Climi Nazioni Europee
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DANIMARCA
Il clima della Danimarca è freddo in inverno e mite in estate; anche se si trova ad alte latitudini, risente delle correnti oceaniche, per cui è meno freddo di quanto si potrebbe pensare. Ad essere predominanti sono invece le nubi, l'umidità, la pioggia e il vento. Il Paese è piccolo e pianeggiante, per cui presenta scarse differenze climatiche tra una zona e l'altra, anche se le coste occidentali della penisola dello Jutland sono un po' più miti, piovose e ventilate che il resto del Paese.
Le precipitazioni non sono abbondanti, ma sono frequenti e ben distribuite nel corso dell'anno, dato che le perturbazioni atlantiche passano in tutte le stagioni. Comunque, sono moderate nella parte centro-occidentale della penisola dello Jutland, dove raggiungono o superano gli 800 mm l'anno (v. Vestervig, Esbjerg), mentre scendono gradualmente nel nord e nell'est, e ammontano a 650 mm all'anno all'estremo nord (v. Skagen), per scendere sotto i 600 mm l'anno nel centro e nell'est (v. Copenhagen, Odense), e addirittura sotto i 500 mm a Bornholm.
Le nevicate si verificano da novembre a marzo, o alla prima metà di aprile. In un anno si contano 20/25 giorni con caduta di neve.
L'inverno è freddo, con una temperatura media di gennaio e febbraio appena al di sopra dello zero. Le giornate sono molto brevi (a dicembre il sole tramonta alle 3 del pomeriggio), e le escursioni termiche tra il giorno e la notte sono contenute. Le coste occidentali e le piccole isole hanno un inverno un po' più mite, con minime intorno allo zero, ma con molto vento, soprattutto al nord. Per il resto le temperature sono abbastanza uniformi nel Paese.
In inverno, il soleggiamento è limitato, il cielo è spesso coperto, il vento può essere sostenuto, e le precipitazioni sono abbastanza frequenti, anche se in genere non abbondanti. Al di là delle temperature medie, in Danimarca le condizioni del tempo variano di molto a seconda della situazione meteorologica. Nei periodi in cui prevalgono le correnti occidentali, la temperatura può rimanere di qualche grado sopra lo zero anche di notte, e le precipitazioni possono avvenire sotto forma di pioggia anche in pieno inverno. Quando invece la Danimarca viene raggiunta dalle correnti orientali spinte dall'anticiclone russo-siberiano, la temperatura si abbassa improvvisamente, e può scendere di parecchi gradi al di sotto dello zero, fino a circa -20 °C nei momenti peggiori. Questi periodi gelidi possono durare alcuni giorni, in genere meno che in Svezia o in Finlandia.
La primavera è inizialmente fredda, e rimane fresca ancora a maggio: la temperatura massima a Copenhagen è in media di 11 gradi ad aprile e di 16 °C a maggio. La primavera è comunque la stagione (relativamente) meno piovosa dell'anno.
L'estate presenta temperature piacevoli: la massima a luglio e agosto è di circa 22 gradi a Copenhagen e nelle principali città (Aarhus, Aalborg, Odense ecc.), mentre è un po' più bassa (intorno ai 20 gradi) nelle coste occidentali che si affacciano sul Mare del Nord. Le minime notturne sono abbastanza fresche, intorno ai 13/15 °C. In pratica l'estate ricorda la fine di aprile o l'inizio di maggio in Italia.
Durante l'estate, ogni tanto le correnti meridionali possono portare un po' di caldo, che però in genere dura poco, non più di due o tre giorni: è raro che la temperatura tocchi i 30 °C, e i record del caldo sono intorno ai 33/34 °C.
In autunno il clima è grigio e piovoso, a volte ventoso. A novembre il soleggiamento è minimo, come in pieno inverno. A Copenhagen la temperatura massima è già di 18 gradi a settembre, per scendere a 13 gradi ad ottobre e a 8 °C a novembre.
Il clima della Danimarca è freddo in inverno e mite in estate; anche se si trova ad alte latitudini, risente delle correnti oceaniche, per cui è meno freddo di quanto si potrebbe pensare. Ad essere predominanti sono invece le nubi, l'umidità, la pioggia e il vento. Il Paese è piccolo e pianeggiante, per cui presenta scarse differenze climatiche tra una zona e l'altra, anche se le coste occidentali della penisola dello Jutland sono un po' più miti, piovose e ventilate che il resto del Paese.
Le precipitazioni non sono abbondanti, ma sono frequenti e ben distribuite nel corso dell'anno, dato che le perturbazioni atlantiche passano in tutte le stagioni. Comunque, sono moderate nella parte centro-occidentale della penisola dello Jutland, dove raggiungono o superano gli 800 mm l'anno (v. Vestervig, Esbjerg), mentre scendono gradualmente nel nord e nell'est, e ammontano a 650 mm all'anno all'estremo nord (v. Skagen), per scendere sotto i 600 mm l'anno nel centro e nell'est (v. Copenhagen, Odense), e addirittura sotto i 500 mm a Bornholm.
Le nevicate si verificano da novembre a marzo, o alla prima metà di aprile. In un anno si contano 20/25 giorni con caduta di neve.
L'inverno è freddo, con una temperatura media di gennaio e febbraio appena al di sopra dello zero. Le giornate sono molto brevi (a dicembre il sole tramonta alle 3 del pomeriggio), e le escursioni termiche tra il giorno e la notte sono contenute. Le coste occidentali e le piccole isole hanno un inverno un po' più mite, con minime intorno allo zero, ma con molto vento, soprattutto al nord. Per il resto le temperature sono abbastanza uniformi nel Paese.
In inverno, il soleggiamento è limitato, il cielo è spesso coperto, il vento può essere sostenuto, e le precipitazioni sono abbastanza frequenti, anche se in genere non abbondanti. Al di là delle temperature medie, in Danimarca le condizioni del tempo variano di molto a seconda della situazione meteorologica. Nei periodi in cui prevalgono le correnti occidentali, la temperatura può rimanere di qualche grado sopra lo zero anche di notte, e le precipitazioni possono avvenire sotto forma di pioggia anche in pieno inverno. Quando invece la Danimarca viene raggiunta dalle correnti orientali spinte dall'anticiclone russo-siberiano, la temperatura si abbassa improvvisamente, e può scendere di parecchi gradi al di sotto dello zero, fino a circa -20 °C nei momenti peggiori. Questi periodi gelidi possono durare alcuni giorni, in genere meno che in Svezia o in Finlandia.
La primavera è inizialmente fredda, e rimane fresca ancora a maggio: la temperatura massima a Copenhagen è in media di 11 gradi ad aprile e di 16 °C a maggio. La primavera è comunque la stagione (relativamente) meno piovosa dell'anno.
L'estate presenta temperature piacevoli: la massima a luglio e agosto è di circa 22 gradi a Copenhagen e nelle principali città (Aarhus, Aalborg, Odense ecc.), mentre è un po' più bassa (intorno ai 20 gradi) nelle coste occidentali che si affacciano sul Mare del Nord. Le minime notturne sono abbastanza fresche, intorno ai 13/15 °C. In pratica l'estate ricorda la fine di aprile o l'inizio di maggio in Italia.
Durante l'estate, ogni tanto le correnti meridionali possono portare un po' di caldo, che però in genere dura poco, non più di due o tre giorni: è raro che la temperatura tocchi i 30 °C, e i record del caldo sono intorno ai 33/34 °C.
In autunno il clima è grigio e piovoso, a volte ventoso. A novembre il soleggiamento è minimo, come in pieno inverno. A Copenhagen la temperatura massima è già di 18 gradi a settembre, per scendere a 13 gradi ad ottobre e a 8 °C a novembre.
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RUSSIA
La parte europea della Russia è quella delimitata ad est dalla catena degli Urali.
A causa delle sue notevoli dimensioni, in questo paese si registrano diversi tipi di clima, ma quasi ovunque l'inverno è gelido, e l'estate è una stagione moderatamente piovosa.
I climi vanno da quello artico e subartico delle regioni più settentrionali (con inverni lunghi e gelidi, e brevi estati in cui le temperature medie rimangono inferiori ai 10 °C), al clima continentale delle zone interne (con inverni gelidi ed estati progressivamente più calde man mano che si procede verso sud), al clima baltico delle regioni occidentali (con inverni gelidi ma più temperati rispetto alle regioni interne, ed estati miti, con temporali diurni e notti fresche), al clima mediterraneo delle coste che si affacciano sul Mar Nero (con inverni miti e piovosi ed estati calde e moderatamente afose), al clima continentale steppico della zona del Mar Caspio (con inverni freddi, estati calde e precipitazioni scarse).
Procedendo da ovest verso est, si registra in genere un'accentuazione della continentalità (soprattutto per quanto riguarda il freddo invernale) e una diminuzione delle precipitazioni.
La Russia è il paese del freddo per eccellenza: al di là delle differenze climatiche, la caratteristica che accomuna la gran parte del paese è il freddo invernale.
La parte europea è meno fredda di quella asiatica, tuttavia è qui che si registrano le temperature più basse dell'intero continente europeo.
L'influsso atlantico si fa sentire relativamente, mentre sono forti l'influsso artico, capace di portare temibili tempeste di neve, e quello continentale, che può portare in inverno venti gelidi dalla Siberia, ma anche, in estate, venti caldi da sud-est (detti sukhoviei).
In ogni caso, l'assenza di importanti catene montuose (se si esclude il Caucaso a sud), rende questo paese esposto ad influssi diversi, caldi e freddi, così che il suo clima è caratterizzato da cronica instabilità e valori estremi.
L'unica zona caratterizzata da un clima mite, al riparo dal gelo invernale, è la costa meridionale del Mar Nero, dove il clima è quasi mediterraneo, con inverni molto piovosi ma miti ed estati calde e soleggiate, ma con forti temporali.
A San Pietroburgo l'influsso del mare non è molto evidente, perché il Golfo di Finlandia durante l'inverno è spesso ghiacciato. L'inverno è quindi gelido (la media di febbraio è -6 °C), anche se un po' meno freddo che a Mosca. Nelle altre stagioni invece l'influsso marittimo si avverte, tanto che l'estate è mite, con massime intorno ai 21/23 gradi, ma umida e piovosa. Agosto in genere è più piovoso di luglio. Ogni tanto però le masse d'aria calda tipiche delle zone continentali, possono arrivare fin qui.
