FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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Rio
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Rio »

Gabriele_2021 ha scritto: gio feb 05, 2026 10:00 pm Buonasera.
Gli aggiornamenti serali quotidiani confermano un progressivo cambio di velocità di fase delle onde di Rossby in sede euro‑atlantica. L’Europa meridionale risentirà di un rialzo della cresta subtropicale, mentre sull’Atlantico la circolazione rimarrà dinamica.

In virtù di tale configurazione aumentano ulteriormente le probabilità di assistere a un finale di stagione invernale caratterizzato da fioriture precoci (piante da frutto, mimose, margherite nei prati), con temperature sopra la media in un contesto più secco.

Prima di questo possibile cambio, proseguirà una fase prettamente atlantica anche la prossima settimana, con un continuo via vai di perturbazioni dirette verso il Mediterraneo. Tale dinamica rispecchia, in parte, quanto sta accadendo negli Stati Uniti, dove fiumi atmosferici carichi di umidità oceanica raggiungono le aree continentali scaricando precipitazioni abbondanti, superiori alla media climatologica. Gli atmospheric rivers, provenienti dalle latitudini tropicali, trasportano grandi quantità di calore latente che riscaldano l’atmosfera, mantenendo un clima molto mite su gran parte del Nord America, soprattutto la prossima settimana. Il freddo rimane invece confinato tra Penisola Scandinava e Siberia.
Verso il finale della seconda decade appare un segnale di Calo Delle velocità zonali in troposfera questo farebbe presupporre alla possibilità aperta di scambi meridiani ma nulla ci dice sulla disposizione dei centi motore del tempo a cui possiamo fare affidamento probabilisticamente alle settimanali che li mostrano una maggiore tendenza di saccature verso l'est Europa lambire marginalmente la nostra penisola

Il contesto circolatorio della terza decade del mese, secondo i modelli, risulterebbe condizionato da quanto descritto: un ripristino di una circolazione prevalentemente zonale, con trasporto di momento dai Tropici verso le medie latitudini e un contestuale rafforzamento delle anticicloni subtropicali, coerente con lo stage 2–3 della Global Wind Oscillation.

Nel frattempo la Madden–Julian Oscillation si muove verso il settotore indiano io, anche se i modelli mostrano discrepanze sulla magnitudo: alcuni la mantengono debole (dentro il cerchio), altri evidenziano un segnale più marcato. Sarà necessario attendere ancora qualche giorno affinché i centri di calcolo trovino una convergenza, soprattutto riguardo alle interferenze costruttive o distruttive delle onde ad alta frequenza (Kelvin e Rossby), in grado di esaltare o sopprimere il segnale convettivo
Appare ormai abbastanza confermata l’evoluzione del disturbo stratosferico con displacement verso il settore euro‑siberiano: GFS ed ECMWF sono concordi nel ritenere improbabile un’inversione dei venti zonali. Si tratterebbe quindi di un displacement minore attorno alla metà di febbraio, riconoscibile anche dai classici filamenti di vorticità potenziale che si spostano verso il settore canadese e si mescolano nel flusso stratosferico, una firma tipica degli eventi di dislocamento.

Tale dinamica potrebbe influire sulla circolazione troposferica nel mese di marzo, quando – a distanza di circa un mese – si potrebbe assistere a una nuova migrazione di gpti elevati verso le alte latitudini, con possibile calo degli indici. L’entità del fenomeno resta comunque da valutare se in un'onda lunga divergente verso la Scandinavia e Regno Unito verso il 15
Ciao @Gabry, analisi davvero approfondita 😉

Concordo sul fatto che il passaggio allo stage 2-3 della GWO sia il segnale più netto per la terza decade: il rinforzo del momento angolare tropicale rischia di 'piallare' ogni velleità invernale, consegnandoci a un finale di febbraio decisamente primaverile.
​Tuttavia, tre aspetti mi lasciano riflettere:
​Il rischio 'False Spring': Se il displacement stratosferico di metà mese trovasse un accoppiamento (coupling) con la troposfera a marzo, ci troveremmo nel peggiore scenario possibile: gelate tardive su una vegetazione già risvegliata dal caldo della prossima settimana.
​L'incertezza della MJO: Se il segnale nel settore indiano dovesse uscire dal cerchio con una magnitudo importante, potrebbe essere l'unico elemento in grado di scardinare la zonalità atlantica, magari forzando quell'onda lunga verso il Regno Unito che citavi per metà marzo.
​Il feedback degli Atmospheric Rivers: Il trasporto di calore latente che stiamo vedendo è impressionante. Questo surplus energetico in Nord Atlantico potrebbe paradossalmente esasperare i contrasti termici non appena il flusso zonale mollerà la presa.
​In sintesi, sembra una partita a scacchi tra una primavera precoce e un colpo di coda invernale che, se arrivasse a marzo, farebbe danni seri. 🙄

