GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Arpa Veneto dà neve in Veneto e sul Nord Est venerdì 500-700 metri, neve sabato 600-800 metri, 800-1000 domenica. E' plausibile, secondo gli esperti del forum?
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Ec con bella dinamicità atlantica, che va benissimo fin quando le perturbazioni entrano nel mediterraneo senza affondare in Spagna.
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Per la stratosfera, sicuramente non sarà una passeggiata per le onde portare il vortice allo split. Sarà nel caso un processo lungo.


Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Ma io allo split ci credo poco …
Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Vedendo reading effettivamente qualche elemento per non far andare a ramengo anche i primi di febbraio ci sarebbe
Posto che fino a 144 ore va come deve andare, dopo del margine ci sarebbe per costruire una dinamica interessante
Però diciamolo sottovoce per favore perché poi la schiantano subito gli scienziati plurilaureati
Posto che fino a 144 ore va come deve andare, dopo del margine ci sarebbe per costruire una dinamica interessante
Però diciamolo sottovoce per favore perché poi la schiantano subito gli scienziati plurilaureati
Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Vediamo i venti zonali stasera, ieri dal 3 erano in calo e dal 7 in forte calo. Vediamo stasera se vediamo che risalgono e anche i giorni successivi é finita, se invece vediamo un forte calo allora crediamoci…
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Ragazzi ma che finita e finita. Non è che senza stratwarming ce ne andiamo a dormire. È giusto monitorarlo, perché raramente si vedono movimenti così, ma non è che senza stratwarming la stagione finisca qui. Dobbiamo attendere un riposizionamento delle masse artiche perché per come sono messe, risulta impossibile sperare in articate serie. In questo lo stratwarming potrebbe esserci utile più avanti, come anche no.
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Argonnerwald
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
ciao let, totalmente d'accordo con teLet it snow! ha scritto: ↑mer gen 21, 2026 7:39 pm Ragazzi ma che finita e finita. Non è che senza stratwarming ce ne andiamo a dormire. È giusto monitorarlo, perché raramente si vedono movimenti così, ma non è che senza stratwarming la stagione finisca qui. Dobbiamo attendere un riposizionamento delle masse artiche perché per come sono messe, risulta impossibile sperare in articate serie. In questo lo stratwarming potrebbe esserci utile più avanti, come anche no.
l'unica cosa che ho capito di questa materia è che non esistono proclami, finali o sentenze scolpite nel granito
Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
240h ? Sala oppure no ? 
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Gabriele_2021
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
L’analisi attuale mostra un’Arctic Oscillation negativa, destinata a rimanere tale per almeno due settimane. Questo perché sull’Artico prevalgono anomalie di pressione e geopotenziale positive, segno di un’atmosfera bloccata e di un vortice polare disturbato. Nel frattempo, la North Atlantic Oscillation, è prevista scendere verso valori negativi grazie al consolidarsi di un robusto blocco di alta pressione sulla Groenlandia. Questo favorirà un assetto tipico: freddo su Nord Europa e Regno Unito, mentre il Sud del continente rimarrà più mite. Nel breve termine, però, la persistenza di correnti occidentali manterrà temperature sopra la media sull’Europa occidentale.
In Asia, si osserva un’estesa fascia di alte pressioni che si allunga dalla Groenlandia fino alla Siberia orientale. Questo favorisce la formazione di un’ampia area di basse pressioni e aria fredda su gran parte dell’Asia settentrionale, mentre le regioni meridionali e parte della Siberia orientale rimangono più miti. In Nord America, un blocco persistente sull’Alaska e sul Golfo dell’Alaska alimenta una profonda saccatura che abbraccia il Canada orientale e gli Stati Uniti orientali, portando freddo diffuso e, in alcuni casi, intenso. Solo l’Alaska e gli Stati Uniti occidentali rimangono più miti, almeno fino alla fine di gennaio, quando un temporaneo rialzo termico dovrebbe coinvolgere Canada e Stati Uniti centrali.
il vortice polare, nelle ultime settimane ha mostrato un’evoluzione significativa. Dopo un inizio di gennaio caratterizzato da una struttura forte e compatta, il vortice si è progressivamente stirato, assumendo una forma allungata e, in alcuni momenti, quasi “splittata”. Questa configurazione è tipica dei vortici molto disturbati e spesso associata a discese fredde più marcate nelle medie latitudini. La tendenza attuale suggerisce un’alternanza tra fasi di vortice stirato, che favoriscono il freddo, e fasi di ricompattamento, che riportano mitezza. Tuttavia, i modelli stratosferici indicano la possibilità di un disturbo maggiore a inizio febbraio, forse persino un riscaldamento stratosferico improvviso.
Due blocchi ad alta latitudine giocano un ruolo chiave: uno tra Alaska e Siberia orientale, l’altro tra Groenlandia e il settore Barents–Kara. Il primo tende a complicare la propagazione verticale delle onde planetarie, introducendo incertezza sull’evoluzione del vortice. Il secondo, invece, è tipicamente associato a vortici stirati e, nei casi più estremi, a veri e propri eventi di split. La combinazione di questi due blocchi rende il quadro dinamico.
La diagnostica delle onde mostra un chiaro segnale di wave reflection: l’energia delle onde sale dall’Asia, viene riflessa dal vortice disturbato e ridiscende verso il Nord America, amplificando la saccatura e favorendo discese fredde verso gli Stati Uniti orientali
Nel complesso, emerge un inverno dinamico, dominato da un vortice polare disturbato, da blocchi persistenti e da un’atmosfera che alterna fasi di mitezza e irruzioni fredde. Le prossime settimane, soprattutto con l’avvicinarsi di febbraio, saranno decisive per capire se il vortice subirà un disturbo maggiore, con potenziali ripercussioni sul tempo in Europa e Nord America.
In Asia, si osserva un’estesa fascia di alte pressioni che si allunga dalla Groenlandia fino alla Siberia orientale. Questo favorisce la formazione di un’ampia area di basse pressioni e aria fredda su gran parte dell’Asia settentrionale, mentre le regioni meridionali e parte della Siberia orientale rimangono più miti. In Nord America, un blocco persistente sull’Alaska e sul Golfo dell’Alaska alimenta una profonda saccatura che abbraccia il Canada orientale e gli Stati Uniti orientali, portando freddo diffuso e, in alcuni casi, intenso. Solo l’Alaska e gli Stati Uniti occidentali rimangono più miti, almeno fino alla fine di gennaio, quando un temporaneo rialzo termico dovrebbe coinvolgere Canada e Stati Uniti centrali.
il vortice polare, nelle ultime settimane ha mostrato un’evoluzione significativa. Dopo un inizio di gennaio caratterizzato da una struttura forte e compatta, il vortice si è progressivamente stirato, assumendo una forma allungata e, in alcuni momenti, quasi “splittata”. Questa configurazione è tipica dei vortici molto disturbati e spesso associata a discese fredde più marcate nelle medie latitudini. La tendenza attuale suggerisce un’alternanza tra fasi di vortice stirato, che favoriscono il freddo, e fasi di ricompattamento, che riportano mitezza. Tuttavia, i modelli stratosferici indicano la possibilità di un disturbo maggiore a inizio febbraio, forse persino un riscaldamento stratosferico improvviso.
Due blocchi ad alta latitudine giocano un ruolo chiave: uno tra Alaska e Siberia orientale, l’altro tra Groenlandia e il settore Barents–Kara. Il primo tende a complicare la propagazione verticale delle onde planetarie, introducendo incertezza sull’evoluzione del vortice. Il secondo, invece, è tipicamente associato a vortici stirati e, nei casi più estremi, a veri e propri eventi di split. La combinazione di questi due blocchi rende il quadro dinamico.
La diagnostica delle onde mostra un chiaro segnale di wave reflection: l’energia delle onde sale dall’Asia, viene riflessa dal vortice disturbato e ridiscende verso il Nord America, amplificando la saccatura e favorendo discese fredde verso gli Stati Uniti orientali
Nel complesso, emerge un inverno dinamico, dominato da un vortice polare disturbato, da blocchi persistenti e da un’atmosfera che alterna fasi di mitezza e irruzioni fredde. Le prossime settimane, soprattutto con l’avvicinarsi di febbraio, saranno decisive per capire se il vortice subirà un disturbo maggiore, con potenziali ripercussioni sul tempo in Europa e Nord America.
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Certo nel long non si vede niente di buono.

