Infatti ho detto che questi indizi che sembrano favorevoli non è detto che giochino per noi....di chi sarebbe questa opinione di cui parli...?iniestas ha scritto:Esatto, in altre parole dalla stratosfera quest'anno con ogni probabilità vengono solo risvolti negativi per noi, l'asse del VP è completamente sbagliato per l'Europa.manu73 ha scritto:La natura segue in modo ripetitivo le sue strade, come dicevo qualche giorno fà mi aspetto altre incursioni gelide verso quelle zone con i soliti riflessi verso l'Europa. Insomma prosecuzuione di alternanza HP a perturbazioni atlanticheiniestas ha scritto: in realtà esiste una non poco autorevole opinione in rete che il warming siberiano possa determinare, se riesce, un displacemnt del VP con asse sfavorevole all'europa e nuovamente favorevole agli USa.
Mi preme dirlo per evitare l'ennesima illusione-delusione di quest'anno.
Tra l'altro mi chiedo davvero come è possibile che qualcuno a inzio dicemebre parlasse di asse favorevole del VP per l'Europa.
Quello che si puà portare a casa in questa brutta stagione invernale lo si deve fare sperando in una sveglia della wawe 2 e e in un indebolimento del canadese...l'unico modo per far scendere un pò di gelo artico in Europa..altrimenti giocheremo sempre di sponda...
Modelli LIVE Gennaio 2014 (Analisi tecniche...senza lamenti!)
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ContessaStrega ha scritto:Infatti ho detto che questi indizi che sembrano favorevoli non è detto che giochino per noi....di chi sarebbe questa opinione di cui parli...?iniestas ha scritto:Esatto, in altre parole dalla stratosfera quest'anno con ogni probabilità vengono solo risvolti negativi per noi, l'asse del VP è completamente sbagliato per l'Europa.manu73 ha scritto: La natura segue in modo ripetitivo le sue strade, come dicevo qualche giorno fà mi aspetto altre incursioni gelide verso quelle zone con i soliti riflessi verso l'Europa. Insomma prosecuzuione di alternanza HP a perturbazioni atlantiche
Tra l'altro mi chiedo davvero come è possibile che qualcuno a inzio dicemebre parlasse di asse favorevole del VP per l'Europa.
Quello che si puà portare a casa in questa brutta stagione invernale lo si deve fare sperando in una sveglia della wawe 2 e e in un indebolimento del canadese...l'unico modo per far scendere un pò di gelo artico in Europa..altrimenti giocheremo sempre di sponda...
autorevoli longer della rete che studiano queste dinamiche, non credo si possano fare nomi sul forum
ovviamente sono ipotesi, però visto che ormai l'inverno è al giro di boa bisogna puntare a qualcosa di concreto e non a dinamiche molto molto aleatorie come sono quelle stratosferiche che peraltro necessitano di tempi di propazione nei bassi strati di alemno una decina di giorni, fermo restando che questa propagazione, l'accoppimaneto strato- tropo, è tutt'altro che scontato oltre a poter essere solo parziale, etcc...
Insomma troppi se e troppi ma che potevano andar bene a inzio dicemebre, ma ora oltre la metà fi gennaio con solo poco più di un mese di inverno metereologico a disposizione rischia di essere davvero la mossa della disperazione...
meglio quindi seguire quasi esclusivamente la troposfera l'unica che può darci nei tempi terrestri le risposte che cerchiamo, posto che gli attori in scena ( Canadese, azzorriano, artico) sono già sufficienti.
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Blizzard90A
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per me siamo a queste percentuali.....
60% non inverno....in pratica intera stagione invernale (1 dic-28 febbraio) senza uno scambio meridiano crudo, non essendo sufficiente uo o due scambi meridiani modesti..per crudo intendo che un'isoterma o artica o continentale di - 5,-6 a 1500 metri deve essere in grado di propagarsi fino a tutto il centro italia...fa solo eccezione l'aria burianica, ma non è certo questo l'anno in questione per averla.
