Io non ho mai capito questa cosa sinceramente!leo55 ha scritto:Di recente i media si sono occupati di un nuovo studio pubblicato da ricercatori dell’ETH di Zurigo (Bastin et al. 2019). I ricercatori si sono chiesti quanto carbonio potremmo sequestrare piantando alberi in tutto il mondo laddove i terreni non sono già destinati all’agricoltura o alle città. Dall’aria le foglie degli alberi estraggono carbonio sotto forma di anidride carbonica – CO2 – e poi rilasciano ossigeno – O2 –, è un bel modo di proteggere il clima. I ricercatori stimano che verrebbero sequestrati 200 miliardi di tonnellate di carbonio… a condizione di piantare oltre mille miliardi di alberi.
Cioé almenoche non vengano interrati a grandi profondità quando hanno raggiunto l'età tra maturità e vecchiaia (un albero in fase di senescenza ha problemi di stoccaggio di Co2, anzi é più quella liberata dalla morte e decomposizione del ramo, radice che quella immagazzinata dalla fotosintesi del vecchietto) non vedo come possa aiutare.
Cioé dovremmo simulare un processo di fossilizzazione oppure usare tutto il legno per fare mobili etc.
Sbaglio?
Certamente sarebbero da utilizzare come fonte energetica.
Diamine come si costruiscono centrale idroelettriche non si potrebbero costruire "termovalorizzatori" per l'energia elettrica generata da combustione legno (quindi no nuova CO2 in aria). Forse é poco efficiente in termine energetici?
Certamente richiederebbe anche spazio fisico per piantare alberi da uso energetico (piante di scarso valore e rapido accrescimento).
Peró francamente ai campi di grano (ormai a prezzi bassi perché non si valorizza e non puoi competere in quantità con Russia, Usa, Canada) lo preferirei specie in zone a rischio erosione come la mia dove spesso ci sono colline lasciate arate tutto l'inverno (e si perde 1 cm di suolo annuo contro una generazione sottostante di 1 mm).
Troppe domande e concetti