StratWarming: eterno mistero

Discussioni meteorologiche sul tempo previsto nei prossimi giorni ma anche climatologia e discussioni sui run dei vari modelli: è la stanza principale, quella più affollata e seguita.

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Wurm78
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Messaggio da Wurm78 »

Febbraio 2018 però ebbe effetti importanti anche se tardivi, non si può dire che il buran di fine febbraio 2018 sia un effetto marginale e lo stratwarming in sede giusta si verificò proprio dieci giorni prima, il 15 febbraio, con effetti puntuali il 25 quando si creò il ponte di Wejkoff con aria siberiana verso il mediterraneo.
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the hurricane
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Messaggio da the hurricane »

Invernoperfetto sono d' accordo con la tua analisi, quando si parla di stratwarming sono diversi i fattori da considerare:

1)gli stratwarming sono fenomeno assolutamente normali nel periodo invernale e succedono ogni inverno. Anche gli eventi catalogati major avvengono abbastanza frequentemente.

2) ogni stratwarming è un evento a sè stante, per quanto su qualche piano isobarico possano esserci analogie è impossibile avere situazioni identiche su tutta la colonna atmosfera e visto che la dinamica atmosfera è regolato da equazioni non lineari due situazioni simili potranno avere due evoluzioni diverse.

3) ciò che accade in stratosfera non sempre lo si ritrova in troposfera anche perchè i due strati tendono ad essere separati dalla tropopausa. La suddivisione degli strati dell' atmosfera non è casuale.

fatte queste considerazioni si capisce perchè spesso ho criticato analisi a lungo termine volte al freddo in italia, dalle analisi dei longer sembrerebbe che 3 o 4 fattori siano sufficienti per prevedere ondate di gelo in Italia, ma non è cosi.
Il sistema è molto più complesso e di questo va tenuto conto.

Uno stratwarming intenso come quello avvenuto quest' anno può causare un VP più debole e ondate di freddo più probabili, ma da questo a ipotizzare big event, piccoli '85 o burian ce ne passa...

Non vuole essere una critica a nessun utente del forum, i siti commerciali sono nettamente peggio

detto questo febbraio non è ancora andato e spero di vedere ancora qualche nevicata
:wink:
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Uomo di Langa
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Messaggio da Uomo di Langa »

The hurricane ha chiamato in causa,giustamente,la tropopausa:infatti,fin che si tratta di stratosfera,il segnale e la risonanza sono lineari e semplici,perché l'atmosfera é decisamente rarefatta e priva di "inquinanti",mentre tutto cambia in tropopausa ed in troposfera,dove ci sono umidità,vapore acqueo,pulviscolo...che distorgono e deviano il segnale stesso,rendendo la sua risonanza più difficoltosa.
InvernoPerfetto
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Messaggio da InvernoPerfetto »

Ottimi contributi da parte di tutti.

In sostanza, da varie analisi e considerazioni oggettive, trasparirebbe che nulla di ciò che è successo quest'inverno può essere imputato con CERTEZZA al riscaldamento statosferico.

Snowcover europeo? a inizio febbraio pare normalissimo che Alpi, est europa, scandinavia e russia siano imbiancate. Dove l'eccezionalità?

Articate di gennaio in mezza europa? e ci vuole lo stratwarming per scambi meridiani invernali peraltro con termiche ordinarie? per spruzzate di neve a parigi, bruxelles e torino in gennaio ci vuole lo stratwarming?

Asia: ci vuole lo statwarming per determinare gran gelo in siberia, mongolia e cina del nord ( senza avvicinare alcun record di freddo)?

Infine, Usa e Canada: qui due ondate, e una su tutte, effettivamente sono stata eccezionali... ma: in anni recenti o recentissimi, sciabolate gelide di qualche grado in più ma ben più durature hanno colpite quelle zone, senza alcun stratwarming; inoltre, dopo le ondate di quest'anno, è sempre seguito un periodo molto tiepido, tant'è che in America quest'inverno potrebbe - perfino - terminare sopra le medie. E quindi??

La verità è che dello StratWarming sappiamo ancora così poco che ogni tentativo di giungere a conclusioni o previsioni è quasi sempre pura speculazione ( talvolta per malafede, talvolta per ideologia/speranza, talvolta per ignoranza)
Rio

Messaggio da Rio »

InvernoPerfetto ha scritto:Ottimi contributi da parte di tutti.

