Si ma qua arriverebbe una meno 4, se arriva e ci credo solo quando le vedo a 140 ore ste carte, è vero che nel 2013 era 3 decade però era arrivata una meno 8, quindi il grado di eccezionalita dei due eventi è simile. Sicuramente il periodo inizi di Novembre è da monitorare, ma al momento sono carte lontanissime e quando si parla di freddo e pioggia rispetto ad una previsione di hp vista la complessità orografica italiana e per il fatto che basta un niente per ritrovarci senza niente, il grado di affidabilità cala drasticamente per sinottiche di questo tipo a quelle distanze, quindi senza troppe illusioniventomoderato ha scritto:dimentichi un dettaglio: Sono tutti eventi in terza decade a 2 passi da dicembre. Non a inizio mese. È come se hai 30 gradi a inizio settembre o fine oppure una minima sottozero a inizio marzo o fine marzo. Diciamo che la neve in terza decade è un evento non cosi frequente che però ci può stare al nord. Ai primi di novembre già non è cosi molto normale. Siamo sempre in Italia non in ucraina. Sinceramente meglio la pioggia che la neve a inizio novembreIMadeYouReadThis ha scritto:21 Novembre 1993Blizzard90A ha scritto:Da evento storico no, sicuramente sarebbe qualcosa di rilevante, irruzioni con neve in pianura negli ultimi anni a Novembre si sono viste spesso, mi sembra novembre 2013 e 2014? Imade illuminami non ricordo bene
25 e 30 novembre 1996
21 novembre 1999
23 novembre 2005 Nord e velatura anche a Sassari
24 ed il 25 novembre 2008 Nord compresa Genova
26 novembre 2010 Lombardia e Triveneto (fino al Friuli occidentale)
26 novembre del 2013 Localmente fino in pianura sull'Adriatico. Nord freddo e bel tempo
Queste le nevicate più importanti. Comunque è quasi normale che nevichi in pianura a novembre in terza decade, qui era la norma fino a un paio di anni fa.
A roma dal 1700 7 nevicate in novembre, la più recente negli anni '20.
Una nevicata in prima decade è già più rara. Non sarebbe assolutamente record. Qui nevicate anche a ottobre nell'ultimo secolo.
Sarebbe quasi da "evento" vedendo il periodo sfigato che stiamo passando
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Ultima modifica di Blizzard90A il lun ott 23, 2017 8:04 pm, modificato 1 volta in totale.
CIAO ragazzi, eccomi di nuovo a rompere con le mie domande. Ho letto su un sito (non faccio nomi AS) che alcuni climatologi hanno scoperto tramite studi e carotaggio del ghiaccio che non è il contenuto presente nell'atmosfera di CO2 a controllare l'aumento o diminuzione della temperatura ma il contrario. Cioè è l'aumento o diminuzione di temperatura che ne controlla la concentrazione. Cosa potete dirmi a riguardo? Grazie.
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bellissima domanda da rimandare però ad altri td,altrimenti esce un papocchio,cerchiamo di mantenere pulito il live dei modelligelomania ha scritto:CIAO ragazzi, eccomi di nuovo a rompere con le mie domande. Ho letto su un sito (non faccio nomi AS) che alcuni climatologi hanno scoperto tramite studi e carotaggio del ghiaccio che non è il contenuto presente nell'atmosfera di CO2 a controllare l'aumento o diminuzione della temperatura ma il contrario. Cioè è l'aumento o diminuzione di temperatura che ne controlla la concentrazione. Cosa potete dirmi a riguardo? Grazie.
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Bufala smentita già da tempo per quanto riguarda il comportamento attuale dei gas serra in relazione alla temperatura, preparati al papiro:gelomania ha scritto:CIAO ragazzi, eccomi di nuovo a rompere con le mie domande. Ho letto su un sito (non faccio nomi AS) che alcuni climatologi hanno scoperto tramite studi e carotaggio del ghiaccio che non è il contenuto presente nell'atmosfera di CO2 a controllare l'aumento o diminuzione della temperatura ma il contrario. Cioè è l'aumento o diminuzione di temperatura che ne controlla la concentrazione. Cosa potete dirmi a riguardo? Grazie.