Come dico sempre, si racconta... 👋🏻

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Giru2025!
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Giru2025! »

Qualcosa si muove occhio nel periodo dal 20 ( forse anche prima ) al 1 Marzo….😉
Lupo Silano
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Lupo Silano »

Buongiorno ecmwf 00 fa vedere un afflusso di aria artica che tende ad invorticare sul Mediterraneo centrale con traiettoria di ingresso dal quadrante nordoccidentale.
Sono 240 ore.
Vediamo se il modello (gli altri non sono molto diversi) ha fiutato qualcosa e come evolve nelle prossime emissioni.
Monitoriamo
magiadellaneve
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da magiadellaneve »

EC conferma ....da metà mese svolta fredda
Gabriele_2021
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Gabriele_2021 »

Lupo Silano ha scritto: ven feb 06, 2026 6:55 am Buongiorno ecmwf 00 fa vedere un afflusso di aria artica che tende ad invorticare sul Mediterraneo centrale con traiettoria di ingresso dal quadrante nordoccidentale.
Sono 240 ore.
Vediamo se il modello (gli altri non sono molto diversi) ha fiutato qualcosa e come evolve nelle prossime emissioni.
Monitoriamo

Buongiorno.
Si poco dopo la metà del mese si intravede un lieve allentamento della corda zonale anche in Atlantico, complice un progressivo svuotamento delle vorticità canadesi. Questo potrebbe favorire ondulazioni più marcate del getto, con possibilità di elevazioni e quindi di scambi meridiani più strutturati.

Tuttavia, per quanto riguarda la lettura di un runner deterministico a 240 ore, il suo valore è molto relativo: rappresenta un singolo schema circolatorio, mentre a queste distanze è indispensabile affidarsi all’approccio probabilistico. L’atmosfera è governata da un numero enorme di variabili che non possono essere ridotte a un unico scenario.

Se analizziamo le medie ENS e la distribuzione probabilistica degli scenari, emerge come il Mediterraneo centrale abbia solo una modesta probabilità di essere interessato da una saccatura fredda. L’eventuale affondo, nelle attuali proiezioni, resterebbe piuttosto marginale, con effetti più sul piano termico che su quello barico
Lo si può dedurre anche dai quantili, che mostrano lo scenario con il maggiore coinvolgimento termico e quello con il minore ovviamente si tendono a scartare l'ipotesi estreme ovvero gli spaghi che esulano proprio dal contesto della media degli scenari
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leo55
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da leo55 »

burian1980 ha scritto: ven feb 06, 2026 12:52 am
Rio ha scritto: gio feb 05, 2026 6:09 pm
CLEMENZA ha scritto: gio feb 05, 2026 5:18 pm Sostanzialmente stiamo dicendo la stessa cosa, Rio.

Io, per me, non nutro aspettative o desideri di alcun tipo. Suonerà strano a dirsi in un ambiente simile, ma è così. :) :roll: :roll:
Per altri non saprei se un inverno crudo a stagione ormai avanzata o ai titoli di coda sarebbe ben accetto. Comunque sia, vedremo a tempo debito e tutto si metterà agli archivi.

Tranquillo @clemenza.
Siamo qui per confrontarci, ognuno con la propria visione. Giusta o sbagliata che sia, come hai detto tu, sarà il tempo a dare le risposte.
​Nel frattempo si discute alla pari, anche se qualcuno sembra vittima di un complesso di onnipotenza, convinto di avere la verità in tasca su tutto. Continuare a sparlare a destra e a manca nel thread — contro chiunque, dentro o fuori dal forum — ha stancato. Direi che può bastare.
(Dargli del "poverino" è quasi un complimento, visto che lui punta sempre a sentirsi il migliore).
​Comunque, sono piccolezze. Si va avanti lo stesso. (Fine OT)
​Che mi tocca fare!

