Chi è favorevole al ritorno del NUCLEARE e perchè??

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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Chi è che è favorevole al ritorno del nucleare??

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35%
 
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CIAUCO
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Messaggio da CIAUCO »

andmartin ha scritto:da ingegnere dico no. perchè per ora parlare di nucleare in Italia è pura e semplice demagogia, e, a quanto pare, funziona.

1 Siamo in quanto a tecnologie anni indietro rispetto ai nostri amici francesi, per cui avremmo ugualmente i ricatti che menzionate al momento della costruzione delle centrali
2 fino a quando non si riuscirà ad ottenere la fusione nucleare, ci siamo vicini ma non troppo, l'energia prodotta dal nucleare NON E' NE'PULITA NE' "RINNOVABILE", in quanto si producono scorie ad elevatissima pericolosità. Dato che non siamo in grado neanche di gestire la comune "monnezza" nelle discariche comuni, e non abbiamo (e non avremo) discariche per rifiuti speciali in Italia, pagheremmo SALATISSIMO lo smaltimento all'estero dei rifiuti. Tantovale comprarla da fuori e tenere la le scorie.
3 L'Italia è un paese estremamente sismico; per legge non si possono costruire per fortuna centrali in zone sismiche, visti gli evidenti rischi. Le uniche zone "non sismiche", si fa per dire, sono Veneto e parte della Sicilia. Dato che non si possono costruire decine di centrali in pochi chilometri, costruirne una, al piu' due sarebbe solo uno spreco di denaro pubblico.
Pienamente d'accordo,
ricordo anche che gli effetti dannosi di "Cernobil" non sono affatto passati.
Occorrerà ancora "qualche" anno..........

Dico anche che è una scelta tardiva e probabilmente quando avremo le nostre belle centrali l'America, la Francia staranno andando su una strada diversa: magari verso le vere energie rinnovabili.

Così sarà rispettato il "clisce"(si scrive così?) Italiano: arranchiamo sempre dietro ad altri paesi, solo che adesso stiamo occupando il fondo classifica.
CIAUCO
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Messaggio da CIAUCO »

Dimenticavo... :
per non dimenticare ciò che è successo nel 1986 (23 anni fà) andate a visitare questo sito http://www.greenpeace.it/cernobyl/ :cry:
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aliante2
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Messaggio da aliante2 »

favorevole,ma perchè invece dell'uranio non utilizziamo il Torio che costa molto meno e le scorie hanno un decadimento molto più rapido?
Riporto un intervista a Carlo Rubbia:

http://www.youtube.com/watch?v=8xrqu4GeU1c
CIAUCO
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Messaggio da CIAUCO »

aliante2 ha scritto:favorevole,ma perchè invece dell'uranio non utilizziamo il Torio che costa molto meno e le scorie hanno un decadimento molto più rapido?
Riporto un intervista a Carlo Rubbia:

http://www.youtube.com/watch?v=8xrqu4GeU1c
Leggi:
Effetti del torio sulla salute
Le persone saranno sempre esposte a piccole quantita' di torio attraverso aria, cibo ed acqua, perché si trova quasi ovunque sulla terra.

Tutte le persone assorbono un po' di torio attraverso cibo o bevendo acqua e la quantita' presente in aria e' così piccola, che l'assorbimento attraverso aria può essere solitamente ignorato.

Grandi quantita' incontrollate di torio trovarsi vicino a discariche di rifiuti pericolosi in cui il torio non è stato disposto secondo procedure adeguate. Le persone che vicino nei pressi di queste discariche di rifiuti pericoloso possono essere esposte a più torio del normale perché respirano la polvere trasportate dal vento e perché finisce su alimenti che sono coltivati vicino alla discarica.

Anche le persone che lavorano nell'estrazione mineraria, la macinazione, le industrie o i laboratori di torio possono essere soggette ad esposizione a torio che supera i livelli di esposizione naturale. La respiraizone di torio sul posto di lavoro può aumentare le probabilità di sviluppo di disturbi polmonari e cancro a pancreas e polmoni molti anni dopo che la gente e' stata esposta. Il torio ha la capacità di mutere il materiale genetico. La persone a cui e' stato iniettato torio per speciali raggi X possono sviluppare problemi epatica.

Il torio è radioattivo e può essere immagazzinato nelle ossa. A causa di cio' ha la capacità di causare il cancro alle ossa molti anni dopo che sia avvenuta esposizione.

La respirazione di una notevole quantità di torio può essere mortale. La gente muore spesso di avvelenamento da metallo quando avviene una notevole esposizione.


Effetti ambientali del torio
Stabilita' ambientale: Il torio reagisce lentamente con acqua, ossigeno, a altri composti per formare una varieta' di composti di tungsteno.

