Ciao effetto staueffetto stau ha scritto:
Buonasera
Cosa può significare in termini di effetti sulla troposfera?
Mi sembra sia stato scritto più volte in questo td
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost




Ciao picchio, forse fai riferimento a quanto scritto dal sottoscritto nell altro TD, se così fosse vorrei chiarire la cosa, in quanto non ho mai affermato che non c'è correlazione tra le parti strato-tropo, dico solo che di certo non si possono fare previsioni , forse neanche tendenze su un eventuale warming, la correlazione esiste per forza di cose poichè tra la stratosfera e la troposfera non c'è un muro divisorio, non mi permetto di contraddirti assolutamente sull argomento strato , sono ancora molto indietro sul tema.picchio70 ha scritto:Di seguito il resto degli studi effettuati dalla comunità scientifica.
Vero ed unico riferimento per qualsiasi considerazioni in merito.
Partiamo da questo punto fondamentale e che purtroppo lascia adito
ad interpretazioni piuttosto deliranti.
Non si tratta di stabilire se la strato o la tropo comunicano, succede sempre,
ma bensì di individuare i risvolti, che è un altro paio di maniche.
I recenti studi hanno fornito una forte evidenza che lo stato stratosferico è in grado di influenzare la circolazione troposferica. Di conseguenza, la stratosfera viene vista come qualcosa di più di un assorbitore passivo di onde planetarie troposferiche, e il paradigma emergente è quello di un sistema accoppiato a due vie
Capisco che leggere sia dispendioso , ma dal momento in cui ci si aggiunge
a mettere voce in capitolo o lo si fa per cognizione
di causa o si rischia di fare brutte figure.
Buona lettura.
https://journals.ametsoc.org/view/journ ... 3996.1.xml





Rio ha scritto:Buonasera ragazzi... diciamo che il dado è tratto!
Posto alcune sequenze di come il vortice polare sta per disintegrarsi, ponendo fine al riscaldamento stratosferico per spostamento, che ci ha tenuto in sospeso da metà ottobre.
Che non è stato improvviso, ma piacevole e ci è voluto molto tempo per materializzarsi.
Passo alla descrizione:
Il giorno 28-2-23
Il 1-3-23, possiamo vedere un buco al centro che sarà, dove il vortice si spezzerà.
lo stesso giorno... poche ore dopo
Il giorno 2-3-23, la parte superiore del vortice si disconnette dal centro e dal basso, segnando la fine del ciclo di riscaldamento stratosferico.
Il giorno 3-3-23 possiamo vedere che questa disconnessione è totale nella colonna del vortice
Lo stesso giorno, 3 ore dopo, la parte superiore del vortice inizia a scomparire, lasciando solo la colonna da 10 p.p. verso il basso
Qui possiamo vedere questa immagine da un'altra prospettiva
Giorno 4-3-23
Giorno 4 da un'altra angolazione, vediamo cosa rimane del resto, ora dovremo aspettare le prossime uscite o ripartenze per vedere se quel conglomerato, si assottiglia completamente, o rimanere sullo sfondo .
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Secondo me, questo riscaldamento potrebbe essere classificato come riscaldamento tardivo a spostamento, per il periodo in cui si è verificato, cioè già a fine febbraio (fine inverno, ricordiamo che il 21 marzo si entra in primavera)
Ora aspetterò e vedremo cosa diranno i professionisti, "che capiscono più di me", se considereranno, di catalogarlo in questo modo.
Un abbraccio e vi seguo
Buongiorno Gandalf, ed infatti hai perfettamente ragione,gandalf il bianco ha scritto: Ciao picchio, forse fai riferimento a quanto scritto dal sottoscritto nell altro TD, se così fosse vorrei chiarire la cosa, in quanto non ho mai affermato che non c'è correlazione tra le parti strato-tropo, dico solo che di certo non si possono fare previsioni , forse neanche tendenze su un eventuale warming, la correlazione esiste per forza di cose poichè tra la stratosfera e la troposfera non c'è un muro divisorio, non mi permetto di contraddirti assolutamente sull argomento strato , sono ancora molto indietro sul tema.
E comunque l altro TD ti aspetta a braccia aperte
picchio70 ha scritto:Questo è quello che ad oggi la comunità scientifica a cui si fa riferimento ,
ci mette a disposizione ed a cui si deve fare fede.
Altro sono interpretazioni personali che lasciano il tempo che trovano.
Uno stralcio, poi domani lo completo.
Nell'ultimo decennio la nostra comprensione della relazione tra stratosfera e troposfera è stata radicalmente modificata. Mentre l'influenza delle onde troposferiche sulla circolazione stratosferica è stata riconosciuta sin dai primi modelli di Matsuno sui riscaldamenti improvvisi stratosferici (SSWs; Matsuno 1971 ), l'influenza delle condizioni stratosferiche sul flusso troposferico è stata solo di recente ampiamente accettata. Sia studi osservazionali ( Baldwin e Dunkerton 2001 ; Thompson et al. 2002 ; Thompson e Solomon 2002 ) che studi modellistici ( Shindell et al. 1999 ; Sexton 2001 ; Polvani e Kushner 2002 ; Gillett e Thompson 2003 ;Norton 2003 ; Charlton et al. 2004 ) hanno fornito una forte evidenza che lo stato stratosferico è in grado di influenzare la circolazione troposferica. Di conseguenza, la stratosfera viene vista come qualcosa di più di un assorbitore passivo di onde planetarie troposferiche, e il paradigma emergente è quello di un sistema accoppiato a due vie.


Ciao Gabriele, quindi continuo a chiedermi,Gabriele_2021 ha scritto:Ciao Rio
La startosfera essendo un piano atmosferico stratificato e stabile per poter trasmettere un segnale ai piani isentropici inferiori è necessario che si attivino di moti diabatici di compressione. Nel caso dello split, il processo di ripristino radiativo dalle alte quote, induce la riemersione di una circolazione ciclonica che consente la propagazione del segnale esterly verso la troposfera. Nel displacement, lo 'schiacciamento' della massa vps, dissassato dal polo geografico, agisce nel trasferimento di vorticità potenziali a rimpinguare I centri di vorticità del vpt.
Mentre nel caso in cui le onde planetarie non hanno la forza di propagarsi in stratosfera, come è avvenuto spesse volte in quest'inverno, vengono riflesse verso il basso dalla tropopausa, producendo uno stiramento del vps a carico della wave 1 con possibilità di evolvere in ssw.
Laddove si ha convergenza delle waf si assiste ad un rinforzamento di ridge, mentre dove i vettori piegano erso il basso la depressione sugli usa viene rinvigorire associandosi ad un ondata di freddo.
Difatti il vps ha assunto quella forma allungata tipica della riflessione d'onda.
Quest'ultimi eventi hanno un regime temporale di condizionamento inferiori rispetto ad un ese in cui gli effetti vengono diluiti nel tempo, o comunque non comportano quell'importante riassetto circolatorio emisferico tipico di uno split