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Resta in Italia in tutti i sensi omonimo
Comunque, buondì e buon sabato ragazzi
Oggi i Gm fanno un bel passo indietro rispetto la possibile tendenza in III decade a discapito di un'Alta pressione che rimane ben messa e piazzata sull'W del Continente. Agli inizi della dinamica una prima spinta dell'H potrebbe favorire l'allungamento di un cavetto d'onda e successivo cut off che tende a intrufolarsi tra Europa Centrale e Mediterraneo ma la Sinottica è decisamente stata modificata, segni de l'Itf?
Ecmwf

Gfs

Comunque, buondì e buon sabato ragazzi
Oggi i Gm fanno un bel passo indietro rispetto la possibile tendenza in III decade a discapito di un'Alta pressione che rimane ben messa e piazzata sull'W del Continente. Agli inizi della dinamica una prima spinta dell'H potrebbe favorire l'allungamento di un cavetto d'onda e successivo cut off che tende a intrufolarsi tra Europa Centrale e Mediterraneo ma la Sinottica è decisamente stata modificata, segni de l'Itf?
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Un altro "piccolo" OT. Visto che in questo periodo gli amici della corea del nord si divertono a lanciare testate di test (pre-lancio delle testate nucleari vere e proprie) in giro per l'estremo oriente magari potrebbe interessare capire gli effetti sul clima di una possibile guerra termonucleare.
Altezza che può raggiungere il "fungo atomico"

La simulazione è basata su una guerra con l'utilizzo di 50 testate da 15 kilotoni (la potenza della bomba su Hiroshima per intenderci). In realtà queste testate sono molto "deboli", perlomeno rapportate agli ordini oggi presenti che arrivano ad essere oltre 3000 volte più potenti.
Dal 1945 sono esplose testate per 540 Megatoni

L'effetto sul clima però non la fa la bomba in sè quanto le conseguenze dell'esplosione su una città (che sono i target principali di un eventuale attacco per ovvie ragioni), ovvero enormi incendi in molte zone.
Il materiale bruciato durante i bombardamenti e gli incendi successivi contribuirebbe a immettere nell'atmosfera grandi quantità di prodotti di combustione. Fra questi, circa cinque milioni di tonnellate di fuliggine, o black carbon in inglese, i cui effetto è di bloccare la luce del Sole e ridurre la temperatura globale. Dopo circa un anno di questo "schermo", secondo gli scienziati la temperatura planetaria potrebbe scendere di un grado, e dopo cinque anni di altri due gradi. Ci vorrebbero almeno vent'anni per far diminuire l'effetto di questo schermo, ma anche allora la temperatura sarebbe in media un grado più bassa di quella prima dell'inizio delle ostilità. Tre gradi possono sembrare pochi, ma condurrebbero alla temperatura più bassa raggiunta negli ultimi mille anni, e porterebbe con sé altri importanti cambiamenti. Ad esempio, il raffreddamento globale farebbe diminuire le precipitazioni del 9%. Anche dopo 26 anni dalla guerra, le simulazioni mostrano che sul nostro pianeta continuerebbe a piovere meno, e il suolo riceverebbe circa il 5% in meno di piogge. Tutto ciò porterebbe l'alterazione della quantità e qualità dei raccolti, con potenziali carestie. Questi risultati sono confermati da uno studio pubblicato nel 2012 dall'associazione International Physicians for the Prevention of Nuclear War. Secondo quel lavoro, un conflitto nucleare su piccola scala potrebbe portare ad una diminuzione nella produzione di grano di almeno il 10% per dieci anni, con picchi che raggiungerebbero il 20% nei momenti peggiori.
Gli effetti del conflitto si estenderebbero anche all'atmosfera. La fuliggine infatti non contribuirebbe solo a far ridurre la temperatura del pianeta. Negli strati più alti dell'atmosfera l'effetto sarebbe opposto, e gli scienziati stimano che la temperatura vicino alla stratopausa, a 50-60 km di altezza, potrebbe aumentare di almeno 80 gradi. Questa variazione di temperatura condurrebbe ad alterazioni in varie reazioni chimiche, con il risultato di ridurre la quantità di ozono in atmosfera. Lo strato di ozono diminuirebbe di circa il 20%, con picchi del 50%, riducendo così quel guscio che ci protegge contro le radiazioni dannose provenienti dal Sole. Le conseguenze sono difficili da immaginare con precisione, ma potrebbero comprendere l'alterazione dei ritmi di crescita della vegetazione e dei raccolti. Senza contare poi il possibile aumento dei rischi per la salute, a partire da una maggiore incidenza di tumori alla pelle. Ci vorrebbero almeno dieci anni per recuperare, e anche allora il nostro guscio protettivo sarebbe in media del 8% più sottile.
Un'altra simulazione invece prevede una guerra tra USA e Russia che dispongono di un arsenale decisamente più importante
Verrebbero rilasciati fino a 150 milioni di tonnellate di carbone. Il che porterebbe a un calo delle temperature di circa 8°C. Il Nord America dovrebbe affrontare estati più fredde di 20°C rispetto al solito e la situazione sarebbe simile anche nel resto del nord emisfero
Questa è una gif che mostra la simulazione del blocco della luce solare in caso di guerra nel nord emisfero