.
Quoto ogni virgola RIO oltre all’immensa stima che nutro nei tuoi confronti.
A tempo debito si scioglierà anche lui come neve al sole senza lasciar traccia di sé e dei suoi riscaldamenti…..
...Mi spiegati chi è si scioglierà non dico come neve al sole,neve che non esiste? :D :D forse ho capito chi è questo birbantello
effetto stau
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da effetto stau »

leo55 ha scritto: ven feb 06, 2026 8:20 am
burian1980 ha scritto: ven feb 06, 2026 12:52 am
Rio ha scritto: gio feb 05, 2026 6:09 pm


Tranquillo @clemenza.
Siamo qui per confrontarci, ognuno con la propria visione. Giusta o sbagliata che sia, come hai detto tu, sarà il tempo a dare le risposte.
​Nel frattempo si discute alla pari, anche se qualcuno sembra vittima di un complesso di onnipotenza, convinto di avere la verità in tasca su tutto. Continuare a sparlare a destra e a manca nel thread — contro chiunque, dentro o fuori dal forum — ha stancato. Direi che può bastare.
(Dargli del "poverino" è quasi un complimento, visto che lui punta sempre a sentirsi il migliore).
​Comunque, sono piccolezze. Si va avanti lo stesso. (Fine OT)
​Che mi tocca fare!

.
Quoto ogni virgola RIO oltre all’immensa stima che nutro nei tuoi confronti.
A tempo debito si scioglierà anche lui come neve al sole senza lasciar traccia di sé e dei suoi riscaldamenti…..
...Mi spiegati chi è si scioglierà non dico come neve al sole,neve che non esiste? :D :D forse ho capito chi è questo birbantello

Fate i bravi
effetto stau
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da effetto stau »

Polare marittima no stop.
Sarà molto difficile avere termiche su valori negativi a 850 hp se non solo segnatamente al nord in maniera fugace e temporanea .
AUTUNNO
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da invernogelido »

Un vortice polare che si spezza nel momento meno atteso
Il vortice polare è, semplificando, un enorme “tornado” di venti gelidi che gira in quota sopra il Polo Nord, tra circa 20 e 50 chilometri di altezza. Nelle stagioni fredde ruota da ovest verso est a oltre 200 km/h, come un recinto d’aria che trattiene il freddo sulla calotta artica.

Questa volta quel recinto si sta deformando in modo anomalo. I modelli numerici e le osservazioni satellitari indicano un forte riscaldamento della stratosfera: in pochi giorni, su alcune porzioni dell’Artico, le temperature a circa 30 km di quota stanno salendo di 40–50 °C. Non parliamo di clima mite in superficie, ma di un vero shock termico in alto, il fenomeno che i meteorologi chiamano sudden stratospheric warming (SSW), riscaldamento stratosferico improvviso.

Le simulazioni indicano una rottura del vortice tra le più marcate mai osservate a febbraio, con venti che non solo rallentano, ma si ribaltano di direzione in stratosfera.

Le mappe prodotte dai centri di calcolo europei e americani mostrano scenari estremi: in alcune proiezioni il vortice si spezza in due lobi, uno proiettato verso la Siberia, l’altro spinto verso il Canada e gli Stati Uniti settentrionali. In altre, il “cuore” del vortice viene completamente scacciato dal Polo.

Cosa succede fisicamente quando il vortice cede
Questa rottura non avviene da sola. Grandi onde atmosferiche partono dalla troposfera – lo strato dove si formano nubi e perturbazioni – e risalgono verso la stratosfera. Vengono alimentate da:

campi di alta pressione persistenti sull’Oceano Pacifico e sull’Eurasia;
aree di mare insolitamente caldo che rafforzano questi blocchi anticiclonici;
forti contrasti termici tra regioni temperate e polari.
Queste onde agiscono come una mano che frena una trottola: la rallentano, la inclinano, poi la spezzano. Quando i venti stratosferici, invece di soffiare da ovest a est, iniziano a girare da est a ovest, l’intero assetto atmosferico dell’emisfero nord entra in una fase di riorganizzazione.

Quando la trottola in quota inizia a barcollare, la risposta al suolo non è immediata, ma l’esperienza mostra che qualcosa di rilevante tende ad arrivare.

