Il punto è questo: il sistema climatico è estremamente suscettibile ai cambiamenti di luminosità solare, anche variazioni di poche decine di W/m^2 possono portare a cambiamenti di temperatura sensibili su scala globale (la sensitività climatica al sole è incerta si va da 0.11°C(W/m^2) Fino a 0.95°C(W/m^2)). Il punto è che l'attività solare è molto stabile, non a caso la quantità media di irraggiamento che la terra riceve è definita costante solare (e vale circa 1361 W/m^2), proprio perché non varia e rimane più o meno costante nel tempo. Fra un massimo è un minimo solare in un normale ciclo undicennale è di appena 0.9 W/m^2. Il calo di irraggiamento durante un minimo massivo è prolungato come ad esempio il minimo di Maunder è comunque di appena 3.5 W/m^2, che corrisponde ad un calo delle temperature globali fra i 0.2 e i 0.5 °C, il che sarebbe importante in condizione neutre ma assolutamente irrilevante (a livello globale) in un trend di GW come quello attuale. È plausibile che il minimo di Maunder possa aver innescato la PEG (ovviamente aiutato molto dall'intensa attività vulcanica del periodo) ma adesso ciò non sarebbe più possibile.il conte ha scritto:IMadeYouReadThis ha scritto:Ere glaciali con elevati quantitativi di CO2 si verificano principalmente per i cicli di milankovitch e non a causa del sole. Dal 2006 al 2012 abbiamo avuto anche l'inverno più caldo di sempre. Il driver principale non è il Sole. Il sole non porta ad avere ere glacialiil conte ha scritto:buona sera
vorrei porre questo dubbio circa la forzante da te (e dalla gran parte del forum e dell'opinione pubblica) assunta come driver principale: quella antropica.
L'AGW si estrinseca, nella lettura dei più, attraverso l'aumento della concentrazione di CO2.
si è verificato in epoche remote (paleoclimatologia) in almeno due o tre occasioni, periodo di era glaciale (non PEG, era glaciale vera e propria) con concentraz CO2 molto superiori alle 400 e rotti ppm attuali.
e se il driver principale fosse il sole, punto e basta?
ricordo che nello scorso minimo solare (ciclo 23-24) cioè 2006-2012, ne abbiamo viste delle belle in Europa e non solo eventi climatici estremi in un contesto mediamente mite, ma inverni interi dominati da una circolazione (NATL-ARTICO) foriera di abbondanti precipitazioni nevose (e soprattutto frequenti) in aree assolutamente tipiche (es nord ovest) , insomma l'OLD STYLE di Ulisse...
un saluto e cmq complimenti per le tue analisi e anche per il tema proposto nela presente.
ok... ma è questa verità incontrovertibile oppure suscettibile secondo te di eventuali correzioni, come la scoperta di correlazioni prima non viste?
ricordiamoci che si tratta di un campo di indagine in cui la riflessione scientifica è in atto da un tempo molto, molto breve...
Va detto che comunque è probabile che l'attività solare possa influenzare le sinottiche su scala locale il che può favorire nel caso di attività bassa un sensibile raffreddamento di vaste aree portando comunque a inverni più rigidi; il discorso è complesso e ad ora non ho un ricordo preciso e non vorrei intervenire per evitare errori; tempo fa condivisi in un TD di Robert un paper (ovviamente in inglese) sull'argomento, magari più tardi lo ricondivido qua, adesso sono onestamente troppo scazzato per spulciare nel forum.