Global Warming in crisi? Teniamoci aggiornati!

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ponente
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Messaggio da ponente »

pubblico ha scritto:
ponente ha scritto:Colpa del minimo solare il calo globale linkato da pubblico :)

daglli anni 70 si nota come l'anomalia riguardava maggiormente l'emisfero sud, poi con crescita costante globale e sorpasso da fine anni 80 di quello nord(sempre parlando di anomalia) poi da metà fine anni 90 anomalia sempre più marcata, specie nell'emisfero nord

Ciao
Non credo proprio 8) gli effetti del minimo ancora non ne risentiamo,,,probabilmente è tutto Made In NINA gli effeti di questo minimo Be Incoming

:wink:
bha...non potrebbe essere una forzante che inizia ad avere i suoi effetti? :roll:

Il probabile calo della radiazione solare, seppur debole, (è passato dai 1362 W/mq dell'Estate 2003 agli attuali 1360,8), potrebbe anche influenzare la frequenza con la quale si verificano gli episodi Nino - Nina, in quanto, nell'ultimo periodo, il Nino è apparso debole, mentre la Nina è in fase di deciso rafforzamento, un po' al contrario di quanto è mediamente stato negli ultimi vent'anni.

:wink:
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FALCO
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Messaggio da FALCO »

ponente ha scritto:
pubblico ha scritto:
ponente ha scritto:Colpa del minimo solare il calo globale linkato da pubblico :)

daglli anni 70 si nota come l'anomalia riguardava maggiormente l'emisfero sud, poi con crescita costante globale e sorpasso da fine anni 80 di quello nord(sempre parlando di anomalia) poi da metà fine anni 90 anomalia sempre più marcata, specie nell'emisfero nord

Ciao
Non credo proprio 8) gli effetti del minimo ancora non ne risentiamo,,,probabilmente è tutto Made In NINA gli effeti di questo minimo Be Incoming

:wink:
bha...non potrebbe essere una forzante che inizia ad avere i suoi effetti? :roll:

Il probabile calo della radiazione solare, seppur debole, (è passato dai 1362 W/mq dell'Estate 2003 agli attuali 1360,8), potrebbe anche influenzare la frequenza con la quale si verificano gli episodi Nino - Nina, in quanto, nell'ultimo periodo, il Nino è apparso debole, mentre la Nina è in fase di deciso rafforzamento, un po' al contrario di quanto è mediamente stato negli ultimi vent'anni.

:wink:
2w/mq in meno ,sono pochi per essere la causa effetto della nuova Nina.
Si era detto (gli scienziati)che la variazione della radiazione solare poteva influenzare solo di un 0,2% sul calore che ci invia la nostra stella e che invece è molto più importante la relazione fra raggi cosmici e nuvolosità ...riportato prorprio oggi da ML :wink:
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Messaggio da ponente »

Lo 0,2... siamo così certi che non possa influire sulla tempistica e/o frequenza del fenomeno delle acque tropicali, conosciuto come Nino e Nina?

Ciao :wink:
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Messaggio da FALCO »

ponente ha scritto:Lo 0,2... siamo così certi che non possa influire sulla tempistica e/o frequenza del fenomeno delle acque tropicali, conosciuto come Nino e Nina?

Ciao :wink:
Dal post sul sole...pag2 :wink: loro dicono così :wink: https://atlserver.pv.infn.it/negri/publ ... _Clima.pdf
pubblico

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ponente ha scritto:Lo 0,2... siamo così certi che non possa influire sulla tempistica e/o frequenza del fenomeno delle acque tropicali, conosciuto come Nino e Nina?

Ciao :wink:
La PDO influisce direttamente .... specie in questi ultimi esempi
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Messaggio da ponente »

PDO e altri indici tipo la QBO :o ...non so se si possa, io lo posto :wink:

RELAZIONE SOLE-CLIMA: Causa ed effetto

- Parte II -



a cura di Daniele Campello (Climate Prediction Staff M3V)





Introduzione:

Il dibattito continuo circa il riscaldamento globale sta generando molta confusione tra gli esperti e gli appassionati che studiano la variabilità del clima. Con il presente articolo intendo mettere in risalto l’importanza del sole per la vita e le condizioni meteorologiche del nostro pianeta.
Nella prima parte ho affrontato il tema della stretta relazione tra l’attività solare e le variazioni del clima; in questo secondo articolo mi preme mettere in risalto come il sole influenzi anche le teleconnessioni più rilevanti, dall’ENSO alla PDO, dall’indice NAO alla QBO.