Effetti su piante e animali: A causa dell'entita' della produzione e della forma del prodotto non ci si aspettano conseguenza ambientali, comunque elevati rilasci di torio nell'ambiente possono essere dannosi per la contaminazione di piante ed animali.

Effetto del torio sulla vita acquatica: causa dell'entita' della produzione e della forma del prodotto, esso non e' ritenuto una minaccia per la vita acquatica; comunqu un notevole rilascio in un corpo idrico puo' essere dannoso per painte e animali acquatici.
rerum
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Messaggio da rerum »

andmartin ha scritto:da ingegnere dico no. perchè per ora parlare di nucleare in Italia è pura e semplice demagogia, e, a quanto pare, funziona.

1 Siamo in quanto a tecnologie anni indietro rispetto ai nostri amici francesi, per cui avremmo ugualmente i ricatti che menzionate al momento della costruzione delle centrali
2 fino a quando non si riuscirà ad ottenere la fusione nucleare, ci siamo vicini ma non troppo, l'energia prodotta dal nucleare NON E' NE'PULITA NE' "RINNOVABILE", in quanto si producono scorie ad elevatissima pericolosità. Dato che non siamo in grado neanche di gestire la comune "monnezza" nelle discariche comuni, e non abbiamo (e non avremo) discariche per rifiuti speciali in Italia, pagheremmo SALATISSIMO lo smaltimento all'estero dei rifiuti. Tantovale comprarla da fuori e tenere la le scorie.
3 L'Italia è un paese estremamente sismico; per legge non si possono costruire per fortuna centrali in zone sismiche, visti gli evidenti rischi. Le uniche zone "non sismiche", si fa per dire, sono Veneto e parte della Sicilia. Dato che non si possono costruire decine di centrali in pochi chilometri, costruirne una, al piu' due sarebbe solo uno spreco di denaro pubblico.
Io non sono favorevole.
motivazioni:
costruzioni delle centrali nucleari, come? con i soldi pubblici. dove? in quelle poche zone d'italia a basso rischio sismico, che sono poche.
smaltimento delle scorie.
italiani che nn le vogliono dietro casa.
non sappiamo gestire la monnezza, figurati le scorie.
ma soprattutto perche l'italia è BACIATA DAL SOLE. se il governo invstisse realmente sul solare questo si ke sarebbe un gran colpo. altro che nucleare.
coppari
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Messaggio da coppari »

Sollecitato dalla discussione mi sono deciso a riportare alcuni stralci da articoli che ho pubblicato su riviste sull'argomento energia che ritengo possano essere utili alla discussione. L'obiettivo non è quello di fare un trattato tecnico, anche se alcune informazioni minime sono necessarie per capire la problematica, ma quello di fare un minimo di chiarezza e di arrivare a conclusioni più legate al buonsenso che ad elementi tecnologici anche per capire come e dove muoverci.

Centrali nucleari.
Le centrali nucleari a fissione sono alimentate ad uranio e nei dibattiti sull’argomento, questo carburante viene sempre illustrato come se fosse la soluzione a tutti problemi, senza però mai informare in maniera chiara la pubblica opinione, circa la tipologia, la durata, i tempi di realizzazione delle centrali, i costi di estrazione, trasposto, smaltimento ecc.
Qui non tratterò l’argomento sicurezza e smaltimento scorie radioattive, perché richiederebbe un capitolo a se. L’unica evidenza riguarda la modalità di comunicazione del prezzo dell’energia prodotta da questi sistemi che non tiene mai conto dei costi sostenuti per lo smaltimento delle scorie, dei costi di smantellamento a fine vita e dei danni che potrebbero essere prodotti da un errore umano come successo a Chernobyl o dei costi sostenuti per la sicurezza da eventuali attacchi terroristici.

Situazione del nucleare in Italia e Europa.
Sull’utilizzo delle centrali nucleari per la produzione di energia elettrica gli Italiani si sono già espressi nel lontano 8 e 9 novembre del 1987 votando NO con una percentuale del 80% e il referendum che che se ne dica è ancora valido.
Attualmente in Europa ci sono circa 438 centrali nucleari a fissione costruite tutte molti anni fa e quindi oramai vecchie e soggette a numerosi problemi tecnici che all’opinione pubblica salvo casi eccezionali non sono mai comunicati.
Tutte queste centrali nucleari forniscono solo il 16% dell’energia totale prodotta in tutta i paesi Europei.
Tra i paesi che hanno centrali ma che hanno varato dei piani di abbandono o che hanno come l’Italia già effettuato la chiusura delle centrali figurano la Germania entro il 2021, la Svezia dal 1980, I Paesi Bassi dal 1997 e il Belgio dal 2002.
Altri paesi come il Portogallo, l’Austria, la Danimarca, La Polonia, l’Estonia e la Lettonia non hanno mai fatto ricorso a questo tipo di energia.

