Nel mentre vedi scorrere le immagini dei roghi o vederli con i propri occhi altro non si fa che venir inghiottiti da un astio profondo e dal risentimento verso coloro che vogliono il male. Alla fine dell'emergenza, ti avvicini, vedi quei boschi e zone montane che fino a qualche giorno prima li vivevi con la spensieratezza di cui loro ti nutrono, quei colori e profumi che ti pervadono il corpo da cui trai beneficio e armonia. Vedere la terra arsa dal rogo, sentire lo scricchiolio delle piante bruciate che stramazzano al suolo. Vedere i danni e le difficoltà di vita a cui andranno incontro la fauna abitante. Nell'ammirare ciò, prende il sopravvento la commozione, una commozione tale da renderti fragile di fronte a tanta devastazione. Ma credo che sia proprio da qui che bisogna ripartire, da soli si può fare ben poco. E' con l'aiuto di tutte quelle persone che vogliono il bene della natura, dei nostri boschi e montagne, cercare di diffondere quel senso di rispetto, di cultura verso questi ambienti, curandoli e preservandoli.
Un tratto di bosco arso dall'incendio di Tavernerio (CO), foto estrapolata:

Amiamola:
https://www.youtube.com/watch?v=Ws7FpKWjvS8