35% inverno con un solo episodio crudo probabilmente di massimo 7-10giorni che per le zone interessate salverebbe la stagione....per crudo intendo o il gelo continentale (quotazioni ormai basse) o il gelo artico (ancora possibile) con isoterme in quota di - 38/-40
5% big event stile dicemebre 2010 con nevicate anche su città come Firenze e Roma
0% evento storico tipo febbraio 2012 con blizzard, bufere di neve sulle coste e accumiuli nevosi anche in pianura su larga parte del territorio
60% non inverno....in pratica intera stagione invernale (1 dic-28 febbraio) senza uno scambio meridiano crudo, non essendo sufficiente uo o due scambi meridiani modesti..per crudo intendo che un'isoterma o artica o continentale di - 5,-6 a 1500 metri deve essere in grado di propagarsi fino a tutto il centro italia...fa solo eccezione l'aria burianica, ma non è certo questo l'anno in questione per averla.
35% inverno con un solo episodio crudo probabilmente di massimo 7-10giorni che per le zone interessate salverebbe la stagione....per crudo intendo o il gelo continentale (quotazioni ormai basse) o il gelo artico (ancora possibile) con isoterme in quota di - 38/-40
5% big event stile dicemebre 2010 con nevicate anche su città come Firenze e Roma
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manu73
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Andrea Corigliano mette nero su bianco il mio pensiero...:
..............Per esempio, una delle tante evoluzioni possibili che vengono proposte dal modello americano, per la seconda parte della terza decade di gennaio (siamo intorno al 27-28), è una discesa di aria fredda dalla Scandinavia al Mediterraneo (figura 2): inevitabilmente, qualcuno ne approfitterà per... sganciare la “bomba di gelo e neve” ed aumentare così gli accessi al proprio sito (ecco la meteorologia commerciale e non quella scientifica!), ma a quanto pare sembra che questo scenario sia davvero alquanto improbabile. Per quale motivo?
Ve lo spieghiamo, come è nostro solito fare, andando alla ricerca del segnale dominante che caratterizzerà la circolazione atmosferica proprio per la fine del mese e ricorrendo, come abbiamo fatto in figura 1, alla distribuzione delle isoipse che ci dicono a quale altezza di geopotenziale potrebbe trovarsi la superficie isobarica di 500 hPa intorno al 27-28 gennaio (figura 3). Partiamo dal continente europeo, nel riquadro a destra: dalla distribuzione dei vari scenari non si può dedurre assolutamente nulla perché il segnale atmosferico è immerso in molto “rumore” (caos). Se invece spostiamo l’attenzione in Atlantico, nel riquadro a destra, si nota che il fascio di isoipse segue una certa regolarità nella sua distribuzione: la posizione orizzontale delle isoipse, indipendentemente dal loro valore che magari un occhio più esperto riesce a cogliere, individua un segnale atmosferico dominante che si traduce, in pratica, con un flusso zonale che sembrerebbe bene impostato. Questa importante caratteristica è opposta a quella mostrata nella previsione deterministica commentata prima e che invece privilegiava una circolazione settentrionale delle correnti: ovvio quindi ritenere più probabile il segnale occidentale rispetto a quello meridiano.
Anche perché, se si va a mediare questo segnale in Atlantico (figura 4), si può notare che il pattern sinottico è tipico di una NAO+ (Nord Atlantic Oscillation positiva), caratterizzato da un Anticiclone delle Azzorre più forte del normale ad ovest della penisola iberica e da un vortice ciclonico polare più intenso: questa situazione si traduce, in quota, con un’accelerazione della corrente a getto che è quindi meno propensa ad ondularsi, cosa che invece dovrebbe fare per permettere la discesa di aria fredda verso le basse latitudini. Ecco perché, allora, riteniamo davvero poco probabile un’irruzione di aria fredda sul Mediterraneo entro la fine del mese: ribadiamo quindi quanto affermato nell’Editoriale venerdì scorso.