Risorse e centrali.
L’uranio è una risorsa più scarsa del petrolio e come il petrolio non è rinnovabile; le stime sulle scorte di uranio rispetto ai consumi attuali si aggirano intorno ai 50 anni. Con tecniche di estrazione più costose delle attuali si potrà arrivare al massimo intorno ai 200 anni. Già adesso per alimentare le centrali esistenti viene utilizzato l’uranio presente nelle testate delle bombe dismesse dalla superpotenze. Il costo medio attuale per la realizzazione di una centrale nucleare di 1.000 Mw è di circa 2-3 miliardi di euro e i tempi per la costruzione e l’avvio presupponendo che non ci siano contestazioni circa i siti individuati variano da 8 a 15 anni. Anche presupponendo una durata doppia rispetto a quella massima indicata, con questa situazione appare più che evidente che se sostituiamo tutta l’attuale produzione derivante dai combustibili fossili, petrolio e gas, con quella prodotta dalle centrali nucleari, la risorsa uranio potrà soddisfare la richiesta solo per pochi anni. Si potrebbe arrivare all’assurdo che una volta terminate le centrali non ci sia più il combustibile per alimentarle.
Inoltre va sempre tenuto in debita considerazione il fatto che l’Italia non ha riserve di uranio e quindi come avviene per il gas e il petrolio dovrebbe comprarlo all’estero.

Petrolio.
Sulla tema della durata delle riserve di petrolio gli esperti sostanzialmente si dividono in due grosse correnti di pensiero:
• Pessimisti che indicano il picco di produzione in questo decennio per poi scendere velocemente dal 2020 in poi;
• Ottimisti stimano che ai consumi attuali il mondo ha riserve sufficienti per altri 80-100 anni.

Senza schierarsi con l’una o l’altra corrente rimane però il fatto che il petrolio è una fonte esauribile e calcolare quando finirà è un esercizio fondamentalmente sbagliato nel concetto: anche se per assurdo fosse sufficiente per soddisfare la domanda a costi contenuti per altri 100 o 200 anni avremmo comunque esaurito una preziosa risorsa che non sarà più riproducibile.

Quali soluzioni.
Da queste brevi valutazioni si possono trarre diverse considerazioni su come e dove indirizzare gli investimenti nel settore energia. La sintesi può essere rappresentata da queste due domande:
• É utile investire ingenti risorse pubbliche su sistemi che si spostino da un combustile fossile, petrolio ad un altro, uranio, cercando di rimanere a galla?
• É utile investire da subito le risorse sia pubbliche che private per accrescere lo sviluppo e l’utilizzo sulle fonti rinnovabili che così in breve tempo acquisirebbero competitività e diffusione?

Evitando soluzione fantascientifiche si può ragionevolmente affermare che la seconda soluzione presenta sicuramente una maggiore valenza strategica e se abbinata ad un consistente campagna di risparmio energetico rappresenta nell’immediato forse la via più concreta.
In effetti a breve-medio termine si può ipotizzare solo una consistente riduzione dei consumi con l’obiettivo di prolungare in maniera significativa il tempo di utilizzo dei combustibili fossili incentivando al massimo lo sviluppo e l’utilizzo di qualsiasi fonte rinnovabili.
Solo così, infatti, le fonti rinnovabili diventeranno a basso costo e quindi capaci di giocare un ruolo di primo piano nello sviluppo. Va ricordato, infatti, che la chiave per lo sviluppo è, piaccia oppure no, la disponibilità d’energia a basso costo.
Gli spazi di crescita e sviluppo delle fonti rinnovabili sono notevolissimi basti pensare che il pannello fotovoltaico più efficiente ha una resa energetica del 14% cioè di tutta l’energia inviata dal sole che ammonta mediamente a circa 1,2 Kw mq. ne sono trasformati in energia elettrica solo circa 170 w.

Passare dai combustibili fossili o dal nucleare alle fonti rinnovabili non rappresenterebbe un salto nel buio i paesi più evoluti già facendo ; non sarebbe la prima volta, infatti, che l’umanità si troverebbe a passare da una sorgente energetica ad un’altra. È avvenuto per la legna che ha lasciato il passo al carbone, è avvenuto per il carbone che ha lasciato il passo al petrolio, sta tuttora avvenendo per il petrolio che sta progressivamente lasciando il passo al gas naturale.
L’età della pietra non è finita perché si esaurirono le pietre.
In effetti, quando siamo passati dal legno al carbone, non è stato perché il legno era esaurito. Quando siamo passati dal carbone al petrolio, non è stato perché il carbone era esaurito. In entrambi i casi, il passaggio è avvenuto perché si erano rese disponibili soluzioni tecnologiche piú pratiche e meno costose di quelle esistenti.

