c’era una volta un bosco incantato, come lo sono tutti i boschi capaci di donare quella magia che solo chi sa ascoltare sa riconoscere
si narra che, in quel luogo silenzioso viveva una piccola famiglia di foglie
in primavera e in estate ogni giorno si svegliavano felici sul loro ramo, certe di essere splendide così, sospese tra luce e vento
amavano farsi attraversare dal sole, lasciarsi cullare dall’aria, sentirsi vive
poi arrivò l’autunno, e una dopo l’altra scesero con dolcezza sul suolo
lì, adagiate sul tappeto umido, si guardarono intorno e provarono un lieve smarrimento: non brillavano più come prima
«dove è finito il nostro incanto?» sussurrarono piano
allora chiamarono Madre Natura con voce timida: «potresti regalarci ancora un attimo di bellezza?»
la grande Madre ascoltò e con un gesto leggero stese su di loro piccole perle d’acqua: brillarono come gioielli, più di qualsiasi diamante
le foglie si sentirono di nuovo speciali
quando poi arrivò il freddo, Madre Natura completò la sua magia
una carezza posò una trama sottilissima di brina, ricami bianchi che sembravano pizzi creati dalla notte
tutti quelli che passavano di lì, non potevano fare a meno di fermarsi e meravigliarsi per tanta bellezza
poi il sole sciolse piano quell’incanto: le foglie si abbandonarono serene al loro ultimo compito, diventare terra morbida, profumata, pronta a nutrire nuovi germogli già inquieti al primo soffio di vento
e così il ciclo continuò, semplice e meraviglioso, come tutte le storie che non smettono mai di rinascere