Uno degli errori che si commettono, quando si analizza il comportamento solare, è quello di credere che un minimo del ciclo di Schwabe indichi un sole più “freddo” e un massimo un sole più “caldo”. La differenza d’irraggiamento tra queste due fasi risulta trascurabile e da sola non è in grado di provocare gli evidenti cambiamenti climatici che andremo ad analizzare.
Si è visto che il sole presenta variazioni periodiche e che quando esso è massimamente attivo (picco massimo delle macchie solari) aumenta proporzionalmente anche il campo magnetico. Quest’ultimo, espandendosi verso la terra attraverso il vento solare, provoca una naturale schermatura al flusso dei raggi cosmici, quelle particelle cariche provenienti dallo spazio che colpiscono la Terra in ogni direzione.
Queste particelle sono la fonte dominante della ionizzazione della troposfera. Si è calcolato che il tasso di ionizzazione tra un massimo e un minimo del ciclo solare raggiunge addirittura il 10%. Questo processo è uno dei fattori primari per la formazione delle nuvole, risulta chiaro perciò che una forte attività solare produce una minore copertura nuvolosa e quindi più caldo; mentre una bassa attività del sole provoca un aumento della copertura nuvolosa e giacché le nubi riflettono fra il 20 e 30% nuova luce solare, si ha anche un minor irraggiamento.




Sappiamo bene che l’energia del sole non è distribuita in modo omogeneo su tutta la terra e che essa risulta più intensa all’equatore e meno nei poli. Questa situazione mette in moto fattori di scambio di calore tra poli ed equatore, che grazie alla forza di Coriolis genera la struttura proposta da Hadley.



ENSO:

L'ENSO (El Niño Southern Oscillation) consiste in un sistema climatico fluttuante di interazioni tra oceano e atmosfera che è conseguenza diretta della circolazione oceanica e atmosferica terrestre. L'ENSO è la più nota causa di variabilità interannuale delle condizioni meteorologiche e climatiche al mondo, con una frequenza che varia dai 3 agli 8 anni.





Sebbene non ci siano studi scientifici in grado di spiegare in maniera specifica come l’attività solare provochi gli eventi dell’ENSO, è possibile capire che il sole incide su questo e gli altri indici. Studi hanno dimostrato in maniera inequivocabile che una forte attività solare determina un maggiore irradiamento (schermatura ai raggi cosmici) e quindi generi nell’oceano pacifico, il più grande “contenitore di calore” del pianeta, una maggiore inclinazione per il fattore di El Niño il fenomeno inverso vale per La Niña.
Quando si presenta una notevole attività solare dovuta a intensi brillamenti, si riscontra un aumento dei raggi UV del sole del 16%. L'ozono nella stratosfera assorbe l’energia eccedente che causa le dispersioni locali di circolazione e di riscaldamento. Questi cambiamenti inizialmente indotti nella stratosfera, possono penetrare nella troposfera ed influenzare la temperatura, la pressione d'aria, la circolazione di Hadley. Questo, secondo la mia opinione, è il fattore dominante della relazione sole/clima. A riguardo ho letto diversi studi, tra cui gli scritti Joanna Haigh dell’università imperiale di Londra, che ha verificato attraverso un modello meteorologico associato ai dati dei raggi cosmici, precisi effetti sulla circolazione della bassa media troposfera con un conseguente indebolimento ed espansione delle celle tropicali di Hadley e uno spostamento di poleward delle celle di Ferrel.

Seguendo la teoria delle macchie solari e più precisamente del vento solare e dei moti ciclici orbitali del Sole (ciclo di Gleissberg, ciclo di Hale), lo studioso Theodor Landscheidt ha portato avanti una tecnica che gli ha permesso di prevedere in anticipo di qualche anno gli ultimi tre El Niño.
La sua teoria si basa essenzialmente sulla correlazione tra il ciclo solare e i valori dell’indice SOI (Southern Oscillation Index) con risultati sorprendenti. Personalmente ho trovato buone correlazioni anche con altri indici.




