vigna anch io ho terreni non irrigui ...cosa ci possiamo fare.....però per il piemonte è stata una buona perturbazione....non si può negare altrimenti chi ci legge da altre parti d Italia cosa deduce.......come fatto notare in altro messaggio la nostra zona è in siccità estrema senza dubbiovignaiolo ha scritto:E chi non può irrigare e raccoglie solo grazie alla pioggia???matteo** ha scritto:GrazieSerenovariabile ha scritto:Comunque la situazione va letta nel suo complesso. Se sul basso Piemonte non ha piovuto, la pioggia caduta su Valle d'Aosta e alto Piemonte è acqua che comunque si riversa sul bacino della pianura
[url=https://imgbb.com/]
Finalmente un commento intelligente
Grazie davvero
Avevo fatto notare la stessa cosa per il nord lombardia
Vi è scappato questo piccolo dettaglio e in Piemonte sono molti i terreni non irrigui
Parlate senza cognizione di causa
Siccità estrema in Piemonte - Nowcasting
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Farmagricoltore
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vignaiolo
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Andremo a mangiare nei posti in cui ha piovutoFarmagricoltore ha scritto:vigna anch io ho terreni non irrigui ...cosa ci possiamo fare.....però per il piemonte è stata una buona perturbazione....non si può negare altrimenti chi ci legge da altre parti d Italia cosa deduce.......come fatto notare in altro messaggio la nostra zona è in siccità estrema senza dubbiovignaiolo ha scritto:E chi non può irrigare e raccoglie solo grazie alla pioggia???matteo** ha scritto: Grazie
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Vi è scappato questo piccolo dettaglio e in Piemonte sono molti i terreni non irrigui
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Eh no mi spiacevignaiolo ha scritto:E chi non può irrigare e raccoglie solo grazie alla pioggia???matteo** ha scritto:GrazieSerenovariabile ha scritto:Comunque la situazione va letta nel suo complesso. Se sul basso Piemonte non ha piovuto, la pioggia caduta su Valle d'Aosta e alto Piemonte è acqua che comunque si riversa sul bacino della pianura
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Avevo fatto notare la stessa cosa per il nord lombardia
Vi è scappato questo piccolo dettaglio e in Piemonte sono molti i terreni non irrigui
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Sto parlando di altro...nn fare il furbo vigna
Ho forse detto che in pianura nn c e emergenza?
Buongiorno, non si può che condividere.Farmagricoltore ha scritto:Con la stessa coerenza bisogna però riconoscere che la lingua di bassa pianura che va da Asti a Piacenza sta vivendo una situazione eccezionale e vista raramente....da inizio anno io sono a 54 mm....ed essendo agricoltore capite bene che a volte m incaxxo non se piove a casa d altri tutt altro, ma solo se si nega o si sminuisce la situazione di microare che oltretutto non si conosce!
Buona domenica a tutti!
Zona sud astigiano, terra di vigneti, campi e prati non irrigui, serve l'acqua "locale". Serve alle coltivazioni ma serve alla natura in generale.
Che sia piovuto nel nord della regione, è buona cosa, sicuramente meglio di prima, ma questo non allevia la siccità qui.
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Qui per fortuna ieri è piovuto come non accadeva da novembre 2021 e prima ancora da addirittura luglio 2021.
sono caduti 40,6mm concentrati in poche ore per un totale mensile che arriva a 63,2 e un totale annuo di 81mm.
Il deficit rimane pesante ma almeno si è limata la siccità.
Purtroppo per Astigiano e Alessandrino, ma anche buona parte del torinese e cuneese le precipitazioni sulle pianure sono risultate scarse/nulle.
circa 50/60cm di neve fresca a 2500m con punte di 80/100 su alto piemonte, fiocchi fradici scesi localmente fino a 600/800m come sottolineato da Andrea Vuolo.
sono caduti 40,6mm concentrati in poche ore per un totale mensile che arriva a 63,2 e un totale annuo di 81mm.
Il deficit rimane pesante ma almeno si è limata la siccità.
Purtroppo per Astigiano e Alessandrino, ma anche buona parte del torinese e cuneese le precipitazioni sulle pianure sono risultate scarse/nulle.
circa 50/60cm di neve fresca a 2500m con punte di 80/100 su alto piemonte, fiocchi fradici scesi localmente fino a 600/800m come sottolineato da Andrea Vuolo.