1)So già da dove viene questa bufala. Lon Hocker sul sito web "Watts Up With That?" ha esaminato un po' di anni fa la relazione tra temperatura globale e CO2 negli ultimi 30 anni. La conclusione dell’articolo è riassunta nel suo titolo: L’aumento della Temperatura ha provocato l’aumento della CO2 e non viceversa”. Questa conclusione sarebbe sorprendente se fosse vera, dal momento che la opinione scientifica corrente è che la CO2 agisce da “forcing” che riscalda l’atmosfera. Come ha potuto raggiungere questa conclusione Hocker, ed è ragionevole?
I dati usati nell’analisi di Hocker sono i valori medi mensili di CO2 di Mauna Loa (ottenuti dalla NOAA) ed i valori di temperatura misurati da satellite per la bassa troposfera (di Universita Alabama-Huntsville, apparentemente dei dati globali, solo il subset relativo a quelli sopra gli oceani). I dati di temperatura sono registrati come anomalie, cioè differenze tra i valori reali e quelli della media di lungo periodo).
I dati di CO2 di Mauna Loa mostrano un incremento di lungo periodo della concentrazione di CO2 e sono il record più lungo e di grande qualità a partire dal 1958. Si potrebbe ritenere che misurare la CO2 sul versante di un vulcano non sia il posto migliore, ed in effetti a Mauna Loa sono state messe a punto delle procedure al fine di compensare la contaminazione dei gas di origine vulcanica. Come evidenziato in Figura 1, esiste una rete globale di stazioni dal 1980, e questi dati mostrano che il trend di Mauna Loa è perfettamente rappresentativo del trend globale della CO2.

Hocker inizia la sua analisi calcolando la derivata prima dei dati di CO2 facendo la differenza tra la misura di 6 mesi prima il mese scelto e 6 mesi dopo. Calcolare la differenza sull’arco dei 12 mesi però si elimina l’andamento stagionale della concentrazione di CO2. A questo punto un lettore attento comincia ad intravvedere un errore nel metodo di Hocker. Comunque seguiamo Hocker nel suo ragionamento.
Egli adotta un modello molto semplice per stimare la anomalia di temperatura in funzione della derivata della concentrazione di CO2:
Anomalia di Temperatura = (CO2[n+6] – CO2[n-6])/(12*0.22) – 0.58
La figura 2 di Hocker mostra il confronto tra anomalie di temperatura osservate e anomalie di temperatura dell’oceano dedotte dal modello:

Figura 2. Confronto delle anomalie di temperatura globale nella bassa troposfera sopra gli oceani (linea blu) con quelle ottenute da un modello che usa la derivata prima delle concentrazioni di CO2 di Mauna Loa (linea rossa)-Hocker 2010.
Sulla base di questo grafico, Hocker nota "Esiste una forte correlazione tra anomalia misurata e il modello derivativo.E’ evidente il forte El Niño del 1997-98 ed anche gli altri El Niño avvenuti durante il periodo plottato, come del resto risulta dai rilevamenti dei satelliti” Egli non quantifica la correlazione tra le 2 grandezze ma l’indice di correlazione quadratico(r2) delle due serie è 0.36.
Fermiamoci qui per ora e consideriamo la vera efficacia del metodo di Hocker. Prendendo la derivata prima dei dati di CO2 elimina il trend di lungo periodo della concentrazione di CO2, e mostra l’effetto della variabilità di breve termine attorno al trend. Pertanto sarebbe stato corretto concludere da ciò che queste fluttuazioni di breve periodo nel trend generale crescente della CO2 sono ben correlate con le temperature nella bassa troposfera sopra gli oceani, Hocker invece conclude in modo differente: “ usando due data set correntemente impiegati, si può usare un modello per evidenziare che la crescita della CO2 è conseguenza della anomalia di temperatura e non il contrario.Questo è l’esatto contrario del modello IPCC che afferma che l’aumento della CO2 provoca la anomalia della temperatura”.
