deve proporre, conta solo il lamento e il terrorismo
Ma poi a voi a cui va tutto bene, chiedo: perchè preoccuparsi delle soluzioni?
magari gli stessi che hanno portato lo sfacelo, saranno in grado di tirarcene fuori.
Vorrei essere ottimisti come voi, non accorgermi di cosa mi accade intorno tanto sinceramente a noi cosa importa stando dalla parte giusta del mondo ?
Il terreno(arduo) delle soluzioni ha creato un po' di problemi, guarda caso a quei forumisti più accaniti nella pratica del lamento.
C'è chi dice che noi saremo nella parte giusta del mondo? Ma che significa se proprio l'Europa è uno dei posti più colpiti dal trend in atto? Ma ancora a fare questi ragionamenti, magari mettiamoci pure che abbiamo depredato l'africa, gli indiani e quant'altro?
Ma qualche nozione di geopolitica per capire come sono ora (nel 2023, non nel 1930) gli equilibri socio economici, di come è distribuita la popolazione mondiale, etc?
Parli di parte giusta del mondo, in un Paese che a causa del drastico calo delle nascite è destinato a scomparire come popolo(basta fare la proiezione matematica) tra qualche decennio?
L'Italia è la parte giusta? Mah
L'altro cita ancora l'IPCC e accordi che sono anni che non producono nulla
Vuoto totale, l'unico che ha elencato delle soluzioni concrete e valutabili è stato Soldatino nell'altro td
saluti
C'è chi dice che noi saremo nella parte giusta del mondo? Ma che significa se proprio l'Europa è uno dei posti più colpiti dal trend in atto? Ma ancora a fare questi ragionamenti, magari mettiamoci pure che abbiamo depredato l'africa, gli indiani e quant'altro?
Ma qualche nozione di geopolitica per capire come sono ora (nel 2023, non nel 1930) gli equilibri socio economici, di come è distribuita la popolazione mondiale, etc?
Parli di parte giusta del mondo, in un Paese che a causa del drastico calo delle nascite è destinato a scomparire come popolo(basta fare la proiezione matematica) tra qualche decennio?
L'Italia è la parte giusta? Mah
L'altro cita ancora l'IPCC e accordi che sono anni che non producono nulla
Vuoto totale, l'unico che ha elencato delle soluzioni concrete e valutabili è stato Soldatino nell'altro td
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Se fossero saluti definitivi... magariiniestas ha scritto:Il terreno(arduo) delle soluzioni ha creato un po' di problemi, guarda caso a quei forumisti più accaniti nella pratica del lamento.
C'è chi dice che noi saremo nella parte giusta del mondo? Ma che significa se proprio l'Europa è uno dei posti più colpiti dal trend in atto? Ma ancora a fare questi ragionamenti, magari mettiamoci pure che abbiamo depredato l'africa, gli indiani e quant'altro?
Ma qualche nozione di geopolitica per capire come sono ora (nel 2023, non nel 1930) gli equilibri socio economici, di come è distribuita la popolazione mondiale, etc?
Parli di parte giusta del mondo, in un Paese che a causa del drastico calo delle nascite è destinato a scomparire come popolo(basta fare la proiezione matematica) tra qualche decennio?
L'Italia è la parte giusta? Mah
L'altro cita ancora l'IPCC e accordi che sono anni che non producono nulla
Vuoto totale, l'unico che ha elencato delle soluzioni concrete e valutabili è stato Soldatino nell'altro td
saluti
Ma di quale trend parli se sei il primo a negarlo!
Occupati dei tanti problemi seri di cui straparli e lasciaci discutere in pace in questo forum dove sei costantemente ot.
Non è l'unica, mi permetto di aggiungere le ragazze che girano ancora molto scoperte, sempre un gran bel vederematteo** ha scritto:Già. Una tristezza infinita...zanzare a nastro, temperature oscene, ventilazione deboli, inquinanti, cielo lattiginoso da settimanegrandeinverno ha scritto:La gravità della situazione è data non tanto dai picchi di temperatura che a volte si sono raggiunti anche 20 30 anni fa ma sporadicamente, inseriti in mesi normali potevano verificarsi toccate e fuga di valori estremi. Quello che stiamo vivendo è una vera estate che dura da settimane, giorni e giorni di valori massimi fuori scala, la durata ormai ridotta delle ore di luce impedisce di arrivare a valori ancora superiori ma per il resto è estate piena, ne pes e ne ottobrata, è estate.
Anomalie di questa intensità che durano così tanto ritorno a dire che climaticamente sono catastrofiche per l'ambiente, per la natura, per il sistema, anche se non creano danni di immediata percezione come una alluvione. Creano e stravolgono sotto silenzio. Modificano. L'accelerazione del riscaldamento in corso non era stata messa in conto nelle previsioni, come ha già detto inverno perfetto, c'è stato un ulteriore affondo sul pedale. Non è sufficiente prendere atto, abituarsi ecc. Non basta
Uno schifo. Non ci sono altre parole.
Unica nota positiva?Non accendiamo i caloriferi
Scusate per l'OT ma ci stava
