
Lo slancio dell’anticiclone africano inquadrato in fig.1 è davvero potente e c’è da chiedersi se questa possa essere una tendenza possibile per le prossime settimane o, addirittura, per i prossimi mesi. A tal riguardo, torna utile guardare alcuni parametri utili a definire proprio gli aspetti menzionati. Il primo parametro è l‘ITCZ ovvero l’Inter Tropical Convergence Zone. Tale parametro rappresenta, per tutto il globo, ma in particolare per il settore africano, che a noi interessa, la linea (immaginaria) dove si collocano le aree di bassa pressione e dove, quindi convergono al suolo, nel settore equatoriale africano, le masse d’aria caldo umida dai due emisferi. In realtà, come si vede in fig.2, a causa dell’influenza operata dalle masse continentali a sud del Mediterraneo, in questa stagione il settore in esame non coincide con l’equatore, ma si colloca più a nord, all’interno del continente africano

Quanto più, nell’Africa occidentale e centrale, tale linea di convergenza si spinge a nord, tanto maggiori, generalmente, risultano le possibilità di avere slanci altopressori africani nel nostro settore di Mediterraneo. Come si vede dalla fig.2, attualmente tale linea è al suo posto e, anzi, è leggermente più bassa della media del periodo.
Un altro aspetto parametro interessante da tenere sotto osservazione per verificare l’invadenza dell’anticiclone africano è rappresentato dalla distribuzione delle SSTA (Sea Surface Temperacture Anomalies), ovvero dalle anomalie di temperature negli oceani del globo

La distribuzione delle anomalie può influenzare il percorso della corrente a getto, soprattutto quando essa è debole, come nella stagione calda e, più in generale, un’anomalia fredda può rafforzare le strutture di bassa pressione, una calda quelle di alta pressione. Attualmente, è molto indicativa la presenza di un grande lago freddo (anomalia fredda) nel nord Atlantico, che potrebbe favorire affondi perturbati in pieno Atlantico e rimonte calde nel Mediterraneo, ma è situata in effetti piuttosto a nord e la sua influenza è da definire. Da considerare anche, nel Pacifico, la presenza di lievi anomalie positive al largo delle coste sudamericane equatoriale, ma non vi è presenza di un evento di NINO significativo nei mesi precedenti, generalmente correlato a estati molto calde nel Mediterraneo.
Gli spunti di discussione forniti, da approfondire in successivi editoriali, non evidenziano al momento la possibilità dell’ulteriore avvento di ondate di caldo precoci o dell’arrivo di un estate particolarmente calda, vedremo se i fatti smentiranno tali ipotesi; nel frattempo le previsioni a lungo termine, sebbene altalenanti, continuano a indicare un ritorno a temperature nella norma, o leggermente fresche, per la metà del mese

Ultimi pannelli che vedono la costante presenza di una certa instabilità anche a fine e missione del modello americano




























































