Ricc ha scritto:ARTICOLI & CURIOSITÀ
31 Dicembre 2012 16:142785
NEI PROX 10 GIORNI ECCEZIONALE SURRISCALDAMENTO (STRATWARMING) DELLA STRATOSFERA POLARE: LE CONSEGUENZE POSSIBILI
La stratosfera sta diventando di giorno in giorno più inquieta e, soprattutto, più rovente nel vero senso della parola. Infatti sotto l’azione dell’anticlone delle Aleutine prima (vedi fig.1) e poi anche dell’anticiclone canadese (fig.2), si prevede che la stratosfera polare si surriscaldi di maniera eccezionale, addirittura più di 40 °C alla quota di 10 hPa e nel range di longitudini comprese tra 60 e 180 gradi verso Est (fig.3 –secondo GFS)
Per comprendere gli sviluppi di situazioni potenzialmente così esplosive per le vicende della circolazione atmosferica sia stratosferica che troposferica, riteniamo utile rinfresì’care alcuni concetti relativi alla dinamica invernale del freddo vortice polare (VP)
Il riscaldamento stratosferico assume convenzionalmente un nome diverso a seconda dell'entità dell'aumento termico in quota:
Stratalert, quando il riscaldamento stratosferico polare alle quote bariche tra 70 e 10 hPa aumenta più di 25°C nell’arco di una settimana circa;
Stratwarming (SW= Stratospheric Warming o SSW = Sudden Stratospheric warmings), quando il riscaldamento stratosferico è invece superiore a 30°C nell’arco di una settimana o meno al livello di 10 hPa (come nella presente circostanza – vedi Fig. 4 secondo ECMWF)oppure un riscaldamento di 40 o più gradi ai livelli barici al di sopra di 10 hPa.
Se il riscaldamento è rapido e superiore a 20 °C, allora genera sulla verticale del polo un vasto anticiclone a cuore caldo tra 20 e 30 km di altezza (vedi Fig.5) con conseguente sostituzione del vasto ciclone freddo del vortice polare stratosferico (VPS).
Analizzando gli eventi di SW degli ultimi anni, nell'80-90% dei casi si sono risolti in effetti molto limitati in troposfera con brevi ondate di freddo nel nostro Continente e solo nel 10-20% dei casi hanno provocato delle grandi ondate di freddo
Ma nei SW rapidi e violenti, come sembra quello attuale - denominati ESEs (Extreme Stratospheric Events) - la circolazione anticiclonica diviene così intensa da coinvolgere, via via, anche gli strati sottostanti, attraverso la trasmissione di energia cinetica per attrito verso il basso.
In tal modo l’anticiclone stratosferico propaga la propria circolazione oraria dalla stratosfera fino alla bassa troposfera nell’arco di 4-7 giorni, fino a sostituire sulla verticale del polo, il vortice polare (VP) a tutte le quote e quindi invertendo il verso della circolazione atmosferica polare ( da ciclonica con venti dai quadranti occidentali, ad anticiclonica con venti dai quadranti orientali).
Siccome il VP in condizioni normali ha generalmente una forma ellittica (perché compresso tra l’anticiclone freddo canadese e l’anticiclone freddo siberiano), nella nuova situazione viene invece a trovarsi schiacciato tra il nuovo anticiclone polare e l’anticiclone freddo periferico siberiano cosicché viene spezzato in due lobi e costretto a riposizionarsi ai bordi del circolo polare (split del vortice polare), proprio come ECMWF prevede che avvenga tra 10 giorni.
Gli split causano a loro volta anche il blocco delle correnti occidentali cosicchè la configurazione finale di un violento SW è in genere quella formata da due possenti anticicloni caldi a tutte le quote sul polo e due altrettanto possenti centri depressionari colmi da aria gelida a tutte le quote, posti in genere uno sul nordest del Canada e un altro sulla Siberia, il tutto in sintonia con quanto previsto per il 10 gennaio dal modello ECMWF (Fig.6)
Ma con l’innesco della rotazione oraria anticiclonica anche nei piani più bassi, tutta la circolazione polare vedrà invertito il suo senso di rotazione (da Est verso Ovest) ed ciò provoca un moto retrogrado – da Est verso Ovest - del lobo freddo asiatico, che pian piano inizierà a muoversi verso la Russia europea e il Baltico. Sotto la spinta congiunta dell’anticiclone polare e della adiacente depressione su Baltico-Russia le correnti artiche sono costrette a muoversi verso le medio-basse latitudine con colate gelide verso i Balcani e da qui, spesso, verso l'Italia ove danno luogo a periodi di freddo intenso della durata di molti giorni. Da un articolo di Giuliacci. Anche lui un visionario?
No..un previsore..non mi pare che abbia scritto di lucidare pale e certezze di questo tipo come sto leggendo spesso qui...ha spiegato un fenomeno che POTREBBE portare gelo su di noi ma con il condizionale come dovrebbe essere giusto usare più'spesso...non e'una critica ma obiettivita'..il freddo polare anche in queste condizioni potrebbe tranquillamente non coinvolgere l'Italia e'giusto anche dire questo...