..............Per esempio, una delle tante evoluzioni possibili che vengono proposte dal modello americano, per la seconda parte della terza decade di gennaio (siamo intorno al 27-28), è una discesa di aria fredda dalla Scandinavia al Mediterraneo (figura 2): inevitabilmente, qualcuno ne approfitterà per... sganciare la “bomba di gelo e neve” ed aumentare così gli accessi al proprio sito (ecco la meteorologia commerciale e non quella scientifica!), ma a quanto pare sembra che questo scenario sia davvero alquanto improbabile. Per quale motivo?
Ve lo spieghiamo, come è nostro solito fare, andando alla ricerca del segnale dominante che caratterizzerà la circolazione atmosferica proprio per la fine del mese e ricorrendo, come abbiamo fatto in figura 1, alla distribuzione delle isoipse che ci dicono a quale altezza di geopotenziale potrebbe trovarsi la superficie isobarica di 500 hPa intorno al 27-28 gennaio (figura 3). Partiamo dal continente europeo, nel riquadro a destra: dalla distribuzione dei vari scenari non si può dedurre assolutamente nulla perché il segnale atmosferico è immerso in molto “rumore” (caos). Se invece spostiamo l’attenzione in Atlantico, nel riquadro a destra, si nota che il fascio di isoipse segue una certa regolarità nella sua distribuzione: la posizione orizzontale delle isoipse, indipendentemente dal loro valore che magari un occhio più esperto riesce a cogliere, individua un segnale atmosferico dominante che si traduce, in pratica, con un flusso zonale che sembrerebbe bene impostato. Questa importante caratteristica è opposta a quella mostrata nella previsione deterministica commentata prima e che invece privilegiava una circolazione settentrionale delle correnti: ovvio quindi ritenere più probabile il segnale occidentale rispetto a quello meridiano.
Anche perché, se si va a mediare questo segnale in Atlantico (figura 4), si può notare che il pattern sinottico è tipico di una NAO+ (Nord Atlantic Oscillation positiva), caratterizzato da un Anticiclone delle Azzorre più forte del normale ad ovest della penisola iberica e da un vortice ciclonico polare più intenso: questa situazione si traduce, in quota, con un’accelerazione della corrente a getto che è quindi meno propensa ad ondularsi, cosa che invece dovrebbe fare per permettere la discesa di aria fredda verso le basse latitudini. Ecco perché, allora, riteniamo davvero poco probabile un’irruzione di aria fredda sul Mediterraneo entro la fine del mese: ribadiamo quindi quanto affermato nell’Editoriale venerdì scorso.
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Davide(Vi)
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Ti senti più sollevato ora che hai scritto la tua?BEPPES ha scritto:Suggerimento per i moderatori: perchè non aprire un nuovo argomento " Modelli Live 2014 (NON analisi tecniche solo sfoghi lamenti e informazioni varie" )cosi ognuno potra' scrivere che l'inverno non c'è, nel mio giardino sono sbocciate le margherite,le marmotte fanno capolino, la mimosa è in fiore . 15 gradi a casa mia, che schifo, inverno game over, che rabbia tutto negli States, la neve è sparita, cosi'arrivera' l'inverno a Maggio...cosi' chi vuole va a leggere queste analisi tecniche li e invece chi vorrebbe qualche analisi tecnica legge qui... scusate l'intrusione
Ovviamente senza portare contributo alcuno, tanto per cambiare.
Qui è da mo' che ci si scervella per trovare un barlume di freddino, una isoterma appena vicina alla media, quell'azzurrino nelle carte... salvo poi ritrattare tutto ad appena qualche giorno di distanza, con buona pace di modelli, diagrammi, previsioni e compagnia cantante.
