già con le politiche vanno in pochi, le amministrative figurati...il referendum sembra quasi fuori-legge, oddio che sarà mai? il Papa l'ha autorizzato? la pensione me la lasciano? l'asilo del bambino chiuderà per sempre?... enfatizzato, ma secondo me a livello "medio" quasi quasi ci può stare...MA... poi tutti a lamentarsi naturalmenteUomo di Langa ha scritto:Io sono rimasto stupito dall'affluenza:bassissima in Lombardia,solo medio-alta in Veneto,dove il referendum sembrava sentitissimo.
Dai veneti mi sarei aspettato una partecipazione più alta,minimo all'80%.
Domenica 22 ottobre REFERENDUM consultivo per L' autonomia del Veneto.
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BrixiaFidelis
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BrixiaFidelis
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Nella consulta per l'autonomia del Veneto, appena istituita, è stato convocato un solo bellunese su 34 persone.
Le province, ricordo, sono 7.
Il disegno di legge approvato dalla Giunta regionale da portare al governo non considera in alcun modo problemi, caratteristiche e richieste del territotio bellunese, come se il referendum a livello provinciale che abbiamo votato (assieme al regionale) non sia neanche esistito.
Non serve dire altro.
Le province, ricordo, sono 7.
Il disegno di legge approvato dalla Giunta regionale da portare al governo non considera in alcun modo problemi, caratteristiche e richieste del territotio bellunese, come se il referendum a livello provinciale che abbiamo votato (assieme al regionale) non sia neanche esistito.
Non serve dire altro.
Ormai la situazione del bellunese è desolante.
Secoli e secoli di dominazione veneziana e sfruttamento indisturbato hanno provocato e continuano a provocare la perdita di identità culturale, di tradizioni, di tutto.
La regione Veneto non si è mai occupata di risolvere e conoscere i problemi dei bellunesi, nessuna politica a favore del turismo, pochi fondi per le infrastrutture, nessuna alternativa all'abbandono e all'emigrazione.
L'importante è prendere, portare via, sfruttare, riserva indiana dove si può far tutto tanto non si lamentano e stanno buoni.
Secoli di devastazioni e sfruttamento, di presa in giro e di disinteresse: questa è la realtà concreta di quella che ancora qualcuno insiste a chiamare "Serenissima".
Questo è quello che accade tuttora.
La gestione della montagna è pessima se paragonata a quella della vicina Austria o dell'Alto Adige, e non è solo questione di soldi.
E' la mentalità che non va bene, non può essere Venezia a decidere se il tabià ad Auronzo è costruito bene, non può essere la mentalità di pianura a considerare e risolvere i problemi della strada del Pordoi o del Giau.
Quando si parla di Dolomiti forse 1 volta su 10 si nomina il bellunese, che tra l'altro sarebbe la provincia che ne ha la maggior parte, più di Trento e Bolzano messi insieme (dei quali invece si parla 9 volte su 10): vedasi l'ultima occasione la settimana scorsa con Alberto Angela.
Gli abeti del Cadore per costruire Venezia, i faggi del Cansiglio per costruire i remi delle navi, le miniere da sfruttare per estrarre minerali preziosi.
Tutto questo in cambio di cosa?
NIENTE!
Secoli e secoli di dominazione veneziana e sfruttamento indisturbato hanno provocato e continuano a provocare la perdita di identità culturale, di tradizioni, di tutto.
La regione Veneto non si è mai occupata di risolvere e conoscere i problemi dei bellunesi, nessuna politica a favore del turismo, pochi fondi per le infrastrutture, nessuna alternativa all'abbandono e all'emigrazione.
L'importante è prendere, portare via, sfruttare, riserva indiana dove si può far tutto tanto non si lamentano e stanno buoni.
Secoli di devastazioni e sfruttamento, di presa in giro e di disinteresse: questa è la realtà concreta di quella che ancora qualcuno insiste a chiamare "Serenissima".
Questo è quello che accade tuttora.
La gestione della montagna è pessima se paragonata a quella della vicina Austria o dell'Alto Adige, e non è solo questione di soldi.
E' la mentalità che non va bene, non può essere Venezia a decidere se il tabià ad Auronzo è costruito bene, non può essere la mentalità di pianura a considerare e risolvere i problemi della strada del Pordoi o del Giau.
