gli editoriali di ilario

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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nevofilo80
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Messaggio da nevofilo80 »

30-04-2015 - Salve a tutti; con un po’ di tempo a disposizione è possibile approfondire alcuni aspetti legati alle dinamiche previste dalle principale figure bariche a scala emisferica ed europea per la prima parte di Maggio e, soprattutto, cercare di capire come potrebbe essere il prosieguo della stagione primaverile, alla luce dell’arrivo della prima seria ondata di caldo stagionale, alquanto anticipata. Iniziamo dalla classica analisi emisferica prevista per metà della prossima settimana
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Lo slancio dell’anticiclone africano inquadrato in fig.1 è davvero potente e c’è da chiedersi se questa possa essere una tendenza possibile per le prossime settimane o, addirittura, per i prossimi mesi. A tal riguardo, torna utile guardare alcuni parametri utili a definire proprio gli aspetti menzionati. Il primo parametro è l‘ITCZ ovvero l’Inter Tropical Convergence Zone. Tale parametro rappresenta, per tutto il globo, ma in particolare per il settore africano, che a noi interessa, la linea (immaginaria) dove si collocano le aree di bassa pressione e dove, quindi convergono al suolo, nel settore equatoriale africano, le masse d’aria caldo umida dai due emisferi. In realtà, come si vede in fig.2, a causa dell’influenza operata dalle masse continentali a sud del Mediterraneo, in questa stagione il settore in esame non coincide con l’equatore, ma si colloca più a nord, all’interno del continente africano
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Quanto più, nell’Africa occidentale e centrale, tale linea di convergenza si spinge a nord, tanto maggiori, generalmente, risultano le possibilità di avere slanci altopressori africani nel nostro settore di Mediterraneo. Come si vede dalla fig.2, attualmente tale linea è al suo posto e, anzi, è leggermente più bassa della media del periodo.

Un altro aspetto parametro interessante da tenere sotto osservazione per verificare l’invadenza dell’anticiclone africano è rappresentato dalla distribuzione delle SSTA (Sea Surface Temperacture Anomalies), ovvero dalle anomalie di temperature negli oceani del globo
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La distribuzione delle anomalie può influenzare il percorso della corrente a getto, soprattutto quando essa è debole, come nella stagione calda e, più in generale, un’anomalia fredda può rafforzare le strutture di bassa pressione, una calda quelle di alta pressione. Attualmente, è molto indicativa la presenza di un grande lago freddo (anomalia fredda) nel nord Atlantico, che potrebbe favorire affondi perturbati in pieno Atlantico e rimonte calde nel Mediterraneo, ma è situata in effetti piuttosto a nord e la sua influenza è da definire. Da considerare anche, nel Pacifico, la presenza di lievi anomalie positive al largo delle coste sudamericane equatoriale, ma non vi è presenza di un evento di NINO significativo nei mesi precedenti, generalmente correlato a estati molto calde nel Mediterraneo.

Gli spunti di discussione forniti, da approfondire in successivi editoriali, non evidenziano al momento la possibilità dell’ulteriore avvento di ondate di caldo precoci o dell’arrivo di un estate particolarmente calda, vedremo se i fatti smentiranno tali ipotesi; nel frattempo le previsioni a lungo termine, sebbene altalenanti, continuano a indicare un ritorno a temperature nella norma, o leggermente fresche, per la metà del mese
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Ultimi pannelli che vedono la costante presenza di una certa instabilità anche a fine e missione del modello americano
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nevofilo80
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Messaggio da nevofilo80 »

04-05-2015 - Salve a tutti; ecco un nuovo dettagliato aggiornamento dal fronte del caldo, tramite l’analisi della evoluzione in tempo reale e le previsioni fornite dai modelli odierni, sempre molto interessanti per il prossimo week-end. “Bolla” calda sempre più presente nella penisola italiana, tramite l’affermazione della campana anticiclonica africana, in piena invasione del Mediterraneo
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Davvero spettacolare l’immagine attuale dal satellite, con le grandi figure bariche a scala continentale che si fronteggiano a ovest dell’Italia. La “campana” o promontorio anticiclonico africano avanza costantemente verso nordest, con le temperature che aumentano nel territorio, mentre più a ovest in quota il getto polare divide il settore interessato dall’avvezione calda da quello caratterizzato da instabilità e fresco, lungo le coste atlantiche della penisola iberica. Tale aspetto è ancora più evidente dalla splendida immagine a infrarossi comprendente il vicino atlantico, dove il grande scambio di calore in atto lungo i meridiani dell’Europa occidentale è inquadrato in tutta la sua maestosità
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Ad aria fredda che scende in pieno Atlantico, dai settori a nord dell’Islanda, corrisponde una consistente risalita di aria calda dall’entroterra Sahariano, proprio verso le nostre regioni. Si tratta, occorre precisarlo, di dinamiche assolutamente normali per la stagione primaverile, dove i contrasti termici alle medie latitudini si fanno più accesi, con il continente africano che si scalda molto rapidamente.