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Sicuramente ra molto rara.ghito ha scritto:No non sbagli, la neve in aprile non era eccezionale fino agli anni 90.tempus140 ha scritto:Sbaglio o esattamente 50 anni fa a Torino caddero 3-5 cm di neve? La nevicata tipo che da un decennio a questa parte si vede in pieno inverno sotto la Mole una volta la faceva a primavera inoltrata.
Che io sappia o ricordi , nella zona di Torino nevicò intorno a metà aprile nel 1954 o 55 (il giorno dei funerali di mia nonna),
il 25 aprile del 1972 dove caddero parecchi cm (comunione o cresima di una mia cugina, dove al ristorante di Buriasco, uscendo tra gli ultimi, non trovammo più i nostri 4 ombrelli)
e l'ultima il 14 o 15 aprile 1991 dove la una pioggia abbondante, nel pomeriggio sera si trasformò in neve, con uno strato di alcuni centimetri.
Il giorno prima fu una magnifica giornata di sole con temperatura sui 16/18°.
Quindi sono ormai 31 anni che non vedimo la neve ad aprile al piano.
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Dalle mie parti nevicò anche il 24 aprile 1982,giorno del funerale di mio nonnetto paterno.giulys ha scritto:Sicuramente ra molto rara.ghito ha scritto:No non sbagli, la neve in aprile non era eccezionale fino agli anni 90.tempus140 ha scritto:Sbaglio o esattamente 50 anni fa a Torino caddero 3-5 cm di neve? La nevicata tipo che da un decennio a questa parte si vede in pieno inverno sotto la Mole una volta la faceva a primavera inoltrata.
Che io sappia o ricordi , nella zona di Torino nevicò intorno a metà aprile nel 1954 o 55 (il giorno dei funerali di mia nonna),
il 25 aprile del 1972 dove caddero parecchi cm (comunione o cresima di una mia cugina, dove al ristorante di Buriasco, uscendo tra gli ultimi, non trovammo più i nostri 4 ombrelli)
e l'ultima il 14 o 15 aprile 1991 dove la una pioggia abbondante, nel pomeriggio sera si trasformò in neve, con uno strato di alcuni centimetri.
Il giorno prima fu una magnifica giornata di sole con temperatura sui 16/18°.
Quindi sono ormai 31 anni che non vedimo la neve ad aprile al piano.
In rosso:secondo me non la vedremo mai più,magari i 30°C sì-già successo-,ma quella ormai quasi non si vede più neanche in inverno.
- lities
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Splendide disamine come sempre dal sito di Mercalli:
23 APRILE 2022: PIOGGIA, NEVE E PARZIALE RECUPERO DEL DEFICIT IDRICO AL NORD-OVEST ITALIANO, MA NON PER TUTTI.
In attesa di valutazioni più complete nei prossimi giorni, possiamo già dire che il sistema perturbato di ieri, 23 aprile 2022, è stato indubbiamente il più vigoroso a interessare il Nord-Ovest italiano non solo dall'inizio della lunghissima siccità il 9 dicembre scorso, ma almeno dal 15 novembre se non dall'episodio ancora precedente del 4-5 ottobre 2021.
Il gradiente di precipitazioni pianura-montagna è stato particolarmente forte, per cui se soprattutto in serata gli apporti sono stati di "solenne" intensità e abbondanza sui rilievi dal Torinese al Verbano (anche oltre 100 mm in 24 ore), Torino e dintorni, rimasti sottovento al flusso umido principale da S-SW in quota, sono rimasti perfino sotto i 10 mm.
In generale non c'è dubbio che sia giunto un sollievo alla siccità, benché in maniera parziale e iniqua sul territorio: le zone più battute hanno visto ripianarsi per il 30% circa il deficit di precipitazioni che si era accumulato dal 9 dicembre 2021, come nei casi delle stazioni di Balme, nelle Valli di Lanzo (72 mm misurati dal solerte sindaco Gianni Castagneri rispetto all'ammanco di 250 mm che fino a metà settimana gravava rispetto alla media 1991-2020) e Oropa, nel Biellese (117 mm caduti rispetto a circa 400 mm di carenza; dati Arpa Piemonte e osservatorio del Santuario).
Al contrario, Torino non ha visto recuperare che un misero 4%... e con gli 8 mm di ieri sera alla stazione Arpa della Consolata il totale provvisorio dicembre-aprile (37 mm) resta pressoché identico al record minimo della serie dal 1802 per il medesimo pentamestre in centro città (36,2 mm nel dicembre 1843 - aprile 1844); nel capoluogo il Po quanto a deflussi non si è praticamente accorto di nulla, mentre svariati corsi d'acqua nel Centro-Nord della regione per lo meno hanno visto temporanei innalzamenti di livello dell'ordine di 0,5-1,5 m.
