STORIE DI UN CLIMA PASSATO

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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Re: STORIE DI UN CLIMA PASSATO

Messaggio da picchio70 »

QUASI -33°A MOSCA IL 4 MARZO 1913.

Il 4 Marzo 1913 una lingua di aria gelida artica penetrava sulla Russia Europea, espandendosi verso sud, raggiungeva l'Ucraina orientale, il mar di Azov, e il mar Nero, arrivando fino in Turchia , in Grecia, in Bulgaria e Romania.
Alla quota do 850 hPa l'aria gelida aveva una temperatura fino a -20°/-22°gradi.
A Mosca durante la notte fu registrato un valore di
- 32,4° gradi di minima, che ad oggi è la temperatura più bassa che sia stata raggiunta nel mese di Marzo.

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Re: STORIE DI UN CLIMA PASSATO

Messaggio da picchio70 »

3 MARZO 1929
UNA DOMENICA DI GRAN FREDDO E VENTO.

Sono passati esattamente 95 anni da quel giorno, che anche allora come oggi cadeva di domenica, una giornata con caratteristiche meteorologiche molto diverse da quelle attuali.
Un afflusso di ara gelida continentale raggiungeva molte zone dell' Italia, e se al centro erano presenti a 850 hPa isoterme tra -4° e - 6°, al nordest erano inferiori a -10° e addirittura vicine a - 14° sul Friuli Venezia Giulia.
Trieste era flagellata da due giorni da una bora violentissima con raffiche che raggiunsero i 150 chilometri orari,e secondo il corrispondente del Corriere della Sera, in alcune zone esposte si raggiungevano i 160 chilometri orari.
La città era paralizzata dalla bufera, in via Giulia crollò il cornicione di una casa, il traffico marittimo era completamente bloccato, il piroscafo jugoslavo Dubravka fu trascinato dal vento fino a Cittànova d' Istria, alcuni piroscafi furono gettati con violenza contro il porto Duca d' Aosta, e alcune barche furono distrutte, in via Cigiotti una casa fu completamente scoperchiata, centinaia di persone rimasero ferite o contuse in tutta la città, e si fecero medicare negli ospedali, un rimorchio del tranvai elettrico fu rovesciato dal vento mentre era in sulla linea di Campo Marzio provocando due feriti, la stessa stazione ferroviaria di Campo Marzio fu scoperchiata dalla furia della burrasca.
A Fiume le raffiche raggiunsero i 127 chilometri chilometri orari, il vento imperversava anche nel Veneto, e a Padova e in altre zone molti alberi furono sradicati, mentre dal Piemonte giungeva notizia di grande freddo dopo le nevicate dei giorni precedenti.
La neve era caduta nei giorni precedenti in Emilia , a Bologna quel giorno la temperatura massima fu di + 1,2°, neve anche in Romagna e nelle Marche, nell' interno della provincia di Ancona il manto bianco superava il mezzo metro, e anche la Romagna e il pesarese erano sommersi dalla neve, nelle zone più interne delle Marche la neve raggiungeva il metro di altezza, mentre i lupi affamati si spingevano fino nei centri abitati, nel comune di Force un lupo entrò in un cascinale, e fu ucciso dai contadini a fucilate, il paese di Monte Gallo era completamente isolato, letteralmente sommerso dalla neve.
In Abruzzo le piogge incessanti cadute negli ultimi giorni di Febbraio fecero straripare il fiume Pescara, e altri torrenti minori.
Anche la Toscana fu flagellata dal vento di grecale , a Pisa dopo le continue piogge che tra il 28 Febbraio e il 1° Marzo fecero accumulare un quantitativo di quasi 50 millimetri, soffiava un vento gelido da nordest, anche a Livorno in quei giorni ci fu tanta pioggia, e un forte temporale che fu seguito da un notevole abbassamento della temperatura, il forte vento colpì anche Firenze e Prato, e la vicina provincia di Pistoia, dove già I danni di Febbraio erano stati ingenti, secondo una stima l ' orticoltura pistoiese subì nel Febbraio del 1929 un danno di oltre tre milioni di lire, una cifra importante nel 1929, e i proprietari dei vivai riuniti in assemblea chiesero al governo degli sgravi fiscali per compensare il danno subito per il maltempo.
Sulle regioni meridionali ci furono piogge e allagamenti, accompagnati da forti venti e da nevicate, abbondanti sulle zone appenniniche, specialmente tra la Puglia, la Campania e il Molise.