Le temperature sono già salite al centrosud, alle 11:40 già raggiunti i 30° C in Sardegna, sfiorati in Sicilia
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I valori termici saliranno ancora e parecchio nelle prossime 48-72 h, soprattutto al sud, dove si potrebbero sfiorare, in condizioni particolari e assolutamente localizzate (conche interne soggette a venti di caduta) i 40° C; mediamente però i valori non dovrebbero andare oltre i 35° C al sud, mentre al centro e tra Toscana ed Emilia si dovrebbe arrivare intorno 30-32° C di massima. Ancora meno nel resto del Nord, in particolare nordovest, dove sarà difficile raggiungere i 30° C e dove le temperature scenderanno rapidamente entro mercoledì sera. Le figure riportate di seguito chiariscono la dinamica, transitoria del promontorio africano, secondo uno schema classico che prevede l’avanzata vverso est del cavo d’onda Atlantico.

Ecco infatti la situazione attuale, l’onda calda sta approcciando le nostre regioni tirreniche
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Domani, martedì, il promontorio africano si attesterà con il nucleo più caldo proprio nelle nostre regioni, con valori di +26° C a 850 hPa
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Mercoledì, infine, l’acme del caldo si sposterà a sud, con ingresso di aria più fresca al nord e in alto Tirreno e punte molto elevate di temperatura nell’estremo sud
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In sostanza, entro giovedì la prima fase calda dovrebbe giungere al termine, con valori eventualmente >30 C solo su Sicilia e Calabria, mentre altrove un cavo d’onda depressionario dovrebbe portare parziale refrigerio e una leggera instabilità, sebbene non siano previste precipitazioni significative a sud del settore alpino, dove, viceversa, i temporali pomeridiani non mancheranno
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Successivamente, in merito al week-end prossimo (9-10 Maggio) assoluta incertezza, con probabile cambio di circolazione, non ben inquadrato dai modelli. Addirittura esplosiva, secondo il recentissimo aggiornamento del modello americano, l’evoluzione prevista tra domenica e lunedì, con saccatura artica in discesa meridiana proprio per la giornata festiva, con brusco calo termico e forte instabilità
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Sbalzo termico davvero traumatico per tutte le regioni italiane, ma in particolare per il centrosud e adriatiche in genere, dove a 850 hPa (1500 m) si potrebbero registrare circa 20° C di differenza rispetto al periodo attuale, con una +2° C prevista per la serata di domenica
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Insomma, ondata di caldo molto intensa, ma passeggera, lo confermiamo anche oggi. Maggio ancora tutto da definire, con possibili sbalzi termici piuttosto bruschi, tipici della primavera.
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Artic Winter
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Messaggio da Artic Winter »

lunga vita ad ilario..... :wink:
monte capanne
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Messaggio da monte capanne »

nevofilo80 ha scritto:30-04-2015 - Salve a tutti; con un po’ di tempo a disposizione è possibile approfondire alcuni aspetti legati alle dinamiche previste dalle principale figure bariche a scala emisferica ed europea per la prima parte di Maggio e, soprattutto, cercare di capire come potrebbe essere il prosieguo della stagione primaverile, alla luce dell’arrivo della prima seria ondata di caldo stagionale, alquanto anticipata. Iniziamo dalla classica analisi emisferica prevista per metà della prossima settimana
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Lo slancio dell’anticiclone africano inquadrato in fig.1 è davvero potente e c’è da chiedersi se questa possa essere una tendenza possibile per le prossime settimane o, addirittura, per i prossimi mesi. A tal riguardo, torna utile guardare alcuni parametri utili a definire proprio gli aspetti menzionati. Il primo parametro è l‘ITCZ ovvero l’Inter Tropical Convergence Zone. Tale parametro rappresenta, per tutto il globo, ma in particolare per il settore africano, che a noi interessa, la linea (immaginaria) dove si collocano le aree di bassa pressione e dove, quindi convergono al suolo, nel settore equatoriale africano, le masse d’aria caldo umida dai due emisferi. In realtà, come si vede in fig.2, a causa dell’influenza operata dalle masse continentali a sud del Mediterraneo, in questa stagione il settore in esame non coincide con l’equatore, ma si colloca più a nord, all’interno del continente africano
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Quanto più, nell’Africa occidentale e centrale, tale linea di convergenza si spinge a nord, tanto maggiori, generalmente, risultano le possibilità di avere slanci altopressori africani nel nostro settore di Mediterraneo. Come si vede dalla fig.2, attualmente tale linea è al suo posto e, anzi, è leggermente più bassa della media del periodo.

Un altro aspetto parametro interessante da tenere sotto osservazione per verificare l’invadenza dell’anticiclone africano è rappresentato dalla distribuzione delle SSTA (Sea Surface Temperacture Anomalies), ovvero dalle anomalie di temperature negli oceani del globo
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La distribuzione delle anomalie può influenzare il percorso della corrente a getto, soprattutto quando essa è debole, come nella stagione calda e, più in generale, un’anomalia fredda può rafforzare le strutture di bassa pressione, una calda quelle di alta pressione. Attualmente, è molto indicativa la presenza di un grande lago freddo (anomalia fredda) nel nord Atlantico, che potrebbe favorire affondi perturbati in pieno Atlantico e rimonte calde nel Mediterraneo, ma è situata in effetti piuttosto a nord e la sua influenza è da definire. Da considerare anche, nel Pacifico, la presenza di lievi anomalie positive al largo delle coste sudamericane equatoriale, ma non vi è presenza di un evento di NINO significativo nei mesi precedenti, generalmente correlato a estati molto calde nel Mediterraneo.

