al bar del meteo...

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Re: al bar del meteo...

Messaggio da ag »

sono al mare in liguria, in vacanza da qualche giorno
vacanza si fa per dire, perché sono qui soprattutto per far felice il mio nipotino
spostarmi dalla mia tana per me è sempre difficile: ho radici profonde nel luogo in cui vivo perchè sono legata alla mia terra, ai miei ritmi, ai miei spazi
ma poi, una volta qui, scopro che anche il mare ha i suoi sentieri, i suoi percorsi che salgono tra ulivi e muretti a secco che si inoltrano nella vegetazione fitta fitta, profumati di mille essenze
e, camminando, ritrovo me stessa—una necessità di cui non posso fare a meno
se non passo del tempo immersa nella natura, mi manca come l’aria, come il pane.
la liguria ha zone affollate e piene di gente, di auto, di rumore ma, basta allontanarsi di qualche centinaio di metri dai centri abitati, per ritrovarsi nella solitudine più totale, soprattutto in questa stagione di mezza primavera
e poi, per mia fortuna, la maggior parte delle persone si concentra nei luoghi dove le attività commerciali sono in funzione… quindi, mi basta scegliere di andare altrove, camminare fuori dai soliti percorsi, lasciarmi guidare dai sentieri meno battuti, dove il tempo rallenta e l’anima respira
buon we 🙋

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ag
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Re: al bar del meteo...

Messaggio da ag »

in più in liguria c’è… :yum:


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Re: al bar del meteo...

Messaggio da ag »

al di là delle stelle, chissà cosa c’è…
l’ altra sera, mentre osservavo la luna che brillava nel cielo, mi è venuto di pensare a quello che potrebbe esserci al di là delle stelle: mi sono sentita immersa in un mix di meraviglia e curiosità, tra il fascino del mistero, l’emozione di immaginare mondi sconosciuti e il pensare in modo più scientifico a ciò che si cela oltre l’orizzonte del nostro sapere
la vastità dell’universo ci ricorda quanto siamo piccoli e al contempo quanto siamo stati in grado di scoprire
ogni stella è una possibilità, un invito a esplorare, a sognare e a cercare risposte a domande antiche quanto l’umanità
in mezzo a questa meraviglia però, nasce anche un senso di angoscia esistenziale, che deriva dal trovarsi di fronte alla vastità dell’ignoto
è una sensazione che, seppur a volte opprimente, ci spinge a riflettere, a cercare un senso, a trovare il nostro posto in questo immenso universo
forse, è proprio questo il bello e il difficile: l’infinita possibilità di scoprire, di meravigliarsi, di sentirsi parte di qualcosa di più grande, in questo universo che forse non è neanche il tutto
in questa consapevolezza ci tocca un compito difficile: trovare un equilibrio tra il cuore e la mente, tra il sogno e la realtà, tra la fantasia e la scienza
buona continuazione di settimana 🙋

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Re: al bar del meteo...

Messaggio da ag »

ancora due pensieri sul cielo stellato
quando il sole è alto, le stelle svaniscono alla vista, e il loro brillare rimane invisibile ai nostri occhi
anche la luna, con il suo chiarore, pur più discreto, può attenuarne la presenza
è solo nelle notti più buie, che il cielo si riempie di nuovo della loro luce sottile
accade la stessa cosa con i suoni: nel frastuono, le voci più leggere si perdono, coperte da ciò che è più forte
non che la luce o il rumore non siano necessari, anzi, essi portano luce e vitalità
ma è nel silenzio e nell’ombra che emergono i dettagli più sottili
per esempio in questo periodo, nel bosco, (quando non ci sono motoseghe in funzione :smile:​), tra i rami e le foglie, si distinguono i canti di mille uccellini, insieme al fruscio discreto di piccole presenze nascoste
ed è lontano dai grandi rumori che si rivelano le parole sincere, le emozioni autentiche, quelle che non impongono la loro presenza, ma che aspettano solo di essere ascoltate
e valà che un’ altro fine settimana è arrivato: che sia felice per tutti noi
🙋
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Re: al bar del meteo...

