
Modelli Live Agosto 2022
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Non sprecare tempo Inverno... La gente parlaInvernoPerfetto ha scritto:Ottobre ha scritto:Non conosco che superficialmente le criticità del Piemonte e i dati ufficiali.Serenovariabile ha scritto: Eppure c'è qualcosa che non mi torna. Non capisco se si sta portando agli estremi una situazione davvero così estrema, oppure la situazione è davvero cos' estrema.
Per togliermi ogni dubbio, sono andato a vedere i dati ufficiali di Arpa Piemonte che analizza bene la situazione su tutto il territorio regionale. E sono rimasto un po' sorpreso. O sono io che leggo male la tabella sotto.
Perchè la situazione non pare così drammatica come la dipingono alcuni: quasi da deserto di Atacama.
E con mia sorpresa, pare che nel luglio il deficit pioggia sul Piemonte sia di appena il 23%; e quello dell'anno idrologico di appena il 26%.
Bho, non capisco. Forse sono io che interpreto male i dati.
http://www.arpa.piemonte.it/export/boll ... ensile.pdf
qui in Lombardia invece, molte zone viaggiano ancora a -50%
Dal mio punto di vista, per una corretta valutazione della siccità, vanno considerati due aspetti: la serie storica entro cui si inserisce la rilevazione e la distribuzione temporale delle precipitazioni.
In linea di massima posso dirti che un deficit mensile, per quanto non eclatatante come il 23%, va interpretato insieme all'andamento dei mesi precedenti. Tanti deficit contenuti, mettiamo sul 20%, creano comunque un grande problema. Se prendiamo un singolo mese, magari non ci allarmiamo, ma è la serie dei mesi a restituirci la fotografia più aderente alla realtà.
Stesso discorso per quanto riguarda gli anni; un singolo anno può non farci tremare i polsi, solo il 26% in meno, ma se a questo deficit sommiamo quello modesto del 2021, -18%, e un 2020 in pratica normale, -5%, la situazione diventa di facile lettura.
Ricordiamoci che bastano un paio di anni di deficit, magari modesto, o addirittura quasi in media, per "annullare" annate precedenti particolarmente ricche di precipitazioni. Questo per due motivi.
1) Temperature più alte si traducono in pioggia (l'elemento più volatile delle precipitazioni) e sempre meno in neve (vero serbatoio e "assicurazione" sul futuro), per cui avere tanta pioggia in un determinato periodo non significa avere tanta disponibilità di acqua nei mesi successivi. La pioggia è l'uovo, la neve è la gallina, per intendersi.
2) Lo sfruttamento antropico dell'acqua continua a crescere in modo esponenziale. Se in passato cicli di siccità venivano assorbiti in qualche modo, oggi bastano 2-3 anni di precipitazioni inferiori alla media, anche di pochissimo, o come ho già detto addirittura in media, per mandare in crisi il sistema. Per capirlo meglio, tornare al punto 1): in quella "media" quanta parte ha la pioggia e quanta la neve?
Insomma, la pressione antropica è ormai eccessiva per i meccanismi naturali di compensazione.
In ultimo aggiungo un cenno alla distribuzione temporale delle precipitazioni. Purtroppo le rilevazioni annuali hanno il difetto di fotografare un periodo convenzionale. Non si può fare altrimenti, d'altra parte.
Se un anno cadono, mettiamo, 750 mm in una località la cui media è 800 mm, si potrebbe dire che non ci sono problemi. Ma se poco meno di 600 cadono nei primi 6 mesi e i restanti 150 circa nei 6 mesi successivi, alla fine dell'anno sei ridotto con la sabbia, anche se la rilevazione ufficiale riporta 750 mm.
Scusate il lungo "pippone", come diciamo a Roma
Ottima spiegazione Ottobre, ma farei notare all'utente che avrebbe ridimensionato i problemi idrici del Piemonte che la realtà è ben più grave:
"Secondo le analisi del CNR-ISAC di Bologna, la quantità d'acqua cumulata a livello nazionale dal 1° gennaio al 31 luglio è inferiore del 47% alla media del nuovo trentennio di riferimento 1991-2020 (-52% al Settentrione), e per ora il 2022 - relativamente ai primi sette mesi - risulta l'anno più secco nella serie storica italiana con inizio nel 1800. Svariate località dal Torinese, alla bassa emiliana, alla Toscana non hanno ricevuto nemmeno 200 mm d'acqua da inizio anno.
Torino è una città tra le più colpite dall'anomalia negativa di precipitazioni: dal 1° dicembre 2021 al 31 luglio 2022 si sono raccolti appena 147 mm di pioggia e neve fusa al pluviometro ARPA Piemonte di via della Consolata, riferimento per la serie storica del centro-città, 39% della media 1991-2020 e minimo per il periodo dicembre-luglio nella serie dal 1802"
Altro che -20%: alcune zone di pianura del torinese, astigiano, alessandrino occidentale e basso vercellese stanno viaggiando a -60% da inizio anno, e la scomparsa di molti ruscelli di montagna, seccati come fossimo nella sicilia continentale, e la penosa situazione del Po, oltre che la situazione del fogliame rinsecchito e già parzialmente perso come fossimo a metà ottobre, ci dicono tutto
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Seguendo questo run molto va in Spagna con interessamento di nord e centro, già grande miglioramento rispetto alle uscite precedenti. Poi bisognerà capire lo stato di forma del blocco atlantico e se potrà scendere qualcosa dal suo lato discendente. Probabilmente l'occasione migliore sarà la seconda che sarà influenzata dalla prima .