In sostanza, da varie analisi e considerazioni oggettive, trasparirebbe che nulla di ciò che è successo quest'inverno può essere imputato con CERTEZZA al riscaldamento statosferico.

Snowcover europeo? a inizio febbraio pare normalissimo che Alpi, est europa, scandinavia e russia siano imbiancate. Dove l'eccezionalità?

Articate di gennaio in mezza europa? e ci vuole lo stratwarming per scambi meridiani invernali peraltro con termiche ordinarie? per spruzzate di neve a parigi, bruxelles e torino in gennaio ci vuole lo stratwarming?

Asia: ci vuole lo statwarming per determinare gran gelo in siberia, mongolia e cina del nord ( senza avvicinare alcun record di freddo)?

Infine, Usa e Canada: qui due ondate, e una su tutte, effettivamente sono stata eccezionali... ma: in anni recenti o recentissimi, sciabolate gelide di qualche grado in più ma ben più durature hanno colpite quelle zone, senza alcun stratwarming; inoltre, dopo le ondate di quest'anno, è sempre seguito un periodo molto tiepido, tant'è che in America quest'inverno potrebbe - perfino - terminare sopra le medie. E quindi??

La verità è che dello StratWarming sappiamo ancora così poco che ogni tentativo di giungere a conclusioni o previsioni è quasi sempre pura speculazione ( talvolta per malafede, talvolta per ideologia/speranza, talvolta per ignoranza)

C'è molto ancora da fare... mhaaa... ( talvolta per malafede, talvolta per ideologia/speranza, talvolta per ignoranza) ^_^


Amy Butler, ricercatrice in fisica dell’atmosfera e climatologia, ci puoi raccontare più in dettaglio quale è il tuo campo di ricerca?

Studio la dinamica e la circolazione della stratosfera e l’impatto della variabilità della circolazione stratosferica sul clima e sul tempo in superficie. Sono particolarmente interessata a capire come la stratosfera influenzi il clima sulla scala di tempo delle settimane o delle decine di giorni.

--------------------------------

Quasi tutte le sue ultime pubblicazioni sono appunto focalizzate sulla stratosfera e i sui suoi effetti sulla troposfera e sulle previsioni meteorologiche. Che tipo di connessioni ci sono tra queste due sezioni dell’atmosfera? Al momento le previsioni riescono a tenerne conto in maniera adeguata?

La stratosfera e la troposfera comunicano attraverso i cambiamenti nelle onde atmosferiche. Per molto tempo si è pensato che la stratosfera rispondesse in maniera solo passiva alle onde provenienti dalla troposfera. Ma nelle ultime decine di anni è diventato chiaro che la risposta della stratosfera alle onde troposferiche in seguito viene ricomunicata indietro verso la superficie. Nei tropici c’è una oscillazione discendente (QBO) di venti stratosferici orientali e occidentali che potrebbe influenzare la convezione tropicale. Ai poli la crescita e la decrescita delle onde troposferiche che si propagano verticalmente nella stratosfera può cambiare lo stato del vortice polare, cosa che può influenzare la corrente a getto delle medie latitudini e il tempo in superficie. Anche la perdita di ozono nella stratosfera nell’emisfero sud (il buco nell’ozono) ha un impatto sul clima in superficie.

Molti modelli per le previsioni meteo hanno visto miglioramenti recenti nella rappresentazione della stratosfera e dei suoi processi grazie a un aumento della risoluzione verticale e una quota limite maggiore nelle simulazioni meteo. Avere distorsioni ridotte nella rappresentazione della stratosfera fa sì che molti modelli previsionali siano ora in grado di catturare più accuratamente eventi estremi nella stratosfera polare come, per esempio, la disgregazione del vortice polare.

Comunque poiché questi eventi sono causati dal tempo nella troposfera, c’è un limite nella predizione del loro innesco che è simile al limite delle previsioni deterministiche per il meteo (10-12 giorni). Per quanto riguarda il loro impatto sulla superficie, è oggetto di ricerca il capire se le versioni più aggiornate dei modelli di previsione siano in grado di cogliere correttamente l’accoppiamento stratosfera-troposfera e se in questo modo riescano a guadagnare capacità predittiva per il clima in superficie nelle settimane che seguono questi eventi.