Per concludere l'Italia ha abbandonato il nucleare quando non doveva e vuole entrare nel nucleare quando gli altri lo stanno per abbandonare. Naturalmente non sono d'accordo con questa scelta e ritengo che su queste problematiche si possa abbondare la politica degli annunci e lavorare seriamente per dare un futuro ai nostri figli.
Grazie a tutti per l'attenzione.
CIAUCO
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Messaggio da CIAUCO »

coppari ha scritto:Sollecitato dalla discussione mi sono deciso a riportare alcuni stralci da articoli che ho pubblicato su riviste sull'argomento energia che ritengo possano essere utili alla discussione. L'obiettivo non è quello di fare un trattato tecnico, anche se alcune informazioni minime sono necessarie per capire la problematica, ma quello di fare un minimo di chiarezza e di arrivare a conclusioni più legate al buonsenso che ad elementi tecnologici anche per capire come e dove muoverci.

Centrali nucleari.
Le centrali nucleari a fissione sono alimentate ad uranio e nei dibattiti sull’argomento, questo carburante viene sempre illustrato come se fosse la soluzione a tutti problemi, senza però mai informare in maniera chiara la pubblica opinione, circa la tipologia, la durata, i tempi di realizzazione delle centrali, i costi di estrazione, trasposto, smaltimento ecc.
Qui non tratterò l’argomento sicurezza e smaltimento scorie radioattive, perché richiederebbe un capitolo a se. L’unica evidenza riguarda la modalità di comunicazione del prezzo dell’energia prodotta da questi sistemi che non tiene mai conto dei costi sostenuti per lo smaltimento delle scorie, dei costi di smantellamento a fine vita e dei danni che potrebbero essere prodotti da un errore umano come successo a Chernobyl o dei costi sostenuti per la sicurezza da eventuali attacchi terroristici.

Situazione del nucleare in Italia e Europa.
Sull’utilizzo delle centrali nucleari per la produzione di energia elettrica gli Italiani si sono già espressi nel lontano 8 e 9 novembre del 1987 votando NO con una percentuale del 80% e il referendum che che se ne dica è ancora valido.
Attualmente in Europa ci sono circa 438 centrali nucleari a fissione costruite tutte molti anni fa e quindi oramai vecchie e soggette a numerosi problemi tecnici che all’opinione pubblica salvo casi eccezionali non sono mai comunicati.
Tutte queste centrali nucleari forniscono solo il 16% dell’energia totale prodotta in tutta i paesi Europei.
Tra i paesi che hanno centrali ma che hanno varato dei piani di abbandono o che hanno come l’Italia già effettuato la chiusura delle centrali figurano la Germania entro il 2021, la Svezia dal 1980, I Paesi Bassi dal 1997 e il Belgio dal 2002.
Altri paesi come il Portogallo, l’Austria, la Danimarca, La Polonia, l’Estonia e la Lettonia non hanno mai fatto ricorso a questo tipo di energia.

Risorse e centrali.
L’uranio è una risorsa più scarsa del petrolio e come il petrolio non è rinnovabile; le stime sulle scorte di uranio rispetto ai consumi attuali si aggirano intorno ai 50 anni. Con tecniche di estrazione più costose delle attuali si potrà arrivare al massimo intorno ai 200 anni. Già adesso per alimentare le centrali esistenti viene utilizzato l’uranio presente nelle testate delle bombe dismesse dalla superpotenze. Il costo medio attuale per la realizzazione di una centrale nucleare di 1.000 Mw è di circa 2-3 miliardi di euro e i tempi per la costruzione e l’avvio presupponendo che non ci siano contestazioni circa i siti individuati variano da 8 a 15 anni. Anche presupponendo una durata doppia rispetto a quella massima indicata, con questa situazione appare più che evidente che se sostituiamo tutta l’attuale produzione derivante dai combustibili fossili, petrolio e gas, con quella prodotta dalle centrali nucleari, la risorsa uranio potrà soddisfare la richiesta solo per pochi anni. Si potrebbe arrivare all’assurdo che una volta terminate le centrali non ci sia più il combustibile per alimentarle.
Inoltre va sempre tenuto in debita considerazione il fatto che l’Italia non ha riserve di uranio e quindi come avviene per il gas e il petrolio dovrebbe comprarlo all’estero.

Petrolio.
Sulla tema della durata delle riserve di petrolio gli esperti sostanzialmente si dividono in due grosse correnti di pensiero:
• Pessimisti che indicano il picco di produzione in questo decennio per poi scendere velocemente dal 2020 in poi;
• Ottimisti stimano che ai consumi attuali il mondo ha riserve sufficienti per altri 80-100 anni.