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Re: STORIE DI UN CLIMA PASSATO

Messaggio da picchio70 »

SEI NEVICATE A PADOVA NEL NOVEMBRE 1774.

Siamo nel periodo della Piccola Era Glaciale, ma non tutti gli anni nevicava a Novembre, e comunque sei nevicate spesso non si verificavano anche in alcuni mesi invernali, come si vede nella tabella, nel Dicembre 1773 nevico' solo una volta.
La seconda metà di Novembre fu decisamente fredda, oltre che a Padova nevico' a Firenze, a Pisa e in altre località .

Immagine tratta dalla rivista Antologia dell'aprile 1775 pagina

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Re: STORIE DI UN CLIMA PASSATO

Messaggio da picchio70 »

Pescara, Marzo 1987, continue nevicate durante la prima decade del mese.

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Ho ricordi molto nitidi di quella nevicata , abitavo allora sulle colline chietine
e dovevo recarmi al compleanno della mia attuale cognata che abitava sul mare .
Mi venne a prendere un mio caro amico con la mitica Renault 5 e fu una vera impresa con oltre 40 cm
di neve fresca sulle strade. Risate a non finire , nonostante le difficoltà.
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Re: STORIE DI UN CLIMA PASSATO

Messaggio da picchio70 »

Mappa emisferica originale dell' 11 Marzo 1901.

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Re: STORIE DI UN CLIMA PASSATO

Messaggio da picchio70 »

LA GRANDE NEVICATA DI META' MARZO 1608 IN PROVINCIA DI ANCONA.

Secondo lo storico del clima Franz Mauelshagen il 600 sarebbe stato il secolo più rigido e il cuore della Piccola Era Glaciale, e secondo il suo studio sul clima dal 1500 al 1900, pubblicato a Darmstad in Germania nel 2010, gli inverni di quel secolo avrebbero superato per intensità del freddo sia quelli del 500 che quelli del 700.
L' inverno 1607/ 1608 , come scrive Alfonso Corradi nel suo libro "Annali delle epidemie occorse in Italia ", è ricordato come stagione memorabile per l' aspro freddo e la moltissima neve.
La nevicata che colpi l' attuale Provincia di Ancona, e probabilmente gran parte delle Marche, tra il 10 e il 16 Marzo 1608, non fu una semplice nevicata di fine inverno, ma un evento meteorologico estremo paragonabile alla grande nevicata del Febbraio 1929.
Si trattò molto probabilmente di un intensa irruzione di aria gelida continentale proveniente dall' area russo/ siberiana, che attraversando il Mar Adriatico caricandosi di umidità scaricò grandi quantità di neve sulle Marche, come è successo anche nel Febbraio 2012.
La nevicata iniziò lunedì 10 Marzo, e in poco tempo divenne abbondante e accompagnata da forti raffiche di vento, la neve cadeva ovunque, da Ancona e tutte le zone costiere, fino alle aree interne collinari e montane, la precipitazione bianca sembrava diventare sempre più intensa, tanto che nella notte tra il 10 e l' 11 Marzo in alcune zone la neve era già intorno al mezzo metro, ma era solo l'inizio della grande nevicata.
Martedì 11 Marzo la neve continuò a cadere incessante, la bufera era violentissima, il vento gelido portava la neve ovunque, mentre la gente chiusa in casa cercava di difendersi dal freddo estremo sperando che la situazione migliorasse, ma non fu così.
Il canonico di Osimo Giovanni Baldi nei suoi scritti ricorda l' eccezionale nevicata di quei giorni nella sua città e nelle altre zone, scrivendo che in alcuni luoghi la neve raggiunse l' altezza di un uomo, e anche di più.
La speranza che il tempo migliorasse e smettese di nevicare fu vana, ci furono brevi pause, ma la neve riprendeva regolarmente a cadere con grande intensità, e accompagnata dal vento, ormai nelle zone interne c' erano metri di neve, i paesi erano isolati e la situazione era drammatica, non si riusciva neanche ad uscire di casa per la grande quantità di neve caduta, mentre molti erano rimasti con poco cibo e aspettavano che la nevicata cessasse.
Nei giorni successivi la nevicata si attenuò, ma non smise del tutto, e fino a Sabato 15 Marzo le nevicate continuarono ad interessare tutto il territorio anconetano.
Domenica 16 le nevicate cessarono del tutto, ma il panorama era desolante, città, paesi e borghi erano letteralmente sommersi dalla neve, in alcune zone interne era alta anche metri, la gente cercava di sgombrare la neve per ristabilire dei minimi collegamenti tra le varie zone, ma era un opera quasi impossibile, a Jesi , secondo il diarista Francesco Manuzzi, non si riusciva ad uscire dalle porte delle case , completamente ricoperte dai cumuli di neve, e anche " dal Massaccio , nostro castello, uscivano dalle finestre a causa della neve caduta ", la stessa drammatica situazione si registrava a Cupramontana, e nelle altre zone, mentre la stessa città di Ancona era sommersa dalla neve, ancora peggiore la realtà che si viveva nelle aree interne di alta collina e di montagna, le case erano sommerse da metri di neve, e le popolazioni totalmente isolate e in balia di un fenomeno veramente estremo.
Il miglioramento del tempo che si verificò tra il 16 e il 17 Marzo fu seguito da nuove calamità naturali, in modo particolare i successivi peggioramenti a carattere piovoso, e accompagnati da un aumento della temperatura , probabilmente non intenso ,e da forti venti ,causarono inondazioni e molti danni alle campagne e al bestiame.