Messaggio da ag »

la fiaba del cielo di marzo
c'era una volta il cielo di marzo, un cielo un po’ matto e un po’ sognatore, che giocava con il vento e si divertiva a dipingere il mondo con la luce più chiara dell’anno
un giorno, mentre si stiracchiava sopra i tetti e i campi, sentì il pianto di un bimbo
non si può vedere un bambino che piange senza che venga voglia di consolarlo!
così, si mise all’opera
con l' aiuto del vento fece delle bellissime nuvole: prima un orsetto morbido che pareva abbracciare il sole, poi un coniglio con le orecchie lunghe, una macchinina, tre dinosauri, un cavallo, un cammello con due gobbe giganti e un cavallo con una criniera di nuvole dorate
le forme cambiavano in continuazione: ora una barchetta, ora un drago gentile, ora un gelato gigante che si scioglieva piano nel vento
il bimbo smise di piangere
il cielo, soddisfatto, si lasciò attraversare da un raggio di sole, che cadde proprio sulle guance del bambino, scaldandolo come un bacio
e da quel giorno, il cielo di marzo non smise più di creare nuvole di fantasia per chi sapeva ancora guardare in su con occhi carichi di meraviglia


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Re: al bar del meteo...

Messaggio da ag »

ieri è stata una giornata davvero speciale, con paesaggi e visioni spettacolari che hanno reso tutto ancora più magico
dopo giorni di pioggia, il cielo limpido ci ha regalato un’atmosfera unica, e la primavera nell’aria ha amplificato quella sensazione di rinascita e forza
in città, la primavera si sente nei viali, nei parchi, ma è come un sussurro che fatica a farsi strada nel caos
invece, ieri, chi è andato in natura l'ha sentita davvero, quell'aria nuova che ti accarezza e ti rinnova
è stato proprio un inizio di primavera, palpabile, che si percepisce nei boschi, in montagna, nei luoghi incontaminati
camminare immersi in questo risveglio della natura è stato come respirare nuova energia, sentire il battito stesso della montagna
la bellezza della natura che si risveglia ci ispira a ripartire con rinnovata energia, un messaggio di speranza che ci accompagna in ogni difficoltà
ogni stagione ha il suo tempo, e nel silenzio della montagna si impara a rispettarlo, ad accogliere i cambiamenti con fiducia
buona settimana 🙋
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Re: al bar del meteo...

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quest'inverno sembra essere passato in punta di piedi: poca neve, almeno qui in basso, temperature miti e una strana sensazione di una stagione fuori tempo
temo che ci sia una conseguenza meno evidente e tutt’altro che piacevole: le zecche potrebbero essersi svegliate in anticipo, e in numero maggiore del solito
normalmente, questi piccoli parassiti riemergono con la bella stagione, ma il clima caldo e umido potrebbe aver accelerato il loro ciclo, rendendoli svegli e attivi molto prima del previsto
il rischio di incontrarli aumenta quando si cammina nei prati, nei boschi o lungo sentieri con erba alta, che sarebbepoi dove vado io di solito... :roll:
basta sfiorare un cespuglio, un ciuffo d’erba, persino un rametto, perché una zecca si agganci ai vestiti e inizi la sua ricerca di un punto della pelle dove attaccarsi
il fatto è che spesso, le zecche, lo fanno di soppiatto, senza che ce ne accorgiamo
non siamo gli unici a subirne le conseguenze: anche gli animali selvatici, come caprioli, ricci e volpi, ne sono vittime
per loro, però, non esistono antiparassitari né controlli quotidiani, e spesso finiscono per portare addosso decine di zecche, con il rischio di infezioni e malattie
una volta ho trovato un riccio che ne era completamente ricoperto: con tutti quegli aculei, il riccio non ha alcun modo di difendersi.
anche se amo la libertà dei pantaloni corti, dovrò adattarmi ai pantaloni lunghi (magari infilati nei calzini: poco elegante, ma efficace!), alle maglie a maniche lunghe e ai colori chiari, che aiutano a individuare più facilmente questi ospiti indesiderati
anche a scegliere, mio malgrado, percorsi meno selvatici
e poi, al ritorno da ogni uscita, un bel controllo accurato sarà d’obbligo!
la natura è meravigliosa, tolte alcune piccole eccezioni... 😆
well-done
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Re: al bar del meteo...

Messaggio da well-done »

Maledizione a loro!!
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Re: al bar del meteo...

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Re: al bar del meteo...

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stamattina ho voluto di farmi un giro, ma saltando i tratti noiosi a piedi, quelli in piano che non ti alzi di un metro per chilometri
così ho deciso di riprendere la bici e quindi di pedalare fin dove la strada è scorrevole, poi proseguire a piedi nei tratti più ripidi — quelli belli tosti, che mi piacciono decisamente di più
zaino in spalla, bici al fianco e via
ma, come succede spesso le prime volte, ho dimenticato alcuni dettagli importanti
stavolta ho dimenticato i guanti e ho messo un abbigliamento troppo leggero per il freddo che si è ripresentato dopo un po' di giorni caldi
e così, in salita tutto bene: la fatica scalda..
è stato poi in discesa che ho cominciato a pentirmi un po’… senza guanti e vestita leggera, il freddo si è fatto sentire tutto!
e mentre tremavo in sella, mi è venuto da pensare: meglio una sofferenza intensa ma breve, o una lunga e più sopportabile?
stavolta ho scelto la versione express: gelo concentrato, ma passeggero ​ 🙈🤪
sono sempre indecisa: meglio stringere i denti, soffrire tanto ma per poco e poi tornare a respirare… oppure scegliere una strada più soft, ma che fa penare più a lungo? ​🙆‍♀️
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Re: al bar del meteo...