Senza schierarsi con l’una o l’altra corrente rimane però il fatto che il petrolio è una fonte esauribile e calcolare quando finirà è un esercizio fondamentalmente sbagliato nel concetto: anche se per assurdo fosse sufficiente per soddisfare la domanda a costi contenuti per altri 100 o 200 anni avremmo comunque esaurito una preziosa risorsa che non sarà più riproducibile.

Quali soluzioni.
Da queste brevi valutazioni si possono trarre diverse considerazioni su come e dove indirizzare gli investimenti nel settore energia. La sintesi può essere rappresentata da queste due domande:
• É utile investire ingenti risorse pubbliche su sistemi che si spostino da un combustile fossile, petrolio ad un altro, uranio, cercando di rimanere a galla?
• É utile investire da subito le risorse sia pubbliche che private per accrescere lo sviluppo e l’utilizzo sulle fonti rinnovabili che così in breve tempo acquisirebbero competitività e diffusione?

Evitando soluzione fantascientifiche si può ragionevolmente affermare che la seconda soluzione presenta sicuramente una maggiore valenza strategica e se abbinata ad un consistente campagna di risparmio energetico rappresenta nell’immediato forse la via più concreta.
In effetti a breve-medio termine si può ipotizzare solo una consistente riduzione dei consumi con l’obiettivo di prolungare in maniera significativa il tempo di utilizzo dei combustibili fossili incentivando al massimo lo sviluppo e l’utilizzo di qualsiasi fonte rinnovabili.
Solo così, infatti, le fonti rinnovabili diventeranno a basso costo e quindi capaci di giocare un ruolo di primo piano nello sviluppo. Va ricordato, infatti, che la chiave per lo sviluppo è, piaccia oppure no, la disponibilità d’energia a basso costo.
Gli spazi di crescita e sviluppo delle fonti rinnovabili sono notevolissimi basti pensare che il pannello fotovoltaico più efficiente ha una resa energetica del 14% cioè di tutta l’energia inviata dal sole che ammonta mediamente a circa 1,2 Kw mq. ne sono trasformati in energia elettrica solo circa 170 w.

Passare dai combustibili fossili o dal nucleare alle fonti rinnovabili non rappresenterebbe un salto nel buio i paesi più evoluti già facendo ; non sarebbe la prima volta, infatti, che l’umanità si troverebbe a passare da una sorgente energetica ad un’altra. È avvenuto per la legna che ha lasciato il passo al carbone, è avvenuto per il carbone che ha lasciato il passo al petrolio, sta tuttora avvenendo per il petrolio che sta progressivamente lasciando il passo al gas naturale.
L’età della pietra non è finita perché si esaurirono le pietre.
In effetti, quando siamo passati dal legno al carbone, non è stato perché il legno era esaurito. Quando siamo passati dal carbone al petrolio, non è stato perché il carbone era esaurito. In entrambi i casi, il passaggio è avvenuto perché si erano rese disponibili soluzioni tecnologiche piú pratiche e meno costose di quelle esistenti.

Per concludere l'Italia ha abbandonato il nucleare quando non doveva e vuole entrare nel nucleare quando gli altri lo stanno per abbandonare. Naturalmente non sono d'accordo con questa scelta e ritengo che su queste problematiche si possa abbondare la politica degli annunci e lavorare seriamente per dare un futuro ai nostri figli.
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andmartin
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Messaggio da andmartin »

CIAUCO ha scritto:
coppari ha scritto:Sollecitato dalla discussione mi sono deciso a riportare alcuni stralci da articoli che ho pubblicato su riviste sull'argomento energia che ritengo possano essere utili alla discussione. L'obiettivo non è quello di fare un trattato tecnico, anche se alcune informazioni minime sono necessarie per capire la problematica, ma quello di fare un minimo di chiarezza e di arrivare a conclusioni più legate al buonsenso che ad elementi tecnologici anche per capire come e dove muoverci.

Centrali nucleari.
Le centrali nucleari a fissione sono alimentate ad uranio e nei dibattiti sull’argomento, questo carburante viene sempre illustrato come se fosse la soluzione a tutti problemi, senza però mai informare in maniera chiara la pubblica opinione, circa la tipologia, la durata, i tempi di realizzazione delle centrali, i costi di estrazione, trasposto, smaltimento ecc.
Qui non tratterò l’argomento sicurezza e smaltimento scorie radioattive, perché richiederebbe un capitolo a se. L’unica evidenza riguarda la modalità di comunicazione del prezzo dell’energia prodotta da questi sistemi che non tiene mai conto dei costi sostenuti per lo smaltimento delle scorie, dei costi di smantellamento a fine vita e dei danni che potrebbero essere prodotti da un errore umano come successo a Chernobyl o dei costi sostenuti per la sicurezza da eventuali attacchi terroristici.