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Re: STORIE DI UN CLIMA PASSATO

Messaggio da picchio70 »

LA GRANDE NEVICATA DEL 19 MARZO 1644 IN LIGURIA

Secondo le fonti dell'epoca si trattò di una nevicata abbondante.
La neve cadde a Genova e in quasi tutta la costa, mentre nelle zone interne fu abbondantissima.
Nel libro " Delle memorie particolari e, specialmente degli uomini illustri della città di Savona " a pagina 312
si racconta che la neve fu così abbondante che ci fu bisogno di scaricarne i tetti delle case.

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Re: STORIE DI UN CLIMA PASSATO

Messaggio da picchio70 »

La nevicata tardiva che interessò Roma a cavallo tra il 17 ed il 18 marzo del 1985.


La neve, sotto forma di rovesci, si presentò, senza attecchire, già dal pomeriggio di domenica 17 mentre era in corso la partitissima tra Roma e Juventus. Durante la serata la precipitazione si fece più intensa con temperature che si portarono fra 1°c e 3°C sull’area Romana.

Dalla tarda serata e fino alle prime ore della mattinata, tutta la città fu interessata da temporali nevosi con valori compresi tra 0°C ed 1°C e accumuli al suolo che raggiunsero i 5 / 6 centimetri su 12 millimetri d’acqua equivalente caduti in totale. Quella mattina la maestra delle elementari fece fare un tema dal titolo : ” fuori dalla finestra la neve: emozioni e sensazioni”.

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Re: STORIE DI UN CLIMA PASSATO

Messaggio da picchio70 »

LA NEVICATA DEL 1 APRILE 1809 A VERONA.

Dopo una notte fredda, più invernale che primaverile, le nuvole si fecero sempre più minacciose, e poco prima delle 14,00 incominciò a nevicare, prima debolmente, poi sempre più forte, la nevicata continuò con poche pause fino alle 20,00, quando cessò definitivamente.
Verona si ricoprì di un candido mantello bianco fuori stagione, e più che il primo giorno di Aprile sembrava il primo giorno di Febbraio o di Gennaio.
Questa nevicata primaverile è riportata nel libro" Archivio Storico Veronese ",volume 6, pagina 294 Verona 1880.


Foto di anni recenti.


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Re: STORIE DI UN CLIMA PASSATO

Messaggio da picchio70 »

TOSCANA 4/6 APRILE 1701, FREDDO, NEVE, E TERREMOTO.