Quando si parla di Dolomiti forse 1 volta su 10 si nomina il bellunese, che tra l'altro sarebbe la provincia che ne ha la maggior parte, più di Trento e Bolzano messi insieme (dei quali invece si parla 9 volte su 10): vedasi l'ultima occasione la settimana scorsa con Alberto Angela.
Gli abeti del Cadore per costruire Venezia, i faggi del Cansiglio per costruire i remi delle navi, le miniere da sfruttare per estrarre minerali preziosi.
Tutto questo in cambio di cosa?
NIENTE!
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BrixiaFidelis
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proposito di Austria, tutto il mondo è paese vedo....
"...(ANSA) - BOLZANO, 11 GIU - Il prezzo della benzina torna a superare la soglia dei 2 euro sull'autostrada del Brennero. Alla stazione di servizio Nogarole Rocca il prezzo della benzina 'servito', nei giorni scorsi, è stata indicato con 2,08 euro, mentre il diesel con 1,96 euro. "E' un circolo vizioso e assurdo", lamenta il presidente dell'Associazione liberi distributori dell'Alto Adige, Haimo Staffler, che critica duramente l'Austria. "L'Austria distrugge con un dumping sleale sul prezzo del gasolio ogni concorrenza, costringendo i distributori a sud del Brennero di alzare ulteriormente i prezzi, perdendo così ancora più clienti", afferma Staffler. "Con i tir di lunga percorrenza, che hanno serbatoi da 1.600 litri, facendo il rifornimento in Austria risparmi anche più di 600 euro a pieno", prosegue Staffler. "In questo modo l'Austria attira tir da mezza Europa e poi si lamenta per l'aumento di traffico sull'asse del Brennero. Non si fa così tra vicini", conclude il presidente dei liberi distributori altoatesini."
..e non parliamo di accise e balle varie, se Staffler parla di dumping sleale, pare proprio che lo sia...
"...(ANSA) - BOLZANO, 11 GIU - Il prezzo della benzina torna a superare la soglia dei 2 euro sull'autostrada del Brennero. Alla stazione di servizio Nogarole Rocca il prezzo della benzina 'servito', nei giorni scorsi, è stata indicato con 2,08 euro, mentre il diesel con 1,96 euro. "E' un circolo vizioso e assurdo", lamenta il presidente dell'Associazione liberi distributori dell'Alto Adige, Haimo Staffler, che critica duramente l'Austria. "L'Austria distrugge con un dumping sleale sul prezzo del gasolio ogni concorrenza, costringendo i distributori a sud del Brennero di alzare ulteriormente i prezzi, perdendo così ancora più clienti", afferma Staffler. "Con i tir di lunga percorrenza, che hanno serbatoi da 1.600 litri, facendo il rifornimento in Austria risparmi anche più di 600 euro a pieno", prosegue Staffler. "In questo modo l'Austria attira tir da mezza Europa e poi si lamenta per l'aumento di traffico sull'asse del Brennero. Non si fa così tra vicini", conclude il presidente dei liberi distributori altoatesini."
..e non parliamo di accise e balle varie, se Staffler parla di dumping sleale, pare proprio che lo sia...
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Lupo Silano
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Scusate ma forse sono io che capisco male.BrixiaFidelis ha scritto:proposito di Austria, tutto il mondo è paese vedo....
"...(ANSA) - BOLZANO, 11 GIU - Il prezzo della benzina torna a superare la soglia dei 2 euro sull'autostrada del Brennero. Alla stazione di servizio Nogarole Rocca il prezzo della benzina 'servito', nei giorni scorsi, è stata indicato con 2,08 euro, mentre il diesel con 1,96 euro. "E' un circolo vizioso e assurdo", lamenta il presidente dell'Associazione liberi distributori dell'Alto Adige, Haimo Staffler, che critica duramente l'Austria. "L'Austria distrugge con un dumping sleale sul prezzo del gasolio ogni concorrenza, costringendo i distributori a sud del Brennero di alzare ulteriormente i prezzi, perdendo così ancora più clienti", afferma Staffler. "Con i tir di lunga percorrenza, che hanno serbatoi da 1.600 litri, facendo il rifornimento in Austria risparmi anche più di 600 euro a pieno", prosegue Staffler. "In questo modo l'Austria attira tir da mezza Europa e poi si lamenta per l'aumento di traffico sull'asse del Brennero. Non si fa così tra vicini", conclude il presidente dei liberi distributori altoatesini."
..e non parliamo di accise e balle varie, se Staffler parla di dumping sleale, pare proprio che lo sia...