Evidentemente è difficile scrivere che dobbiamo mettercela in tasca e aspettare la primavera.
Sissignori, PRIMAVERA.
Un esempio? controllate gli spaghi, che spostano sempre più avanti quelle tracce sottomedia che tutti attendiamo per dare un senso alla stagione e per scrollarci di dosso 'sta patina gelatinosa intrisa di liquami che respiriamo da mesi.
Speriamo, vediamo, monitoriamo, attendiamo sviluppi... maddeché. E' da novembre che va avanti così.
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Davide(Vi)
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Touché.manu73 ha scritto:Andrea Corigliano mette nero su bianco il mio pensiero...:
..............Per esempio, una delle tante evoluzioni possibili che vengono proposte dal modello americano, per la seconda parte della terza decade di gennaio (siamo intorno al 27-28), è una discesa di aria fredda dalla Scandinavia al Mediterraneo (figura 2): inevitabilmente, qualcuno ne approfitterà per... sganciare la “bomba di gelo e neve” ed aumentare così gli accessi al proprio sito (ecco la meteorologia commerciale e non quella scientifica!), ma a quanto pare sembra che questo scenario sia davvero alquanto improbabile. Per quale motivo?
Ve lo spieghiamo, come è nostro solito fare, andando alla ricerca del segnale dominante che caratterizzerà la circolazione atmosferica proprio per la fine del mese e ricorrendo, come abbiamo fatto in figura 1, alla distribuzione delle isoipse che ci dicono a quale altezza di geopotenziale potrebbe trovarsi la superficie isobarica di 500 hPa intorno al 27-28 gennaio (figura 3). Partiamo dal continente europeo, nel riquadro a destra: dalla distribuzione dei vari scenari non si può dedurre assolutamente nulla perché il segnale atmosferico è immerso in molto “rumore” (caos). Se invece spostiamo l’attenzione in Atlantico, nel riquadro a destra, si nota che il fascio di isoipse segue una certa regolarità nella sua distribuzione: la posizione orizzontale delle isoipse, indipendentemente dal loro valore che magari un occhio più esperto riesce a cogliere, individua un segnale atmosferico dominante che si traduce, in pratica, con un flusso zonale che sembrerebbe bene impostato. Questa importante caratteristica è opposta a quella mostrata nella previsione deterministica commentata prima e che invece privilegiava una circolazione settentrionale delle correnti: ovvio quindi ritenere più probabile il segnale occidentale rispetto a quello meridiano.
Anche perché, se si va a mediare questo segnale in Atlantico (figura 4), si può notare che il pattern sinottico è tipico di una NAO+ (Nord Atlantic Oscillation positiva), caratterizzato da un Anticiclone delle Azzorre più forte del normale ad ovest della penisola iberica e da un vortice ciclonico polare più intenso: questa situazione si traduce, in quota, con un’accelerazione della corrente a getto che è quindi meno propensa ad ondularsi, cosa che invece dovrebbe fare per permettere la discesa di aria fredda verso le basse latitudini. Ecco perché, allora, riteniamo davvero poco probabile un’irruzione di aria fredda sul Mediterraneo entro la fine del mese: ribadiamo quindi quanto affermato nell’Editoriale venerdì scorso.
- erboss
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E' dura ma cerchiamo di mantenere la lucidità.
Lo sconforto di molti di voi è anche il mio. Non potrebbe essere altrimenti.
Scrivo poco poichè anche impegnandomi non riesco a trovare una via di uscita da questo pattern che ci accompagna da troppo tempo ormai.
La svolta è sempre ferma lì, a fine mese, ma oggi è "solo" il 15 e stiamo trascorrendo giorni di inverno nel vuoto-meteo più totale. Rincorrendo carte-fanta che anche nella migliore delle ipotesi non sarebbero nulla di eccezionale.
Ah, qui il 19 Gennaio "festeggerò" un mese senza minime sottozero. MAI accaduto da quando effettuo le rilevazioni di temperatura, neanche nel 2007.