Evidente come questa comparazione non abbia particolari pretese e andrebbe sviluppata ulteriormente, ma qualche spunto di riflessione pare inevitabile: mi concentrerei non tanto sui valori in campo, ma piuttosto sulla bassa e alta attività solare. A prima vista si può notare come una bassa attività solare tenda ad abbinarsi meglio con La Niña, viceversa con El Niño. Altro aspetto rilevante: se dividiamo il grafico dei 4 cicli a metà, possiamo notare che durante i primi due cicli si è verificata una predominanza de La Niña, nei secondi due de El Niño. Questa opposizione richiama il ciclo magnetico del sole.

Il Ciclo di Hale raggruppa due cicli undecennali e corrisponde all’intervallo tra due apparizioni di macchie solari con polarità magnetica identica. Dopo avere constatato nel 1908 che le macchie solari erano legate dal magnetismo del sole, l'astronomo americano George Ellery Hale ha lavorato tra 1919 e 1925 sulla polarità di questi campi magnetici. E’ emerso che le macchie che appartengono ad un gruppo mostrano generalmente una bipolarità ben definita: questo significa che se la macchia di testa dispone di una polarità magnetica sud, quella di coda è sottomessa ad una polarità magnetica nord. Tutti i gruppi di uno stesso emisfero manifestano una bipolarità identica alla quale è opposta quelli dell'altro emisfero. Hale si è accorto che queste polarità restano costanti durante un ciclo di Schwabe per invertirsi all'inizio del ciclo successivo. In seguito ai due cicli undecennali, i gruppi di macchie ritrovano una bipolarità magnetica identica a quella manifestata dai gruppi che sono apparsi precedentemente, quindi 22 anni.
Questo ciclo esercita enormi influenze sul clima terrestre e viene definito da molti studiosi come il vero ciclo del sole.






PDO:

Nel 1996 lo Scienziato Steven Hare ha mostrato l’esistenza di una seconda oscillazione nel Pacifico dopo l’ENSO: Il PDO (Pacific Decadal Oscillation). Di questa teleconnessione si conoscono due fasi:
- fase calda, positiva, al nord-est del Pacifico le acque sono più fredde del normale. Ma la temperatura dell'oceano lungo il Nord America occidentale è calda così come lungo l'equatore del centro dell'America fino all'isole Marchesi.
- Nella fase fredda, negativa, il PDO somiglia ad un arco di acqua calda che va dal nord al sud del Pacifico passando vicino al Giappone con temperatura dell'oceano lungo il Nord America occidentale fredda), e che normalmente avvolgono una grande zona di acqua fredda vicino all'equatore.






Sebbene il PDO si sviluppi in due fasi, una negativa (fredda) e una positiva (calda) che durano circa 20-30 anni, si riscontrano parecchie similitudini confrontando tale indice teleconnettivo con il ciclo magnetico del sole. Nel grafico sottostante ho voluto comparare l’andamento del PDO con il MEI; in seguito ho evidenziato le fasi opposte di entrambi i grafici. Il risultato ottenuto conferma in primo luogo il forte collegamento tra il PDO e l’ENSO e di conseguenza l’influenza precisa che il ciclo di Hale esercita su entrambi gli indici.
Il PDO ha conosciuto una fase fresca dal 1900 al 1924 e dal 1947 al 1976, e una fase calda dal 1925 al 1946 e dal 1977 al 1997.




Da questa analisi possiamo trarre delle considerazioni molto importanti anche in visione futura:
Dovremmo andare incontro ad un PDO di segno negativo (PDO freddo) e di conseguenza verso un periodo caratterizzato da episodi più frequenti de La Niña ed episodi più rari e meno intensi de El Niño. Se questo trend sarà confermato, darà una forte spallata a chi sostiene il progressivo riscaldamento causato dall’effetto serra, che secondo una buona parte degli studiosi è la causa principale dei frequenti episodi di El Niño degli anni 80-90.
Inoltre, vale la pena tener conto che il minimo del ciclo di Hale coincide con la fase fredda del PDO e con un cambiamento avvenuto anche nel nostro clima dal 2000 in poi: la “continentalizzazione” del nostro clima, che vede l’alternanza di periodi freddi e caldi e una scarsa zonalità in generale.