Gli spunti di discussione forniti, da approfondire in successivi editoriali, non evidenziano al momento la possibilità dell’ulteriore avvento di ondate di caldo precoci o dell’arrivo di un estate particolarmente calda, vedremo se i fatti smentiranno tali ipotesi; nel frattempo le previsioni a lungo termine, sebbene altalenanti, continuano a indicare un ritorno a temperature nella norma, o leggermente fresche, per la metà del mese
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Ultimi pannelli che vedono la costante presenza di una certa instabilità anche a fine e missione del modello americano
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gfs 12 addirittura mette una zero sull'adriatico
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nevofilo80
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Messaggio da nevofilo80 »

Salve a tutti; aggiornamento riguardante l’evoluzione meteorologica in tempo reale nel territorio italiano, con un’ ampio sguardo all’evoluzione generale dei prossimi giorni.

Ultimo giorno di caldo intenso (relativamente al periodo) per le regioni meridionali. L’evoluzione in atto risulta essere estremamente aderente a quanto previsto nell’ultimo editoriale serale. Toccati i 40° C a Catenanuova, nell’interno della piana catanese (fig.1), mentre altrove, nel sud, i 30° C sono stati abbondantemente superati tra Puglia e Calabria ma, nel complesso, l’onda calda sta scivolando abbastanza rapidamente verso oriente
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Come evidenziato nella fig.1, la saccatura atlantica, sebbene notevolmente indebolita, è avanzata verso est, con l’asse del jet stream entrato nel Mediterraneo e un clima decisamente più fresco che ormai sta interessando la Sardegna e le regioni centrali, mentre in Sicilia è stata altresì evidenziata la localizzazione del dato di Catenanuova (40,7° C, sembrerebbe attendibile). La località siciliana non è nuova a tali performance, in quanto detiene il record della massima temperatura mai registrata in Italia (49° C nell’estate 1999).

Nel frattempo, al nord Italia, temporali anche di una certa intensità hanno interessato le regioni alpine in mattinata, con l’arrivo di aria più fresca, tutto secondo previsione
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Il caldo nei prossimi giorni tenderà ad attenuarsi ovunque, più gradualmente al sud, mentre nel week-end si assisterà a un cambio di circolazione più radicale, sebbene temporaneo, con correnti fresche da nord su tutta Italia, particolarmente avvertite nel versante adriatico, dove la differenza rispetto ai valori attuali sarà >10° C
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Dalla figura successiva è possibile inquadrare, in una visione più ampia, la discesa fredda dall’Europa centrale, ma anche la nuova saccatura prevista affondare in Atlantico e la conseguente nuova espansione del cuneo altopressorio ibrido azzorriano-africano verso il Mediterraneo
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In merito alle dinamiche alla base dei continui affondi atlantici da parte di saccature correlate al Vortice Polare, occorre sottolineare come sia presente una notevole aderenza tra la collocazione prevista per il cavo d’onda del getto polare in Atlantico nei prossimi giorni e la distribuzione delle anomalie di temperature nella stessa regione dell’Atlantico settentrionale (SSTA).

Ecco la nuova collocazione del getto a 72 h
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Ed ecco individuata, nella stessa collocazione, una vasta anomalia fredda (lago freddo), presente da molti giorni tra Regno Unito e Isola di Terranova
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La correlazione tra la distribuzione delle SSTA (Sea Surface Temperacture Anomalies) e il percorso della corrente a getto non è necessariamente sempre verificata; tuttavia, in presenza di un getto polare non troppo intenso, come nel semestre caldo, e di un’anomalia vasta e sufficientemente marcata, come nel caso in esame, un’influenza definita nel deviare il percorso del getto sembra essere presente nelle condizioni attuali. Sostanzialmente, il processo descritto dovrebbe consistere nello spingere più a sud il getto nel medio Atlantico, deviando il settore di contrasto con l’aria calda subtropicale in risalita verso nord.

Quanto potrebbe durare tale fenomeno?? Diciamo subito che, da sola, un’anomalia delle temperature oceaniche non può giustificare l’intero andamento stagionale e, pertanto, non vi sono al momento altri fattori che possano far ritenere l’avvento di un trend caldo nel Mediterraneo, caratterizzato da avvezioni africane nei prossimi mesi. Una nuova rottura al caldo, viceversa, è plausibile dopo la metà del mese, come proposto dal modello europeo
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Messaggio da nevofilo80 »

11-05-2015 – Salve a tutti, bel tempo e caldo in affermazione nella penisola italiana, sebbene non eccessivo al momento. Splendida la penisola praticamente priva di nubi in tutta la sua estensione
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L’area altopressoria è caratterizzata da una matrice ibrida, avendo, specialmente al suolo, un contributo azzorriano. Le temperature al momento, nell’Europa occidentale, non sono eccezionalmente alte, sebbene il caldo si faccia sentire. Solo in Andalusia si superano tranquillamente i 30° C, ma si tratta di luoghi abituati a questi valori anche in Maggio (fig.2, ore 17:00 italiane).
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Ma proprio mentre il caldo aumenta su tutte le regioni, appare sempre più evidente e duratura la brusca rottura al caldo nella giornata di venerdì, con i primi temporali già giovedì sera al nord
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Il guasto appare deciso e capace di innescare fenomeni di forte intensità al centronord, a causa del transito sulla penisola di una struttura depressionaria in distacco dal flusso atlantico, colma di aria fredda a tutte le quote (goccia fredda appunto), con repentino abbassamento delle temperature su tutta la penisola.