Sui pendii montuosi, sotto rovesci intensi (con tuoni e talora grandine piccola ma insistente) ieri sera il ruscellamento superficiale è stato infatti rapido, e questo non ha favorito un assorbimento ottimale dell'acqua a beneficio delle falde eccezionalmente basse.
Peraltro non era atteso e né si poteva sperare in un recupero totale del deficit pluvio-nivometrico in un tempo così breve, che ci avrebbe fatti passare dai danni della siccità a quelli di alluvioni e frane, ma è un inizio, sperando che dopo una settimana di fine aprile nuovo in prevalenza asciutta ulteriori apporti arrivino in maggio, tradizionalmente il mese più bagnato dell'anno insieme a novembre sulle regioni nord-occidentali. Vedremo.
Che in generale la situazione secca non sia risolta appieno lo dice anche lo stato della neve in montagna. Nonostante al passaggio del fronte freddo ieri sera la nevicata sia scesa talora sotto i 1500 m, accumulando sopra i 2000 m spessori di neve nuova anche di 50-70 cm nelle zone più interessate dalle Valli di Lanzo al Monte Rosa piemontese, gli spessori nevosi totali (e di conseguenza il volume d'acqua stoccato) rimangono ampiamente sotto alla media per il periodo dell'anno (metà aprile - fine maggio) che alla quota dei ghiacciai conosce di solito il culmine dell'accumulo di tutta la stagione invernale.
Alla stazione meteorologica SMI del Ghiacciaio Ciardoney (2850 m, Gran Paradiso) la scarsità della neve era davvero eccezionale per il periodo - per non dire incredibile - con soli 35 cm di spessore residuo al suolo il 22 aprile, poi con l'evento recente il manto è cresciuto fino ai 100 cm totali di stamattina: certamente meglio, ma pur sempre ben sotto allo spessore medio 2013-2021 per il giorno, circa 210 cm, e anche sotto ai minimi della serie di osservazione. Quest'ultima è certamente breve, a malapena decennale, ma l'anomalia resta di sicuro molto significativa anche in stazioni alpine limitrofe dotate di serie ben più lunga che presto avremo modo di analizzare meglio.
23 APRILE 2022: PIOGGIA, NEVE E PARZIALE RECUPERO DEL DEFICIT IDRICO AL NORD-OVEST ITALIANO, MA NON PER TUTTI.
In attesa di valutazioni più complete nei prossimi giorni, possiamo già dire che il sistema perturbato di ieri, 23 aprile 2022, è stato indubbiamente il più vigoroso a interessare il Nord-Ovest italiano non solo dall'inizio della lunghissima siccità il 9 dicembre scorso, ma almeno dal 15 novembre se non dall'episodio ancora precedente del 4-5 ottobre 2021.
Il gradiente di precipitazioni pianura-montagna è stato particolarmente forte, per cui se soprattutto in serata gli apporti sono stati di "solenne" intensità e abbondanza sui rilievi dal Torinese al Verbano (anche oltre 100 mm in 24 ore), Torino e dintorni, rimasti sottovento al flusso umido principale da S-SW in quota, sono rimasti perfino sotto i 10 mm.
In generale non c'è dubbio che sia giunto un sollievo alla siccità, benché in maniera parziale e iniqua sul territorio: le zone più battute hanno visto ripianarsi per il 30% circa il deficit di precipitazioni che si era accumulato dal 9 dicembre 2021, come nei casi delle stazioni di Balme, nelle Valli di Lanzo (72 mm misurati dal solerte sindaco Gianni Castagneri rispetto all'ammanco di 250 mm che fino a metà settimana gravava rispetto alla media 1991-2020) e Oropa, nel Biellese (117 mm caduti rispetto a circa 400 mm di carenza; dati Arpa Piemonte e osservatorio del Santuario).
Al contrario, Torino non ha visto recuperare che un misero 4%... e con gli 8 mm di ieri sera alla stazione Arpa della Consolata il totale provvisorio dicembre-aprile (37 mm) resta pressoché identico al record minimo della serie dal 1802 per il medesimo pentamestre in centro città (36,2 mm nel dicembre 1843 - aprile 1844); nel capoluogo il Po quanto a deflussi non si è praticamente accorto di nulla, mentre svariati corsi d'acqua nel Centro-Nord della regione per lo meno hanno visto temporanei innalzamenti di livello dell'ordine di 0,5-1,5 m.