Disposizione che non favorisce il blocco atlantico anzi, gelo lontano e zonalità. Da nè carne nè pesce, il vpt non è compatto ma è disposto malissimo senza veri e propri perni vorticosi. Vedremo se questa tendenza cambierà.

Disposizione che non favorisce il blocco atlantico anzi, gelo lontano e zonalità. Da nè carne nè pesce, il vpt non è compatto ma è disposto malissimo senza veri e propri perni vorticosi. Vedremo se questa tendenza cambierà.
Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Un inverno che sembra un autunno d’altri tempi.
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Eporediese
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Già Torino sarà al limite, a nord del po e anche in bassa valle d Aosta neve dai 400 in su (parlo per il Piemonte a nord del po, in Lombardia potrebbe andare meglio)
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GELOSIBERIANO
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
View che continuano a non mostrare segnali invernali per il nostro paese
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Vedolaneve
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Re: GENNAIO 2026 - ANALISI MODELLI LIVE
Comuqnei gli effetti del worming del 2018 si cominciarono a vedere dai gm attorno alle 200 h
Questo quello che vedeva ec 9 gg prima degli effetti reali

Realtà

Per quanto siano rari gli effetti per il mediteremo questi eventi quando vanno in buca creano dei sconquassi ai gm
Speriamo sia così anche questa volta
Questo quello che vedeva ec 9 gg prima degli effetti reali

Realtà

Per quanto siano rari gli effetti per il mediteremo questi eventi quando vanno in buca creano dei sconquassi ai gm
Speriamo sia così anche questa volta