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Questo non lo posso sapere.Let it snow! ha scritto: Seguendo questo run molto va in Spagna con interessamento di nord e centro, già grande miglioramento rispetto alle uscite precedenti. Poi bisognerà capire lo stato di forma del blocco atlantico e se potrà scendere qualcosa dal suo lato discendente. Probabilmente l'occasione migliore sarà la seconda che sarà influenzata dalla prima .
Provo ad individuare ondulazioni e movimenti delle figure bariche a 12/15 GG,
poi il resto sono dettagli su microaree che determinano le sorti, posso dire
che quel tipo di blocco e relative anomalie di solito sono associate
ad una nao-, quindi non trovo assurdo che prenda quella via in virtù anche delle ssta.
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Certo picchio il mio non era un compito ci mancherebbepicchio70 ha scritto:Questo non lo posso sapere.Let it snow! ha scritto: Seguendo questo run molto va in Spagna con interessamento di nord e centro, già grande miglioramento rispetto alle uscite precedenti. Poi bisognerà capire lo stato di forma del blocco atlantico e se potrà scendere qualcosa dal suo lato discendente. Probabilmente l'occasione migliore sarà la seconda che sarà influenzata dalla prima .
Provo ad individuare ondulazioni e movimenti delle figure bariche a 12/15 GG,
poi il resto sono dettagli su microaree che determinano le sorti, posso dire
che quel tipo di blocco e relative anomalie di solito sono associate
ad una nao-, quindi non trovo assurdo che prenda quella via in virtù anche delle ssta.
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Sicuramente meglio della 20 che si vedeva fino a ieri, ma vorrei anche evidenziare che oggi qui con meno di una 16 in quota (15.picchio70 ha scritto:Qui il dettaglio completo
Anche peggio la minima, 22 a Ciampino, che sono 4.5 sopra la media nel solco delle notti afromediterranee oramai divenute standard.
Per carità non sono i quarantelli, ma è bene sottolineare che, quantomeno per la mia zona - sulle altre non mi esprimo - al di là dei valori in libera atmosfera il quadro termico al suolo sarà verosimilmente ben distante dalla media del periodo.
Nuova normalità? Certamente, e in fondo poteva andare peggio - anche se confesso che la logica del tanto peggio, tanto meglio, non mi ha mai appassionato, dovendo esprimere un desiderio preferirei senz'altro il ritorno dell'Atlantico. Chissà quando torneremo a beneficiare degli oramai mitologici trenini, intanto ieri la zona ovest di Roma ha rivisto la prima vera pioggia diurna dal 10 di maggio o giù di lì (...) ed è già qualcosa dai
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Ciao, purtroppo è così e non da qualche giorno.Sordatino ha scritto:
Sicuramente meglio della 20 che si vedeva fino a ieri, ma vorrei anche evidenziare che oggi qui con meno di una 16 in quota (15.abbiamo fatto 34 di massima, che sono 4 sopra la media 90-10.
Anche peggio la minima, 22 a Ciampino, che sono 4.5 sopra la media nel solco delle notti afromediterranee oramai divenute standard.
Per carità non sono i quarantelli, ma è bene sottolineare che, quantomeno per la mia zona - sulle altre non mi esprimo - al di là dei valori in libera atmosfera il quadro termico al suolo sarà verosimilmente ben distante dalla media del periodo.
Nuova normalità? Certamente, e in fondo poteva andare peggio - anche se confesso che la logica del tanto peggio, tanto meglio, non mi ha mai appassionato, dovendo esprimere un desiderio preferirei senz'altro il ritorno dell'Atlantico. Chissà quando torneremo a beneficiare degli oramai mitologici trenini, intanto ieri la zona ovest di Roma ha rivisto la prima vera pioggia diurna dal 10 di maggio o giù di lì (...) ed è già qualcosa dai
Il riflesso al suolo delle isoterme è cambiato, ne parlavo proprio oggi con un amico
ricordando le giornate di neve negli anni 70 e la differenza sulla permanenza a terra
anche con isoterme minori.
Comunque le mie considerazioni tengono conto e si confrontano
con ciò che stiamo realmente vivendo, forse alcune incomprensioni nascono
proprio dai punti di riferimento.
Io ripeto che bisogna aggiornarsi e con la stessa velocità dei cambiamenti
a cui stiamo assistendo, sennò si rischia di rimanere indietro e confrontarsi con ciò
con cui non ha più senso farlo.