NAO:


NAO (North Atlantic Oscillation) indica la differenza fra l’anomalia di pressione registrata in Portogallo e quella registrata in Islanda. La sua fase positiva è data dalla presenza di una forte depressione semipermanente d’Islanda contrapposta ad un forte anticiclone delle Azzorre disteso sui paralleli. La fase negativa vede una situazione barica invertita, con anticicloni tra Groenlandia e Islanda e depressioni sulle Azzorre.


L’attività solare sembra regolare in maniera equivocabile anche l’indice (North Atlantic Oscillation). Lo dimostrano le due figure sottostanti che mettono a confronto questo importante indice teleconnettivo con l’attività del sole.



Nella prima figura si è voluto confrontare l’andamento della NAO con i raggi cosmici, mostrando una correlazione molto alta. Nella seconda figura l’oscillazione nord atlantica è stata comparata ad un indice che misura i brillamenti solari che realmente interessano la terra (esplosioni solari in direzione del nostro pianeta). Anche in questo caso la similitudine dei due grafici è sorprendente.









QBO:

Quasi-Biennal Oscillation. La QBO indica la direzione dei venti zonali, ossia quelli diretti lungo i paralleli, nella stratosfera tropicale. Nell’arco di circa due anni tali venti compiono due successive e graduali inversioni nella direzione di provenienza, fino a tornare allo stato originario. Valori negativi della QBO indicano che nella stratosfera tropicale i venti soffiano da est verso ovest, viceversa per valori positivi.




Diversi studi sono stati fatti per cercare di trovare dei legami tra la QBO e il ciclo solare, tra le varie pubblicazioni spiccano i risultati ottenuti da KARIN LABITZKE del Stratospheric Research Group FU Berlin, Germany. Queste ricerche sono state eseguite utilizzando i dati disponibili dal 1950 della temperatura della stratosfera nell’emisfero nord.
L’insieme dei dati può essere raggruppato in quattro categorie basate sulla fase della QBO, si è visto che questo indice si comporta in modi diversi a seconda dell’intensità solare. Tutto questo ovviamente mantenendo lo stesso segno e quindi la stessa direzione dei venti.
La valutazione delle caratteristiche di segno positivo o negativo della QBO, senza considerare l’attività del sole è a mio avviso incompleta e superficiale, di conseguenza non completamente attendibile.

Cerchiamo ora di vedere come e quanto incide il ciclo undecennale sul comportamento di questo importante indice. Partiamo da una Quasi Biennal Oscillation di segno positivo, quindi la direzione dei venti va da est a ovest (fase ovest) e supponiamo di essere in presenza di un massimo del ciclo solare. Si è visto che si hanno temperature “calde” al Polo e quindi possibilità di inverni freddi nelle nostre latitudini. Mantenendo la QBO con lo stesso segno, ma passando ad un minimo delle macchie solari, si è visto che il vortice polare risulta più profondo.
Cambiamo ora segno alla QBO, passiamo al segnale negativo (fase est): si è notato che con una forte attività solare il vortice polare risulta profondo, mentre con un minimo undecennale si sono registrate temperature calde al polo e freddo alle nostre latitudini.


Il coefficiente di correlazione è molto alto. Si può notare quanto l’andamento solare influenzi la temperatura della QBO, durante la fase di minima attività solare (70) si ha un vortice polare profondo con un minimo di macchie, al contrario (200/250) si ottiene un VPS più disturbato. Grafico molto interessante.
Altra correlazione importante è quella del ciclo di Hale, si è notato che nei periodi di bassa attività geomagnetica la semipermanente d’Islanda si comporta così:
QBO- = tende ad rafforzarsi
QBO+ = tende ad indebolirsi (possibilità di rimonte dell’HP verso Nord).
Come è facilmente intuibile questa caratteristica incide anche sul comportamento dell’indice NAO.


