E mettici pure che milioni di cinesi vanno ancora in bicicletta!
Non mi immagino che cosa accadrà quando anche questi milioni di persone acquisteranno la loro prima auto.
Processo irreversibile.
E se non fosse poi così ...tutto naturale?
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gemi65
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Da La repubblica.it
NON È TUTTA colpa dell'uomo se mammut, rinoceronti lanosi, gatti dai denti a sciabola che popolavano la Terra fino a 11.000 anni fa sono scomparsi. La vera causa della loro sparizione è il clima. Lo aveva già ipotizzato una ricerca della Royal Society di Londra che, un paio di anni fa aveva analizzato il Dna di 88 esemplari di ossa e denti, conservati nei ghiacci di America e Eurasia settentrionale. Ora la conferma viene da uno studio pubblicato su Science dal gruppo coordinato da Alan Cooper, dell'università australiana di Adelaide. Pare proprio che per i grandi animali del Pleistocene sarebbe stato fatale un rapido e improvviso riscaldamento climatico simile a quello attuale, che ha stravolto le precipitazioni e la distribuzione della vegetazione.
"Anche in aree dove non erano presenti esseri umani", ha detto Cooper, "abbiamo visto che ci sono state estinzioni di massa". Per esempio in America del Nord, il gigante orso dalla faccia corta era scomparso prima che arrivasse l'uomo circa 13.000 anni fa. In Eurasia, quando l'uomo Sapiens è arrivato circa 44.000 anni fa molti grandi animali continuarono a esistere senza problemi per migliaia di anni per poi scomparire durante ripetuti e improvvisi periodi di riscaldamento climatico.
Finora si immaginava che ci fosse soprattutto l'uomo dietro a queste estinzioni avvenute in più continenti, dal Nord America, all'Europa all'Asia, alla fine dell'ultima era glaciale. Invece "caccia eccessiva e la modifica e frammentazione degli habitat per mano dell'uomo avrebbero dato solo il colpo di grazia a una popolazione già stressata da un rapido e improvviso aumento delle temperature", ha spiegato uno degli autori, Chris Turney dell'università australiana del Nuovo Galles del Sud.
I ricercatori lo hanno scoperto analizzando il Dna raccolto da campioni di terreno e ghiaccio antico che contengono materiale genetico misto, di piante, animali e microrganismi (cosiddetto Dna ambientale) che permette di ricostruire interi ecosistemi del passato. In più è stata ricostruita la storia climatica del Pleistocene grazie alle carote di ghiaccio prelevate dalla Groenlandia. È stato così osservato che l'estinzione di questi animali coincide con le fasi di riscaldamento climatico registrate durante l'ultima glaciazione nella quale si sono viste oscillazioni drastiche delle temperature, anche di molti gradi. Inoltre, al contrario di quanto ritenuto finora, i periodi freddi estremi, come l'ultimo massimo glaciale,
non sembrano corrispondere con queste estinzioni.
Alla luce di questa scoperta, ha sottolineato Cooper, sapere che al riscaldamento globale si aggiungono le pressioni delle attività umane sugli ecosistemi è motivo di "gravi preoccupazioni" per il futuro del nostro ambiente.
NON È TUTTA colpa dell'uomo se mammut, rinoceronti lanosi, gatti dai denti a sciabola che popolavano la Terra fino a 11.000 anni fa sono scomparsi. La vera causa della loro sparizione è il clima. Lo aveva già ipotizzato una ricerca della Royal Society di Londra che, un paio di anni fa aveva analizzato il Dna di 88 esemplari di ossa e denti, conservati nei ghiacci di America e Eurasia settentrionale. Ora la conferma viene da uno studio pubblicato su Science dal gruppo coordinato da Alan Cooper, dell'università australiana di Adelaide. Pare proprio che per i grandi animali del Pleistocene sarebbe stato fatale un rapido e improvviso riscaldamento climatico simile a quello attuale, che ha stravolto le precipitazioni e la distribuzione della vegetazione.
"Anche in aree dove non erano presenti esseri umani", ha detto Cooper, "abbiamo visto che ci sono state estinzioni di massa". Per esempio in America del Nord, il gigante orso dalla faccia corta era scomparso prima che arrivasse l'uomo circa 13.000 anni fa. In Eurasia, quando l'uomo Sapiens è arrivato circa 44.000 anni fa molti grandi animali continuarono a esistere senza problemi per migliaia di anni per poi scomparire durante ripetuti e improvvisi periodi di riscaldamento climatico.
Finora si immaginava che ci fosse soprattutto l'uomo dietro a queste estinzioni avvenute in più continenti, dal Nord America, all'Europa all'Asia, alla fine dell'ultima era glaciale. Invece "caccia eccessiva e la modifica e frammentazione degli habitat per mano dell'uomo avrebbero dato solo il colpo di grazia a una popolazione già stressata da un rapido e improvviso aumento delle temperature", ha spiegato uno degli autori, Chris Turney dell'università australiana del Nuovo Galles del Sud.
I ricercatori lo hanno scoperto analizzando il Dna raccolto da campioni di terreno e ghiaccio antico che contengono materiale genetico misto, di piante, animali e microrganismi (cosiddetto Dna ambientale) che permette di ricostruire interi ecosistemi del passato. In più è stata ricostruita la storia climatica del Pleistocene grazie alle carote di ghiaccio prelevate dalla Groenlandia. È stato così osservato che l'estinzione di questi animali coincide con le fasi di riscaldamento climatico registrate durante l'ultima glaciazione nella quale si sono viste oscillazioni drastiche delle temperature, anche di molti gradi. Inoltre, al contrario di quanto ritenuto finora, i periodi freddi estremi, come l'ultimo massimo glaciale,
non sembrano corrispondere con queste estinzioni.
Alla luce di questa scoperta, ha sottolineato Cooper, sapere che al riscaldamento globale si aggiungono le pressioni delle attività umane sugli ecosistemi è motivo di "gravi preoccupazioni" per il futuro del nostro ambiente.