Una "casetta" in Paradiso.....ag ha scritto:ieri sono stata a fare una garetta ( solo salita, 2200 m di dislivello, sono arri vata 3^ tra le donne![]()
) in un posto stupendo
si chiama crego ed è vicino a premia, in valle antigorio, zona domodossola, per intenderci
nel cuore delle alpi, ci sono tantissime attività da svolgere
per esempio si possono visitare gli orridi che sono dei cunicoli nella roccia veramente particolari, si può arrampicare, si possono fare delle passeggiate e poi perchè no rilassarsi e ritrovare un po' di pace con sè stessi e il mondo
ecco una delle tipiche casette che ci sono in zona
al bar del meteo...
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
ag ha scritto:un momento importante nei miei giri su per i monti è la ricerca dei sostegni, ossia di due bei bastoni che normalmente scelgo nel bosco e che mi accompagnano per gran parte del tragitto
dico "normalmente" perché li trovo quasi sempre: quando mi servono sono lì, solo da prendere
certo ci vuole occhio ed esperienza
non bisogna perdere troppo tempo, che sennò gli altri vanno lontano e io non li becco se non dopo tantissimo tempo, pur al massimo della velocità
mi sono resa conto che le fermate sono un disastro, fanno stare indietro di chilometri rispetto a chi sale piano ma regolare
dunque, i bastoni devono essere prima di tutto robusti, un po' flessibili ma non troppo, della lunghezza giusta, e soprattutto leggeri, quindi asciutti; se sono stati alla pioggia sono più pesanti
il legno migliore è il nocciolo, il faggio, di latifoglia, insomma
molte volte uso anche il larice, quando sono troppo in alto e quindi le latifoglie non ci sono più
ma i rami delle aghifoglie hanno degli spuntoncini, sono troppo flessibili rispetto al peso e sono meno robusti
dopo che ho trovato dei bastoni che fanno al caso mio, certe volte mi si presentano altre occasioni, di sostegni molto più belli
qui ecco che vado in crisi: mi capita di considerarli come fossero animati, come dei veri compagni di viaggio
io mi affeziono subito
in più ho difficoltà a lasciare il certo per l' incerto, ad abbandonare sostegni noti per altri che, a prima vista sembrano migliori, ma che poi alla fine magari risultano ben più difettosi...
il vantaggio dei bastoni presi in natura rispetto a quelli comprati, è che puoi lasciarli dove vuoi, quando vedi che non servono più
certo abbandonarli è sempre un dispiacere, perché uno si lega ai propri bastoni
però il più delle vote mi capita, al ritorno, di stare esattamente sui miei passi e, di ritrovarli lì, quasi mi aspettassero
in autunno li porto quasi sempre fino a casa, li ammucchio in un angolo del sottoscala e poi li uso per accendere la stufa
buon giorno a tutti![]()
Li hai intarsiati tu? Bellissimi, complimenti!!
finland purtroppo no, li ho rubati su l web
oggi sono ancora qui a cazzeggiare
ne approfitto per scrivere sui miei 4 forum
lo faccio per quelli che non sono in ferie, per quelli che si stanno annoiando, per quelli che passano e buttano l' occhio, per chi vuole leggere e poi criticare, e per quelli che non ho nominato, ma che ognitanto passano di qui
oggi consegno le palme d'oro
sì, proprio le palme d'oro
alla miglior applicazione di una legge fisica: ai vasi comunicanti perchè ci hanno permesso di avere l' acqua in casa, che per me è il massimo della comodità
al miglior elettrodomestico: alla lavatrice senza alcun dubbio
diciamo che mi piacerebbe averne una a manovella, sarebbe ancora meglio
una bella palma anche alle leggi della riflessione della luce e alla formuletta

che ci descrivono il perchè, in queste notti, vediamo una splendida luna
tra l' altro la vediamo più grande del solito, perchè è nella zona più vicina a noi
e la palma alla peggior utilizzazione della chimica?
senza dubbio va ai coloranti e agli aromatizzanti
infatti mi sembra proprio assurdo che uno debba colorare e dar gusto a delle schifezze, perchè altrimenti nessuno riuscirebbe a mangiarle
vada per le pillole, che avrebbero gusto cattivo ma è obbligatorio ingollarle, ma per il resto.... non c'è nessun animale che si "frega" come facciamo noi
per adesso queste palme, se qualcuno ne avesse altre....