Ciao
Lo sconforto di molti di voi è anche il mio. Non potrebbe essere altrimenti.
Scrivo poco poichè anche impegnandomi non riesco a trovare una via di uscita da questo pattern che ci accompagna da troppo tempo ormai.
La svolta è sempre ferma lì, a fine mese, ma oggi è "solo" il 15 e stiamo trascorrendo giorni di inverno nel vuoto-meteo più totale. Rincorrendo carte-fanta che anche nella migliore delle ipotesi non sarebbero nulla di eccezionale.
Ah, qui il 19 Gennaio "festeggerò" un mese senza minime sottozero. MAI accaduto da quando effettuo le rilevazioni di temperatura, neanche nel 2007.
Ciao
- Vittorino2478
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Ciao EB, tu continui a collocare sulla Merla la possibile svolta. Immagino che lo fai sulla base di indici, non sui modelli.eb717 ha scritto:Calma Iniè...calma!
Se guardiamo ai modelli senza emotività, è sorprendente come da ormai più di un mese la prima botta fredda stia fissa a 300 ore come se ce la mettessero apposta. Non si sposta mai dalle 300 ore, di run in run, come una costante fissa. Si dedurrebbe quindi, a freddo, che nei modelli nulla sia cambiato.
Pensi che "il cavallo di trioa" che potrebbe fare l'apripista per la svolta sia la saccatura del 21?
Pensi che essa possa assumere connotati un po' diversi? Oppure sarà una pura e semplice fotocopia delle numerose altre già vissute?
Più passano i run più assomiglia a tutte le altre, che alle alle 200 ore erano state sempre prospettate come ben più fredde delle precedenti.
Andrea Corigliano è un grandemanu73 ha scritto:Andrea Corigliano mette nero su bianco il mio pensiero...:
..............Per esempio, una delle tante evoluzioni possibili che vengono proposte dal modello americano, per la seconda parte della terza decade di gennaio (siamo intorno al 27-28), è una discesa di aria fredda dalla Scandinavia al Mediterraneo (figura 2): inevitabilmente, qualcuno ne approfitterà per... sganciare la “bomba di gelo e neve” ed aumentare così gli accessi al proprio sito (ecco la meteorologia commerciale e non quella scientifica!), ma a quanto pare sembra che questo scenario sia davvero alquanto improbabile. Per quale motivo?
Ve lo spieghiamo, come è nostro solito fare, andando alla ricerca del segnale dominante che caratterizzerà la circolazione atmosferica proprio per la fine del mese e ricorrendo, come abbiamo fatto in figura 1, alla distribuzione delle isoipse che ci dicono a quale altezza di geopotenziale potrebbe trovarsi la superficie isobarica di 500 hPa intorno al 27-28 gennaio (figura 3). Partiamo dal continente europeo, nel riquadro a destra: dalla distribuzione dei vari scenari non si può dedurre assolutamente nulla perché il segnale atmosferico è immerso in molto “rumore” (caos). Se invece spostiamo l’attenzione in Atlantico, nel riquadro a destra, si nota che il fascio di isoipse segue una certa regolarità nella sua distribuzione: la posizione orizzontale delle isoipse, indipendentemente dal loro valore che magari un occhio più esperto riesce a cogliere, individua un segnale atmosferico dominante che si traduce, in pratica, con un flusso zonale che sembrerebbe bene impostato. Questa importante caratteristica è opposta a quella mostrata nella previsione deterministica commentata prima e che invece privilegiava una circolazione settentrionale delle correnti: ovvio quindi ritenere più probabile il segnale occidentale rispetto a quello meridiano.