Per lo stesso motivo non condivido il pensiero di coloro che fanno le pulci
ad ogni passaggio instabile, come chissà quanti ce ne sono stati o quanti ce ne saranno
in autunno. Il trend è nefasto ed i periodi freschi e piovosi scarsi, questo dovrebbe
aumentare la sensibilità verso quelli che si realizzeranno, perché potrebbero essere
veramente pochi nella prossima stagione e certamente quei pochi non interesseranno
tutti. Non vorrei che a posteriori poi si apprezzasse quello che è già stato.
-
Serenovariabile
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Non devi farlo notare all'utente (ovvero a me) ma ad arpa Piemonte eventualmente. E' l'arpa della vostra regione che dà dati diversi. Uno dice una cosa; in CNR un'altra.InvernoPerfetto ha scritto:
Ottima spiegazione Ottobre, ma farei notare all'utente che avrebbe ridimensionato i problemi idrici del Piemonte che la realtà è ben più grave:
"Secondo le analisi del CNR-ISAC di Bologna, la quantità d'acqua cumulata a livello nazionale dal 1° gennaio al 31 luglio è inferiore del 47% alla media del nuovo trentennio di riferimento 1991-2020 (-52% al Settentrione), e per ora il 2022 - relativamente ai primi sette mesi - risulta l'anno più secco nella serie storica italiana con inizio nel 1800. Svariate località dal Torinese, alla bassa emiliana, alla Toscana non hanno ricevuto nemmeno 200 mm d'acqua da inizio anno.
Torino è una città tra le più colpite dall'anomalia negativa di precipitazioni: dal 1° dicembre 2021 al 31 luglio 2022 si sono raccolti appena 147 mm di pioggia e neve fusa al pluviometro ARPA Piemonte di via della Consolata, riferimento per la serie storica del centro-città, 39% della media 1991-2020 e minimo per il periodo dicembre-luglio nella serie dal 1802"
Altro che -20%: alcune zone di pianura del torinese, astigiano, alessandrino occidentale e basso vercellese stanno viaggiando a -60% da inizio anno, e la scomparsa di molti ruscelli di montagna, seccati come fossimo nella sicilia continentale, e la penosa situazione del Po, oltre che la situazione del fogliame rinsecchito e già parzialmente perso come fossimo a metà ottobre, ci dicono tutto
Capisco i lamenti e pianti: sono cose soggettive.
Ma se ora non c'è neppure uniformità dei giudizi sui dati reali... siamo messi proprio bene.
Qui c'è un'altra carta di IRPI-CNR. negli ultimi 11 mesi sul Piemonte macano "solo" 100-300mm di acqua. Che è ben diverso dal dire deficit del 50-60%. Quindi ribadisco: continuo a non capire.

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Farmagricoltore
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nella mia zona siamo a 156 mm dal 1 gennaio.....questa è la realtà!Serenovariabile ha scritto:Non devi farlo notare all'utente (ovvero a me) ma ad arpa Piemonte eventualmente. E' l'arpa della vostra regione che dà dati diversi. Uno dice una cosa; in CNR un'altra.InvernoPerfetto ha scritto:
Ottima spiegazione Ottobre, ma farei notare all'utente che avrebbe ridimensionato i problemi idrici del Piemonte che la realtà è ben più grave:
"Secondo le analisi del CNR-ISAC di Bologna, la quantità d'acqua cumulata a livello nazionale dal 1° gennaio al 31 luglio è inferiore del 47% alla media del nuovo trentennio di riferimento 1991-2020 (-52% al Settentrione), e per ora il 2022 - relativamente ai primi sette mesi - risulta l'anno più secco nella serie storica italiana con inizio nel 1800. Svariate località dal Torinese, alla bassa emiliana, alla Toscana non hanno ricevuto nemmeno 200 mm d'acqua da inizio anno.
Torino è una città tra le più colpite dall'anomalia negativa di precipitazioni: dal 1° dicembre 2021 al 31 luglio 2022 si sono raccolti appena 147 mm di pioggia e neve fusa al pluviometro ARPA Piemonte di via della Consolata, riferimento per la serie storica del centro-città, 39% della media 1991-2020 e minimo per il periodo dicembre-luglio nella serie dal 1802"
Altro che -20%: alcune zone di pianura del torinese, astigiano, alessandrino occidentale e basso vercellese stanno viaggiando a -60% da inizio anno, e la scomparsa di molti ruscelli di montagna, seccati come fossimo nella sicilia continentale, e la penosa situazione del Po, oltre che la situazione del fogliame rinsecchito e già parzialmente perso come fossimo a metà ottobre, ci dicono tutto
Capisco i lamenti e pianti: sono cose soggettive.
Ma se ora non c'è neppure uniformità dei giudizi sui dati reali... siamo messi proprio bene.
Qui c'è un'altra carta di IRPI-CNR. negli ultimi 11 mesi sul Piemonte macano "solo" 100-300mm di acqua. Che è ben diverso dal dire deficit del 50-60%. Quindi ribadisco: continuo a non capire.