A Mosca, la capitale, la media di gennaio negli ultimi 30 anni è stata di -7 °C; la temperatura media giornaliera rimane sotto lo zero da novembre a marzo. L'estate è invece mite, con una media di luglio di 19 °C, ma qualche volta può fare molto caldo. In estate si possono verificare alcune giornate piovose, mentre nei periodi bel tempo possono scoppiare dei temporali pomeridiani.
Nelle regioni meridionali della Russia, nelle pianure tra Ucraina e Kazakhstan, l'inverno è ancora gelido, ma più breve, mentre l'estate comincia ad essere calda.
Già a Volgograd, dove la media di gennaio è di -6 °C, durante l'estate le massime sono normalmente sui 29/30 gradi (ma possono arrivare a 40 °C). Le precipitazioni diventano più scarse, così che il clima diventa steppico.
L'unica zona di tutta la Russia europea dove la media di gennaio supera nettamente lo zero è la costa del Mar Nero. Va detto che comunque in questa zona l'inverno non è ovunque mite: è ancora freddo nel Mar d'Azov, dove la media di gennaio è di -0,5 gradi, mentre lungo la costa del Mar Nero aumenta gradualmente, dai 2,5 gradi di Anapa ai 6,5 °C di Soci, che è protetta dalle montagne del Caucaso.
Soci
Quindi è la zona di Soci l'unica veramente mite, ed è infatti lì che andavano a svernare i potenti della nomenklatura di Mosca: se nella costa settentrionale del Mar Nero sono possibili irruzioni di vento freddo che assomiglia alla bora, questo vento dalle parti di Soci si presenta come foehn. In estate, la temperatura è elevata: la media a luglio e agosto è di 23,5/24 °C.
La parte europea della Russia è quella delimitata ad est dalla catena degli Urali.
A causa delle sue notevoli dimensioni, in questo paese si registrano diversi tipi di clima, ma quasi ovunque l'inverno è gelido, e l'estate è una stagione moderatamente piovosa.
I climi vanno da quello artico e subartico delle regioni più settentrionali (con inverni lunghi e gelidi, e brevi estati in cui le temperature medie rimangono inferiori ai 10 °C), al clima continentale delle zone interne (con inverni gelidi ed estati progressivamente più calde man mano che si procede verso sud), al clima baltico delle regioni occidentali (con inverni gelidi ma più temperati rispetto alle regioni interne, ed estati miti, con temporali diurni e notti fresche), al clima mediterraneo delle coste che si affacciano sul Mar Nero (con inverni miti e piovosi ed estati calde e moderatamente afose), al clima continentale steppico della zona del Mar Caspio (con inverni freddi, estati calde e precipitazioni scarse).
Procedendo da ovest verso est, si registra in genere un'accentuazione della continentalità (soprattutto per quanto riguarda il freddo invernale) e una diminuzione delle precipitazioni.
La Russia è il paese del freddo per eccellenza: al di là delle differenze climatiche, la caratteristica che accomuna la gran parte del paese è il freddo invernale.
La parte europea è meno fredda di quella asiatica, tuttavia è qui che si registrano le temperature più basse dell'intero continente europeo.
L'influsso atlantico si fa sentire relativamente, mentre sono forti l'influsso artico, capace di portare temibili tempeste di neve, e quello continentale, che può portare in inverno venti gelidi dalla Siberia, ma anche, in estate, venti caldi da sud-est (detti sukhoviei).
In ogni caso, l'assenza di importanti catene montuose (se si esclude il Caucaso a sud), rende questo paese esposto ad influssi diversi, caldi e freddi, così che il suo clima è caratterizzato da cronica instabilità e valori estremi.
L'unica zona caratterizzata da un clima mite, al riparo dal gelo invernale, è la costa meridionale del Mar Nero, dove il clima è quasi mediterraneo, con inverni molto piovosi ma miti ed estati calde e soleggiate, ma con forti temporali.
A San Pietroburgo l'influsso del mare non è molto evidente, perché il Golfo di Finlandia durante l'inverno è spesso ghiacciato. L'inverno è quindi gelido (la media di febbraio è -6 °C), anche se un po' meno freddo che a Mosca. Nelle altre stagioni invece l'influsso marittimo si avverte, tanto che l'estate è mite, con massime intorno ai 21/23 gradi, ma umida e piovosa. Agosto in genere è più piovoso di luglio. Ogni tanto però le masse d'aria calda tipiche delle zone continentali, possono arrivare fin qui.
A Mosca, la capitale, la media di gennaio negli ultimi 30 anni è stata di -7 °C; la temperatura media giornaliera rimane sotto lo zero da novembre a marzo. L'estate è invece mite, con una media di luglio di 19 °C, ma qualche volta può fare molto caldo. In estate si possono verificare alcune giornate piovose, mentre nei periodi bel tempo possono scoppiare dei temporali pomeridiani.
Nelle regioni meridionali della Russia, nelle pianure tra Ucraina e Kazakhstan, l'inverno è ancora gelido, ma più breve, mentre l'estate comincia ad essere calda.
Già a Volgograd, dove la media di gennaio è di -6 °C, durante l'estate le massime sono normalmente sui 29/30 gradi (ma possono arrivare a 40 °C). Le precipitazioni diventano più scarse, così che il clima diventa steppico.
L'unica zona di tutta la Russia europea dove la media di gennaio supera nettamente lo zero è la costa del Mar Nero. Va detto che comunque in questa zona l'inverno non è ovunque mite: è ancora freddo nel Mar d'Azov, dove la media di gennaio è di -0,5 gradi, mentre lungo la costa del Mar Nero aumenta gradualmente, dai 2,5 gradi di Anapa ai 6,5 °C di Soci, che è protetta dalle montagne del Caucaso.
Soci
Quindi è la zona di Soci l'unica veramente mite, ed è infatti lì che andavano a svernare i potenti della nomenklatura di Mosca: se nella costa settentrionale del Mar Nero sono possibili irruzioni di vento freddo che assomiglia alla bora, questo vento dalle parti di Soci si presenta come foehn. In estate, la temperatura è elevata: la media a luglio e agosto è di 23,5/24 °C.
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MACEDONIA
Nella Repubblica di Macedonia (chiamata Macedonia del Nord dal 2019), il clima è freddo d'inverno e caldo d'estate. La continentalità del clima è data dal fatto che il Paese non ha sbocco sul mare, e in più è separato dai mari Adriatico ed Egeo da catene montuose. Le città principali si trovano a quote collinari, spesso in valli che esaltano il freddo invernale, che tende a ristagnare nei bassi strati, ma anche il caldo estivo. Come sappiamo la penisola balcanica è esposta alle ondate di freddo da nord, e la Macedonia non fa eccezione. Il vento che soffia da nord-ovest nella valle del Vardar è detto Vardarac, un equivalente un po' meno violento della Bora.
Il clima diventa più mite solo nell'estremo lembo sud-orientale, nei pressi del lago Dojran, dove sorgono città come Gevgelija e Valandovo, e diventa quasi mediterraneo, perché ci si trova a sud delle catene montuose che isolano il Paese dal mare.
Gevgelija, sul fiume Vardar, in estate è caldissima, ed è una delle città più calde d'Europa: temperature di 40 °C non sono poi così rare. In inverno è in genere abbastanza mite, ma a volte ci possono essere periodi molto freddi, in cui la temperatura scende fino a -10 °C. Da sud-est, dalla Grecia, può soffiare un vento caldo detto Jug.
Nelle zone di alta montagna (in particolare nei monti Šar a nord-ovest e nei monti Baba a sud-ovest che superano i 2.500 metri), diventa naturalmente più freddo, con nevicate abbondanti in inverno, e temporali pomeridiani in estate. In genere, a parità di altitudine, le temperature invernali sono simili a quelle delle Alpi, piuttosto che degli Appennini.
Le precipitazioni non sono abbondanti nelle valli, dove si attestano sui 500 millimetri annui, mentre diventano un po' più abbondanti col crescere della quota. In genere le due stagioni più piovose sono la primavera avanzata e l'autunno, mentre l'inverno e l'estate sono relativamente secchi.
L'inverno in Macedonia è in generale freddo, anche se la temperatura varia con la quota. La temperatura media di gennaio supera, sia pur di poco, lo zero nelle località poste alle quote più basse. Il tempo invernale non è sempre stabile: ai periodi di calma, in cui l'aria fredda giace nei bassi strati, si alternano giornate miti, in cui riescono a penetrare le masse d'aria dal Mediterraneo, e periodi caratterizzati da intense irruzioni fredde, in cui la temperatura può scendere fino a -20 °C.
L'estate è decisamente calda nelle valli e nelle località situate alle quote più basse (come ad esempio a Skopje), dove le temperature massime sono normalmente intorno ai 31/31,5 gradi. L'escursione termica è elevata e l'umidità è contenuta, per cui le notti sono in genere fresche, ma le giornate possono essere torride, con punte di 40 °C. Il sole è frequente e le piogge, abbastanza rare, avvengono sotto forma di temporale.
Nella Repubblica di Macedonia (chiamata Macedonia del Nord dal 2019), il clima è freddo d'inverno e caldo d'estate. La continentalità del clima è data dal fatto che il Paese non ha sbocco sul mare, e in più è separato dai mari Adriatico ed Egeo da catene montuose. Le città principali si trovano a quote collinari, spesso in valli che esaltano il freddo invernale, che tende a ristagnare nei bassi strati, ma anche il caldo estivo. Come sappiamo la penisola balcanica è esposta alle ondate di freddo da nord, e la Macedonia non fa eccezione. Il vento che soffia da nord-ovest nella valle del Vardar è detto Vardarac, un equivalente un po' meno violento della Bora.
Il clima diventa più mite solo nell'estremo lembo sud-orientale, nei pressi del lago Dojran, dove sorgono città come Gevgelija e Valandovo, e diventa quasi mediterraneo, perché ci si trova a sud delle catene montuose che isolano il Paese dal mare.
Gevgelija, sul fiume Vardar, in estate è caldissima, ed è una delle città più calde d'Europa: temperature di 40 °C non sono poi così rare. In inverno è in genere abbastanza mite, ma a volte ci possono essere periodi molto freddi, in cui la temperatura scende fino a -10 °C. Da sud-est, dalla Grecia, può soffiare un vento caldo detto Jug.