Il risultato pratico è che l’aria gelida smette di restare “ingabbiata” sull’Artico. Blocchi di aria polare cominciano a scendere a latitudini più basse, trasportati da un getto polare che si deforma in grandi onde. Da qui nascono le situazioni di freddo tardivo, nevicate improvvise, piogge gelate e oscillazioni termiche violente.
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matteo**
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da matteo** »

invernogelido ha scritto: ven feb 06, 2026 8:27 am Un vortice polare che si spezza nel momento meno atteso
Il vortice polare è, semplificando, un enorme “tornado” di venti gelidi che gira in quota sopra il Polo Nord, tra circa 20 e 50 chilometri di altezza. Nelle stagioni fredde ruota da ovest verso est a oltre 200 km/h, come un recinto d’aria che trattiene il freddo sulla calotta artica.

Questa volta quel recinto si sta deformando in modo anomalo. I modelli numerici e le osservazioni satellitari indicano un forte riscaldamento della stratosfera: in pochi giorni, su alcune porzioni dell’Artico, le temperature a circa 30 km di quota stanno salendo di 40–50 °C. Non parliamo di clima mite in superficie, ma di un vero shock termico in alto, il fenomeno che i meteorologi chiamano sudden stratospheric warming (SSW), riscaldamento stratosferico improvviso.

Le simulazioni indicano una rottura del vortice tra le più marcate mai osservate a febbraio, con venti che non solo rallentano, ma si ribaltano di direzione in stratosfera.

Le mappe prodotte dai centri di calcolo europei e americani mostrano scenari estremi: in alcune proiezioni il vortice si spezza in due lobi, uno proiettato verso la Siberia, l’altro spinto verso il Canada e gli Stati Uniti settentrionali. In altre, il “cuore” del vortice viene completamente scacciato dal Polo.

Cosa succede fisicamente quando il vortice cede
Questa rottura non avviene da sola. Grandi onde atmosferiche partono dalla troposfera – lo strato dove si formano nubi e perturbazioni – e risalgono verso la stratosfera. Vengono alimentate da:

campi di alta pressione persistenti sull’Oceano Pacifico e sull’Eurasia;
aree di mare insolitamente caldo che rafforzano questi blocchi anticiclonici;
forti contrasti termici tra regioni temperate e polari.
Queste onde agiscono come una mano che frena una trottola: la rallentano, la inclinano, poi la spezzano. Quando i venti stratosferici, invece di soffiare da ovest a est, iniziano a girare da est a ovest, l’intero assetto atmosferico dell’emisfero nord entra in una fase di riorganizzazione.

Quando la trottola in quota inizia a barcollare, la risposta al suolo non è immediata, ma l’esperienza mostra che qualcosa di rilevante tende ad arrivare.

Il risultato pratico è che l’aria gelida smette di restare “ingabbiata” sull’Artico. Blocchi di aria polare cominciano a scendere a latitudini più basse, trasportati da un getto polare che si deforma in grandi onde. Da qui nascono le situazioni di freddo tardivo, nevicate improvvise, piogge gelate e oscillazioni termiche violente.

Ciao, quindi ti aspetti qualcosa di grosso nel proseguo di febbraio?
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da leo55 »

Immagine..Forse due-tre giorni di calo termico contenuto sembra intorno a metà mese anche gem accenna a questo.Poi il proseguo boh.Speriamo veramente solo un colpo di c... può salvare questa stagione invernale,anche se due fiocchi fradici li ho visti in gennaio.Chi si accontenta gode mamma mia
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da invernogelido »

matteo** ha scritto: ven feb 06, 2026 8:31 am
invernogelido ha scritto: ven feb 06, 2026 8:27 am Un vortice polare che si spezza nel momento meno atteso
Il vortice polare è, semplificando, un enorme “tornado” di venti gelidi che gira in quota sopra il Polo Nord, tra circa 20 e 50 chilometri di altezza. Nelle stagioni fredde ruota da ovest verso est a oltre 200 km/h, come un recinto d’aria che trattiene il freddo sulla calotta artica.