Di sicuro si è visto che in generale, l’accoppiamento nei modelli è più debole di quanto osservato nella realtà (ad esempio, per le condizioni medie di questo gennaio), ma dopo un evento stratosferico estremo, molti modelli di previsione riescono comunque a cogliere il corretto andamento della risposta nella troposfera. Parte della difficoltà sta nel fatto che il tempo delle medie latitudini è molto variabile e il registro delle nostre osservazioni è breve e questo può rendere difficile da rilevare ogni miglioramento nella capacita di previsione.

----------------------

Parlando di fenomeni stratosferici, questo inverno molti siti e servizi meteo hanno parlato di uno stratwarming che potrebbe influenzare il resto della stagione. Di che tipo di fenomeno si tratta?

Il vortice polare è una normale figura della stratosfera e può essere descritto come dei venti che soffiano da ovest verso est – detti venti zonali – attorno alla calotta polare di ciascun emisfero durante l’inverno. Occasionalmente nell’emisfero nord (in media quasi ogni inverno) il vortice polare viene disgregato (spesso da onde troposferiche o eventualmente da processi interni alla stratosfera), al punto che i venti medi zonali invertono totalmente direzione. Questo fenomeno storicamente viene chiamato “sudden stratosferic warming” (riscaldamento stratosferico improvviso o SSW) perché quando la direzione dei venti cambia, la temperatura della stratosfera si riscalda rapidamente di oltre 40 °C in pochi giorni. La disgregazione del vortice polare di solito si manifesta sia con un suo ridislocamento al di fuori del polo, sia con la sua divisione in due vortici più piccoli.

In seguito a questi eventi di solito si osservano condizioni più fredde del normale in gran parte dell’Europa, dell’Asia e dell’est degli USA e più calde del normale in Groenlandia e nella fascia subtropicale di Asia e Africa. La corrente a getto nord atlantica può spostarsi più a sud portando condizioni più umide (e di solito nevose) in buona parte dell’Europa. Gli effetti sono riassunti in questa pubblicazione ad accesso libero.

-------------------------------------------

Come è la situazione in questo inverno? Diversi siti meteo italiani hanno riportato l’innesco di uno stratwarming che avrebbe raggiunto dei valori record.

In realtà il 12 febbraio 2018 c’è stata una scissione del vortice polare che ha portato alla “Bestia dall’est” in Europa (in Italia usualmente detto “Orso russo” ossia il freddo continentale dalla Russia. NdA) e un inverno prolungato per molte parti dell’emisfero settentrionale. Questo evento era stato preceduto da un record assoluto di flusso di calore (indicante un’onda molto forte in propagazione dalla troposfera alla stratosfera). L’evento più recente è avvenuto attorno al 2 gennaio 2019 e si è manifestato anche esso con una divisione del vortice polare.

Entrambi gli eventi hanno mostrato dei record nell’inversione dei venti stratosferici, ma solo giornalieri, cosa senz’altro notevole, ma non inusuale per questi eventi. Questa cosa è ben visibile dal grafico che compara l’evento dello scorso anno con quello di quest’anno (visibile qui. In rosso e fucsia l’andamento dei venti stratosferici di quest’anno con record negativo giornaliero a inizio gennaio)

Il fatto che ci sia stato un evento lo scorso anno e uno quest’anno non è inusuale. Come ho detto prima, questi eventi si verificano quasi ogni anno, anche se con variazioni decennali. Per esempio se ne sono avuti pochi negli anni ’90 e in seguito quasi ogni anno nei 2000. Tra il 2011 e il 2019 ce ne sono stati 4 – nel gennaio 2012, nel gennaio 2013, nel febbraio 2018 e nel gennaio 2019. L’evento di quest’anno ha avuto un’evoluzione abbastanza tipica in confronto agli eventi osservati in passato.

--------------------------------

E ci sono già effetti dello stratwarming che si è verificato? Che ne sarà del resto dell’inverno?