Nelle zone di alta montagna (in particolare nei monti Šar a nord-ovest e nei monti Baba a sud-ovest che superano i 2.500 metri), diventa naturalmente più freddo, con nevicate abbondanti in inverno, e temporali pomeridiani in estate. In genere, a parità di altitudine, le temperature invernali sono simili a quelle delle Alpi, piuttosto che degli Appennini.
Le precipitazioni non sono abbondanti nelle valli, dove si attestano sui 500 millimetri annui, mentre diventano un po' più abbondanti col crescere della quota. In genere le due stagioni più piovose sono la primavera avanzata e l'autunno, mentre l'inverno e l'estate sono relativamente secchi.
L'inverno in Macedonia è in generale freddo, anche se la temperatura varia con la quota. La temperatura media di gennaio supera, sia pur di poco, lo zero nelle località poste alle quote più basse. Il tempo invernale non è sempre stabile: ai periodi di calma, in cui l'aria fredda giace nei bassi strati, si alternano giornate miti, in cui riescono a penetrare le masse d'aria dal Mediterraneo, e periodi caratterizzati da intense irruzioni fredde, in cui la temperatura può scendere fino a -20 °C.
L'estate è decisamente calda nelle valli e nelle località situate alle quote più basse (come ad esempio a Skopje), dove le temperature massime sono normalmente intorno ai 31/31,5 gradi. L'escursione termica è elevata e l'umidità è contenuta, per cui le notti sono in genere fresche, ma le giornate possono essere torride, con punte di 40 °C. Il sole è frequente e le piogge, abbastanza rare, avvengono sotto forma di temporale.
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PRINCIPATO DI MONACO
Il clima del principato è tipicamente mediterraneo, caratterizzato da inverni miti e umidi ed estati calde, secche e ventilate con un'alta percentuale di giornate soleggiate.
La temperatura media, secondo gli ultimi 75 anni di osservazione, varia dai 10,2 °C di gennaio ai 23,7 °C di agosto, mentre i giorni di sole si aggirano su una media annua di 107 e quelli di pioggia non superano i 62. Rarissime le precipitazioni a carattere nevoso.
Il clima del principato è tipicamente mediterraneo, caratterizzato da inverni miti e umidi ed estati calde, secche e ventilate con un'alta percentuale di giornate soleggiate.
La temperatura media, secondo gli ultimi 75 anni di osservazione, varia dai 10,2 °C di gennaio ai 23,7 °C di agosto, mentre i giorni di sole si aggirano su una media annua di 107 e quelli di pioggia non superano i 62. Rarissime le precipitazioni a carattere nevoso.
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FRANCIA
Pur nell'ambito di un clima temperato, in Francia sono presenti diversi tipi di clima: il clima oceanico della costa occidentale e settentrionale; il clima di transizione di Parigi e delle regioni centro-settentrionali; il clima semi-continentale delle regioni orientali; il clima mediterraneo delle regioni costiere meridionali. Oltre naturalmente al clima più freddo delle regioni montuose.
In pianura, le temperature medie di gennaio vanno da 2 °C nel nord-est (Lorena e Alsazia), a 4,5 °C a Parigi, a 6,5 °C a Bordeaux, a 9 °C in Corsica e in Costa Azzurra. Le medie di luglio e agosto vanno da 17/18 °C lungo le coste della Manica, a 20 °C a Parigi, a 24/25 °C lungo le coste del Mediterraneo.
Anche il soleggiamento varia di molto: il sole brilla per meno di 1.600 ore l'anno in Bretagna e nell'estremo nord, per 1.660 ore a Parigi, per circa 2.000 ore nel centro-sud, e per più di 2.500 ore lungo le coste del Mediterraneo.
Le precipitazioni superano i 1.000 millimetri l'anno nelle zone più esposte di Bretagna e Normandia, e anche ai piedi delle montagne nel centro-sud, mentre scendono sotto i 700 mm l'anno nelle zone interne del centro-nord, nella pianura ad est dei Vosgi e nella zona intorno al Golfo del Leone. Sulle montagne, invece, possono superare anche i 2.000 mm l'anno.
Sulla costa settentrionale della Francia, affacciata sulla Manica, e fino ad una certa distanza dalla costa, il clima è generalmente fresco e umido, piovoso e ventoso tutto l'anno, ma soprattutto in autunno e in inverno.
Nell'estremo nord-est, nella regione al confine con il Belgio (Nord-Pas de Calais), il clima è fresco e umido: a Lille la temperatura media va da 3,5 °C a gennaio a 18,5 °C a luglio, e in un anno cadono 745 mm di pioggia.
Nel nord, le coste della Manica sono generalmente più fredde di quelle occidentali, esposte sull'Atlantico. In queste zone (Alta e Bassa Normandia, vedi Le Havre, Mont Saint-Michel), il clima è grigio e umido, freddo ma non gelido in inverno (tranne quando soffiano le correnti dall'Europa orientale), e fresco in estate. A Dunkerque, la temperatura media va dai 5 gradi di gennaio ai 18,5 °C di agosto.
Sulla costa occidentale francese, affacciata sul Golfo di Biscaglia, e fino ad una certa distanza dal mare, il clima è ancora influenzato dall'oceano Atlantico, però è più mite che sulla costa nord: l'inverno è ancora abbastanza mite, mentre l'estate è un po' più calda e soleggiata.
Nell'est della Bretagna (v. Rennes), nella parte occidentale dei Paesi della Loira (v. Nantes), e della Nuova Aquitania (v. La Rochelle, Cap Ferret, Biarritz), le temperature medie di gennaio vanno dai 6 agli 8 gradi, mentre a luglio e agosto vanno dai 19 ai 21 °C.
La parte centro-settentrionale della Francia ha un clima temperato, a metà strada tra quello fresco atlantico e quello più continentale dell'est. Qui si trovano, oltre alla capitale, città come Orléans, Tours, Auxerre, Poitiers e Le Mans, dove si svolge la famosa gara automobilistica delle "24 Ore".
Nella regione di Parigi (Île-de-France), le temperature medie sono abbastanza fresche: a gennaio la media è di 4,5 gradi, a luglio di 20 °C. Tuttavia, trovandosi in una zona pianeggiante che si può riscaldare in estate per l'influsso dell'anticiclone di origine africana, ed essendo esposta alle correnti fredde orientali durante l'inverno, Parigi conosce talvolta situazioni un po' più estreme: durante l'estate vi possono essere giornate molto calde, con le temperature che possono raggiungere o superare i 35 gradi, mentre in inverno vi possono essere giornate nevose o gelide, con temperature notturne di -6/-8 gradi.
Comunque, normalmente prevale l'Atlantico, e in questi casi il tempo è instabile, con giornate umide e piovose, che sono miti in inverno e fresche in estate. Le più intense depressioni atlantiche possono portare venti forti dall'oceano, soprattutto in tardo autunno e in inverno.
Le regioni orientali della Francia hanno un clima moderatamente continentale, con un inverno freddo e un'estate abbastanza calda, a volte afosa e temporalesca. In queste zone sono possibili intense gelate in inverno, come anche ondate di caldo in estate.
Lorena e Alsazia, vicine al confine con la Germania, hanno un clima caratterizzato da inverni freddi e grigi, accompagnati da nevicate frequenti anche se in genere non abbondanti, ed estati moderatamente calde e temporalesche, con alcune giornate afose.
Ancora più a sud-ovest, nella zona centro-orientale della Francia, ad est del Massiccio Centrale, la differenza tra l'inverno e l'estate è simile, per cui si può ancora parlare di clima semi-continentale, ma le temperature sono leggermente più elevate e il sole si vede più spesso.
Il sud della Francia presenta un clima più mite e soleggiato, dato che riceve abbastanza spesso la protezione dell'Anticiclone delle Azzorre, soprattutto nel semestre caldo, quando è anche soggetta alle invasioni di aria calda dalla Spagna.
Nelle zone ad una certa distanza dal mare (v. Tolosa, Avignone), il clima si può considerare mediterraneo di transizione, mentre sulla costa meridionale e in Corsica è mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati calde e secche.
Bordeaux, in Aquitania, è abbastanza a sud e non troppo vicina alla costa atlantica per avere un clima che subisce anche influenze mediterranee, per cui può essere fatta rientrare in questa zona. La temperatura media passa dai 6,5 gradi di gennaio, ai 21,5 °C di luglio. Le precipitazioni ammontano a 985 millimetri l'anno. Durante l'estate sono possibili giornate fresche e piovose causate da perturbazioni atlantiche, ma ci sono anche giornate calde e soleggiate, in cui la temperatura può toccare i 33/34 gradi. In autunno e in inverno, oltre che le piogge, si possono avere forti venti oceanici, ma questa regione è esposta anche al vento freddo da nord-est (la bise).
Sulla costa del Mediterraneo e nelle vicinanze, il clima è ancora più mite. Tuttavia, sul Golfo del Leone soffiano in maniera ricorrente dei venti fastidiosi: il mistral soffia nella valle del rodano, a partire da Valence, mentre la parte occidentale (v. Narbona, Leucate, Perpignano) è esposta al vento da nord-ovest, la tramontana, che si incanala tra i Pirenei e il Massiccio Centrale, attraverso la cosiddetta porta di Carcassonne.
Questi venti freddi, secchi e impetuosi soffiano addirittura per 100 giorni all'anno, e raggiungono facilmente gli 80-100 Km/h. Il mistral è all'origine del vento che giunge, attenuato ma pur sempre intenso, sulla Sardegna, dove è detto maestrale. E così città come Nîmes, Arles, Marsiglia presentano una temperatura media invernale un po' più bassa rispetto alla Costa Azzurra (intorno ai 7/8 gradi anziché 9/10 °C) e soprattutto sono esposte a improvvisi cali termici e a gelate notturne nei mesi più freddi. L'estate è invece calda e soleggiata anche qui, perché i venti freddi concedono una tregua.
Anche la Corsica ha un clima di tipo mediterraneo (con inverni miti e piovosi ed estati calde e asciutte), almeno sulle coste, però è esposta ai venti di maestrale e di ponente, che possono essere forti, soprattutto sulla parte occidentale dell'isola. Le zone interne presentano montagne più aspre ed elevate rispetto alla Sardegna, per cui il paesaggio diventa rapidamente più verde, e il clima si raffredda con il crescere della quota, fino ad arrivare alle quote più alte dal tipico clima montano, con inverni caratterizzati da abbondanti nevicate.