In altre parole Hocker afferma che il suo modello mostra che il trend di lungo periodo della CO2 è spiegato dalla temperatura, quando in realtà questo metodo elimina il trend di lungo periodo.
L’errore che fa Hocker – è applicare la derivata ad una serie temporale per eliminare il trend di lungo periodo, poi correlarvi una secondo set di dati, ed infine sostenere che questo secondo set di dati spiega il trend di lungo periodo- è esattamente lo stesso errore che è stato scoperto in un importante articolo dello scettico Mc Lean 2009. McLean correlava un indice dell’ENSO con la derivata prima della temperatura, mentre Hocker correla la temperatura con la derivata prima della CO2.
E' vero che la solubilità della CO2 nell’acqua del mare è funzione della temperatura e, a parità di tutto il resto, quando l’oceano si scalda immette CO2 in atmosfera. E infatti questo è il meccanismo in base al quale il feedback della CO2 amplificò le fluttuazioni della temperatura durante i cicli glaciale-interglaciale del Pleistocene. Ma nella situazione del mondo attuale, l’aumento della pressione parziale della CO2 causato dalle emissioni dei combustibili fossili, provoca un flusso di CO2 dalla atmosfera verso l’oceano. Ciò è noto da decenni attraverso le campagne oceanografiche che mostrano che gli oceani sono un “pozzo” anziché una fonte per l’atmosfera (Takahashi 2009, Sabine 2004).
Quello che sta succedendo è quindi il contrario. Gli oceani non stanno rilasciando CO2 a causa dell'aumento della temperatura ma sono le nostre emissioni che stanno saturando (termine abbastanza esagerato) lentamente l'atmosfera portando a un'acidificazione degli oceani.
Non può essere dovuto a un'emissione da parte degli oceani perchè:
Possiamo essere certi che il surplus di CO2 in atmosfera è originato dall’uso dei combustibili fossili e non da outgassing (degassazione) da parte di oceano, suoli/terreni e altre fonti allorchè si tengano in considerazione due osservazioni chiave.
1. La diminuzione dell’Ossigeno
L’Ossigeno atmosferico sta scendendo della stessa quantità in cui la CO2 aumenta. L’Ossigeno comunque è così abbondante, circa il 21% dell’atmosfera (209500 ppm), che non corriamo il rischio di restarne senza. La modificazione del contenuto di CO2 dimostra semplicemente che, qualunque sia la fonte della anidride carbonica atmosferica, il Carbonio che è parte di questa, deriva dalla ossidazione dei composti carboniosi mentre l’Ossigeno deriva dallo stesso Ossigeno atmosferico. Cioè il surplus di CO2 non viene immesso in atmosfera da una imprecisata fonte ma deriva dalla ossidazione di composti del Carbonio che vengono bruciati e quindi producono anidride carbonica. Vedi: AR3WG1 Section 3.5.1, specialmente la Figura 3.4.
2. La emissione nota di CO2 da parte dei combustibili fossili
Ovviamente qualsiasi spiegazione alternativa circa la fonte della CO2 atmosferica deve affrontare pure il problema di dove vanno a finire le 30 Gt di CO2 che ogni anno vengono rilasciate a seguito dell’uso dei combustibili fossili.