Sì, penso che ci sia l’evidenza che il lobo principale rimanente del vortice polare, che attualmente è sopra la parte orientale del Nord America, abbia già portato neve e freddo sulla parte orientale degli USA e sembra che continuino a crescere le possibilità di freddo per almeno le prossime 2-3 settimane. Il modello NCEP CFSv2 sta suggerendo per febbraio uno schema meteorologico molto simile a quello che ci aspetteremmo dopo una di queste disgregazioni del vortice polare, incluso il freddo in Europa, Asia e Stati Uniti orientali.

oggiscienza 2019/01/30
InvernoPerfetto
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Messaggio da InvernoPerfetto »

Rio ha scritto:
InvernoPerfetto ha scritto:Ottimi contributi da parte di tutti.

In sostanza, da varie analisi e considerazioni oggettive, trasparirebbe che nulla di ciò che è successo quest'inverno può essere imputato con CERTEZZA al riscaldamento statosferico.

Snowcover europeo? a inizio febbraio pare normalissimo che Alpi, est europa, scandinavia e russia siano imbiancate. Dove l'eccezionalità?

Articate di gennaio in mezza europa? e ci vuole lo stratwarming per scambi meridiani invernali peraltro con termiche ordinarie? per spruzzate di neve a parigi, bruxelles e torino in gennaio ci vuole lo stratwarming?

Asia: ci vuole lo statwarming per determinare gran gelo in siberia, mongolia e cina del nord ( senza avvicinare alcun record di freddo)?

Infine, Usa e Canada: qui due ondate, e una su tutte, effettivamente sono stata eccezionali... ma: in anni recenti o recentissimi, sciabolate gelide di qualche grado in più ma ben più durature hanno colpite quelle zone, senza alcun stratwarming; inoltre, dopo le ondate di quest'anno, è sempre seguito un periodo molto tiepido, tant'è che in America quest'inverno potrebbe - perfino - terminare sopra le medie. E quindi??

La verità è che dello StratWarming sappiamo ancora così poco che ogni tentativo di giungere a conclusioni o previsioni è quasi sempre pura speculazione ( talvolta per malafede, talvolta per ideologia/speranza, talvolta per ignoranza)

C'è molto ancora da fare... mhaaa... ( talvolta per malafede, talvolta per ideologia/speranza, talvolta per ignoranza) ^_^


Amy Butler, ricercatrice in fisica dell’atmosfera e climatologia, ci puoi raccontare più in dettaglio quale è il tuo campo di ricerca?

Studio la dinamica e la circolazione della stratosfera e l’impatto della variabilità della circolazione stratosferica sul clima e sul tempo in superficie. Sono particolarmente interessata a capire come la stratosfera influenzi il clima sulla scala di tempo delle settimane o delle decine di giorni.

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Quasi tutte le sue ultime pubblicazioni sono appunto focalizzate sulla stratosfera e i sui suoi effetti sulla troposfera e sulle previsioni meteorologiche. Che tipo di connessioni ci sono tra queste due sezioni dell’atmosfera? Al momento le previsioni riescono a tenerne conto in maniera adeguata?

La stratosfera e la troposfera comunicano attraverso i cambiamenti nelle onde atmosferiche. Per molto tempo si è pensato che la stratosfera rispondesse in maniera solo passiva alle onde provenienti dalla troposfera. Ma nelle ultime decine di anni è diventato chiaro che la risposta della stratosfera alle onde troposferiche in seguito viene ricomunicata indietro verso la superficie. Nei tropici c’è una oscillazione discendente (QBO) di venti stratosferici orientali e occidentali che potrebbe influenzare la convezione tropicale. Ai poli la crescita e la decrescita delle onde troposferiche che si propagano verticalmente nella stratosfera può cambiare lo stato del vortice polare, cosa che può influenzare la corrente a getto delle medie latitudini e il tempo in superficie. Anche la perdita di ozono nella stratosfera nell’emisfero sud (il buco nell’ozono) ha un impatto sul clima in superficie.

Molti modelli per le previsioni meteo hanno visto miglioramenti recenti nella rappresentazione della stratosfera e dei suoi processi grazie a un aumento della risoluzione verticale e una quota limite maggiore nelle simulazioni meteo. Avere distorsioni ridotte nella rappresentazione della stratosfera fa sì che molti modelli previsionali siano ora in grado di catturare più accuratamente eventi estremi nella stratosfera polare come, per esempio, la disgregazione del vortice polare.