Pur nell'ambito di un clima temperato, in Francia sono presenti diversi tipi di clima: il clima oceanico della costa occidentale e settentrionale; il clima di transizione di Parigi e delle regioni centro-settentrionali; il clima semi-continentale delle regioni orientali; il clima mediterraneo delle regioni costiere meridionali. Oltre naturalmente al clima più freddo delle regioni montuose.
In pianura, le temperature medie di gennaio vanno da 2 °C nel nord-est (Lorena e Alsazia), a 4,5 °C a Parigi, a 6,5 °C a Bordeaux, a 9 °C in Corsica e in Costa Azzurra. Le medie di luglio e agosto vanno da 17/18 °C lungo le coste della Manica, a 20 °C a Parigi, a 24/25 °C lungo le coste del Mediterraneo.
Anche il soleggiamento varia di molto: il sole brilla per meno di 1.600 ore l'anno in Bretagna e nell'estremo nord, per 1.660 ore a Parigi, per circa 2.000 ore nel centro-sud, e per più di 2.500 ore lungo le coste del Mediterraneo.
Le precipitazioni superano i 1.000 millimetri l'anno nelle zone più esposte di Bretagna e Normandia, e anche ai piedi delle montagne nel centro-sud, mentre scendono sotto i 700 mm l'anno nelle zone interne del centro-nord, nella pianura ad est dei Vosgi e nella zona intorno al Golfo del Leone. Sulle montagne, invece, possono superare anche i 2.000 mm l'anno.
Sulla costa settentrionale della Francia, affacciata sulla Manica, e fino ad una certa distanza dalla costa, il clima è generalmente fresco e umido, piovoso e ventoso tutto l'anno, ma soprattutto in autunno e in inverno.
Nell'estremo nord-est, nella regione al confine con il Belgio (Nord-Pas de Calais), il clima è fresco e umido: a Lille la temperatura media va da 3,5 °C a gennaio a 18,5 °C a luglio, e in un anno cadono 745 mm di pioggia.
Nel nord, le coste della Manica sono generalmente più fredde di quelle occidentali, esposte sull'Atlantico. In queste zone (Alta e Bassa Normandia, vedi Le Havre, Mont Saint-Michel), il clima è grigio e umido, freddo ma non gelido in inverno (tranne quando soffiano le correnti dall'Europa orientale), e fresco in estate. A Dunkerque, la temperatura media va dai 5 gradi di gennaio ai 18,5 °C di agosto.
Sulla costa occidentale francese, affacciata sul Golfo di Biscaglia, e fino ad una certa distanza dal mare, il clima è ancora influenzato dall'oceano Atlantico, però è più mite che sulla costa nord: l'inverno è ancora abbastanza mite, mentre l'estate è un po' più calda e soleggiata.
Nell'est della Bretagna (v. Rennes), nella parte occidentale dei Paesi della Loira (v. Nantes), e della Nuova Aquitania (v. La Rochelle, Cap Ferret, Biarritz), le temperature medie di gennaio vanno dai 6 agli 8 gradi, mentre a luglio e agosto vanno dai 19 ai 21 °C.
La parte centro-settentrionale della Francia ha un clima temperato, a metà strada tra quello fresco atlantico e quello più continentale dell'est. Qui si trovano, oltre alla capitale, città come Orléans, Tours, Auxerre, Poitiers e Le Mans, dove si svolge la famosa gara automobilistica delle "24 Ore".
Nella regione di Parigi (Île-de-France), le temperature medie sono abbastanza fresche: a gennaio la media è di 4,5 gradi, a luglio di 20 °C. Tuttavia, trovandosi in una zona pianeggiante che si può riscaldare in estate per l'influsso dell'anticiclone di origine africana, ed essendo esposta alle correnti fredde orientali durante l'inverno, Parigi conosce talvolta situazioni un po' più estreme: durante l'estate vi possono essere giornate molto calde, con le temperature che possono raggiungere o superare i 35 gradi, mentre in inverno vi possono essere giornate nevose o gelide, con temperature notturne di -6/-8 gradi.
Comunque, normalmente prevale l'Atlantico, e in questi casi il tempo è instabile, con giornate umide e piovose, che sono miti in inverno e fresche in estate. Le più intense depressioni atlantiche possono portare venti forti dall'oceano, soprattutto in tardo autunno e in inverno.
Le regioni orientali della Francia hanno un clima moderatamente continentale, con un inverno freddo e un'estate abbastanza calda, a volte afosa e temporalesca. In queste zone sono possibili intense gelate in inverno, come anche ondate di caldo in estate.
Lorena e Alsazia, vicine al confine con la Germania, hanno un clima caratterizzato da inverni freddi e grigi, accompagnati da nevicate frequenti anche se in genere non abbondanti, ed estati moderatamente calde e temporalesche, con alcune giornate afose.
Ancora più a sud-ovest, nella zona centro-orientale della Francia, ad est del Massiccio Centrale, la differenza tra l'inverno e l'estate è simile, per cui si può ancora parlare di clima semi-continentale, ma le temperature sono leggermente più elevate e il sole si vede più spesso.
Il sud della Francia presenta un clima più mite e soleggiato, dato che riceve abbastanza spesso la protezione dell'Anticiclone delle Azzorre, soprattutto nel semestre caldo, quando è anche soggetta alle invasioni di aria calda dalla Spagna.
Nelle zone ad una certa distanza dal mare (v. Tolosa, Avignone), il clima si può considerare mediterraneo di transizione, mentre sulla costa meridionale e in Corsica è mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati calde e secche.
Bordeaux, in Aquitania, è abbastanza a sud e non troppo vicina alla costa atlantica per avere un clima che subisce anche influenze mediterranee, per cui può essere fatta rientrare in questa zona. La temperatura media passa dai 6,5 gradi di gennaio, ai 21,5 °C di luglio. Le precipitazioni ammontano a 985 millimetri l'anno. Durante l'estate sono possibili giornate fresche e piovose causate da perturbazioni atlantiche, ma ci sono anche giornate calde e soleggiate, in cui la temperatura può toccare i 33/34 gradi. In autunno e in inverno, oltre che le piogge, si possono avere forti venti oceanici, ma questa regione è esposta anche al vento freddo da nord-est (la bise).
Sulla costa del Mediterraneo e nelle vicinanze, il clima è ancora più mite. Tuttavia, sul Golfo del Leone soffiano in maniera ricorrente dei venti fastidiosi: il mistral soffia nella valle del rodano, a partire da Valence, mentre la parte occidentale (v. Narbona, Leucate, Perpignano) è esposta al vento da nord-ovest, la tramontana, che si incanala tra i Pirenei e il Massiccio Centrale, attraverso la cosiddetta porta di Carcassonne.
Questi venti freddi, secchi e impetuosi soffiano addirittura per 100 giorni all'anno, e raggiungono facilmente gli 80-100 Km/h. Il mistral è all'origine del vento che giunge, attenuato ma pur sempre intenso, sulla Sardegna, dove è detto maestrale. E così città come Nîmes, Arles, Marsiglia presentano una temperatura media invernale un po' più bassa rispetto alla Costa Azzurra (intorno ai 7/8 gradi anziché 9/10 °C) e soprattutto sono esposte a improvvisi cali termici e a gelate notturne nei mesi più freddi. L'estate è invece calda e soleggiata anche qui, perché i venti freddi concedono una tregua.
Anche la Corsica ha un clima di tipo mediterraneo (con inverni miti e piovosi ed estati calde e asciutte), almeno sulle coste, però è esposta ai venti di maestrale e di ponente, che possono essere forti, soprattutto sulla parte occidentale dell'isola. Le zone interne presentano montagne più aspre ed elevate rispetto alla Sardegna, per cui il paesaggio diventa rapidamente più verde, e il clima si raffredda con il crescere della quota, fino ad arrivare alle quote più alte dal tipico clima montano, con inverni caratterizzati da abbondanti nevicate.
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SPAGNA
In Spagna sono presenti, a grandi linee, cinque tipi di clima:
- il clima delle coste atlantiche, fresco, umido e piovoso;
- il clima degli altipiani centrali, arido e continentale, con inverni abbastanza freddi ed estati a volte torride (v. Madrid);
- il clima mediterraneo delle regioni costiere dell'est e del sud (v. Barcellona, Baleari, Valencia, Malaga), mite e soleggiato;
- il clima montano dei Pirenei e delle Sierre, più o meno freddo a seconda della quota;
- infine il clima quasi africano dell'Andalusia, mite in inverno e caldissimo in estate.
Dunque, la Spagna non è un Paese ovunque mite e soleggiato come si potrebbe pensare.
Comunque, se si esclude la costa esposta a nord, in gran parte della Spagna l'estate è calda, secca e soleggiata.
Sulle coste che si affacciano sull'Atlantico a nord (v. La Coruña, Gijon, Santander, Bilbao), l'inverno è mite e umido: le piogge sono frequenti e il sole è relativamente raro. Le coste della Galizia e delle Asturie, più esposte ai venti occidentali, sono spesso ventose, ma a volte questo può capitare anche in Cantabria e nei Paesi Baschi. In Galizia (v. Santiago de Compostela) le piogge sono particolarmente abbondanti, soprattutto da ottobre ad aprile.
In quest'area anche l'estate è fresca e piovosa, e anche a luglio e agosto il sole è spesso coperto dalle nuvole; il mare non è certo caldo (toccando appena i 20/21 °C ad agosto).
Nelle zone che si affacciano sul Mediterraneo e nel piccolo tratto costiero atlantico del Golfo di Cadice (v. Barcellona, Valencia, Isole Baleari, Almeria, Malaga, Cadice, Jerez de la Frontera), l'inverno è mite, ma rispetto alla costa atlantica del nord le piogge sono più rare e il sole è più frequente. Ciò è dovuto al fatto che le coste mediterranee della Spagna, esposte come sono ad est e a sud, sono relativamente riparate dalle perturbazioni che normalmente provengono da ovest.
Lungo le coste del Mediterraneo e sulle isole Baleari l'estate è calda e soleggiata come si conviene alle località mediterranee; l'aria è umida ma le brezze temperano il caldo durante il giorno.