Sui pendii montuosi, sotto rovesci intensi (con tuoni e talora grandine piccola ma insistente) ieri sera il ruscellamento superficiale è stato infatti rapido, e questo non ha favorito un assorbimento ottimale dell'acqua a beneficio delle falde eccezionalmente basse.
Peraltro non era atteso e né si poteva sperare in un recupero totale del deficit pluvio-nivometrico in un tempo così breve, che ci avrebbe fatti passare dai danni della siccità a quelli di alluvioni e frane, ma è un inizio, sperando che dopo una settimana di fine aprile nuovo in prevalenza asciutta ulteriori apporti arrivino in maggio, tradizionalmente il mese più bagnato dell'anno insieme a novembre sulle regioni nord-occidentali. Vedremo.
Che in generale la situazione secca non sia risolta appieno lo dice anche lo stato della neve in montagna. Nonostante al passaggio del fronte freddo ieri sera la nevicata sia scesa talora sotto i 1500 m, accumulando sopra i 2000 m spessori di neve nuova anche di 50-70 cm nelle zone più interessate dalle Valli di Lanzo al Monte Rosa piemontese, gli spessori nevosi totali (e di conseguenza il volume d'acqua stoccato) rimangono ampiamente sotto alla media per il periodo dell'anno (metà aprile - fine maggio) che alla quota dei ghiacciai conosce di solito il culmine dell'accumulo di tutta la stagione invernale.
Alla stazione meteorologica SMI del Ghiacciaio Ciardoney (2850 m, Gran Paradiso) la scarsità della neve era davvero eccezionale per il periodo - per non dire incredibile - con soli 35 cm di spessore residuo al suolo il 22 aprile, poi con l'evento recente il manto è cresciuto fino ai 100 cm totali di stamattina: certamente meglio, ma pur sempre ben sotto allo spessore medio 2013-2021 per il giorno, circa 210 cm, e anche sotto ai minimi della serie di osservazione. Quest'ultima è certamente breve, a malapena decennale, ma l'anomalia resta di sicuro molto significativa anche in stazioni alpine limitrofe dotate di serie ben più lunga che presto avremo modo di analizzare meglio.
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Nebbiolo100%
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- Iscritto il: dom mag 27, 2012 10:03 pm
- Località: Langhe&Roero
https://www.lastampa.it/cuneo/2022/04/2 ... a-3153308/
E all'orizzonte nessun cambiamento.
Qua le viti nei versanti meglio esposti fanno fatica a sviluppare i germogli. Situazione mai vista a memoria d'uomo.
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Qua le viti nei versanti meglio esposti fanno fatica a sviluppare i germogli. Situazione mai vista a memoria d'uomo.
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La situazione sulle Alpi è davvero eccezionale.
Uno spessore così esiguo del manto nevoso in quota non ha praticamente precedenti, anche in zona MonteRosa la situazione è drammatica, nonostante la nevicata abbondante di quasi una settimana fa si osservano ampie zone del ghiacciaio completamente prive di neve con ghiaccio esposto all'ablazione che tra poche settimane inizierà implacabile anche in quota. In questo periodo dovrebbero esserci tra i 2 ai 4 metri di neve sul ghiacciaio.
Questo è quanto riferisce uno dei gestori del rifugio Capanna Ghifetti a 3600m di quota.
Mercalli segnala inoltre come Lities ha già messo, che c'erano appena 35cm di neve ai 2850m del ghiacciaio Ciardoney, il valore più basso in assoluto della sua storia, che ha dell'incredibile davvero.
Uno spessore così esiguo del manto nevoso in quota non ha praticamente precedenti, anche in zona MonteRosa la situazione è drammatica, nonostante la nevicata abbondante di quasi una settimana fa si osservano ampie zone del ghiacciaio completamente prive di neve con ghiaccio esposto all'ablazione che tra poche settimane inizierà implacabile anche in quota. In questo periodo dovrebbero esserci tra i 2 ai 4 metri di neve sul ghiacciaio.
Questo è quanto riferisce uno dei gestori del rifugio Capanna Ghifetti a 3600m di quota.
Mercalli segnala inoltre come Lities ha già messo, che c'erano appena 35cm di neve ai 2850m del ghiacciaio Ciardoney, il valore più basso in assoluto della sua storia, che ha dell'incredibile davvero.