Comunque poiché questi eventi sono causati dal tempo nella troposfera, c’è un limite nella predizione del loro innesco che è simile al limite delle previsioni deterministiche per il meteo (10-12 giorni). Per quanto riguarda il loro impatto sulla superficie, è oggetto di ricerca il capire se le versioni più aggiornate dei modelli di previsione siano in grado di cogliere correttamente l’accoppiamento stratosfera-troposfera e se in questo modo riescano a guadagnare capacità predittiva per il clima in superficie nelle settimane che seguono questi eventi.

Di sicuro si è visto che in generale, l’accoppiamento nei modelli è più debole di quanto osservato nella realtà (ad esempio, per le condizioni medie di questo gennaio), ma dopo un evento stratosferico estremo, molti modelli di previsione riescono comunque a cogliere il corretto andamento della risposta nella troposfera. Parte della difficoltà sta nel fatto che il tempo delle medie latitudini è molto variabile e il registro delle nostre osservazioni è breve e questo può rendere difficile da rilevare ogni miglioramento nella capacita di previsione.

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Parlando di fenomeni stratosferici, questo inverno molti siti e servizi meteo hanno parlato di uno stratwarming che potrebbe influenzare il resto della stagione. Di che tipo di fenomeno si tratta?

Il vortice polare è una normale figura della stratosfera e può essere descritto come dei venti che soffiano da ovest verso est – detti venti zonali – attorno alla calotta polare di ciascun emisfero durante l’inverno. Occasionalmente nell’emisfero nord (in media quasi ogni inverno) il vortice polare viene disgregato (spesso da onde troposferiche o eventualmente da processi interni alla stratosfera), al punto che i venti medi zonali invertono totalmente direzione. Questo fenomeno storicamente viene chiamato “sudden stratosferic warming” (riscaldamento stratosferico improvviso o SSW) perché quando la direzione dei venti cambia, la temperatura della stratosfera si riscalda rapidamente di oltre 40 °C in pochi giorni. La disgregazione del vortice polare di solito si manifesta sia con un suo ridislocamento al di fuori del polo, sia con la sua divisione in due vortici più piccoli.

In seguito a questi eventi di solito si osservano condizioni più fredde del normale in gran parte dell’Europa, dell’Asia e dell’est degli USA e più calde del normale in Groenlandia e nella fascia subtropicale di Asia e Africa. La corrente a getto nord atlantica può spostarsi più a sud portando condizioni più umide (e di solito nevose) in buona parte dell’Europa. Gli effetti sono riassunti in questa pubblicazione ad accesso libero.

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Come è la situazione in questo inverno? Diversi siti meteo italiani hanno riportato l’innesco di uno stratwarming che avrebbe raggiunto dei valori record.

In realtà il 12 febbraio 2018 c’è stata una scissione del vortice polare che ha portato alla “Bestia dall’est” in Europa (in Italia usualmente detto “Orso russo” ossia il freddo continentale dalla Russia. NdA) e un inverno prolungato per molte parti dell’emisfero settentrionale. Questo evento era stato preceduto da un record assoluto di flusso di calore (indicante un’onda molto forte in propagazione dalla troposfera alla stratosfera). L’evento più recente è avvenuto attorno al 2 gennaio 2019 e si è manifestato anche esso con una divisione del vortice polare.

Entrambi gli eventi hanno mostrato dei record nell’inversione dei venti stratosferici, ma solo giornalieri, cosa senz’altro notevole, ma non inusuale per questi eventi. Questa cosa è ben visibile dal grafico che compara l’evento dello scorso anno con quello di quest’anno (visibile qui. In rosso e fucsia l’andamento dei venti stratosferici di quest’anno con record negativo giornaliero a inizio gennaio)

Il fatto che ci sia stato un evento lo scorso anno e uno quest’anno non è inusuale. Come ho detto prima, questi eventi si verificano quasi ogni anno, anche se con variazioni decennali. Per esempio se ne sono avuti pochi negli anni ’90 e in seguito quasi ogni anno nei 2000. Tra il 2011 e il 2019 ce ne sono stati 4 – nel gennaio 2012, nel gennaio 2013, nel febbraio 2018 e nel gennaio 2019. L’evento di quest’anno ha avuto un’evoluzione abbastanza tipica in confronto agli eventi osservati in passato.