Quello che appare ancora più evidente oggi, tema dell’odierno approfondimento, è la tendenza palesata dai modelli per la seconda parte di Maggio, che potrebbe diventare molto instabile, a tratti perturbato per alcune regioni, non necessariamente freddo per tutti però
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Nella fig.4 ritroviamo una vecchia conoscenza dell’inverno, l’anticiclone aleutinico (wave 1), che inizierà a spingere in Artico, innescando probabilmente una vera crisi del Vortice Polare (vedremo quanto definitiva), con split di un lobo verso le regioni europee.

Di seguito, dopo una fase transitoria caratterizzata da correnti nordoccidentali, ecco partire, con evoluzione conseguente da manuale, anche l’anticiclone delle Azzorre (wave 2), con genesi di un’ampia ondulazione di Rossby nell’Europa occidentale
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Ecco quindi, che nella terza decade del messe, può partire una vera destrutturazione del VPT, con i singoli lobi che tendono a “splittare”, ovvero a scendere verso latitudini più temperate dall’Artico., come evidenziato in fig.5. Davvero didattica l’onda di Rossby individuata alla quota delle correnti a getto nel vicino Atlantico (fig.6); nordovest esposto lungo il ramo ascendente del jet stream, settore favorevole allo sviluppo di nubi e precipitazioni, centrosud, maggiormente secco e più caldo
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Come si vede dalla fig.6, lungo il ramo discendente dell’ondulazione, continui impulsi di origine nordatlantica vanno ad alimentare l’instabilità nell’Europa occidentale, con la saccatura che tende ad assumere caratteri di stazionarietà, tipici di strutture di grande ampiezza. Ecco infatti la previsione del modello americano per la terza decade, con correnti sudoccidentali caldo umide al centronord, con tempo instabile e generalmente fresco al nord, continuamente raggiunto da impulsi Atlantici, più variabile al centro. Ancora caldo e secco al sud con tale configurazione
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Come ben visibile dalla fig.7, Vortice Polare in evidente crisi, con depressione stazionante nell’Europa occidentale.

Con il passare dei giorni, la struttura in esame potrebbe recedere verso nord, con l’inevitabile innalzamento del getto polare con l’avanzare della stagione calda. Esistono però altre possibilità, paventate ad esempio dall’emissione mattutina del modello americano, che prevede addirittura un blocco a omega rovesciata per la fine del mese, con maltempo in molte regioni italiane
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Si tratta ovviamente di tendenze, che però evidenziano, giorno per giorno, ipotesi sempre più concrete di un sostanziale cambio di rotta nell’evoluzione meteorologica del comparto europeo per il mese di Maggio. Intanto comunque, la brusca rottura al caldo di venerdì è probabile quanto l’ondata di caldo stessa.
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nevofilo80
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Messaggio da nevofilo80 »

12-05-2015 - Salve a tutti; campana altopressoria in piena espansione nel Mediterraneo, con quasi totale assenza di nubi su tutte le nostre regioni
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Le temperature stanno aumentando tra Spagna e parte della Francia, con il caldo che è ormai giunto a nord delle Alpi (fig.2). Fino a 36° C in Andalusia, mentre in Italia ancora i valori sono gradevoli, generalmente al di sotto dei 30° C (siamo comunque in Maggio).
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Ma è ormai sempre più probabile e marcato il peggioramento previsto a partire da giovedì sera, con interessamento graduale di tutte le regioni italiane entro sabato, ma con particolare virulenza dei fenomeni venerdì al nord
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Come si vede dalla fig.3, il peggioramento sarà legato al transito di un goccia fredda in distacco dal flusso Atlantico, con annesso nucleo freddo in quota e successiva formazione di un vortice ciclonico molto intenso nei mari italiani, con struttura depressionaria presente, quindi, a tutte le quote (fig.4). Ecco la fase di entrata del nucleo freddo in quota nel Mediterraneo, pronto a ricongiungersi con il minimo in approfondimento al suolo e raggiungendo quindi la massima intensità, prima di indebolirsi lentamente.
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Davvero impressionante lo scarto termico previsto, su tutte le regioni, tra giovedì pomeriggio e sabato mattina. Ecco la fase più intensa dell’onda calda, con valori di +20° C a 850 hPa (1500 m) nel Tirreno
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Ed, ecco, dopo solo 36 h, il quadro termico alla stessa quota sabato mattina, con un minimo presente a tutte le quote (vortice ciclonico) davanti le coste del Lazio e con valori di +2, +3° C a 850 hPa in Appennino (fig.6). Potrebbe persino nevicate in quota (1500 m) nelle regioni centrali.
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Quali fenomeni associare a tale evoluzione?? Al momento, il connubio tra la dinamica prevista per l’irruzione fredda e tassi di umidità e temperatura preesistenti sembra essere in grado di generare temporali violenti, con grandinate intense e locali fenomeni vorticosi su quasi tutto il nord Italia, soprattutto pianura Padana. Davvero eloquente la previsione del modello YOUMETEO per la giornata di venerdì; una lunga striscia temporalesca che dai settori centrali della pianura Padana si spinge verso il triveneto, con accumuli >100 mm/24 h
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Il maltempo comunque tenderà a trasferirsi, sebbene attenuato, su tutte le regioni entro sabato, con forte instabilità generalizzata e forte abbassamento delle temperature.