Invece di prendersela con qualcuno che ha avuto la splendida idea di far pagare la benzina 2 euro al litro a Verona, che è un prezzo a mio avviso scandaloso attualmente, uno se la prende con i distributori austriaci, dove costa meno (chissà perché).
Che poi somiglia da come è scritto che i prezzi siano bassi solo appena a nord del Brennero, per far concorrenza sleale (?) all'Italia, quando in Austria il carburante costa quasi dappertutto meno che in Italia.
Tra l'altro sia Austria che Italia non hanno petrolio, quindi sarebbe da domandarsi come mai l'Austria ha prezzi più bassi e noi più alti e in base a cosa noi dovremmo aspettarci che alzino i prezzi per "adeguarsi" ai nostri, visto che il prodotto che viene venduto è lo stesso (almeno fosse dimostrato che il carburante dei nostri distributori è migliore).
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BrixiaFidelis
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sono sicuro che quando si lamenteranno ancora del traffico esasperato di tir sulle loro strade, qualcuno gli dirà che è bello così! perchè uno dovrebbe attraversare metà Europa solo per non gasare loro? e non capisco perchè bloccano i camion alle frontiere, per di più solo quelli in transito da sud a nord e non viceversa ... misteri della civiltà evoluta, transito più corto, carburante meno caro et voilà, il traffico eccolo là
Beh i camion che l'Austria blocca non sono solo quelli dall'Italia.
Logicamente a noi sono quelli che interessano di più, ma divieti simili valgono anche verso altri stati, compresa la Germania.
Il discorso di tutti questi blocchi credo sia dovuto al fatto che non vogliono avere code all'interno del loro territorio dovuti ad un eccessivo traffico.
Il resto del discorso non sono riuscito a capire.
Logicamente a noi sono quelli che interessano di più, ma divieti simili valgono anche verso altri stati, compresa la Germania.
Il discorso di tutti questi blocchi credo sia dovuto al fatto che non vogliono avere code all'interno del loro territorio dovuti ad un eccessivo traffico.
Il resto del discorso non sono riuscito a capire.
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BrixiaFidelis
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Rieccoci per una nuova entusiasmante puntata.
I confini della Marmolada, sono cambiati a favore del Trentino tornando, va detto, quelli antecedenti alla 1^ guerra mondiale e probabilmente più legittimi.
Da una parte della contesa c'era una provincia autonoma legata molto al territorio, che conosce e cura il proprio territorio, pur con una certa distanza dai livelli dell'Alto Adige;
dall'altra una provincia che non esiste più, gestita in quasi tutti gli ambiti da una pianura che mi domando se sa nemmeno dove sia la Marmolada, cosa sia la montagna, quali siano le sue necessità.
Dalla laguna qualcuno fa a finta di essere arrabbiato e preoccupato: da quando in qua si sono mai preoccupati (negli ultimi 6 secoli, e adesso si continua) delle sorti della montagna e di chi ci vive, a meno che la preoccupazione non derivi dalla diminuzione della "riserva di caccia libera e indiscriminata", dove si può passare, prelevare e sfruttare senza dare niente in cambio.
Ma la colpa di questa situazione, devo dirlo, è ed è stata anche di noi bellunesi, che invece di avvicinarsi all'identità culturale di chi è più ad ovest o (meglio ancora) più a nord, proponendo e identificandoci in una mentalità alpina, seria, vicina a quella austriaca/sudtirolese/svizzera, ponendo estrema diffidenza e distanza da ogni proposta e richiesta da Venezia, distaccandoci con tutta la forza possibile dal concetto di Regione Veneto, abbiamo continuato ad andar dietro alla laguna, credendo fosse una possibilità di benessere.
E adesso il conto per questa scelta è arrivato, ed è l'ennesima legnata: indietro non si torna e avanti così niente potrà fermare il declino definitivo sociale, ambientale, culturale, ma soprattutto demografico della nostra provincia.
Più a nord, intanto, le cose continuano ad andare diversamente... .
I confini della Marmolada, sono cambiati a favore del Trentino tornando, va detto, quelli antecedenti alla 1^ guerra mondiale e probabilmente più legittimi.
Da una parte della contesa c'era una provincia autonoma legata molto al territorio, che conosce e cura il proprio territorio, pur con una certa distanza dai livelli dell'Alto Adige;
dall'altra una provincia che non esiste più, gestita in quasi tutti gli ambiti da una pianura che mi domando se sa nemmeno dove sia la Marmolada, cosa sia la montagna, quali siano le sue necessità.