Conclusioni:

L’importanza del sole viene spesso sottovalutata, in questi anni l’attenzione degli esperti verso i cicli solari è cresciuta enormemente, sempre più scienziati stanno facendo marcia indietro riguardo le previsioni catastrofiche (parere personale) del IPCC. Se gli studi degli esperti avranno ragione c’è da aspettarsi che la temperatura della terra ricominci a stabilizzarsi per poi iniziare a scendere. In particolare trovo molto interessante la previsione del prossimo minimo di Gleissberg (argomento trattato nella prima parte della relazione), e sono convinto che il futuro ci riserverà sorprese.

Mi auguro di aver esposto con sufficiente chiarezza le articolate dinamiche sole/clima che tanto mi affascinano, e spero di aver almeno in parte soddisfatto la vostra curiosità riguardo a questo interessante aspetto della climatologia.


Daniele Campello (Climate Prediction Staff M3V)
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ponente ha scritto:PDO e altri indici tipo la QBO :o ...non so se si possa, io lo posto :wink:

RELAZIONE SOLE-CLIMA: Causa ed effetto

- Parte II -



a cura di Daniele Campello (Climate Prediction Staff M3V)





Introduzione:

Il dibattito continuo circa il riscaldamento globale sta generando molta confu [...]
Non vedo la pertinenza di questo articolo (che lessi molto tempo fà) con questo TD :roll:

Magari stava meglio nella sezione didattica....

La PDO influisce su l'ENSO e viceversa, considera che c'è una quasi corrispondenza biunivoca, ed usano una per prevedere l'altra, quindi una PDO negativa, sopratutto ora che si acutizzata negativa, non c'entra il sole, tutta via il sole influisce sugli oceani ecc... ma quello è un altro discorso :wink:
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Messaggio da ponente »

Perchè altro scusa?? tutti sti indici alla fine si combinano uno con l'altro e sono in relazione agli oceani...alcuni sono più importanti per detrminare il clima su scala mondiale altri meno... :P sez. didattica ?!? perchè? sarebbe?
In quell'articolo spiega come con il variare dei cicli solari ci sia una costante con gli indici

:roll: :wink:
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ponente ha scritto:Perchè altro scusa?? tutti sti indici alla fine si combinano uno con l'altro e sono in relazione agli oceani...alcuni sono più importanti per detrminare il clima su scala mondiale altri meno... :P sez. didattica ?!? perchè? sarebbe?
In quell'articolo spiega come con il variare dei cicli solari ci sia una costante con gli indici

:roll: :wink:
E' qui che ti sbagli... non lo spiega lo ipotizza!!!
Che è diverso, perche costui quanto bravo vuoi che sia, se davvero sapesse come influisce il sole sul clima, a quest'ora ho l'avevano fatto fuori :lol: oppure gli davano il Nobel per l'astrofisica e climatologia...

Giusto che gli oceani influiscono sul clima mondiale...
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Messaggio da ponente »

Ok...per quel che mi riguarda è cmq un ' ipotesi interessante...

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Messaggio da bimbo piccolo »

fidiamoci delle rilevazioni a terra........ :lol: :lol:

I Dati di ottobre di GISS. La grande area rossastra in russia, errore della nasa!!!