Questa invece mostra situazione temp e prp negli anni immediatamente successivi


Altezza che può raggiungere il "fungo atomico"

La simulazione è basata su una guerra con l'utilizzo di 50 testate da 15 kilotoni (la potenza della bomba su Hiroshima per intenderci). In realtà queste testate sono molto "deboli", perlomeno rapportate agli ordini oggi presenti che arrivano ad essere oltre 3000 volte più potenti.
Dal 1945 sono esplose testate per 540 Megatoni

L'effetto sul clima però non la fa la bomba in sè quanto le conseguenze dell'esplosione su una città (che sono i target principali di un eventuale attacco per ovvie ragioni), ovvero enormi incendi in molte zone.
Il materiale bruciato durante i bombardamenti e gli incendi successivi contribuirebbe a immettere nell'atmosfera grandi quantità di prodotti di combustione. Fra questi, circa cinque milioni di tonnellate di fuliggine, o black carbon in inglese, i cui effetto è di bloccare la luce del Sole e ridurre la temperatura globale. Dopo circa un anno di questo "schermo", secondo gli scienziati la temperatura planetaria potrebbe scendere di un grado, e dopo cinque anni di altri due gradi. Ci vorrebbero almeno vent'anni per far diminuire l'effetto di questo schermo, ma anche allora la temperatura sarebbe in media un grado più bassa di quella prima dell'inizio delle ostilità. Tre gradi possono sembrare pochi, ma condurrebbero alla temperatura più bassa raggiunta negli ultimi mille anni, e porterebbe con sé altri importanti cambiamenti. Ad esempio, il raffreddamento globale farebbe diminuire le precipitazioni del 9%. Anche dopo 26 anni dalla guerra, le simulazioni mostrano che sul nostro pianeta continuerebbe a piovere meno, e il suolo riceverebbe circa il 5% in meno di piogge. Tutto ciò porterebbe l'alterazione della quantità e qualità dei raccolti, con potenziali carestie. Questi risultati sono confermati da uno studio pubblicato nel 2012 dall'associazione International Physicians for the Prevention of Nuclear War. Secondo quel lavoro, un conflitto nucleare su piccola scala potrebbe portare ad una diminuzione nella produzione di grano di almeno il 10% per dieci anni, con picchi che raggiungerebbero il 20% nei momenti peggiori.
Gli effetti del conflitto si estenderebbero anche all'atmosfera. La fuliggine infatti non contribuirebbe solo a far ridurre la temperatura del pianeta. Negli strati più alti dell'atmosfera l'effetto sarebbe opposto, e gli scienziati stimano che la temperatura vicino alla stratopausa, a 50-60 km di altezza, potrebbe aumentare di almeno 80 gradi. Questa variazione di temperatura condurrebbe ad alterazioni in varie reazioni chimiche, con il risultato di ridurre la quantità di ozono in atmosfera. Lo strato di ozono diminuirebbe di circa il 20%, con picchi del 50%, riducendo così quel guscio che ci protegge contro le radiazioni dannose provenienti dal Sole. Le conseguenze sono difficili da immaginare con precisione, ma potrebbero comprendere l'alterazione dei ritmi di crescita della vegetazione e dei raccolti. Senza contare poi il possibile aumento dei rischi per la salute, a partire da una maggiore incidenza di tumori alla pelle. Ci vorrebbero almeno dieci anni per recuperare, e anche allora il nostro guscio protettivo sarebbe in media del 8% più sottile.
Un'altra simulazione invece prevede una guerra tra USA e Russia che dispongono di un arsenale decisamente più importante
Verrebbero rilasciati fino a 150 milioni di tonnellate di carbone. Il che porterebbe a un calo delle temperature di circa 8°C. Il Nord America dovrebbe affrontare estati più fredde di 20°C rispetto al solito e la situazione sarebbe simile anche nel resto del nord emisfero
Questa è una gif che mostra la simulazione del blocco della luce solare in caso di guerra nel nord emisfero