Le regioni interne della Spagna (v. Valladolid, León, Pamplona, Madrid, Salamanca, Saragozza), occupate in gran parte da un altopiano di altezza media 700/800 metri, conoscono invece inverni abbastanza freddi. A Madrid, la capitale, al centro della Meseta, a 650 metri di quota, a gennaio le temperature notturne oscillano intorno allo zero, le massime intorno ai 10 °C; ma a volte in seguito alle irruzioni di aria fredda può nevicare e gelare.
In estate, sull'altopiano interno le giornate possono spesso essere torride, con massime ben oltre i 30 gradi, ma a causa dell'altitudine le notti sono abbastanza fresche, e d'altra parte il caldo è secco e dunque più sopportabile. A Madrid la temperatura raggiunge facilmente i 35/36 °C, e a volte anche i 40 °C.
Nelle regioni interne del sud, nelle zone più basse dell'Estremadura (v. Badajoz) e nell'interno dell'Andalusia, l'estate è caldissima e soleggiata: Siviglia e Córdoba sono in effetti le città più calde d'Europa, e questa zona è come un pezzo di Africa in Europa. La temperatura raggiunge spesso i 38/40 °C, e a volte anche i 45 °C
Le regioni di montagna hanno un clima progressivamente più freddo e nevoso con l'aumentare della quota; inoltre, a parità di quota fa certamente più freddo sui Pirenei a nord che nella meridionale Sierra Nevada, che però raggiunge altitudini notevoli (il monte Mulhacén sfiora i 3.500 metri), e dunque normalmente consente di sciare (ad alte quote) pur a latitudini così meridionali. Nulla vieta, dopo una giornata sulla neve, di scendere di quota e andare ad apprezzare l'aria mite della vicina Costa Tropical (Motril si trova a circa un'ora e mezza di auto).
Esiste anche una cordigliera montuosa, il Sistema Centrale, che attraversa la Meseta, ed è divisa in varie catene; quella più vicina alla capitale è la Sierra de Guadarrama, la cui cima più alta è il Peñalara (2.428 metri), e dove è possibile sciare in inverno, mentre più a sud-ovest troviamo la Sierra de Gredos, anch'essa a non grande distanza da Madrid.
Nelle zone settentrionali di Navarra, Aragona e Catalogna, troviamo la catena dei Pirenei. La cima più elevata dell'intera catena, il Pico de Aneto (3.404 metri), si trova in Aragona. Al di sopra dei 2.700 metri troviamo dei ghiacciai.
In Spagna sono presenti, a grandi linee, cinque tipi di clima:
- il clima delle coste atlantiche, fresco, umido e piovoso;
- il clima degli altipiani centrali, arido e continentale, con inverni abbastanza freddi ed estati a volte torride (v. Madrid);
- il clima mediterraneo delle regioni costiere dell'est e del sud (v. Barcellona, Baleari, Valencia, Malaga), mite e soleggiato;
- il clima montano dei Pirenei e delle Sierre, più o meno freddo a seconda della quota;
- infine il clima quasi africano dell'Andalusia, mite in inverno e caldissimo in estate.
Dunque, la Spagna non è un Paese ovunque mite e soleggiato come si potrebbe pensare.
Comunque, se si esclude la costa esposta a nord, in gran parte della Spagna l'estate è calda, secca e soleggiata.
Sulle coste che si affacciano sull'Atlantico a nord (v. La Coruña, Gijon, Santander, Bilbao), l'inverno è mite e umido: le piogge sono frequenti e il sole è relativamente raro. Le coste della Galizia e delle Asturie, più esposte ai venti occidentali, sono spesso ventose, ma a volte questo può capitare anche in Cantabria e nei Paesi Baschi. In Galizia (v. Santiago de Compostela) le piogge sono particolarmente abbondanti, soprattutto da ottobre ad aprile.
In quest'area anche l'estate è fresca e piovosa, e anche a luglio e agosto il sole è spesso coperto dalle nuvole; il mare non è certo caldo (toccando appena i 20/21 °C ad agosto).
Nelle zone che si affacciano sul Mediterraneo e nel piccolo tratto costiero atlantico del Golfo di Cadice (v. Barcellona, Valencia, Isole Baleari, Almeria, Malaga, Cadice, Jerez de la Frontera), l'inverno è mite, ma rispetto alla costa atlantica del nord le piogge sono più rare e il sole è più frequente. Ciò è dovuto al fatto che le coste mediterranee della Spagna, esposte come sono ad est e a sud, sono relativamente riparate dalle perturbazioni che normalmente provengono da ovest.
Lungo le coste del Mediterraneo e sulle isole Baleari l'estate è calda e soleggiata come si conviene alle località mediterranee; l'aria è umida ma le brezze temperano il caldo durante il giorno.
Le regioni interne della Spagna (v. Valladolid, León, Pamplona, Madrid, Salamanca, Saragozza), occupate in gran parte da un altopiano di altezza media 700/800 metri, conoscono invece inverni abbastanza freddi. A Madrid, la capitale, al centro della Meseta, a 650 metri di quota, a gennaio le temperature notturne oscillano intorno allo zero, le massime intorno ai 10 °C; ma a volte in seguito alle irruzioni di aria fredda può nevicare e gelare.
In estate, sull'altopiano interno le giornate possono spesso essere torride, con massime ben oltre i 30 gradi, ma a causa dell'altitudine le notti sono abbastanza fresche, e d'altra parte il caldo è secco e dunque più sopportabile. A Madrid la temperatura raggiunge facilmente i 35/36 °C, e a volte anche i 40 °C.
Nelle regioni interne del sud, nelle zone più basse dell'Estremadura (v. Badajoz) e nell'interno dell'Andalusia, l'estate è caldissima e soleggiata: Siviglia e Córdoba sono in effetti le città più calde d'Europa, e questa zona è come un pezzo di Africa in Europa. La temperatura raggiunge spesso i 38/40 °C, e a volte anche i 45 °C
Le regioni di montagna hanno un clima progressivamente più freddo e nevoso con l'aumentare della quota; inoltre, a parità di quota fa certamente più freddo sui Pirenei a nord che nella meridionale Sierra Nevada, che però raggiunge altitudini notevoli (il monte Mulhacén sfiora i 3.500 metri), e dunque normalmente consente di sciare (ad alte quote) pur a latitudini così meridionali. Nulla vieta, dopo una giornata sulla neve, di scendere di quota e andare ad apprezzare l'aria mite della vicina Costa Tropical (Motril si trova a circa un'ora e mezza di auto).
Esiste anche una cordigliera montuosa, il Sistema Centrale, che attraversa la Meseta, ed è divisa in varie catene; quella più vicina alla capitale è la Sierra de Guadarrama, la cui cima più alta è il Peñalara (2.428 metri), e dove è possibile sciare in inverno, mentre più a sud-ovest troviamo la Sierra de Gredos, anch'essa a non grande distanza da Madrid.
Nelle zone settentrionali di Navarra, Aragona e Catalogna, troviamo la catena dei Pirenei. La cima più elevata dell'intera catena, il Pico de Aneto (3.404 metri), si trova in Aragona. Al di sopra dei 2.700 metri troviamo dei ghiacciai.
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BELGIO
Il clima del Belgio è influenzato dall'oceano, ed è fresco e oceanico sulla costa e sulla pianura, mentre diventa più continentale, e anche più instabile in estate, sulle regioni sud-orientali (Ardenne), che si trovano a quote più elevate oltre che ad una maggiore distanza dal mare.
Le precipitazioni sono frequenti, ma non sono particolarmente abbondanti. La zona costiera è meno piovosa e leggermente più soleggiata rispetto alle zone interne: ad Ostenda, sulla costa, cadono 815 millimetri di pioggia all'anno; a Bruxelles, a un centinaio di chilometri dalla costa, ne cadono 850, mentre a Spa, nelle Ardenne, ne cadono 1.100.
L'inverno è abbastanza freddo sulla costa, ma non gelido. La temperatura media di febbraio (che sulla costa è, sia pur di poco, il mese più freddo) è di circa 3,5 °C. Il sole è raro e le piogge sono frequenti.
Procedendo verso l'interno, la temperatura diminuisce gradualmente. Anche qui le piogge sono frequenti.
Nelle Ardenne l'inverno è più freddo, sia per l'altitudine, sia per la maggiore distanza dal mare: a Bastogne, a 500 metri di quota, la temperatura media di gennaio scende quasi a 0 °C, e in luogo della pioggia cade spesso la neve.
Al di là delle temperature medie, in Belgio, il clima invernale varia a seconda della situazione meteorologica. Le giornate più fredde si hanno quando si interrompe il normale flusso atlantico, e iniziano a soffiare le correnti dall'Europa orientale: in questi casi la temperatura scende sotto lo zero su tutto il Paese e può nevicare ovunque. Quando invece prevalgono i venti atlantici, la temperatura può essere mite anche in pieno inverno, ma a volte vi possono essere venti forti e mareggiate.
Quando invece prevale l'alta pressione, fenomeno abbastanza raro ma non impossibile, si hanno giornate fredde e grigie, e si possono formare nebbie e nubi basse.
L'estate è fresca sulla costa, con le temperature massime che raggiungono i 21/22 gradi a luglio e agosto. Non mancano le nubi e le piogge, portate dalle perturbazioni atlantiche.
Nelle zone interne, il clima estivo è leggermente più caldo (a Bruxelles la media di luglio è di circa 18,5 gradi, con massime sui 23), ma anche qui le giornate molto calde sono rare. Le piogge sono invece più frequenti perché a volte scoppiano dei temporali pomeridiani.
Sulle Ardenne, le temperature sono leggermente più basse che in pianura. I temporali pomeridiani qui sono ancora più frequenti.
A volte, il Belgio può essere raggiunto da masse d'aria di origine mediterranea, che possono portare un tempo caldo e soleggiato (con temperature massime uguali o superiori ai 30 gradi), che però in genere dura poco, due o tre giorni.
La primavera e l'autunno in Belgio sono stagioni fresche e nuvolose. Può fare ancora freddo a marzo e nella prima metà di aprile, qualche volta persino all'inizio di maggio con massime intorno ai 10 gradi. La primavera, però, è meno piovosa, ed è in effetti la stagione (relativamente) meno piovosa dell'anno.
Il clima del Belgio è influenzato dall'oceano, ed è fresco e oceanico sulla costa e sulla pianura, mentre diventa più continentale, e anche più instabile in estate, sulle regioni sud-orientali (Ardenne), che si trovano a quote più elevate oltre che ad una maggiore distanza dal mare.