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E ci sono già effetti dello stratwarming che si è verificato? Che ne sarà del resto dell’inverno?

Sì, penso che ci sia l’evidenza che il lobo principale rimanente del vortice polare, che attualmente è sopra la parte orientale del Nord America, abbia già portato neve e freddo sulla parte orientale degli USA e sembra che continuino a crescere le possibilità di freddo per almeno le prossime 2-3 settimane. Il modello NCEP CFSv2 sta suggerendo per febbraio uno schema meteorologico molto simile a quello che ci aspetteremmo dopo una di queste disgregazioni del vortice polare, incluso il freddo in Europa, Asia e Stati Uniti orientali.

oggiscienza 2019/01/30
Notevole, prezioso e didattico.
Non molto d'accordo sul finale dell'intervento - anche perchè gli stessi studiosi e previsori rimangono divisi - ma ottimo contributo
Rio

Messaggio da Rio »

@Inverno ciao ^_^

Ti vedo, per una volta, abbastanza positivo :wink:

Ma non tanto sull'ultima trance dell'intervento... sicuiro .. sicuro ad oggi ??

Buona giornata :D
InvernoPerfetto
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Messaggio da InvernoPerfetto »

Viste le proiezioni della maggior parte dei modelli, ad oggi oramai possiamo dare per concluso l'inverno 2018/19... a parte i soliti refoli freddi diretti sempre nel solito fazzoletto d'europa, sudest italico e grecia; per il resto, il megalodonte hp pare destinato sequestrare tutto febbraio.

A stagione oramai virtualmente conclusa - con larghissimo anticipo -, la domanda e considerazione che dobbiamo continuare a porci è:

ma siamo sicuri che lo stratwarming, che a ben vedere- sebbene con intensità e tempistiche diverse- si presenta quasi ogni anno, favorisca l'inverno europeo??

Perchè se facessimo una re-analisi della maggior parte dei MSW che hanno influenzato le stagioni boreali nel nostro comparto, arriveremmo alle conclusioni che è più facile che il mediterraneo ne venga danneggiato piuttosto che divenire bersaglio delle colate fredde. Succede così da diversi decenni, da quando cioè si è presa consapevolezza del fenonemeno, fenomeno però lungi da essere compreso appieno.

Magari ci servirà per le prossime stagioni; dal dicembre del 2019 in avanti, prima di andare in fibrillazione per ogni riscaldamento della stratosfera, cerchiamo di trarre lezione dalla dura batosta di quest'anno.

E per quanto riguarda le ondate di freddo che hanno colpite altre zone del globo, tra l'atro quasi tutte brevissime e soltanto UNA ECCEZIONALE - Usa, fine gennaio 2019 -, prima di imputarle allo SW e non a normalissime manovre troposferiche, avremmo bisogno di molti più dati e molte più conferme.
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Uomo di Langa
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Messaggio da Uomo di Langa »

Ormai l'inverno é terminato,il tempo si sbloccherà con il cambio di stagione.
Comunque,l'elevato grado di inutilità degli stratwarming credo si sia verificato durante questa stagione invernale,che ha certificato due cose:
-comanda la troposfera
-essa non si lascia facilmente influenzare dalla stratosfera.
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Telecuscino
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Messaggio da Telecuscino »

Uomo di Langa ha scritto:Ormai l'inverno é terminato,il tempo si sbloccherà con il cambio di stagione.
Comunque,l'elevato grado di inutilità degli stratwarming credo si sia verificato durante questa stagione invernale,che ha certificato due cose:
-comanda la troposfera
-essa non si lascia facilmente influenzare dalla stratosfera.
Avevo letto in giro che la dinamica degli StratWarming parte sempre dalle Troposfera?
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Uomo di Langa
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Messaggio da Uomo di Langa »

Telecuscino ha scritto:
Uomo di Langa ha scritto:Ormai l'inverno é terminato,il tempo si sbloccherà con il cambio di stagione.
Comunque,l'elevato grado di inutilità degli stratwarming credo si sia verificato durante questa stagione invernale,che ha certificato due cose:
-comanda la troposfera
-essa non si lascia facilmente influenzare dalla stratosfera.
Avevo letto in giro che la dinamica degli StratWarming parte sempre dalle Troposfera?
In teoria sì,ma poi essa,una volta dato l'avvio,difficilmente si lascia influenzare dalla stratosfera.
Monesimo988
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Messaggio da Monesimo988 »