Immagine

Una squadra dilettantistica trova un errore della Nasa, simile ad un'altro che loro avevano scoperto un anno fa!!!
Il Goddard Institute ddella Nasa per gli Studi Spaziali (GISS), è una delle fonti primarie del mondo per dati climatici. GISS pubblica aggiornamenti regolari sulle temperature del mondo basate sulla loro analisi di letture di temperatura da migliaia di stazioni sul globo.
Le GISS più recenti hanno rilasciato che l'ottobre scorso è stato straordinariamente caldo,un pieno 0.78C sopra al normale. Questo avrebbe creato il più caldo ottobre sui record; un aumento enorme sui dati del mese precedente.
Questi risultati misero in allarme Steve McIntyre e la sua banda di milizie irregolari di Climateaudit.org. Loro notarono che i dati della Nasa non si confacevano con temperature dal satellite che mostrano un ottobre per essere molto mite, mentre continua lo stesso trend di raffreddamento che persiste dal 1998. Quindi loro scavarono un poco più in profondità....
McIntyre, lo stesso uomo che trovò errori l'anno scorso nella temperatura degli Stati Uniti nei registri del GISS, notò rapidamente che la maggior parte dell'aumento della temperatura stava venendo dalla Russia. Una tabella di temperature del mondo mostra che ad ottobre, la maggior parte della Russia, la più grande nazione sulla Terra non solo stava registrando caldo, ma letteralmente era fuori scala. rapporti aneddotici stavano suggerendo che ottobre era davvero leggermente più freddo del normale. Ci potrebbe essere un altro errore nei dati di GISS?
Un lettore vigile sul blog di McIntyre ha rivelato che c'era un problema molto grande. Guardando alle letture attuali da stazioni individuali in Russia mostrò un'anomalia curiosa. Tutte le ubicazioni erano assegnate con le temperature del molto più caldo mese di settembre. La Russia rinfresca molto rapidamente nei mesi autunnali, riciclando così i dati dal primo mese che aveva condotto ad un aumento di temperatura massiccio....
anche Alcune ubicazioni in Irlanda sono state trovate usando dati Settembrini...
Steve McIntyre informò GISS dell'errore via e-mail. Secondo McIntyre, non ha avuto risposta, ma approssimativamente dopo un'ora", GISS corresse i dati erronei, citando una "disavventura" fantomatica...
Il Direttore del NOAA per le Comunicazioni, Scott Smullens ha affermato al DailyTech che NOAA è solamente responsabile per letture di temperatura negli Stati Uniti, non quelli nelle altre nazioni....
L'errore non solo colpì i dati di ottobre, ma a causa dell'algoritmo complesso che GISS usa per convertire le letture di temperatura attuali nei loro risultati di produzione, alterò anche i valori prima pubblicati per molti altri mesi. I valori per agosto 2008, per esempio cambiati entro 0.11C e l'anomalia globale come nel lontano 2005 aumentati entro un centesimo di grado.
GISS è gestito dal Dott. James Hansen, un fautore del riscaldamento globale che ha accusato le società di petrolio di "crimini contro l'umanità.". Hansen serve anche come consulente scientifico ad Al Gore.

Dal Dott. Hansen non è arrivato nessun commento.

una faccenda che ha dell'incredibile,e mostra la poca affidabilità di questi enti ....

si ringrazia il dailytech.com.

fonte Wpsmeteo.
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FALCO
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Messaggio da FALCO »

Bimbo....GISS è gestito dal Dott. James Hansen, un fautore del riscaldamento globale
A pensar male spesso ci si prende. :roll:
pubblico

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FALCO ha scritto:
Bimbo....GISS è gestito dal Dott. James Hansen, un fautore del riscaldamento globale
A pensar male spesso ci si prende. :roll:
che è stato un errore in russia si sapeva,,infatti con un comunicato hanno avvisato che verranno ritoccati i dati di ottobre in ribasso ed anche in maniera sensibile...
a dimostrare ciò, il buon avanzamento dello snow-cover in eurasia...nella media... :wink:
Nulla di malizioso...
pubblico

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pubblico ha scritto:
FALCO ha scritto:
Bimbo....GISS è gestito dal Dott. James Hansen, un fautore del riscaldamento globale
A pensar male spesso ci si prende. :roll:
che è stato un errore in russia si sapeva,,infatti con un comunicato hanno avvisato che verranno ritoccati i dati di ottobre in ribasso ed anche in maniera sensibile...
a dimostrare ciò, il buon avanzamento dello snow-cover in eurasia...nella media... :wink:
Nulla di malizioso...
Mese piuttosto freddo quello di ottobre rispetto al trend degli ultimi 20 anni!!!

GW + 0, 81 di cui

NH +0,55

SH +0,28 :shock: 8)
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Messaggio da FALCO »

pubblico ha scritto:[Mese piuttosto freddo quello di ottobre rispetto al trend degli ultimi 20 anni!!!

GW + 0, 81 di cui

NH +0,55

SH +0,28 :shock: 8)
Ma 0,81 cent. di grado non mi sembrano pochini :shock: in base anche a quellli che hai appena portato :wink:


low troposphere: +0.167

link
http://vortex.nsstc.uah.edu/public/msu/ ... glhmam_5.2

mid troposphere: -0.20

link:
http://vortex.nsstc.uah.edu/public/msu/t2/tmtglhmam_5.1

low stratosphere: -0.653

link:

http://vortex.nsstc.uah.edu/public/msu/t4/tlsglhmam_5.1
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