Insomma, siamo entrati definitivamente nel periodo dell'abbigliamento a cipolla
Tirando le somme della stagione invernale sul nostro Appennino, direi che è andata meglio dello scorso anno, anche se non benissimo.
Non ho ancora dati definitivi sui cm caduti nel trimestre dicembre-febbraio, però credo che molte locallità si siano avvicinate al metro, in alcuni casi superandolo; lo scorso anno in tutto l'inverno sul Terminillo, ad esempio, caddero 45 cm.
Ho visto rilevazioni Meteomont (Carabinieri) che ritengo piuttosto, come dire, discutibili e sovrastimate. Molto più ragionevole una stima tra i 20 e i 70 cm ad oggi per l'Appennino laziale (a seconda della quota, ovviamente). Non male, considerando che geograficamente non siamo una regione che fa festa con l'Est (a parte alcune zone circoscritte) e che dobbiamo capitalizzare al massimo le entrate nord-occidentali o lo scirocco scuro.
Quest'anno ci sono stati due eventi e mezzo con accumulo pro Ovest, e quindi favorevoli per la maggior parte dei nostri versanti: il mezzo nella prima metà di dicembre (ma ben prima di Natale era tutto già scomparso), gli altri due a fine gennaio, prima della lunga fase orientale, e pochi giorni fa.
Nel complesso voto 5, che relativizzato alla nuova fase climatica del Mediterraneo occidentale (e allo scorso anno), potrebbe pure essere letto come un 6.
Marzo in genere 3-4 giornate con neve le riserva. Anche se ormai il banco delle ragionevoli previsioni su base statistica (medie trentennio) è saltato.
Vediamo la tenuta del manto nelle prossime settimane, anche se tra correnti occidentali dolciastre e Scipione non c'è da essere ottimisti. Probabile una Pasqua tra margherite, ultime chiazze di neve, selfie in pantaloncini...