Le precipitazioni sono frequenti, ma non sono particolarmente abbondanti. La zona costiera è meno piovosa e leggermente più soleggiata rispetto alle zone interne: ad Ostenda, sulla costa, cadono 815 millimetri di pioggia all'anno; a Bruxelles, a un centinaio di chilometri dalla costa, ne cadono 850, mentre a Spa, nelle Ardenne, ne cadono 1.100.
L'inverno è abbastanza freddo sulla costa, ma non gelido. La temperatura media di febbraio (che sulla costa è, sia pur di poco, il mese più freddo) è di circa 3,5 °C. Il sole è raro e le piogge sono frequenti.
Procedendo verso l'interno, la temperatura diminuisce gradualmente. Anche qui le piogge sono frequenti.
Nelle Ardenne l'inverno è più freddo, sia per l'altitudine, sia per la maggiore distanza dal mare: a Bastogne, a 500 metri di quota, la temperatura media di gennaio scende quasi a 0 °C, e in luogo della pioggia cade spesso la neve.
Al di là delle temperature medie, in Belgio, il clima invernale varia a seconda della situazione meteorologica. Le giornate più fredde si hanno quando si interrompe il normale flusso atlantico, e iniziano a soffiare le correnti dall'Europa orientale: in questi casi la temperatura scende sotto lo zero su tutto il Paese e può nevicare ovunque. Quando invece prevalgono i venti atlantici, la temperatura può essere mite anche in pieno inverno, ma a volte vi possono essere venti forti e mareggiate.
Quando invece prevale l'alta pressione, fenomeno abbastanza raro ma non impossibile, si hanno giornate fredde e grigie, e si possono formare nebbie e nubi basse.
L'estate è fresca sulla costa, con le temperature massime che raggiungono i 21/22 gradi a luglio e agosto. Non mancano le nubi e le piogge, portate dalle perturbazioni atlantiche.
Nelle zone interne, il clima estivo è leggermente più caldo (a Bruxelles la media di luglio è di circa 18,5 gradi, con massime sui 23), ma anche qui le giornate molto calde sono rare. Le piogge sono invece più frequenti perché a volte scoppiano dei temporali pomeridiani.
Sulle Ardenne, le temperature sono leggermente più basse che in pianura. I temporali pomeridiani qui sono ancora più frequenti.
A volte, il Belgio può essere raggiunto da masse d'aria di origine mediterranea, che possono portare un tempo caldo e soleggiato (con temperature massime uguali o superiori ai 30 gradi), che però in genere dura poco, due o tre giorni.
La primavera e l'autunno in Belgio sono stagioni fresche e nuvolose. Può fare ancora freddo a marzo e nella prima metà di aprile, qualche volta persino all'inizio di maggio con massime intorno ai 10 gradi. La primavera, però, è meno piovosa, ed è in effetti la stagione (relativamente) meno piovosa dell'anno.
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PAESI BASSI
Il clima dei Paesi Bassi è influenzato dall'oceano, che lo rende fresco, nuvoloso e umido per gran parte dell'anno. Le precipitazioni non sono molto abbondanti, oscillando tra i 750 e gli 850 millimetri all'anno, ma sono frequenti tutto l'anno.
Il vento è un'altra caratteristica del clima olandese, soprattutto in autunno e in inverno, quando si possono verificare tempeste e mareggiate.
Essendo l'Olanda un Paese piccolo e pianeggiante, il clima non presenta variazioni notevoli tra le diverse zone, se non una maggiore continentalità nelle zone orientali (ma si parla di 1/2 gradi in meno in inverno e in più in estate), rispetto alle zone costiere, che però sono più ventose. Per questo si può dire che le diverse città olandesi (Amsterdam, Rotterdam, Utrecht, L'Aia, Eindhoven ecc.) hanno sostanzialmente lo stesso clima.
L'inverno, da dicembre a febbraio, è freddo ma non gelido, con temperature medie di circa 3 °C, che assomigliano a quelle della pianura padana. Le temperature minime oscillano mediamente intorno allo zero, e le massime intorno ai 6 gradi.
Nei periodi in cui prevalgono le correnti atlantiche, il tempo è mite, con massime sopra i 10 gradi, ma anche piovoso e ventoso, mentre quando prevale l'alta pressione il tempo può essere grigio e nebbioso.
D'altra parte, le correnti fredde provenienti dall'Europa orientale possono portare alcune giornate gelide, con le temperature che rimangono sotto lo zero anche di giorno. Questo tipo di tempo gelido in genere dura pochi giorni, ed è seguito dal ritorno delle correnti occidentali che all'inizio possono portare qualche nevicata. Le nevicate non sono dunque in genere abbondanti, e sono spesso seguite dalla pioggia.
I paesaggi invernali ricoperti di neve, con i canali ghiacciati che si possono ammirare nei quadri dei pittori fiamminghi, si riferiscono ad un periodo (la piccola età glaciale, approssimativamente dal 1450 al 1850) in cui il clima in Europa era più freddo di quello attuale. Negli ultimi tempi, situazioni gelide di questo tipo si verificano una volta ogni qualche anno e hanno una durata inferiore; tuttavia, quando ciò accade, gli Olandesi sono ben felici di praticare il loro sport nazionale, il pattinaggio su ghiaccio, all'aperto.
La primavera, da marzo a maggio, è una stagione fresca, e le temperature aumentano lentamente. Ancora ad aprile sono frequenti giornate fredde, con massime intorno ai 10 gradi, e questo tipo di tempo si può prolungare fino all'inizio di maggio. A maggio la media delle temperature massime è ancora intorno ai 17/18 gradi. Tuttavia, a partire da questo mese l'espansione dell'anticiclone delle Azzorre può regalare le prime giornate soleggiate e relativamente calde.
In estate, da giugno ad agosto, le temperature sono in genere gradevoli, ma il sole non brilla molto spesso. Ci possono essere giornate fresche e piovose, aventi una temperatura massima inferiore ai 20 gradi, che però si alternano a giornate più calde, in cui il sole fa capolino tra le nubi e in cui nel primo pomeriggio si superano i 25 gradi. Insomma, l'estate olandese assomiglia a quella di Londra. Mediamente, la massima oscilla intorno ai 22/23 gradi nella maggior parte del Paese e intorno ai 21 °C sulla costa, e in genere raggiunge i 30/32 gradi solo per due-tre giorni al mese. Comunque, durante le brevi invasioni di aria calda, la zona più calda è il sud-est (vedi Eindhoven).
L'autunno è inizialmente piacevole a settembre, soprattutto nella prima metà, e poi diventa progressivamente più freddo, nuvoloso e piovoso, con venti frequenti.
Il clima dei Paesi Bassi è influenzato dall'oceano, che lo rende fresco, nuvoloso e umido per gran parte dell'anno. Le precipitazioni non sono molto abbondanti, oscillando tra i 750 e gli 850 millimetri all'anno, ma sono frequenti tutto l'anno.
Il vento è un'altra caratteristica del clima olandese, soprattutto in autunno e in inverno, quando si possono verificare tempeste e mareggiate.
Essendo l'Olanda un Paese piccolo e pianeggiante, il clima non presenta variazioni notevoli tra le diverse zone, se non una maggiore continentalità nelle zone orientali (ma si parla di 1/2 gradi in meno in inverno e in più in estate), rispetto alle zone costiere, che però sono più ventose. Per questo si può dire che le diverse città olandesi (Amsterdam, Rotterdam, Utrecht, L'Aia, Eindhoven ecc.) hanno sostanzialmente lo stesso clima.
L'inverno, da dicembre a febbraio, è freddo ma non gelido, con temperature medie di circa 3 °C, che assomigliano a quelle della pianura padana. Le temperature minime oscillano mediamente intorno allo zero, e le massime intorno ai 6 gradi.
Nei periodi in cui prevalgono le correnti atlantiche, il tempo è mite, con massime sopra i 10 gradi, ma anche piovoso e ventoso, mentre quando prevale l'alta pressione il tempo può essere grigio e nebbioso.
D'altra parte, le correnti fredde provenienti dall'Europa orientale possono portare alcune giornate gelide, con le temperature che rimangono sotto lo zero anche di giorno. Questo tipo di tempo gelido in genere dura pochi giorni, ed è seguito dal ritorno delle correnti occidentali che all'inizio possono portare qualche nevicata. Le nevicate non sono dunque in genere abbondanti, e sono spesso seguite dalla pioggia.
I paesaggi invernali ricoperti di neve, con i canali ghiacciati che si possono ammirare nei quadri dei pittori fiamminghi, si riferiscono ad un periodo (la piccola età glaciale, approssimativamente dal 1450 al 1850) in cui il clima in Europa era più freddo di quello attuale. Negli ultimi tempi, situazioni gelide di questo tipo si verificano una volta ogni qualche anno e hanno una durata inferiore; tuttavia, quando ciò accade, gli Olandesi sono ben felici di praticare il loro sport nazionale, il pattinaggio su ghiaccio, all'aperto.
La primavera, da marzo a maggio, è una stagione fresca, e le temperature aumentano lentamente. Ancora ad aprile sono frequenti giornate fredde, con massime intorno ai 10 gradi, e questo tipo di tempo si può prolungare fino all'inizio di maggio. A maggio la media delle temperature massime è ancora intorno ai 17/18 gradi. Tuttavia, a partire da questo mese l'espansione dell'anticiclone delle Azzorre può regalare le prime giornate soleggiate e relativamente calde.
In estate, da giugno ad agosto, le temperature sono in genere gradevoli, ma il sole non brilla molto spesso. Ci possono essere giornate fresche e piovose, aventi una temperatura massima inferiore ai 20 gradi, che però si alternano a giornate più calde, in cui il sole fa capolino tra le nubi e in cui nel primo pomeriggio si superano i 25 gradi. Insomma, l'estate olandese assomiglia a quella di Londra. Mediamente, la massima oscilla intorno ai 22/23 gradi nella maggior parte del Paese e intorno ai 21 °C sulla costa, e in genere raggiunge i 30/32 gradi solo per due-tre giorni al mese. Comunque, durante le brevi invasioni di aria calda, la zona più calda è il sud-est (vedi Eindhoven).