I giorni di Pasqua erano ormai passati, la festa infatti in quell' anno cadde il 27 Marzo, ma non c'era ancora aria di vera Primavera, se il sole intiepidiva i pomeriggi, la notte e al mattino il clima era ancora freddo.
Domenica 3 Aprile in gran parte della Toscana il tempo andò peggiorando, e la pioggia incominciò a cadere già dalla tarda mattinata, continuando anche nel pomeriggio.
Durante la notte tra il 3 e il 4 Aprile l' entrata di aria molto fredda provocò una diminuzione della quota della neve, che iniziò a scendere sempre più in basso.
Firenze fu investita da una nevicata a tratti intensa che ricoprì case, strade e le campagne circostanti, un cronista dell' epoca scrisse: "la mattina del 4 Aprile in Firenze fu nevistio, ed in campagna neve assai, fino a San Francesco al Monte, il che apportò alla città assai freddo ".
La nevicata sommerse le montagne, ma fu abbastanza abbondante anche sulle zone tra Firenze e Siena.
Particolarmente abbondante fu la nevicata a Siena e nelle zone vicine, dopo la pioggia, iniziata intorno al mezzogiorno del 3 Aprile , durante la notte iniziò una intensa nevicata, più che una notte di Aprile sembrava una notte di Gennaio, nevicava con grande intensità.
La mattina di Lunedì 4 Aprile Siena era tutta bianca, in un manoscritto del 1701, che alla fine del 700 era conservato dal Cavalier Perfetti, leggiamo che : " la mattina di questo giorno ci trovammo a Siena con la neve all' altezza di un palmo".
Ma per i senesi, e per gli abitanti della Toscana centrale, le sorprese non erano finite qui, durante la notte tra il 4 e il 5 Aprile, mentre stavano dormendo , intorno alle 4,00 del mattino ci fu una forte scossa di terremoto, che svegliò gli abitanti di Siena e delle zone vicine, e fu avvertita in buona parte della Toscana centrale, questo terremoto non provocò danni, ma come scrive l' anonimo autore del manoscritto: "conturbò gli animi nostri".
Ma la natura in quei giorni aveva deciso di dare spettacolo, dopo la neve del 4 Aprile, e il terremoto della notte successiva, il 5 Aprile riprese a nevicare a Siena, e in altre zone della Toscana, si trattava di brevi nevicate alternate a pause, che continuarono anche Mercoledì 6 Aprile quando la neve cessò di cadere definitivamente.
Il paesaggio che si presentava la mattina del 7 Aprile era pienamente invernale, non solo Siena e Firenze, ma una gran parte della zona centrale del granducato di Toscana era bianco, la nevicata e il freddo che seguì nelle notti successive provocarono danni all' agricoltura.
Fu lento il ritorno alla normalità primaverile, e Aprile fu ancora piuttosto freddo e instabile, ma il mese di Maggio fu bellissimo, con tante giornate di sole e poca pioggia.

Foto recente.

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Re: STORIE DI UN CLIMA PASSATO

Messaggio da picchio70 »

FREDDO E NEVE IN CALABRIA IL 13 APRILE 1658.

Era il Giovedì santo quel 13 Aprile 1658, tutta la Calabria visse una giornata invernale con freddo fuori stagione e maltempo.
Nel libro "Della Calabria Illustrata " di padre Giovanni Fiore da Cropani, pubblicato a Napoli nel 1691, a pagina 289 si legge che " cadde molta neve, seguita poi da un gran freddo.
Se ne seccarono tutte le viti, le quali erano tenere, con penuria grande di vino per due anni appresso ".
Purtroppo il libro non specifica il luogo dove si verificarono queste nevicate .

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Re: STORIE DI UN CLIMA PASSATO

Messaggio da picchio70 »

MAPPA EMISFERICA DEL 15 APRILE 1912 GIORNO DEL DISASTRO DEL TITANIC.


Il naufragio causò circa 1500 morti per l'impatto della nave con un iceberg, che probabilmente si era staccato dalla Groenlandia occidentale.
La piccola stella rossa segnala il punto di mare dove si verificò il naufragio.
Nella zona quel giorno era presente un campo di alte pressioni.
La mappa si riferisce alle 15, 00 attuale ora legale italiana, le 13,00 GMT o UTC.