Questa volta quel recinto si sta deformando in modo anomalo. I modelli numerici e le osservazioni satellitari indicano un forte riscaldamento della stratosfera: in pochi giorni, su alcune porzioni dell’Artico, le temperature a circa 30 km di quota stanno salendo di 40–50 °C. Non parliamo di clima mite in superficie, ma di un vero shock termico in alto, il fenomeno che i meteorologi chiamano sudden stratospheric warming (SSW), riscaldamento stratosferico improvviso.

Le simulazioni indicano una rottura del vortice tra le più marcate mai osservate a febbraio, con venti che non solo rallentano, ma si ribaltano di direzione in stratosfera.

Le mappe prodotte dai centri di calcolo europei e americani mostrano scenari estremi: in alcune proiezioni il vortice si spezza in due lobi, uno proiettato verso la Siberia, l’altro spinto verso il Canada e gli Stati Uniti settentrionali. In altre, il “cuore” del vortice viene completamente scacciato dal Polo.

Cosa succede fisicamente quando il vortice cede
Questa rottura non avviene da sola. Grandi onde atmosferiche partono dalla troposfera – lo strato dove si formano nubi e perturbazioni – e risalgono verso la stratosfera. Vengono alimentate da:

campi di alta pressione persistenti sull’Oceano Pacifico e sull’Eurasia;
aree di mare insolitamente caldo che rafforzano questi blocchi anticiclonici;
forti contrasti termici tra regioni temperate e polari.
Queste onde agiscono come una mano che frena una trottola: la rallentano, la inclinano, poi la spezzano. Quando i venti stratosferici, invece di soffiare da ovest a est, iniziano a girare da est a ovest, l’intero assetto atmosferico dell’emisfero nord entra in una fase di riorganizzazione.

Quando la trottola in quota inizia a barcollare, la risposta al suolo non è immediata, ma l’esperienza mostra che qualcosa di rilevante tende ad arrivare.

Il risultato pratico è che l’aria gelida smette di restare “ingabbiata” sull’Artico. Blocchi di aria polare cominciano a scendere a latitudini più basse, trasportati da un getto polare che si deforma in grandi onde. Da qui nascono le situazioni di freddo tardivo, nevicate improvvise, piogge gelate e oscillazioni termiche violente.

Ciao, quindi ti aspetti qualcosa di grosso nel proseguo di febbraio?
Con un vortice polare così in crisi mi aspetto qualcosa di grosso e febbraio è sempre stato uno dei mesi storici per il grande freddo, penso che dove colpirà lo farà duramente sperando che la nostra piccola penisola sia uno dei suoi obiettivi.
Saluti
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gandalf il bianco
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da gandalf il bianco »

Sino al 14 stiamo in una botte di ferro,atlantico basso a ripetizione, vpt abbastanza rapido inibisce onde lunghe

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Dal 15 possibili strappetti per semi onde , essendo il vpt abbastanza ammassato sul nord europa basta una semi impennata azzorriana per affondi verso sud, estrazione di aria polare o artico marittima, passaggio rapido per un eventuale ricompattamento

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Ricompattamento fisiologico che non durerà tantissimo, vpt che verrà attaccato da piu parti,nuovo smembramento,sperando in masse artiche congeniali per affondi piu freddi
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da Vedolaneve »

magiadellaneve ha scritto: ven feb 06, 2026 6:56 am EC conferma ....da metà mese svolta fredda
Ciao magia !
Per ora non la descriverei svolta fredda ma possibile fase fredda, non si vedono ( ancora ) spunti per poter parlare di ondate di freddo duratura ma solo apri e chiudi per un getto più ondulato .
Comunque anche se non durature non sminuirei queste possibili fasi artiche , abbiamo masse molto fredde a due cifre a spasso per l Europa .
Vedremo con i prossimi aggiornati strada lunga ancora !😀
leo55
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Re: FEBBRAIO 2026-ANALISI MODELLI LIVE

Messaggio da leo55 »

Oltre che qui in questo Forum,ho letto decine di articoli su quello che succede in stratosfera.Quindi mi sembra la maggior parte convergono più o meno su questo '' Al momento non c’è un segnale forte e persistente che garantisca blocchi tali da riportare freddo e neve diffusi sul Mediterraneo. Se gli ingredienti dovessero sincronizzarsi, lo scenario potrebbe cambiare, ma questo lo diranno i modelli''...Quindi che dire,speriamo e incrociamo le dita delle mani e piedi :D
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