Anche perché, se si va a mediare questo segnale in Atlantico (figura 4), si può notare che il pattern sinottico è tipico di una NAO+ (Nord Atlantic Oscillation positiva), caratterizzato da un Anticiclone delle Azzorre più forte del normale ad ovest della penisola iberica e da un vortice ciclonico polare più intenso: questa situazione si traduce, in quota, con un’accelerazione della corrente a getto che è quindi meno propensa ad ondularsi, cosa che invece dovrebbe fare per permettere la discesa di aria fredda verso le basse latitudini. Ecco perché, allora, riteniamo davvero poco probabile un’irruzione di aria fredda sul Mediterraneo entro la fine del mese: ribadiamo quindi quanto affermato nell’Editoriale venerdì scorso.
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gemi65
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Depressione di venerdì 17 ch ovest schifta sempre di più. Ormai si può parlare di nuovo di falla iberica.
http://www.meteociel.fr/modeles/gfse_ca ... =48&mode=0
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Ultima modifica di gemi65 il mer gen 15, 2014 4:43 pm, modificato 1 volta in totale.
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attualmente uno dei migliori senza dubbio, uno dei pochi che sà leggere la meteo e non riporta solo quello che dipingono i vari modelli (con cambi di umore e di articoli ogni 6 ore).koko ha scritto:Andrea Corigliano è un grandemanu73 ha scritto:Andrea Corigliano mette nero su bianco il mio pensiero...:
..............Per esempio, una delle tante evoluzioni possibili che vengono proposte dal modello americano, per la seconda parte della terza decade di gennaio (siamo intorno al 27-28), è una discesa di aria fredda dalla Scandinavia al Mediterraneo (figura 2): inevitabilmente, qualcuno ne approfitterà per... sganciare la “bomba di gelo e neve” ed aumentare così gli accessi al proprio sito (ecco la meteorologia commerciale e non quella scientifica!), ma a quanto pare sembra che questo scenario sia davvero alquanto improbabile. Per quale motivo?
Ve lo spieghiamo, come è nostro solito fare, andando alla ricerca del segnale dominante che caratterizzerà la circolazione atmosferica proprio per la fine del mese e ricorrendo, come abbiamo fatto in figura 1, alla distribuzione delle isoipse che ci dicono a quale altezza di geopotenziale potrebbe trovarsi la superficie isobarica di 500 hPa intorno al 27-28 gennaio (figura 3). Partiamo dal continente europeo, nel riquadro a destra: dalla distribuzione dei vari scenari non si può dedurre assolutamente nulla perché il segnale atmosferico è immerso in molto “rumore” (caos). Se invece spostiamo l’attenzione in Atlantico, nel riquadro a destra, si nota che il fascio di isoipse segue una certa regolarità nella sua distribuzione: la posizione orizzontale delle isoipse, indipendentemente dal loro valore che magari un occhio più esperto riesce a cogliere, individua un segnale atmosferico dominante che si traduce, in pratica, con un flusso zonale che sembrerebbe bene impostato. Questa importante caratteristica è opposta a quella mostrata nella previsione deterministica commentata prima e che invece privilegiava una circolazione settentrionale delle correnti: ovvio quindi ritenere più probabile il segnale occidentale rispetto a quello meridiano.
Anche perché, se si va a mediare questo segnale in Atlantico (figura 4), si può notare che il pattern sinottico è tipico di una NAO+ (Nord Atlantic Oscillation positiva), caratterizzato da un Anticiclone delle Azzorre più forte del normale ad ovest della penisola iberica e da un vortice ciclonico polare più intenso: questa situazione si traduce, in quota, con un’accelerazione della corrente a getto che è quindi meno propensa ad ondularsi, cosa che invece dovrebbe fare per permettere la discesa di aria fredda verso le basse latitudini. Ecco perché, allora, riteniamo davvero poco probabile un’irruzione di aria fredda sul Mediterraneo entro la fine del mese: ribadiamo quindi quanto affermato nell’Editoriale venerdì scorso.
devo comunque dire che tu avevi inquadrato la situazione già da tempo...complimenti!