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Re: STORIE DI UN CLIMA PASSATO

Messaggio da picchio70 »

LA FREDDA E NEVOSA PRIMA DECADE DI MAGGIO DEL 1740.

La stagione fredda 1739/ 1740 è ricordata in Europa e in Italia per la sua lunghezza, anche se in alcune zone del nord fu abbastanza asciutta, la stagione del freddo si estese anche alla Primavera,rendendola molto simile al' inverno con frequenti e intensi ritorni di freddo e neve, anche nel mese di Maggio.
Particolarmente marcata fu l' ondata di freddo che colpì l' Italia nella prima decade di Maggio quando la neve scese fino in pianura, e le intense gelate fuori stagione provocarono importanti danni alle colture agricole.
Il freddo propagandosi da nordest raggiunse nei primi giorni le regioni settentrionali e quelle centrali, e alla fine della decade anche le estreme regioni meridionali e la Sicilia.
Lunedì 2 Maggio le nevicate interessarono la Romagna, e furono anche piuttosto importanti nelle zone interne, e sembra che in quell' occasione la neve abbia imbiancato anche la spiaggia di Rimini.
Il 3 Maggio le nevicate interessarono il Veneto orientale e parte del Friuli, la città di Treviso fu coperta da un candido strato di neve.
Mercoledì 4 Maggio le nevicate si estesero ad altre zone, sembrava di essere tornati nel pieno dell' inverno, durante la notte la neve era caduta a Bologna e in quasi tutta l' Emilia e la Romagna, e anche nel basso Veneto.
Firenze si svegliò tutta imbiancata da un soffice strato di neve con temperature prossime allo zero, mentre nei vicini rilievi la neve fu ancora più abbondante.
Giuseppe Corsi nel suo diario scrisse il 4 Maggio :
" Ricordo come in tal giorno fu un tempo assai stravagante che le montagne di Vallombrosa si copersero di neve, e la notte seguente fu una brinata che al piano fece male alle viti, siccome l' altra mattina fu più brinata, e tutte le viti che erano innanzi con la messa, tutte andarono a male e si seccarono gli occhi, imperò nei piani. "
Il Corsi parla anche di altre nevicate che si verificarono a bassa quota in quel mese di Maggio, senza specificarne la data:
"E dopo di novo si copersero tutte le montagne di neve attorno, fino a Monte Albano di la da Artimino "

La nevicata del 4 Maggio interessò anche il Senese e l' Aretino, Giovanni Antonio Pecci e Pietro Pecci di Siena parlano di questa nevicata fuori stagione :
"Gli 4 di Maggio non solamente fu veduta nei monti circonvicini alzata la neve, ma ancora dentro la città cominciò a nevicare, e nel dì seguente fu brinata "

La nevicata colpì anche Arezzo, e sui rilievi fu decisamente abbondante.
Dal Pistoiese giungevano notizie di intense gelate, e nel libro " Memorie storiche della città di Pistoia " pubblicato a Lucca nel 1758 lo storico Filippo Maria Fioravanti scrive che il freddo nel territorio pistoiese continuò per tutto il mese di Maggio.
Anche fuori dalla Toscana neve e freddo dominarono quella giornata, oltre all' Emilia, alla Romagna e al basso Veneto nevicò in molte zone del Friuli , dove era nevicato anche il giorno prima.
Anche le Marche e l' Umbria furono interessate dal freddo e dalle nevicate fuori stagione, nevicò a Perugia e a Ascoli Piceno, e il freddo nella zona di Foligno fu veramente straordinario, e si verificarono brinate anche nel mese di Giugno.
Fa freddo anche a Senigallia ( Ancona) in quei giorni di Maggio, Francesco Pesaresi, cronista dell' epoca, parla di giornate fredde, ma con poche precipitazioni, un po di pioggia cade il 6 Maggio, mentre il giorno 8 ricomincia a piovere, è una giornata molto fredda, e dal mare si leva un nembo di acqua , neve e grandine, che durò circa un ora.
In montagna, scrive il Pesaresi :
" Ha fatto altra neve di modo che a Senigallia è così freddo che sembra ritornato l' inverno ".
Anche il resto di Maggio a Senigallia trascorrerà tra un alternanza di poche giornate buone, a giornate fredde di pioggia, vento e anche grandine, con neve a quote basse il 19 Maggio.
Verso la fine della settimana il freddo penetra sempre più verso sud, e tra Giovedì 5 e Venerdì 6 Maggio colpisce anche il Lazio, e nella zona dei Colli Albani si registrano nevicate fino a 400 metri di altezza, e anche più in basso, come si ricorda nell' edizione del 1903 degli Atti dell' Accademia Pontificia delle Scienze.
Nel fine settimana il freddo raggiunge anche le estreme regioni meridionali e la Sicilia.
Domenica 8 Maggio importanti nevicate interessarono la Calabria fino a quote collinari, e sembra che fiocchi di neve siano caduti anche su Catanzaro, Don Gregorio Susanna scrive.
"A dì otto del mese di Maggio 1740 successe un gran freddo e cadde molta neve nelle montagne "