Si tratta ancora di un singolo aggiornamento, i dettagli potranno cambiare molto, ma le premesse sono molto preoccupanti; proprio per la medesima emissione ecco, ad esempio, gli spaghetti di Verona, che evidenziano picchi precipitativi notevolissimi, accompagnati da un drastico abbassamento delle temperature per venerdì
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Insomma, utilizzare il termine nubifragio per la pianura Padana nella giornata di venerdì non appare affatto fuori luogo, più colpito al momento il nordest nelle attuali emissioni.

E dopo?? Anche oggi vengono confermate le linee evolutive descritte nel dettaglio nell’editoriale di ieri, a cui si rimanda. Inquesta sede vengono riportate alcune carte davvero peculiari relative al modello americano per il lungo termine. Saccatura centrata questa volta proprio sull’Italia dopo metà mese, novità rispetto a quanto prospettato ieri
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Successivamente, ulteriore penetrazione della struttura verso il Mediterraneo e fase di intenso maltempo nelle nostre regioni, con il Vortice Polare che si destruttura
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Alla fin dell’emissione, affermazione di una struttura altopressoria polare e blocco a omega rovesciata nelle nostre regioni, ancora maltempo nel Mediterraneo
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Ques’ultimi pannelli valgono soprattutto come tendenza, come sempre, ma sembra proprio che chi ha ipotizzato una primavera perennemente secca e sopramedia debba rivedere alcune convinzioni. Vedremo se i prossimi aggiornamenti confermeranno le ipotesi ora formulate. Per adesso comunque, due giorni di caldo e poi brusca e traumatica rottura temporalesca.
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Messaggio da gemi65 »

Cari Ilario e Nevofilo, dopo il guasto di questo fine settimana, non sarà subito il 22 di maggio e a quanto pare prima che l'ipotesi indicata da Ilario per il 22 si realizzi, tanti tasselli dovranno trovare una collocazione giusta.
Nel frattempo tra il 18 e appunto il 22, ci sarà stata la terza avvezione calda del mese in corso che al momento risulta secco e sopra media.
Sul dopo non ho le vostre certezze purtroppo.
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Messaggio da eb717 »

gemi65 ha scritto:Cari Ilario e Nevofilo, dopo il guasto di questo fine settimana, non sarà subito il 22 di maggio e a quanto pare prima che l'ipotesi indicata da Ilario per il 22 si realizzi, tanti tasselli dovranno trovare una collocazione giusta.
Nel frattempo tra il 18 e appunto il 22, ci sarà stata la terza avvezione calda del mese in corso che al momento risulta secco e sopra media.
Sul dopo non ho le vostre certezze purtroppo.
Condivido le tue considerazioni, in quanto sono tanti i fattori da considerare. Per la scorsa domenica doveva esserci un certo calo termico per una ventilazione orientale, ma alla fine run dopo run non se n'è fatto nulla. Stavolta per il 15-16 un calo netto ci sarà, ma di giorno in giorno la sua durata si è molto assottigliata. In terza decade è possibile una nuova flessione, ma a questo è meglio essere cauti, mancano ancora una decina di giorni. ;)

Un saluto a tutti!

P.S: chiedo scusa se mi faccio vedere poco, ma ho molti impegni! :D
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Messaggio da nevofilo80 »

ancora temporali in atto intanto in Sicilia, in spostamento verso est, nel catanese e messinese, esattamente come da previsione, con i rilievi montuosi, in particolare la grande piramide dell’Etna, a fungere da innesco per l’attivazione dei fenomeni (
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In questa sede interessa però molto di più l’evoluzione che, sembra, venga delineata dai modelli per la seconda parte di Maggio; ovvero, quella che vede la presenza di reiterate saccature nordatlantiche in discesa verso il Mediterraneo, con presenza di un cavo d’onda di Rossby frequentemente con asse centrato immediatamente a ovest dell’Italia e/o coincidente proprio con la penisola italiana, secondo una disposizione semistazionaria.