L'autunno è inizialmente piacevole a settembre, soprattutto nella prima metà, e poi diventa progressivamente più freddo, nuvoloso e piovoso, con venti frequenti.
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GERMANIA
In gran parte della Germania il clima è moderatamente continentale, con inverni freddi (la temperatura media di gennaio è intorno allo zero o leggermente al di sopra), ed estati relativamente calde (con massime sui 22-24 gradi) e temporalesche.
La zona più settentrionale (v. Brema, Amburgo, Lubecca, Rostock, Kiel) è leggermente più mite, ma anche più umida e ventosa, perché risente dell'influsso atlantico. Vi è poi il clima montano, in alcuni massicci della zona centro-meridionale e nella piccola porzione alpina nell'estremo sud, che diventa naturalmente più freddo con il crescere della quota.
Essendo esposta sia alle correnti miti di origine atlantica che a quelle fredde di origine polare o russa, la Germania è soggetta ad una certa instabilità meteorologica, che comporta cambiamenti di tempo a volte notevoli, e può conoscere situazioni diverse, come freddo, caldo, vento, nebbia, neve e temporali.
Durante l'inverno, le nevicate in Germania sono abbastanza frequenti, anche se (tranne in Baviera e in montagna) non sono in genere abbondanti. La neve è più frequente su tutta la fascia orientale, dalle coste baltiche alla Baviera, passando per le pianure della ex DDR, mentre è più rara nella fascia occidentale, nel nord-ovest esposto al Mare del Nord e nel corridoio renano.
Le ondate di gelo siberiano possono portare le temperature anche a -15/-20 gradi in gran parte della Germania, ma esse in genere durano pochi giorni al centro-nord, mentre sono più durature in Baviera, dove l'aria fredda ristagna con più facilità. Spesso le nevicate si verificano dopo un'ondata di freddo, quando riprendono a soffiare le correnti atlantiche. In seguito, con il persistere delle correnti occidentali, la temperatura sale ulteriormente e la neve si trasforma in pioggia.
Le correnti occidentali, quando prevalgono per qualche giorno e sono abbastanza intense, possono portare un tempo abbastanza mite anche in pieno inverno, con massime intorno ai 10-12 gradi in gran parte del Paese (escluse le zone montuose).
In primavera le temperature aumentano lentamente: a marzo, che spesso è ancora un mese invernale, le minime sono mediamente intorno allo zero, mentre le massime vanno dagli 8 gradi di Amburgo, ai 9 °C di Berlino e Monaco, agli 11 °C di Francoforte e delle zone occidentali; ad aprile si va dai 12/13 gradi di Amburgo e Berlino (come a Roma a gennaio e febbraio!), ai 15 °C di Francoforte. Se a Francoforte e nelle regioni occidentali si possono avere i primi tepori primaverili, le ondate di freddo tardive, tipiche della primavera, che provengono direttamente da nord, e passano rapidamente sulle pianure della Germania, si fanno sentire soprattutto in Baviera, dove scaricano rovesci di neve con maggiore intensità. Ancora all'inizio di aprile sono possibili brevi nevicate e gelate notturne, soprattutto a Monaco e in Baviera.
In primavera e in autunno, sulle Alpi e il fondovalle bavarese sono possibili situazioni meteorologiche che portano il föhn, un vento caldo che soffia da sud, e che può portare improvvisi aumenti della temperatura, e un rapido scioglimento del manto nevoso, laddove presente. Il fenomeno è invece più raro in inverno.
Dalla seconda metà di aprile la temperatura si addolcisce un po', e a maggio, quando le temperature assomigliano a quelle di aprile in Italia (quindi con medie massime intorno ai 18/20 gradi), si cominciano a vedere le prime giornate calde, che in Germania sono caratterizzate da temporali pomeridiani, soprattutto nelle zone distanti dal mare.
L'estate tedesca, anche se non presenta temperature sgradevoli, non è molto assolata, perché alle giornate in cui prevale il tempo atlantico, con fresco e pioggia, si affiancano quelle in cui prevale l'alta pressione, in cui può anche fare caldo (a Berlino e nelle altre città che non si trovano vicino al mare si possono raggiungere i 30/32 gradi) ma poi nel pomeriggio possono scoppiare dei temporali. I temporali sono meno frequenti nelle regioni più settentrionali, dove però fa fresco e sono più frequenti le piogge di origine atlantica.
In autunno, a settembre le temperature sono spesso ancora piacevoli, mentre in seguito si ha un graduale passaggio ad un tempo più freddo e grigio, con le prime nebbie, e piovoso. Non mancano i venti intensi, soprattutto nelle zone settentrionali. A novembre il sole è una rarità, dalla metà di novembre è ormai praticamente inverno, e sono possibili le prime nevicate.
In gran parte della Germania il clima è moderatamente continentale, con inverni freddi (la temperatura media di gennaio è intorno allo zero o leggermente al di sopra), ed estati relativamente calde (con massime sui 22-24 gradi) e temporalesche.
La zona più settentrionale (v. Brema, Amburgo, Lubecca, Rostock, Kiel) è leggermente più mite, ma anche più umida e ventosa, perché risente dell'influsso atlantico. Vi è poi il clima montano, in alcuni massicci della zona centro-meridionale e nella piccola porzione alpina nell'estremo sud, che diventa naturalmente più freddo con il crescere della quota.
Essendo esposta sia alle correnti miti di origine atlantica che a quelle fredde di origine polare o russa, la Germania è soggetta ad una certa instabilità meteorologica, che comporta cambiamenti di tempo a volte notevoli, e può conoscere situazioni diverse, come freddo, caldo, vento, nebbia, neve e temporali.
Durante l'inverno, le nevicate in Germania sono abbastanza frequenti, anche se (tranne in Baviera e in montagna) non sono in genere abbondanti. La neve è più frequente su tutta la fascia orientale, dalle coste baltiche alla Baviera, passando per le pianure della ex DDR, mentre è più rara nella fascia occidentale, nel nord-ovest esposto al Mare del Nord e nel corridoio renano.
Le ondate di gelo siberiano possono portare le temperature anche a -15/-20 gradi in gran parte della Germania, ma esse in genere durano pochi giorni al centro-nord, mentre sono più durature in Baviera, dove l'aria fredda ristagna con più facilità. Spesso le nevicate si verificano dopo un'ondata di freddo, quando riprendono a soffiare le correnti atlantiche. In seguito, con il persistere delle correnti occidentali, la temperatura sale ulteriormente e la neve si trasforma in pioggia.
Le correnti occidentali, quando prevalgono per qualche giorno e sono abbastanza intense, possono portare un tempo abbastanza mite anche in pieno inverno, con massime intorno ai 10-12 gradi in gran parte del Paese (escluse le zone montuose).
In primavera le temperature aumentano lentamente: a marzo, che spesso è ancora un mese invernale, le minime sono mediamente intorno allo zero, mentre le massime vanno dagli 8 gradi di Amburgo, ai 9 °C di Berlino e Monaco, agli 11 °C di Francoforte e delle zone occidentali; ad aprile si va dai 12/13 gradi di Amburgo e Berlino (come a Roma a gennaio e febbraio!), ai 15 °C di Francoforte. Se a Francoforte e nelle regioni occidentali si possono avere i primi tepori primaverili, le ondate di freddo tardive, tipiche della primavera, che provengono direttamente da nord, e passano rapidamente sulle pianure della Germania, si fanno sentire soprattutto in Baviera, dove scaricano rovesci di neve con maggiore intensità. Ancora all'inizio di aprile sono possibili brevi nevicate e gelate notturne, soprattutto a Monaco e in Baviera.
In primavera e in autunno, sulle Alpi e il fondovalle bavarese sono possibili situazioni meteorologiche che portano il föhn, un vento caldo che soffia da sud, e che può portare improvvisi aumenti della temperatura, e un rapido scioglimento del manto nevoso, laddove presente. Il fenomeno è invece più raro in inverno.
Dalla seconda metà di aprile la temperatura si addolcisce un po', e a maggio, quando le temperature assomigliano a quelle di aprile in Italia (quindi con medie massime intorno ai 18/20 gradi), si cominciano a vedere le prime giornate calde, che in Germania sono caratterizzate da temporali pomeridiani, soprattutto nelle zone distanti dal mare.
L'estate tedesca, anche se non presenta temperature sgradevoli, non è molto assolata, perché alle giornate in cui prevale il tempo atlantico, con fresco e pioggia, si affiancano quelle in cui prevale l'alta pressione, in cui può anche fare caldo (a Berlino e nelle altre città che non si trovano vicino al mare si possono raggiungere i 30/32 gradi) ma poi nel pomeriggio possono scoppiare dei temporali. I temporali sono meno frequenti nelle regioni più settentrionali, dove però fa fresco e sono più frequenti le piogge di origine atlantica.
In autunno, a settembre le temperature sono spesso ancora piacevoli, mentre in seguito si ha un graduale passaggio ad un tempo più freddo e grigio, con le prime nebbie, e piovoso. Non mancano i venti intensi, soprattutto nelle zone settentrionali. A novembre il sole è una rarità, dalla metà di novembre è ormai praticamente inverno, e sono possibili le prime nevicate.
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INGHILTERRA
In Inghilterra il clima è temperato e influenzato dall'oceano, ed è fresco per gran parte dell'anno.
Le piogge sono più abbondanti nella parte occidentale: a Liverpool e Manchester superano gli 800 mm l'anno, mentre nel sud-ovest, a Plymouth, arrivano a 1.000 mm.
Nel nord-ovest, in Cumbria, il Lake District (v. Ambleside), dove si trovano colline che costringono le masse d'aria umida atlantica a salire (tra cui lo Scafell Pike, la montagna più alta dell'Inghilterra con i suoi 978 metri), è particolarmente piovoso. A Seathwaite, il luogo abitato più piovoso dell'Inghilterra, cadono 3.550 mm di pioggia all'anno, mentre a Sprinkling Tarn, un laghetto a 600 metri di quota, si arriva a 5.000 mm.
Nelle pianure orientali e meridionali, le piogge sono ancora abbastanza frequenti ma non sono abbondanti, tanto che scendono spesso al di sotto dei 700 mm l'anno, e a volte anche dei 600 mm (come a Ipswich e Cambridge, nel sud-est, oppure a Middlesbrough e Sunderland, che si trovano nel nord-est, ad est dei monti Pennini).