Lo STRAT WARMING continua ad essere un mistero, al vaglio di molte ipotesi, ma almeno alcune certezze:
1) Parte dalla Troposfera, e lei a decidere cosa fare
2) Spesso non cambia la direzione dei venti zonali, che rimangono occidentali, e ciò avviene anche per i grandi SW
3) Ad ogni modo rende il VP meno compatto e quindi più generoso

Le mie conclusioni sono dunque le seguenti:
1) Il doppio evento gelido americano di fine Gennaio- inizio Febbraio (prima USA centro-orientali, poi nel Pacifico di NW), per quanto eccezionale non va imputato ad alcuno SW.
2) Il VP di quest'anno si mantiene abbastanza disturbato, e CIO' avrebbe innescato lo SW, non il contrario.
3) Anche a casa nostra, può arrivare freddo eccezionale anche senza SW, come nel 2009, 2013, o Gennaio 2017 per citare alcuni esempi.
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Messaggio da InvernoPerfetto »

Monesimo988 ha scritto:Lo STRAT WARMING continua ad essere un mistero, al vaglio di molte ipotesi, ma almeno alcune certezze:
1) Parte dalla Troposfera, e lei a decidere cosa fare
2) Spesso non cambia la direzione dei venti zonali, che rimangono occidentali, e ciò avviene anche per i grandi SW
3) Ad ogni modo rende il VP meno compatto e quindi più generoso

Le mie conclusioni sono dunque le seguenti:
1) Il doppio evento gelido americano di fine Gennaio- inizio Febbraio (prima USA centro-orientali, poi nel Pacifico di NW), per quanto eccezionale non va imputato ad alcuno SW.
2) Il VP di quest'anno si mantiene abbastanza disturbato, e CIO' avrebbe innescato lo SW, non il contrario.
3) Anche a casa nostra, può arrivare freddo eccezionale anche senza SW, come nel 2009, 2013, o Gennaio 2017 per citare alcuni esempi.
intelligenti e condivisibili considerazioni. Soprattutto le ultime: per avere freddo intenso, perfino in italia, non vi è bisogno di colpi di teatro della stratosfera. Bastano buone manovre troposferiche. Ma è divenuta una moda recente, probabilmente causa dei cambiamenti climatici e la drastica riduzione dell' inverno, appellarsi ogni anno agli sconvolgimenti strotosferici per sperare nelle invernate, speranze quasi sempre vane
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maxtempesta
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Messaggio da maxtempesta »

InvernoPerfetto ha scritto:
Monesimo988 ha scritto:Lo STRAT WARMING continua ad essere un mistero, al vaglio di molte ipotesi, ma almeno alcune certezze:
1) Parte dalla Troposfera, e lei a decidere cosa fare
2) Spesso non cambia la direzione dei venti zonali, che rimangono occidentali, e ciò avviene anche per i grandi SW
3) Ad ogni modo rende il VP meno compatto e quindi più generoso

Le mie conclusioni sono dunque le seguenti:
1) Il doppio evento gelido americano di fine Gennaio- inizio Febbraio (prima USA centro-orientali, poi nel Pacifico di NW), per quanto eccezionale non va imputato ad alcuno SW.
2) Il VP di quest'anno si mantiene abbastanza disturbato, e CIO' avrebbe innescato lo SW, non il contrario.
3) Anche a casa nostra, può arrivare freddo eccezionale anche senza SW, come nel 2009, 2013, o Gennaio 2017 per citare alcuni esempi.
intelligenti e condivisibili considerazioni. Soprattutto le ultime: per avere freddo intenso, perfino in italia, non vi è bisogno di colpi di teatro della stratosfera. Bastano buone manovre troposferiche. Ma è divenuta una moda recente, probabilmente causa dei cambiamenti climatici e la drastica riduzione dell' inverno, appellarsi ogni anno agli sconvolgimenti strotosferici per sperare nelle invernate, speranze quasi sempre vane
la frase corretta è
"ma è divenuta moda recente attribuire ogni scorreggia ai presunti cambiamenti climatici ahaha"
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