La CO2 atmosferica attualmente cresce di circa 2 ppm l’anno (o anche di 16 Gt). Quindi circa metà della CO2 che immettiamo rimane in atmosfera. La diminuzione del pH degli oceani è giustificata dalla maggior parte della CO2 “mancante”, pertanto possiamo essere ragionevolmente sicuri che il terreno, il suo cambio di destinazione o uso etc non costituiscono la fonte o il pozzo principale. Attenzione: l’uso del terreno ed i cambiamenti delle biomasse sicuramente assorbono parecchia CO2, e buona parte di essa va in ricrescita delle foreste etc , ma il punto è che l’aumento della CO2 atmosferica dimostra chiaramente che l’insieme di tutti questi pozzi non assorbe abbastanza
Aumento della quantità di
CO2 in atmosfera
+
Aumento della quantità
di CO2 negli oceani
=
Quantità delle emissioni note di CO2 da combustibili fossili
Oltretutto tornando al discorso acidificazione:
Acidificazione degli oceani
Gli oceani costituiscono il maggior deposito di immagazzinamento del Carbonio, pertanto se la crescita della CO2 atmosferica fosse “naturale” sarebbe dovuta iniziare dall’oceano. Sappiamo invece che l’aumento di CO2 non deriva dagli oceani, perché il pH degli oceani sta diminuendo (fenomeno noto come acidificazione degli oceani).
Quando la CO2 è assorbita dall’oceano la soluzione delle molecole di anidride carbonica in acqua da luogo alla formazione di acido carbonico:
CO2 + H2O = H2CO3
H2CO3 ha un effetto acidificante piuttosto forte in quanto circa il 95% di esso si trasforma in HCO3-. La perdita di uno ione H+ provoca una diminuzione del pH dell’oceano . In breve, il fatto il pH degli oceani diminuisce ci indica che questi stanno assorbendo più Carbonio di quello che rilasciano, e non il vice versa.
L’aumento della CO2 avviene in modo più uniforme rispetto a quello della temperatura
Alcuni, come recentemente Murry Salby, hanno obbiettato che l’aumento della CO2 avviene a seguito dell’aumento della temperatura. Comunque la crescita della temperatura avviene in modo alquanto erratico perché ci sono molti fattori che influenzano la temperatura media globale, specie nel breve periodo). Se i cambiamenti della CO2 atmosferica fossero dovuti a cambi di temperatura , dovremmo aspettarci un comportamento erratico anche della CO2. Invece l’aumento della CO2 è molto più uniforme, simile all’andamento delle emissioni di CO2 dovute all’Uomo.
Infine parlando di impronta isotopica (gli isotopi sono diverse forme di un dato elemento con uguale numero atomico ma diverso peso atomico)
Il Carbonio è costituito da tre diversi isotopi: carbonio-12, 13, e 14. Il Carbonio-12 è di gran lunga il più abbondante, mentre il Carbonio13 costituisce circa l’1% del totale, solamente un atomo di Carbonio14 è presente rispetto ad un miliardo di atomi totali di Carbonio atmosferico.
La CO2 prodotta dall’uso dei combustibili fossili o dall’incendio delle foreste ha una composizione isotopica diversa da quella della CO2 atmosferica, perché le piante hanno una preferenza per gli isotopi più leggeri (C12 e C13), pertanto la CO2 ha un minor rapporto C13 e C12. Siccome i combustibili fossili sono derivati da antiche piante, le piante e i fossili hanno all’incirca lo stesso rapporto C13 e C12, circa 2% più basso di quello dell’atmosfera. A mano a mano che la CO2 prodotta da questi materiali viene immessa e si mescola con l’atmosfera, il valore del rapporto C13 e C12 dell’atmosfera diminuisce.
Le ricostruzioni dei rapporti isotopici del Carbonio atmosferico ottenute con diversi proxy hanno stabilto che in nessun periodo degli ultimi 10.000 anni il rapporto C13/C12 in atmosfera è stato così basso come oggi.Inoltre il C13 /C12 ha comiciato a ridursi in modo accentuato proprio in coincidenza con la crescita dellaCO2 atmosferica, attorno al 1850. Questo è esattamente ciò che c’era da aspettarsi se l’aumento della CO2 è dovuto all’uso dei combustibili fossili con lo sviluppo della Rivoluzione Industriale.