Anche la Sicilia fu colpita da un brusco raffreddamento, forti venti, temporali, grandinate, e neve a quote piuttosto basse.
Il resto del mese di Maggio continuò, specie al nord e al centro Italia, a proporre scenari invernali, alternati a brevi ed effimere pause primaverili, e tra il 16 e il 20 Maggio una nuova fase fredda e perturbata portò nuovamente la neve in pianura in alcune zone del Veneto, in particolare nella Marca Trevigiana, dove il meteorologo Abate Giuseppe Toaldo di Padova segnala una nevicata il 17 Maggio.
Il disagio della popolazione dopo il lungo e rigido inverno, che si prolunga anche nella primavera, è universale, tutti vogliono l' arrivo della bella stagione e dei primi caldi, specie gli agricoltori che tanti danni avevano subito dall' ondata di freddo e neve di inizio mese, ma il caldo non ha voglia di arrivare.
In risposta di una lettera giunta a Venezia da Firenze , dove ci si lamenta di questo strano tempo, il ricevente della missiva scrive il 17 Maggio :
"Mi dice che a Firenze si vive in mezzo al ghiaccio a alla neve, e si sta solo un po meglio a Venezia, dove si rimane allo stato di riscaldare i letti, e sedere accanto al fuoco.
Incomincio a credere che il sole sia invecchiato, è certo che non occhieggia con così tanta vivacità come era solito fare ".

Anche l' estate fu fresca e instabile, e la maturazione dei prodotti agricoli fu ritardata, in Friuli la vendemmia non potè essere fatta prima del 15 Ottobre perchè l' uva non era matura, e la produzione fu scarsa per i danni provocati dalle gelate di inizio Maggio.
La stagione fredda 1739 / 1740 può essere considerata come una della più lunghe del 700 , con ondate di freddo quasi invernali già nel mese di Ottobre 1739, che durarono praticamente fino all' Estate, come accennato in alcune zone del nord le precipitazioni invernali furono scarse , e si arrivò anche a episodi di siccità, mentre un po più abbondanti furono le precipitazioni dall ' Emilia in giù, a Bologna si sarebbero registrate 33 nevicate, soprattutto dal 6 Gennaio in poi.
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Re: STORIE DI UN CLIMA PASSATO

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Intendo questo Td
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Re: STORIE DI UN CLIMA PASSATO

Messaggio da Rodigino04 »

19 LUGLIO 2023 - Un anno dalla catastrofe temporalesca del Veneto.

Propongo un contenuto ad un anno dei tragici eventi temporaleschi
che hanno coinvolto parte del territorio veneto il 19 luglio dello scorso anno.
Un breve cenno al contesto: periodo anticiclonico, con isoterme fuori norma ad abbordare sino alle Alpi,
caldo eccezionale, e prime infiltrazioni instabili dopo giorni roventi. Il resto fu storia in termine di fenomeni
e devastazione. Proporrei la rianalisi dell'evento a cura di "Meteo in Veneto", una buona pagina
di divulgazione meteorologica per il Veneto.

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1) San Giorgio delle Pertiche (PD)

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2) Prozzolo, frazione di Camponogara (VE)

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3) Vigodarzere (VE)

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4) Carmignano di Brenta (PD)

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5) Arcade (TV)

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