oggi sono ancora qui a cazzeggiare
lo faccio per quelli che non sono in ferie, per quelli che si stanno annoiando, per quelli che passano e buttano l' occhio, per chi vuole leggere e poi criticare, e per quelli che non ho nominato, ma che ognitanto passano di qui
oggi consegno le palme d'oro
sì, proprio le palme d'oro
alla miglior applicazione di una legge fisica: ai vasi comunicanti perchè ci hanno permesso di avere l' acqua in casa, che per me è il massimo della comodità
al miglior elettrodomestico: alla lavatrice senza alcun dubbio
diciamo che mi piacerebbe averne una a manovella, sarebbe ancora meglio
una bella palma anche alle leggi della riflessione della luce e alla formuletta

che ci descrivono il perchè, in queste notti, vediamo una splendida luna
tra l' altro la vediamo più grande del solito, perchè è nella zona più vicina a noi
e la palma alla peggior utilizzazione della chimica?
senza dubbio va ai coloranti e agli aromatizzanti
infatti mi sembra proprio assurdo che uno debba colorare e dar gusto a delle schifezze, perchè altrimenti nessuno riuscirebbe a mangiarle
vada per le pillole, che avrebbero gusto cattivo ma è obbligatorio ingollarle, ma per il resto.... non c'è nessun animale che si "frega" come facciamo noi
per adesso queste palme, se qualcuno ne avesse altre....
quest' estate rovistando sulle bancarelle dei libri usati (che sono la mia passione) ho trovato un libro incredibile
era impolverato, relegato in un angolo nascosto
il titolo fa così "dell' origine e del motivo della catena alimentare - dell' evoluzione; tomo primo ed anche ultimo"
è sicuramente un testo apocrifo, ossia un testo non incluso nell' elenco dei libri scientificamente sacri e pertanto, non usato a livello dottrinale
gentilmente vi riassumo i passaggi salienti
inizialmente il creatore di tutti gli universi mise su la sua opera in modo perfetto, ma fisso ed immutabile
anche sulla terra, gli esseri vivevano sempre uguali con la loro routine quotidiana, tipo paradiso terrestre diciamo, senza il dolore, senza la morte
però questa fissità era un po' pallosa, sempre tutti uguali che noia
e poi se si presentava qualche difettuccio o qualche problema, il creatore doveva intervenire direttamente per eliminare, sostituire, modificare
questo era un compito assai difficile ed oneroso, per tanti motivi, per esempio per le rimostranze da parte dei creati che dovevano lasciarci le piume e che non volevano andarsene
in più, il creatore aveva tanti pensieri per la testa e tante altre cose da fare
allora: come organizzare l' ambaradan in modo da migliorare l' efficienza del sistema e soprattutto in modo che le cose si migliorassero da sole, senza dover intervenire personalmente?
rimugina, mumble, mumble, ecco l' idea
fine del paradiso terrestre: innanzitutto ci si riproduce (il libro spiega in modo più dettagliato, ma io non indugio perchè siamo tutti a conoscenza )
seconda cosa, tutti contro tutti: uno mangia l' altro, ovviamente senza esagerare e rischiare l' estinzione
chi non ha le doti viene fatto fuori
terzo punto di forza: istituzione del dolore e del piacere come elementi di esagerata spinta interiore
di lì in poi ovviamente le cose sono molto cambiate: in effetti ha avuto una buona idea 'sto creatore
devo ammettere che ha funzionato; nel mondo adesso ci sono esseri viventi adatti all' ambiente in modo spettacolare
il libro poi racconta anche di come conosciamo il nostro passato ma non il futuro
in poche parole:
all' epoca, a forza di cambiamenti, sulla terra era anche apparso l' uomo che, oltre alla postura eretta, rispetto agli altri animali, aveva il cervello più grande
ragionava, conosceva il passato e anche il futuro
purtroppo già era fatto bene, ma c' era ancora un particolare che non andava: non era libero nelle sue scelte
quest' ultima cosa dispiaceva abbastanza
allora, un giorno che il creatore era passato sulla terra per degli affari che non sto a spiegare, sennò la storia resta troppo lunga, un rappresentante umano esprime, a nome di tutti, la richiesta per ottenere questa splendida libertà, che ancora oggi abbiamo, che teniamo come esigenza prima, che cerchiamo giustamente di difendere in tutti i modi
e il creatore che fa: rimane due minuti sovrappensiero, aggrotta la fronte e...