Situazione del nucleare in Italia e Europa.
Sull’utilizzo delle centrali nucleari per la produzione di energia elettrica gli Italiani si sono già espressi nel lontano 8 e 9 novembre del 1987 votando NO con una percentuale del 80% e il referendum che che se ne dica è ancora valido.
Attualmente in Europa ci sono circa 438 centrali nucleari a fissione costruite tutte molti anni fa e quindi oramai vecchie e soggette a numerosi problemi tecnici che all’opinione pubblica salvo casi eccezionali non sono mai comunicati.
Tutte queste centrali nucleari forniscono solo il 16% dell’energia totale prodotta in tutta i paesi Europei.
Tra i paesi che hanno centrali ma che hanno varato dei piani di abbandono o che hanno come l’Italia già effettuato la chiusura delle centrali figurano la Germania entro il 2021, la Svezia dal 1980, I Paesi Bassi dal 1997 e il Belgio dal 2002.
Altri paesi come il Portogallo, l’Austria, la Danimarca, La Polonia, l’Estonia e la Lettonia non hanno mai fatto ricorso a questo tipo di energia.

Risorse e centrali.
L’uranio è una risorsa più scarsa del petrolio e come il petrolio non è rinnovabile; le stime sulle scorte di uranio rispetto ai consumi attuali si aggirano intorno ai 50 anni. Con tecniche di estrazione più costose delle attuali si potrà arrivare al massimo intorno ai 200 anni. Già adesso per alimentare le centrali esistenti viene utilizzato l’uranio presente nelle testate delle bombe dismesse dalla superpotenze. Il costo medio attuale per la realizzazione di una centrale nucleare di 1.000 Mw è di circa 2-3 miliardi di euro e i tempi per la costruzione e l’avvio presupponendo che non ci siano contestazioni circa i siti individuati variano da 8 a 15 anni. Anche presupponendo una durata doppia rispetto a quella massima indicata, con questa situazione appare più che evidente che se sostituiamo tutta l’attuale produzione derivante dai combustibili fossili, petrolio e gas, con quella prodotta dalle centrali nucleari, la risorsa uranio potrà soddisfare la richiesta solo per pochi anni. Si potrebbe arrivare all’assurdo che una volta terminate le centrali non ci sia più il combustibile per alimentarle.
Inoltre va sempre tenuto in debita considerazione il fatto che l’Italia non ha riserve di uranio e quindi come avviene per il gas e il petrolio dovrebbe comprarlo all’estero.

Petrolio.
Sulla tema della durata delle riserve di petrolio gli esperti sostanzialmente si dividono in due grosse correnti di pensiero:
• Pessimisti che indicano il picco di produzione in questo decennio per poi scendere velocemente dal 2020 in poi;
• Ottimisti stimano che ai consumi attuali il mondo ha riserve sufficienti per altri 80-100 anni.

Senza schierarsi con l’una o l’altra corrente rimane però il fatto che il petrolio è una fonte esauribile e calcolare quando finirà è un esercizio fondamentalmente sbagliato nel concetto: anche se per assurdo fosse sufficiente per soddisfare la domanda a costi contenuti per altri 100 o 200 anni avremmo comunque esaurito una preziosa risorsa che non sarà più riproducibile.

Quali soluzioni.
Da queste brevi valutazioni si possono trarre diverse considerazioni su come e dove indirizzare gli investimenti nel settore energia. La sintesi può essere rappresentata da queste due domande:
• É utile investire ingenti risorse pubbliche su sistemi che si spostino da un combustile fossile, petrolio ad un altro, uranio, cercando di rimanere a galla?
• É utile investire da subito le risorse sia pubbliche che private per accrescere lo sviluppo e l’utilizzo sulle fonti rinnovabili che così in breve tempo acquisirebbero competitività e diffusione?

Evitando soluzione fantascientifiche si può ragionevolmente affermare che la seconda soluzione presenta sicuramente una maggiore valenza strategica e se abbinata ad un consistente campagna di risparmio energetico rappresenta nell’immediato forse la via più concreta.
In effetti a breve-medio termine si può ipotizzare solo una consistente riduzione dei consumi con l’obiettivo di prolungare in maniera significativa il tempo di utilizzo dei combustibili fossili incentivando al massimo lo sviluppo e l’utilizzo di qualsiasi fonte rinnovabili.
Solo così, infatti, le fonti rinnovabili diventeranno a basso costo e quindi capaci di giocare un ruolo di primo piano nello sviluppo. Va ricordato, infatti, che la chiave per lo sviluppo è, piaccia oppure no, la disponibilità d’energia a basso costo.
Gli spazi di crescita e sviluppo delle fonti rinnovabili sono notevolissimi basti pensare che il pannello fotovoltaico più efficiente ha una resa energetica del 14% cioè di tutta l’energia inviata dal sole che ammonta mediamente a circa 1,2 Kw mq. ne sono trasformati in energia elettrica solo circa 170 w.