Per capire meglio di cosa si sta parlando iniziamo subito dal breve termine, che vede sempre più probabile un nuovo intenso peggioramento al centronord nella giornata di giovedì. Un nuovo impulso Atlantico, questa volta molto meglio agganciato al flusso principale e quindi meglio alimentato da aria fredda, entrerà deciso nel bacino del Mediterraneo, generando ancora un volta temporali diffusi, anche forti, questa volta con maggior interessamento delle regioni centrali, fino alla Campania probabilmente
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Se le previsioni venissero confermate, l’instabilità sarebbe molto marcata al centronord e si estinguerebbe molto lentamente, indugiando in Adriatico e nelle regioni centrali. La ragione di tale persitenza (prevista) del maltempo e della instabilità e da ricercarsi, come accennato, nell’affermazione, nell’alta troposfera, di un cavo d’onda di Rossby perennemente collocato nel Mediterraneo
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Ecco il peggioramento di giovedì alle quote della corrente a getto (fig.3), con asse saccatura proprio sul’Italia che, tradotto nella pratica, significa freddo in quota (inizialmente) frequente innesco di temporali pomeridiani nelle aree interne e temperature anche sottomedia al suolo. Negli ultimi run del modello americano ed europeo colpisce molto la reiterazione delle figure bariche descritte, con l’ondulazione che si ripropone ciclicamente fino alla fine del mese
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In fig.4 ecco infatti la nuova saccatura in azione sull’Italia nei primi giorni della settimana successiva, con l’anticiclone delle Azzorre che si spinge sempre più a nord in Atlantico, a incentivare anche nella media troposfera il vistoso cavo d’onda nel Mediterraneo. Eccolo inquadrato nella carta delle correnti a getto per la stessa data
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Come si vede dalla fig.5, è sempre il Mediterraneo centrale l’obiettivo del treno di perturbazioni proveniente dal nordatlantico, con alimentazione fredda che parte dai limiti meridionali dell’Artico, tra Groenlandia e Islanda. Nel finale della emissione non cambia molto il quadro barico a scala emisferica, sebbene la penetrazione del cavo d’onda receda leggermente, ma la figura di blocco in Atlantico non perde vigore e nuovi nuclei freddi in quota scivolano lungo il fianco orientale dell’anticiclone, diretti verso il sud dell’Europa
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Insomma, se le premesse descritte si rivelassero vere (diventano ogni giorno più probabili), il Mediterraneo centrale e l’Italia andrebbero incontro a un periodo di marcata instabilità atmosferica, soprattutto per il centronord, con frequenti occasioni per precipitazioni anche intense a carattere temporalesco e con temperature in media o sottomedia, come annunciato più volte in questa sede.

In merito a tali aspetti, si conferma ancora una volta come non vi siano particolari indicazioni che evidenzino al momento il possibile avvento di un estate particolarmente calda e, anzi, per l’ultima parte della primavera e prima parte dell’estate meteorologica (dal 1° Giugno) sono presenti evidenze in merito a un’evoluzione alquanto dinamica e spesso caratterizzata da contrasti termici piuttosto accesi, con eventuali ondate di caldo brevi e di carattere dinamico (legate cioè al transito di ondulazioni di grande ampiezza con promotori altopressori transitori). Aggiorneremo comunque tali aspetti in seguito.

Ciao ciao
Rio

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Non mi sorprenderei che sia tutto vero ^_^
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21-06-2015 - Salve a tutti, eccoci di nuovo insieme per l’aggiornamento dei modelli nel lungo termine, partendo come sempre da quanto sta accadendo al momento nelle nostre regioni, per sviluppare poi l’analisi riguardante i periodi successivi. Giornata molto piacevole quella attuale, con temperature gradevoli e una certa ventilazione dai quadranti settentrionali che rende i valori termici più che accettabili, a tratti piuttosto freschi nelle regioni adriatiche e al sud, dove è ancora presente instabilità residua legata la peggioramento di venerdì e sabato (fig.1).
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Come accennato, i valori termici superano raramente, nelle rilevazioni delle 19:00, i 25° C nelle principali località italiane, restando quindi in media o, localmente, sottomedia
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Cosa ci attende quindi per la fine del mese, volgendo lo sguardo anche ai primi giorni di Luglio?? Come inizierà quindi l’estate astronomica?? La giornata di oggi, inizio estate astronomica, va ricordato segna, paradossalmente, il momento in cui le giornate iniziano ad accorciarsi (oggi è il giorno più lungo dell’anno nell’emisfero boreale, il contrario in quello australe).

I prossimi giorni vedranno ancora la presenza di un clima gradevole, senza punte di caldo e prevalentemente soleggiato. In particolare, nella giornata di martedì, altra instabilità potrebbe interessare il nord e parte del centro, con nuovi passaggi temporaleschi legate all’affondo di una nuova saccatura dall’Europa centrale, meno approfondita però della precedente (fig.3).
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Dalla fig.3 si evince come al nord sia prevista la presenza di un nuovo cavo d’onda, legato all’alternarsi di ondulazioni di breve entità nel getto polare. Tale affondo perturbato non dovrebbe giungere, questa volta, nelle regioni centromeridionali (a sud di Roma nel complesso), interessando viceversa il nord con fenomeni localmente di forte intensità, le cui caratteristiche potranno essere meglio evidenziate nelle successive emissioni.