con un bel sorriso ecco come te la risolve
in un amen cancella dalla mente umana la possibilità di vedere il futuro
voilà la libertà
certo è stato un colpaccio, ma diversamente che libertà sarebbe venuta fuori?
bon, spero di non avervi annoiati
era impolverato, relegato in un angolo nascosto
il titolo fa così "dell' origine e del motivo della catena alimentare - dell' evoluzione; tomo primo ed anche ultimo"
è sicuramente un testo apocrifo, ossia un testo non incluso nell' elenco dei libri scientificamente sacri e pertanto, non usato a livello dottrinale
gentilmente vi riassumo i passaggi salienti
inizialmente il creatore di tutti gli universi mise su la sua opera in modo perfetto, ma fisso ed immutabile
anche sulla terra, gli esseri vivevano sempre uguali con la loro routine quotidiana, tipo paradiso terrestre diciamo, senza il dolore, senza la morte
però questa fissità era un po' pallosa, sempre tutti uguali che noia
e poi se si presentava qualche difettuccio o qualche problema, il creatore doveva intervenire direttamente per eliminare, sostituire, modificare
questo era un compito assai difficile ed oneroso, per tanti motivi, per esempio per le rimostranze da parte dei creati che dovevano lasciarci le piume e che non volevano andarsene
in più, il creatore aveva tanti pensieri per la testa e tante altre cose da fare
allora: come organizzare l' ambaradan in modo da migliorare l' efficienza del sistema e soprattutto in modo che le cose si migliorassero da sole, senza dover intervenire personalmente?
rimugina, mumble, mumble, ecco l' idea
fine del paradiso terrestre: innanzitutto ci si riproduce (il libro spiega in modo più dettagliato, ma io non indugio perchè siamo tutti a conoscenza )
seconda cosa, tutti contro tutti: uno mangia l' altro, ovviamente senza esagerare e rischiare l' estinzione
chi non ha le doti viene fatto fuori
terzo punto di forza: istituzione del dolore e del piacere come elementi di esagerata spinta interiore
di lì in poi ovviamente le cose sono molto cambiate: in effetti ha avuto una buona idea 'sto creatore
devo ammettere che ha funzionato; nel mondo adesso ci sono esseri viventi adatti all' ambiente in modo spettacolare
il libro poi racconta anche di come conosciamo il nostro passato ma non il futuro
in poche parole:
all' epoca, a forza di cambiamenti, sulla terra era anche apparso l' uomo che, oltre alla postura eretta, rispetto agli altri animali, aveva il cervello più grande
ragionava, conosceva il passato e anche il futuro
purtroppo già era fatto bene, ma c' era ancora un particolare che non andava: non era libero nelle sue scelte
quest' ultima cosa dispiaceva abbastanza
allora, un giorno che il creatore era passato sulla terra per degli affari che non sto a spiegare, sennò la storia resta troppo lunga, un rappresentante umano esprime, a nome di tutti, la richiesta per ottenere questa splendida libertà, che ancora oggi abbiamo, che teniamo come esigenza prima, che cerchiamo giustamente di difendere in tutti i modi
e il creatore che fa: rimane due minuti sovrappensiero, aggrotta la fronte e...
con un bel sorriso ecco come te la risolve
in un amen cancella dalla mente umana la possibilità di vedere il futuro
voilà la libertà
certo è stato un colpaccio, ma diversamente che libertà sarebbe venuta fuori?
bon, spero di non avervi annoiati
oh che sorpresa oggi: ho telefonato a scuola, la riunione è solo domattina alle 8
ieri ho fatto una gara di corsa che partiva da aosta e poi avrebbe dovuto arrivare sulla cima della becca di nona
è finita alla funivia perchè oltre i 2300m c' era un bel po' di neve
uno dei tanti siti meteo della rete pronosticava brutto tempo, mentre le previsioni della regione autonoma nubi e belle schiarite: per fortuna ha vinto la regione
qui adesso piove a stecca e tutta la notte non ha smesso
con sta umidità dovrò servire i cappuccini a.....

ieri ho fatto una gara di corsa che partiva da aosta e poi avrebbe dovuto arrivare sulla cima della becca di nona
è finita alla funivia perchè oltre i 2300m c' era un bel po' di neve
uno dei tanti siti meteo della rete pronosticava brutto tempo, mentre le previsioni della regione autonoma nubi e belle schiarite: per fortuna ha vinto la regione
qui adesso piove a stecca e tutta la notte non ha smesso
con sta umidità dovrò servire i cappuccini a.....

