Anche osservando altrove, come avevo previsto chi è andato sotto zero ci è andato per un soffio ( a parte conche alpine e ombrose valli collinari) e nessun capoluogo regionale è sceso sotto quella soglia ufficialmente. Se dovesse fallire anche la prossima nottata, dopo la quale cominceranno a insediarsi le primi sterili - inizialmente - nubi, potremmo quasi ufficialmente sancire che l'autunno italiano ( dal 1 dicembre si entra meteorologicamente in inverno) non ha partorito una sola gelata come si deve.
Ripeto, perchè è un fatto meteo a mio avviso da sottolineare e di notevole significato: eccezion fatta per aree microclimatiche ristrettissime ( la "ghiacciaia" di Malpensa, le conche collinari dell'astigiano, i bassipiani del cuneese e qualche centralina meteo personale posta in zone soggette al ristagno di aria fredda), se anche la prossima notte dovesse fallire, potremmo tranquillamente affermare che in un Paese il cui 60 per cento del territorio è posto sopra il 40esimo parallelo nord, arrivando a toccare il 47esimo ( per intenderci, la stessa latitudine che va da Buffalo - sì, la celebre Buffalo di questi giorni - alla capitale della Mongolia Ulan Bator ( che in inverno fa -40), ecco, in questo Paese in tutto l'autunno non c'è stata una vera notte con minime diffusamente sottozero. Non una.
Ma per molti, neanche questo sarà considerato un indizio ("era già successo" "è tutto normale" " non siamo la finlandia").
Come diceva il grande Nanni Moretti: " ma continuiamo cosi, facciamoci del male"