A partire da metà della prossima settimana l’evoluzione di fa quindi più incerta, con un periodo di “limbo” in cui l’anticiclone delle Azzorre tenterà di invadere il Mediterraneo, ostacolato dalla continua spinta delle saccature Atlantiche verso sudest. Secondo il modello europeo, tale dinamica potrebbe condurre alla genesi di una nuova saccatura diretta verso i Balcani e, in sostanza, a un nuovo peggioramento nelle nostre regioni nei giorni 27-28, soprattutto nel versante Adriatico (fig.4).
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A questo punto, intorno la fine del mese, appare sempre più evidente la probabilità dell’afferrmarsi, nel bacino centrale del Mediterraneo, di una importante figura altopressoria a matrice, almeno inizialmente, chiaramente azzorriana (fig.5)
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La manovra illustrata potrebbe significare, per l’Europa meridionale, l’inizio di un’ondata di caldo che appare abbastanza consistente nelle proiezioni del modello americano, ma occorre fare alcuni distinguo. Non è chiaro infatti, secondo quale direttrice il cuneo altopressorio si allungherà nel mediterraneo; possono presentarsi infatti alcune variazioni sul tema.

L’emissione del mattino indica l’avvento di una fase a forte zonalità nel comparto europeo, ovvero con le correnti chiaramente disposte lungo i paralleli, con alta pressione nel Mediterraneo e intenso flusso atlantico a nord delle Alpi, al di sopra del 50° parallelo (fig.5).
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Si tratta di una chiara disposizione favorevole all’allungamento di un cuneo di alta pressione azzorriana dall’Atlantico verso est, con clima sicuramente caldo e soleggiato, anche umido, ma con valori termici non elevatissimi.

Il successivo “run“, ovvero l’elaborazione successiva del modello americano, appena disponibile in rete, si differenzia dalla precedente per un particolare apparentemente secondario, ma che può modificare completamente la dinamica dell’onda calda a inizio Luglio; ovvero, un maggior affondo del getto polare in Atlantico con genesi di un cavo d’onda a ovest del continente europeo e, come conseguenza, una rimonta calda di stampo chiaramente africano nel Mediterraneo (fig.6).

fig.6
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Entrambe le emissioni riguardano lo stesso periodo , tra fine Giugno e inizio Luglio, ma nel secondo caso il caldo potrebbe farsi sentire maggiormente su tutte le regioni, da nord a sud, con valori termici anche molto elevati, anche >35° C in alcune regioni. In tal senso, le caratteristiche del periodo caldo e la sua durata non sono ancora ben chiare, ma appare chiaro ormai che il periodo tra la fine di Giugno e i primi giorni di Luglio potrebbe vedere l’affermazione di un campo di alte pressioni piuttosto ben strutturato nelle nostre regioni, della durata di qualche giorno.

Per finire, risulta utile fornire uno sguardo a due parametri che possono risultare indicativi per l’analisi di lungo periodo, le SSTA (Sea Surface Temperacture Anomalies) e l’ITCZ (Intertropical Convergence Zone). Le prime SSTA, evidenziano la presenza di un grande “lago freddo”, ovvero una grande area ad anomalie negative in Atlantico, favorevole in questo caso a rafforzare affondi del getto polare in pieno Atlantico e all’affermazione di cavi d’onda associati (fig.7). Al centro della figura è stato indicato anche il chiaro avvento del NINO, che comunque al momento non dovrebbe avere influenze significative nel comparto europeo.
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Il secondo parametro, ITCZ, non segnala alcune andamento anomalo nella prima decade di Giugno, non evidenziando quindi particolare tendenza alla genesi di spinte verso il Mediterraneo della cintura altopressoria nel nord Africa (fig8).
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I due parametri in sostanza si equilibrano e non lasciano presupporre l’avvento di un’estate particolarmente calda, ad ogni modo, nonostante la lunghezza del range previsionale, è lecito attendersi alcuni giorni di caldo nelle nostre rergioni i a inizio Luglio, ma i dettagli dell’intensità e durata del periodo caldo andranno valutati in seguito.
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Messaggio da nevofilo80 »

23-10-2015 - Salve a tutti, aggiornamento mattutino finalizzato questa volta alla previsione nel medio termine dei modelli. Si va infatti profilando un’evoluzione peculiare ai primi di Novembre, che potrebbe arrecare nuove intense precipitazioni in alcune regioni; in particolare, con buona probabilità, le regioni meridionali potrebbero vedere ancora una volta una fase di intense precipitazioni. Andiamo per gradi quindi.

Dopo il fresco (relativo) di questi giorni, le temperature dovrebbero iniziare ad aumentare nella penisola italiana, grazie all’affermazione di una potente struttura altopressoria in rapido slancio verso nord, fino alla Scandinavia. Il passo successivo di tale evoluzione comporterebbe la creazione di un potente blocco altopressorio su tutta l’Europa centro orientale, con chiaro sbarramento alle perturbazioni Atlantiche
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A quel punto , l’unica strada percorribile per le perturbazioni Atlantiche sarebbe quella del Mediterraneo; a causa, però, della tenacità e invasività del blocco orientale e di una certa compattezza del Vortice Polare, il risultato finale di tale dinamica dovrebbe consistere nello “spillamento” e isolamento di una goccia fredda in arrivo dalla Francia per la fine del mese, l’ennesima, con possibile fase di maltempo nelle regioni occidentali italiane, questa volta del centronord inizialmente.