oh ma di qui passate solo per leggere?
dite anche la vostra!
vabbè racconto io
ieri, mentre salivo al chersogno, mi sono venuti in mente certi personaggi che hanno abitato la borgata castiglione e cioè quella dove è nata mia mamma e dove ho passato le mie vacanze estive quando ero bambina
comincio a raccontarvi di ninèt, soprannominato il rùssu (la prima u si legge alla francese, l' altra invece è una u normale)
si diceva che fosse arrivato in borgata dopo la campagna di russia, quella a cui aveva partecipato anche mio nonnetto
si diceva anche che fosse diventato sordo in seguito al botto provocato dall'esplosione di una bomba, al fronte;
ninèt è sempre stato un solitario, molto schivo
se per caso era alla fontana e io mi avvicinavo, buttava lì qualche frase sul tempo
poi, quando tentavo di rispondergli, lui con la mano mi indicava le sue orecchie e scuoteva la testa
non ho mai capito se fosse davvero sordo
la sua casa era meticolosamente pulita, esageratamente sobria, come anche la sua persona
i suoi abiti, pur molto consumati, erano tutti rattoppati a piccolissimi punti; gli scarponi sempre lucidi e protetti da un velo di grasso;
ninèt interrompeva la solitudine dei suoi gorni di rado, quando, con lo zaino militare a spalle, scendeva a s michele per comprarsi una pagnotta rotonda, che gli faceva praticamente tutta la settimana, del formaggio e poi altro non so
non so che cosa si cucinasse, come fossero i suoi pasti; me lo sono sempre chiesto
l' interno di casa sua l' ho solo sempre visto di sfuggita, mentre mia mamma mi trascinava via per mano, dicendomi di non fare la curiosa
per quanto riguarda le spese, gli arrivava una pensione di guerra che, pur misera, gli bastava e, anzi, sicuramente gli permetteva qualche risparmio
ninèt passava gran parte del suo tempo a guardare nel suo binocolo: si era costruito dei sedili di pietra dislocati in punti strategici, sui sentieri intorno alla borgata
non so cosa osservasse, suppongo i passanti, o i camosci
castiglione era anche il rùssu
dite anche la vostra!
vabbè racconto io
ieri, mentre salivo al chersogno, mi sono venuti in mente certi personaggi che hanno abitato la borgata castiglione e cioè quella dove è nata mia mamma e dove ho passato le mie vacanze estive quando ero bambina
comincio a raccontarvi di ninèt, soprannominato il rùssu (la prima u si legge alla francese, l' altra invece è una u normale)
si diceva che fosse arrivato in borgata dopo la campagna di russia, quella a cui aveva partecipato anche mio nonnetto
si diceva anche che fosse diventato sordo in seguito al botto provocato dall'esplosione di una bomba, al fronte;
ninèt è sempre stato un solitario, molto schivo
se per caso era alla fontana e io mi avvicinavo, buttava lì qualche frase sul tempo
poi, quando tentavo di rispondergli, lui con la mano mi indicava le sue orecchie e scuoteva la testa
non ho mai capito se fosse davvero sordo
la sua casa era meticolosamente pulita, esageratamente sobria, come anche la sua persona
i suoi abiti, pur molto consumati, erano tutti rattoppati a piccolissimi punti; gli scarponi sempre lucidi e protetti da un velo di grasso;
ninèt interrompeva la solitudine dei suoi gorni di rado, quando, con lo zaino militare a spalle, scendeva a s michele per comprarsi una pagnotta rotonda, che gli faceva praticamente tutta la settimana, del formaggio e poi altro non so
non so che cosa si cucinasse, come fossero i suoi pasti; me lo sono sempre chiesto
l' interno di casa sua l' ho solo sempre visto di sfuggita, mentre mia mamma mi trascinava via per mano, dicendomi di non fare la curiosa
per quanto riguarda le spese, gli arrivava una pensione di guerra che, pur misera, gli bastava e, anzi, sicuramente gli permetteva qualche risparmio
ninèt passava gran parte del suo tempo a guardare nel suo binocolo: si era costruito dei sedili di pietra dislocati in punti strategici, sui sentieri intorno alla borgata
non so cosa osservasse, suppongo i passanti, o i camosci
castiglione era anche il rùssu