Passare dai combustibili fossili o dal nucleare alle fonti rinnovabili non rappresenterebbe un salto nel buio i paesi più evoluti già facendo ; non sarebbe la prima volta, infatti, che l’umanità si troverebbe a passare da una sorgente energetica ad un’altra. È avvenuto per la legna che ha lasciato il passo al carbone, è avvenuto per il carbone che ha lasciato il passo al petrolio, sta tuttora avvenendo per il petrolio che sta progressivamente lasciando il passo al gas naturale.
L’età della pietra non è finita perché si esaurirono le pietre.
In effetti, quando siamo passati dal legno al carbone, non è stato perché il legno era esaurito. Quando siamo passati dal carbone al petrolio, non è stato perché il carbone era esaurito. In entrambi i casi, il passaggio è avvenuto perché si erano rese disponibili soluzioni tecnologiche piú pratiche e meno costose di quelle esistenti.

Per concludere l'Italia ha abbandonato il nucleare quando non doveva e vuole entrare nel nucleare quando gli altri lo stanno per abbandonare. Naturalmente non sono d'accordo con questa scelta e ritengo che su queste problematiche si possa abbondare la politica degli annunci e lavorare seriamente per dare un futuro ai nostri figli.
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Ottima analisi, condivido tutto, anche la punteggiatura!
:P
che dire.......APPLAUSI. 8)
greco-levante
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Messaggio da greco-levante »

Sono contrario perchè il nucleare è qualcosa di potenzialmente molto pericoloso.
Quando si parla di pericolo arriva subito la solita risposta scontata che ormai è stata inserita bene nei cervelli dell'opinione pubblica "tanto ce l'abbiamo al confine in Francia se scoppia è comunque pericolosa".
Allora io dico che il problema non è tanto se scoppia, se l'ultima generazione è sicura o meno (anche se in fondo pure se fosse direttamente in Italia si potrebbe rispondere che averne due è doppiamente pericoloso che averne una).
Il problema principale sono le scorie.
In un paese come l'Italia dove non si riescono a gestire i rifiuti normali già sono un rischio quelli speciali, figuriamoci quelli nucleari.
Io non mi fido affatto della classe dirigente italiana, non mi fido delle lobby che inevitabilmente si getteranno a testa bassa nel businnes nucleare, e se già adesso si sente dire che le scorie degli altri paesi vengono stoccate abusivamente nel nostro territorio, figuriamoci di cosa sarebbero capaci una volta che la loro circolazione fosse più motivata dalla presenza di centrali italiane.
Stiamo morendo tutti di cancro, cosa ci vuole ancora per capire che niente è ormai sicuro nella nostra terra.
L'alternativa possono essere altre fonti rinnovabili, soprattutto autonome, ma l'alternativa fondamentale secondo me è FARE UN PASSO INDIETRO, rinunciare a tutto lo spreco quotidiano. Siamo stati una vita senza aria condizionata, non c'è bisogno di illuminare a giorno città e territori interi per tutta la notte, non servono tre o quattro televisori in casa, ascensori in case di tre piani, riscaldamenti a palla oltre i 18°, e così via.
La mia risposta per tutta la vita sarà NO AL NUCLEARE.
polo52
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Messaggio da polo52 »

Per concludere l'Italia ha abbandonato il nucleare quando non doveva e vuole entrare nel nucleare quando gli altri lo stanno per abbandonare. Naturalmente non sono d'accordo con questa scelta e ritengo che su queste problematiche si possa abbondare la politica degli annunci e lavorare seriamente per dare un futuro ai nostri figli.
Grazie a tutti per l'attenzione.
Ottima analisi, condivido tutto, anche la punteggiatura!


Concordo pienamente è giunta l'ora di investire nelle fonti energetiche alternative (e crederci seriamente). Poco importa se le centrali nucleari sono a "due passi" da noi,...per questo dobbiamo farlo anche noi? No al nucleare troppo tardi il 2020, sarà poi il 2020 ooooh... il 2030...40... ecc.:?: . :shock: :?
andmartin
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Messaggio da andmartin »

polo52 ha scritto:Per concludere l'Italia ha abbandonato il nucleare quando non doveva e vuole entrare nel nucleare quando gli altri lo stanno per abbandonare. Naturalmente non sono d'accordo con questa scelta e ritengo che su queste problematiche si possa abbondare la politica degli annunci e lavorare seriamente per dare un futuro ai nostri figli.
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Concordo pienamente è giunta l'ora di investire nelle fonti energetiche alternative (e crederci seriamente). Poco importa se le centrali nucleari sono a "due passi" da noi,...per questo dobbiamo farlo anche noi? No al nucleare troppo tardi il 2020, sarà poi il 2020 ooooh... il 2030...40... ecc.:?: . :shock: :?
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Messaggio da CIAUCO »