Dalla laguna qualcuno fa a finta di essere arrabbiato e preoccupato: da quando in qua si sono mai preoccupati (negli ultimi 6 secoli, e adesso si continua) delle sorti della montagna e di chi ci vive, a meno che la preoccupazione non derivi dalla diminuzione della "riserva di caccia libera e indiscriminata", dove si può passare, prelevare e sfruttare senza dare niente in cambio.
Ma la colpa di questa situazione, devo dirlo, è ed è stata anche di noi bellunesi, che invece di avvicinarsi all'identità culturale di chi è più ad ovest o (meglio ancora) più a nord, proponendo e identificandoci in una mentalità alpina, seria, vicina a quella austriaca/sudtirolese/svizzera, ponendo estrema diffidenza e distanza da ogni proposta e richiesta da Venezia, distaccandoci con tutta la forza possibile dal concetto di Regione Veneto, abbiamo continuato ad andar dietro alla laguna, credendo fosse una possibilità di benessere.
E adesso il conto per questa scelta è arrivato, ed è l'ennesima legnata: indietro non si torna e avanti così niente potrà fermare il declino definitivo sociale, ambientale, culturale, ma soprattutto demografico della nostra provincia.
Più a nord, intanto, le cose continuano ad andare diversamente... .
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freddopungente
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poro garibaldi, ma chi glielo ha fatto farePeter94 ha scritto:Rieccoci per una nuova entusiasmante puntata.
I confini della Marmolada, sono cambiati a favore del Trentino tornando, va detto, quelli antecedenti alla 1^ guerra mondiale e probabilmente più legittimi.
Da una parte della contesa c'era una provincia autonoma legata molto al territorio, che conosce e cura il proprio territorio, pur con una certa distanza dai livelli dell'Alto Adige;
dall'altra una provincia che non esiste più, gestita in quasi tutti gli ambiti da una pianura che mi domando se sa nemmeno dove sia la Marmolada, cosa sia la montagna, quali siano le sue necessità.
Dalla laguna qualcuno fa a finta di essere arrabbiato e preoccupato: da quando in qua si sono mai preoccupati (negli ultimi 6 secoli, e adesso si continua) delle sorti della montagna e di chi ci vive, a meno che la preoccupazione non derivi dalla diminuzione della "riserva di caccia libera e indiscriminata", dove si può passare, prelevare e sfruttare senza dare niente in cambio.
Ma la colpa di questa situazione, devo dirlo, è ed è stata anche di noi bellunesi, che invece di avvicinarsi all'identità culturale di chi è più ad ovest o (meglio ancora) più a nord, proponendo e identificandoci in una mentalità alpina, seria, vicina a quella austriaca/sudtirolese/svizzera, ponendo estrema diffidenza e distanza da ogni proposta e richiesta da Venezia, distaccandoci con tutta la forza possibile dal concetto di Regione Veneto, abbiamo continuato ad andar dietro alla laguna, credendo fosse una possibilità di benessere.
E adesso il conto per questa scelta è arrivato, ed è l'ennesima legnata: indietro non si torna e avanti così niente potrà fermare il declino definitivo sociale, ambientale, culturale, ma soprattutto demografico della nostra provincia.
Più a nord, intanto, le cose continuano ad andare diversamente... .
A volte me lo domando anch'io... .freddopungente ha scritto:
poro garibaldi, ma chi glielo ha fatto fare![]()
Comunque non ce l'ho con quello che ha fatto, pur non condividendolo.
Purtroppo devo dire che una parte della colpa l'abbiamo avuta anche noi bellunesi in passato a voler sempre stare dalla parte sbagliata.
In Alto Adige invece si sono sempre rifiutati di adottare la cultura italiana, dopo il 1918, e hanno fatto bene, se escludiamo gli episodi terroristici in cui sono rimaste coinvolte persone.
Perché avrebbero dovuto adattarsi ad uno stile di vita, mentalità, sistema di gestione del territorio, idea di uguaglianza PEGGIORI rispetto a quelli a cui erano abituati? Perché avrebbero dovuto tornare indietro di 40 anni?
Con questa opposizione hanno mantenuto almeno una parte di quello che volevano mantenere del sistema austriaco, e i risultati si vedono: non c'è nessuna regione italiana, neanche a statuto speciale, in grado di competere con loro.