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niente disseta come l’acqua
non dico quella che è stata mesi in bottiglia
no no, l’acqua vera, quella che esce dal cuore della montagna, fresca come una carezza e pura come un pensiero gentile
ad esempio quella che, dopo un bel po' di cammino sotto il sole, la vedi: una sorgente che canta tra i sassi, oppure una fontanella che ti viene sporta da un piccolo tronco di legno
è un sapore che non ha bisogno di marketing: non sa di limone, non è al mango, non ha bollicine, ma sa di vita, e tanto basta
la gola si rinfresca, la testa si schiarisce, ed è come premere il tasto "reset"
niente disseta come l’acqua, specie quella che ti ha aspettato lassù, mentre tu ti affannavi a salire
e mentre bevi senti che qualcosa si rimette a posto, anche dentro l' anima
nella natura, senza neanche chiederlo spesso si trova la risposta a ciò di cui si aveva bisogno
🙋

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adesso non sono più i fiori della brina, sono davvero i ciliegi 🤗
bisogna farsi una mappa per raccogliere poi le ciliegie 😛🍒

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Re: al bar del meteo...

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c'era una volta il giorno del pane
e intorno al forno si radunava il paese
ognuno portava il suo impasto, con farine che venivano da vicino, da campi conosciuti per nome
i bambini, impiastricciati fino ai gomiti, modellavano animaletti, sole e lune
era un gioco, ma anche un rito
e poi quel profumo
quello del pane appena sfornato, che non assomiglia a nient'altro
un profumo che dura poco, ma resta nella memoria per sempre
oggi nei boschi silenziosi, tra le borgate che si stanno lasciando andare
restano i forni, come piccole conchiglie di pietra
custodiscono il ricordo di quei giorni in cui si condivideva il calore
e anche il pane meno riuscito diventava buono, perché era fatto insieme
forse è per questo che i vecchi forni sono belli
perché anche in silenzio, dicono ancora molto
ci si ferma a guardarli
e quasi si sente una risata, un pezzo di pane spezzato, un pomeriggio senza fretta
🙋



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Re: al bar del meteo...

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buona pasqua
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Re: al bar del meteo...

Messaggio da ag »

camminando in silenzio tra gli alberi, ho imparato ad ascoltare
la natura parla con voce ferma e antica, e insegna più di mille libri
ho visto cervi sfidarsi nel bosco, incrociare i palchi come guerrieri rituali
ho immaginato branchi di lupi contendersi il territorio con sguardi, posture, e un ordine che sembra scritto nelle stelle
le lotte ci sono, eccome, ma non c’è crudeltà gratuita, non c’è distruzione cieca
in natura si combatte per vivere, mai per distruggere, un duello tra animali ha un inizio e una fine
il più forte prevale, ma non uccide per dominare
il più debole si ritira, conserva la vita, e con essa la possibilità di imparare, riprovare, trovare un altro spazio
è una giustizia dura, ma non è barbara: non c’è la volontà di annientare, di fare stragi
tra gli uomini, invece, si combatte per il potere, e non basta mai
si bombardano case, scuole, ospedali, si uccidono bambini, anziani, chi non ha colpa né scelta
le guerre umane non sono riti di equilibrio, ma orge di distruzione e spesso chi le decide non vede nemmeno il sangue che scorre, se non in un telegiornale
mi domando: com’è possibile che proprio noi, che ci diciamo superiori, razionali, spirituali, siamo capaci di un male che nessun altro essere vivente concepirebbe?
dov’è il nostro equilibrio? dov’è la nostra misura?
la natura insegna anche a perdere, a cedere un passo, a cambiare strada, a non avere sempre ragione
insegna che la vita ha valore, anche quella dell’altro e che la forza non è distruggere; spesso, è sapere quando fermarsi
forse è tempo di guardare agli animali non come esseri primitivi, ma come maestri silenziosi
perché, se è vero che anche nella foresta si combatte, è altrettanto vero che mai, mai, si semina morte solo per guadagnare ricchezza e potere
🙋
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