Davvero peculiare tale evoluzione, con sostanziale assenza del flusso Atlantico nel mediterraneo e continua creazione di gocce fredde, capaci di creare autentici “mostri” temporaleschi nei nostri mari caldi, ma con distribuzione estremamente irregolare delle precipitazioni. Tutta la struttura descritta, in particolare il blocco europeo, con il passare dei giorni dovrebbe addirittura rafforzarsi, creando un braccio di ferro con la depressione islandese e creando altresì le premesse per un nuovo taglio (cut off) di una saccatura Atlantica ai primi di Novembre
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Il dettaglio europeo evidenzia il punto dove potrebbe avvenire il distacco della struttura dal flusso principale
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L’inevitabile termine della evoluzione descritta sarebbe quindi la creazione di una nuova goccia fredda, assestata lungo le coste del nord Africa, pronta ad attingere nuova energia dalle calde acque mediterranee
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Si tratta di una evoluzione estremamente pericolosa per le regioni meridionali. Da quella posizione le depressioni mediterranee hanno generato le peggiori alluvioni negli ultimi decenni al sud, con quantitativi record di precipitazione nelle 24 h (fino a 500-600 mm!!). Fortunatamente, è una previsione ancora a lungo termine, potrà cambiare completamente, ma molti fattori lasciano supporre una reiterazione di alcune dinamiche già viste in questo autunno. Il primo fattore è rappresentato dalla costante anomalia positiva dei geopotenziali nel nord Europa, con creazione di potenti blocchi alla circolazione Atlantica. Ecco il dato, fornito da NOAA, delle anomalie a 500 hPa negli ultimi tre mesi a scala emisferica
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Dalla figura a destra si vede bene la marcata anomalia positiva che caratterizza la penisola scandinava e il settore di oceano Artico immediatamente a nord. Tale aspetto potrebbe risultare molto positivo per il prosieguo della stagione invernale, come sottolineato nell‘editoriale a carattere generale, ma necessita della presenza di un VPT non troppo forte (weak). In effetti, il secondo aspetto che sta emergendo nelle ultime emissioni dei modelli a lungo termine è un ricompattamento della struttura del VPT ai primi di Novembre
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Un breve ricompattamento è normale a inizio autunno, con il lago freddo in allargamento in Artico,ma fintanto che durerà tale fase il promontorio altopressorio scandinavo resterà ancorato alle radici subtropicali e il blocco al flusso Atlantico permarrà tale.
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Messaggio da BrixiaFidelis »

analisi lucida e logica, spero come dici che essendo a medio termine si modifichi qualcosa, altrimenti gli amici del sud se la vedranno brutta
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Messaggio da nevofilo80 »

Salve a tutti; di nuovo insieme per un aggiornamento festivo, in merito alle sorti meteorologiche inquadrate dai modelli per le nostre aree. Quadro evolutivo che si va definendo, con alcune incognite che potrebbero far prendere strade molto diverse alla parte centrale dell’autunno.

Nel breve termine, sembra ormai confermato il peggioramento in arrivo nel mediterraneo tra i giorni 29 e 30; la poderosa spinta altopressoria verso l’Islanda produrrà, infatti, come risposta, l’affondo con direttrice nordovest sudest di un’intensa saccatura Atlantica
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Tale affondo, nella notte tra mercoledì e giovedì, potrà dar luogo a fenomeni anche intensi nel mar Ligure e, a seguire, nelle regioni tirreniche, ma non sembra possedere, al momento, le caratteristiche di persistenza generate dalla presenza di un blocco altopressorio a est.

La novità sostanziale delle ultime emissioni dei modelli per i primi giorni di Novembre è infatti rappresentata dall’avvento di una decisa fase di ricompattamento del Vortice Polare, con innalzamento dei valori di AO e del jet stream nel comparto europeo; Mediterraneo in balìa di una prepotente rimonta anticiclonica in tal caso
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L’evoluzione mostrata necessita, a questo punto della stagione, di un controllo in merito a quanto sta avvenendo alle quote stratosferiche e, soprattutto, in merito a quanto è previsto nel lungo termine. In particolare, da monitorare un eventuale riscaldamento (warming) nella media stratosfera, tra i 30 e i 50 hPa, in trasferimento dallo stretto di Bering verso Alaska Canada occidentale
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Se tale warming prendesse corpo, intorno la metà del mese di novembre, trasferendosi fino alla tropopausa e diventando così un vero e proprio Canadian Warming, la fase di compattamento del VPT potrebbe proseguire fino alla fine del mese, inficiando la parte iniziale dell’inverno (15-20 giorni, fino ai primi di Dicembre); ne riparleremo comunque.

Fortunatamente, per adesso il VPT mostra sempre timidi segnali di instabilizzazione a fine emissione, con area del nord Atlantico abbastanza sgombra da intense depressioni e possibilità di frammentazione in più lobi del VPT stesso.
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Da seguire i nuovi aggiornamenti, la stagione fredda entra nel vivo.
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