La nebbia si può formare nelle zone interne dell'Inghilterra di notte, nei periodi in cui domina l'anticiclone, in autunno e in inverno. Invece, da aprile a settembre si può formare la nebbia marina sulle coste nord-orientali, in Yorkshire e Northumberland.
L'inverno in Inghilterra è freddo e nuvoloso, a volte nebbioso, a volte ventoso. Durante l'inverno, le temperature medie non variano di molto da nord a sud, tanto che la media di gennaio è di circa 3/4 gradi nel nord (v. Newcastle, Middlesbrough, Sunderland), di 4/5 °C nel centro-sud (v. Liverpool, Manchester, Birmingham, Londra), e di 5,5/6 °C nell'estremo sud (v. Plymouth, Southampton, Brighton).
Infatti, le regioni più meridionali sono le più lontane dal polo, ma sono anche quelle più vicine al continente europeo, da cui durante l'inverno può affluire dell'aria fredda di origine russa. Per questo le zone esposte ad est sono anche più soggette alle nevicate, quando soffiano le correnti freddi dall'est europeo. Comunque, questi periodi freddi sono in genere brevi, perché molto presto tornano a soffiare le correnti occidentali.
Dato che in Gran Bretagna il freddo arriva da nord in Scozia e da est in Inghilterra, non stupisce che oltre al Galles occidentale la zona più mite sia il sud-ovest dell'Inghilterra (Devon e Cornovaglia), dove la temperatura media di gennaio e febbraio oscilla intorno ai 6 gradi (v. Plymouth). Qui le nevicate e le gelate sono rare.
Sulla punta della Cornovaglia, sulle isole Scilly e sulle isolette a nord della Francia (v. Jersey, Guernsey), vi sono dei microclimi in cui l'assenza di gelate consente la crescita di alcune specie di piante subtropicali. In compenso nel sud-ovest, che è così esposto alle correnti atlantiche, le piogge sono più abbondanti.
La primavera in Inghilterra è molto fresca, e la temperatura aumenta molto lentamente; le piogge sono sempre frequenti, ma sono meno abbondanti che in autunno e in inverno. A marzo, e a volte persino ad aprile, ci possono essere periodi freddi, con occasionali nevicate, più probabili nelle zone interne e in quelle settentrionali.
La primavera avanzata è il periodo più soleggiato dell'anno, nonostante la presenza pressoché quotidiana delle nubi; il vento, inoltre, riduce la sua intensità e la sua frequenza. A partire da maggio il paese si ricopre di fiori.
Giugno è un ottimo mese: le giornate sono molto lunghe, la natura (anche grazie alla passione che gli inglesi nutrono per il giardinaggio) è in fiore, e le temperature sono piacevoli. Non mancano però, come sempre, gli acquazzoni.
A differenza che in inverno, durante l'estate la temperatura aumenta procedendo da nord-ovest verso sud-est, tanto che la zona di Londra, che certamente per chi viene da Paesi più meridionali è fresca, è pur sempre quella che conosce le temperature estive più elevate. Infatti, le temperature diurne estive vanno dai 19 gradi di Newcastle, ai 20,5 °C di Manchester, ai 22 °C di Birmingham, ai 23 °C della zona di Londra. Nel sud-ovest, che durante l'inverno era la zona più mite, l'estate è fresca: le temperature minime sono intorno ai 13 gradi e le massime intorno ai 20 °C.
Anche in estate il tempo è variabile in tutto il Paese, tanto che può cambiare da un giorno all'altro, o più volte nel corso della stessa giornata. Il sud dell'Inghilterra è la zona più soggetta a periodi caldi, in cui le correnti meridionali possono portare uno scampolo di estate mediterranea: allora la temperatura può puntare persino verso i 28/32 gradi. Questi periodi però non si verificano tutti gli anni e in genere durano pochi giorni.
Durante l'estate, anche le piogge sono più frequenti e abbondanti nel nord che nel sud: se a Manchester a luglio si registrano mediamente 11 giorni di pioggia, a Londra sono "soltanto" 8.
A volte in estate possono scoppiare dei temporali, soprattutto nelle zone interne e meridionali, spesso accompagnati da raffiche di vento.
Nel nord dell'Inghilterra il cielo è spesso nuvoloso: a Liverpool e Manchester non si va oltre le 6 ore di sole al giorno da maggio a luglio; va un po' meglio al sud (v. Londra), dove si può arrivare a 7 ore, e ancora più sulla costa meridionale (v. Plymouth, Brighton, Eastbourne), dove si può arrivare a 7,5/8 ore.
L'autunno in Inghilterra è grigio e piovoso, a volte ventoso. A novembre si possono registrare le prime occasionali nevicate.
In Inghilterra il clima è temperato e influenzato dall'oceano, ed è fresco per gran parte dell'anno.
Le piogge sono più abbondanti nella parte occidentale: a Liverpool e Manchester superano gli 800 mm l'anno, mentre nel sud-ovest, a Plymouth, arrivano a 1.000 mm.
Nel nord-ovest, in Cumbria, il Lake District (v. Ambleside), dove si trovano colline che costringono le masse d'aria umida atlantica a salire (tra cui lo Scafell Pike, la montagna più alta dell'Inghilterra con i suoi 978 metri), è particolarmente piovoso. A Seathwaite, il luogo abitato più piovoso dell'Inghilterra, cadono 3.550 mm di pioggia all'anno, mentre a Sprinkling Tarn, un laghetto a 600 metri di quota, si arriva a 5.000 mm.
Nelle pianure orientali e meridionali, le piogge sono ancora abbastanza frequenti ma non sono abbondanti, tanto che scendono spesso al di sotto dei 700 mm l'anno, e a volte anche dei 600 mm (come a Ipswich e Cambridge, nel sud-est, oppure a Middlesbrough e Sunderland, che si trovano nel nord-est, ad est dei monti Pennini).
La nebbia si può formare nelle zone interne dell'Inghilterra di notte, nei periodi in cui domina l'anticiclone, in autunno e in inverno. Invece, da aprile a settembre si può formare la nebbia marina sulle coste nord-orientali, in Yorkshire e Northumberland.
L'inverno in Inghilterra è freddo e nuvoloso, a volte nebbioso, a volte ventoso. Durante l'inverno, le temperature medie non variano di molto da nord a sud, tanto che la media di gennaio è di circa 3/4 gradi nel nord (v. Newcastle, Middlesbrough, Sunderland), di 4/5 °C nel centro-sud (v. Liverpool, Manchester, Birmingham, Londra), e di 5,5/6 °C nell'estremo sud (v. Plymouth, Southampton, Brighton).
Infatti, le regioni più meridionali sono le più lontane dal polo, ma sono anche quelle più vicine al continente europeo, da cui durante l'inverno può affluire dell'aria fredda di origine russa. Per questo le zone esposte ad est sono anche più soggette alle nevicate, quando soffiano le correnti freddi dall'est europeo. Comunque, questi periodi freddi sono in genere brevi, perché molto presto tornano a soffiare le correnti occidentali.
Dato che in Gran Bretagna il freddo arriva da nord in Scozia e da est in Inghilterra, non stupisce che oltre al Galles occidentale la zona più mite sia il sud-ovest dell'Inghilterra (Devon e Cornovaglia), dove la temperatura media di gennaio e febbraio oscilla intorno ai 6 gradi (v. Plymouth). Qui le nevicate e le gelate sono rare.
Sulla punta della Cornovaglia, sulle isole Scilly e sulle isolette a nord della Francia (v. Jersey, Guernsey), vi sono dei microclimi in cui l'assenza di gelate consente la crescita di alcune specie di piante subtropicali. In compenso nel sud-ovest, che è così esposto alle correnti atlantiche, le piogge sono più abbondanti.
La primavera in Inghilterra è molto fresca, e la temperatura aumenta molto lentamente; le piogge sono sempre frequenti, ma sono meno abbondanti che in autunno e in inverno. A marzo, e a volte persino ad aprile, ci possono essere periodi freddi, con occasionali nevicate, più probabili nelle zone interne e in quelle settentrionali.
La primavera avanzata è il periodo più soleggiato dell'anno, nonostante la presenza pressoché quotidiana delle nubi; il vento, inoltre, riduce la sua intensità e la sua frequenza. A partire da maggio il paese si ricopre di fiori.
Giugno è un ottimo mese: le giornate sono molto lunghe, la natura (anche grazie alla passione che gli inglesi nutrono per il giardinaggio) è in fiore, e le temperature sono piacevoli. Non mancano però, come sempre, gli acquazzoni.
A differenza che in inverno, durante l'estate la temperatura aumenta procedendo da nord-ovest verso sud-est, tanto che la zona di Londra, che certamente per chi viene da Paesi più meridionali è fresca, è pur sempre quella che conosce le temperature estive più elevate. Infatti, le temperature diurne estive vanno dai 19 gradi di Newcastle, ai 20,5 °C di Manchester, ai 22 °C di Birmingham, ai 23 °C della zona di Londra. Nel sud-ovest, che durante l'inverno era la zona più mite, l'estate è fresca: le temperature minime sono intorno ai 13 gradi e le massime intorno ai 20 °C.
Anche in estate il tempo è variabile in tutto il Paese, tanto che può cambiare da un giorno all'altro, o più volte nel corso della stessa giornata. Il sud dell'Inghilterra è la zona più soggetta a periodi caldi, in cui le correnti meridionali possono portare uno scampolo di estate mediterranea: allora la temperatura può puntare persino verso i 28/32 gradi. Questi periodi però non si verificano tutti gli anni e in genere durano pochi giorni.
Durante l'estate, anche le piogge sono più frequenti e abbondanti nel nord che nel sud: se a Manchester a luglio si registrano mediamente 11 giorni di pioggia, a Londra sono "soltanto" 8.
A volte in estate possono scoppiare dei temporali, soprattutto nelle zone interne e meridionali, spesso accompagnati da raffiche di vento.
Nel nord dell'Inghilterra il cielo è spesso nuvoloso: a Liverpool e Manchester non si va oltre le 6 ore di sole al giorno da maggio a luglio; va un po' meglio al sud (v. Londra), dove si può arrivare a 7 ore, e ancora più sulla costa meridionale (v. Plymouth, Brighton, Eastbourne), dove si può arrivare a 7,5/8 ore.
L'autunno in Inghilterra è grigio e piovoso, a volte ventoso. A novembre si possono registrare le prime occasionali nevicate.
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