andmartin ha scritto:
polo52 ha scritto:Per concludere l'Italia ha abbandonato il nucleare quando non doveva e vuole entrare nel nucleare quando gli altri lo stanno per abbandonare. Naturalmente non sono d'accordo con questa scelta e ritengo che su queste problematiche si possa abbondare la politica degli annunci e lavorare seriamente per dare un futuro ai nostri figli.
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Concordo pienamente è giunta l'ora di investire nelle fonti energetiche alternative (e crederci seriamente). Poco importa se le centrali nucleari sono a "due passi" da noi,...per questo dobbiamo farlo anche noi? No al nucleare troppo tardi il 2020, sarà poi il 2020 ooooh... il 2030...40... ecc.:?: . :shock: :?
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Notizia di questi giorni:
Rifiuti, sequestrato il termovalorizzatore di Colleferro
Tredici persone sono state arrestate con l'accusa di associazione per traffico illecito di rifiuti e truffa allo Stato. In manette la dirigenza del consorzio che gestisce l'impianto di smaltimento alle porte di Roma.



:twisted: :twisted:
Pensate se al posto di "termovalorizzatore" c'era scritto "Centrale Nucleare".
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FALCO
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Messaggio da FALCO »

CIAUCO ha scritto: Pensate se al posto di "termovalorizzatore" c'era scritto "Centrale Nucleare".
Così giochi sporco.....rapire la gente per estirpargli gli organi non fà dell'A.I.D.O. una cosa negativa :?
Ultima modifica di FALCO il mar mar 10, 2009 11:01 am, modificato 1 volta in totale.
cammach
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Messaggio da cammach »

greco-levante ha scritto:Sono contrario perchè il nucleare è qualcosa di potenzialmente molto pericoloso.
Quando si parla di pericolo arriva subito la solita risposta scontata che ormai è stata inserita bene nei cervelli dell'opinione pubblica "tanto ce l'abbiamo al confine in Francia se scoppia è comunque pericolosa".
Allora io dico che il problema non è tanto se scoppia, se l'ultima generazione è sicura o meno (anche se in fondo pure se fosse direttamente in Italia si potrebbe rispondere che averne due è doppiamente pericoloso che averne una).
Il problema principale sono le scorie.
In un paese come l'Italia dove non si riescono a gestire i rifiuti normali già sono un rischio quelli speciali, figuriamoci quelli nucleari.
Io non mi fido affatto della classe dirigente italiana, non mi fido delle lobby che inevitabilmente si getteranno a testa bassa nel businnes nucleare, e se già adesso si sente dire che le scorie degli altri paesi vengono stoccate abusivamente nel nostro territorio, figuriamoci di cosa sarebbero capaci una volta che la loro circolazione fosse più motivata dalla presenza di centrali italiane.
Stiamo morendo tutti di cancro, cosa ci vuole ancora per capire che niente è ormai sicuro nella nostra terra.
L'alternativa possono essere altre fonti rinnovabili, soprattutto autonome, ma l'alternativa fondamentale secondo me è FARE UN PASSO INDIETRO, rinunciare a tutto lo spreco quotidiano. Siamo stati una vita senza aria condizionata, non c'è bisogno di illuminare a giorno città e territori interi per tutta la notte, non servono tre o quattro televisori in casa, ascensori in case di tre piani, riscaldamenti a palla oltre i 18°, e così via.
La mia risposta per tutta la vita sarà NO AL NUCLEARE.
quoto al 1000 o/oo :wink:
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moffli
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Messaggio da moffli »

Sono molto perplesso dopo aver letto l'articolo di Grosso sul nucleare così "necessario" ...

non sono per niente d'accordo e mi sembra una risposta alle critiche ben documentate nella puntata di "report" di domenica scorsa:

- i francesi producono molta energia elettrica (e ne consumano tanta) ma consumano anche pro-capite più petrolio degli italiani :shock:

- quello che stanno facendo in Africa per estrarre l'uranio è spaventoso nonchè vergognoso (dai quali poi anche noi andremo a comprare)

- ancora una volta non si considera il risparmio energetico con una vera fonte di energia (specie per chi non ha materie prime)

- l'attuale modello di sviluppo sta denunciando i suoi limiti strutturali (e la crisi ne è un sintomo)

- per costruire centrali nucleari investe solo lo stato ma per produrre elettricità coi pannelli fotovoltaici investe anche il privato se ne ha un ritorno

- stranamente consumiamo più energia in estate quando c'è il massimo dell'irraggiamento solare

io non sono uno scienziato ma un comune cittadino preoccupato per la sorte del paese e anche dell'umanità; davvero non sono convinto che questa sia una via di sviluppo e benessere

ciao
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