Prossima volta falla in un altro td che qua stiamo andando OT come ha detto freddo
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No, ECMWF con la sua visione preannuncia più una saccatura nord atlantica, con un blocking più occidentale, per carità va bene uguale eh io la firmo col sangue la carta di reading, però è sicuramente una visione più facilmente realizzabile che una rodanata con la -4 a inizi Novembre, penso che iniestas volesse dire questo, in ogni caso sempre di carte a oltre 240 ore parliamo, troppo lontane, per questo io direi di andarci con i piedi di piombo.freddopungente ha scritto:la emi a 240iniestas ha scritto:Reading più credibile
Non farei molto affidamento sul long di gfs
Anche se un primo colpo invernale n Europa e’ probabile
di ecmwf non è molto lontana da quella di gfs
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ormai ho imparato a non esaltarmi se non si scende sotto le 120 ore con tutte le legnate prese negli anniBlizzard90A ha scritto:No, ECMWF con la sua visione preannuncia più una saccatura nord atlantica, con un blocking più occidentale, per carità va bene uguale eh io la firmo col sangue la carta di reading, però è sicuramente una visione più facilmente realizzabile che una rodanata con la -4 a inizi Novembre, penso che iniestas volesse dire questo, in ogni caso sempre di carte a oltre 240 ore parliamo, troppo lontane, per questo io direi di andarci con i piedi di piombo.freddopungente ha scritto:la emi a 240iniestas ha scritto:Reading più credibile
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Ma che siamo impazziti ahahahah, la vasella è sempre dietro l'angolo con le visioni di freddo in Italia, poi capirai con noi tirrenici per la neve non possiamo sta tranquilli neanche a 48 ore dall'evento, ricordo l'anno scorso a Gennaio 24 ore prima c'è stato uno spostamento del minimo verso sud ovest e noi non abbiamo beccato niente praticamente, le prp si fermarono davanti alle coste lazialifreddopungente ha scritto:ormai ho imparato a non esaltarmi se non si scende sotto le 120 ore con tutte le legnate prese negli anniBlizzard90A ha scritto:No, ECMWF con la sua visione preannuncia più una saccatura nord atlantica, con un blocking più occidentale, per carità va bene uguale eh io la firmo col sangue la carta di reading, però è sicuramente una visione più facilmente realizzabile che una rodanata con la -4 a inizi Novembre, penso che iniestas volesse dire questo, in ogni caso sempre di carte a oltre 240 ore parliamo, troppo lontane, per questo io direi di andarci con i piedi di piombo.freddopungente ha scritto: la emi a 240
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Magari non fosse colpa nostra. Guarda il lato positivo, perlomeno siamo obbligati a diminuire le emissioni che sono dannose per la nostra salute. Se i cambiamenti climatici non fossero colpa nostra continueremmo a inquinare fregandocene.gelomania ha scritto:GRAZIE IMADE sei fantastico. Comunque per un attimo ci ho sperato
L' uomo ha GRANDI responsabilita'.IMadeYouReadThis ha scritto:Magari non fosse colpa nostra. Guarda il lato positivo, perlomeno siamo obbligati a diminuire le emissioni che sono dannose per la nostra salute. Se i cambiamenti climatici non fossero colpa nostra continueremmo a inquinare fregandocene.gelomania ha scritto:GRAZIE IMADE sei fantastico. Comunque per un attimo ci ho sperato
Dobbiamo assolutamente fare il possibile
per restituire alle nuove generazioni,
anche nostri figli, un Mondo piu' pulito.
Da ogni sozzura...compresa politica.
Se poi non siamo i primi, ma c'e' altro,
non sara' comunque un alibi x nessuno.
Facciamo schifo...veramente...schifo.
Non meritiamo nemmeno che madre Natura
rimetta a tacere le nostre presunzioni.
Ecco...oggi sapete meglio come la penso.
Ritorno nei miei TD, tranquilli.
Uli
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