Questa invece mostra situazione temp e prp negli anni immediatamente successivi


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Lupo Silano
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- luca90
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Buondì fanciulli
Sembra molto interessante il tuo post Imade, con calma lo leggerò
Intanto queste le possibili precipitazioni per la giornata odierna:

Da segnalare lo spostamento nelle prossime ore della perturbazione che staziona da qualche giorno ormai su Centro-Nord Est Europa verso Levante. Inoltre per domani è previsto dai Gm un sussulto dell'Alta delle Azzorre da W che fungerà da scivolo per ulteriori correnti Nord Atlantiche in ingresso sul Mediterraneo e che dovrebbero ulteriormente arrecare nuove precipitazioni sui settori del Centro-Sud specie lato Tirrenico e di Nord Est.

Con il passare della settimana la perturbazione inoltre tenderà ad allungarsi nel suo spostamento verso Levante e l'ulteriore azione di vicinanza dell'H ad W andrà fornendo gli ingredienti per un'isolamento di essa sull'Europa Orientale dove sembra poter agire per qualche giorno per merito della presenza di un blocco Anticiclonico sul settore Russo.

Sembra molto interessante il tuo post Imade, con calma lo leggerò
Intanto queste le possibili precipitazioni per la giornata odierna:

Da segnalare lo spostamento nelle prossime ore della perturbazione che staziona da qualche giorno ormai su Centro-Nord Est Europa verso Levante. Inoltre per domani è previsto dai Gm un sussulto dell'Alta delle Azzorre da W che fungerà da scivolo per ulteriori correnti Nord Atlantiche in ingresso sul Mediterraneo e che dovrebbero ulteriormente arrecare nuove precipitazioni sui settori del Centro-Sud specie lato Tirrenico e di Nord Est.

Con il passare della settimana la perturbazione inoltre tenderà ad allungarsi nel suo spostamento verso Levante e l'ulteriore azione di vicinanza dell'H ad W andrà fornendo gli ingredienti per un'isolamento di essa sull'Europa Orientale dove sembra poter agire per qualche giorno per merito della presenza di un blocco Anticiclonico sul settore Russo.

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gemi65
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Specie lato Tirrenico?luca90 ha scritto:Buondì fanciulli![]()
Sembra molto interessante il tuo post Imade, con calma lo leggerò![]()
Intanto queste le possibili precipitazioni per la giornata odierna:
Da segnalare lo spostamento nelle prossime ore della perturbazione che staziona da qualche giorno ormai su Centro-Nord Est Europa verso Levante. Inoltre per domani è previsto dai Gm un sussulto dell'Alta delle Azzorre da W che fungerà da scivolo per ulteriori correnti Nord Atlantiche in ingresso sul Mediterraneo e che dovrebbero ulteriormente arrecare nuove precipitazioni sui settori del Centro-Sud specie lato Tirrenico e di Nord Est.
Con il passare della settimana la perturbazione inoltre tenderà ad allungarsi nel suo spostamento verso Levante e l'ulteriore azione di vicinanza dell'H ad W andrà fornendo gli ingredienti per un'isolamento di essa sull'Europa Orientale dove sembra poter agire per qualche giorno per merito della presenza di un blocco Anticiclonico sul settore Russo.
Non penso proprio.
- luca90
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Io non ho parlato di Mercoledì. Ho parlato della giornata di domani e di quanto i modelli ci stanno fornendo attualmente.
Le correnti saranno Settentrionali ma la loro curvatura su lato Tirrenico è favorevole nell'innescare precipitazioni anche intense come suggerito dai Lam su base Gfs ed Ecmwf. Che il Nord Est domani possa accumulare maggiormente è quanto ulteriormente scritto anche da me visto la direzione delle correnti.


Ulteriormente, aggiungiamo la possibile Allerta per domani che vede sopratutto indicato il lato Tirrenico e regione Marche sotto colorazione gialla. Veneto, Friuli ed Emilia Romagna l'allerta sarà arancio secondo meteoAlarm.

Le correnti saranno Settentrionali ma la loro curvatura su lato Tirrenico è favorevole nell'innescare precipitazioni anche intense come suggerito dai Lam su base Gfs ed Ecmwf. Che il Nord Est domani possa accumulare maggiormente è quanto ulteriormente scritto anche da me visto la direzione delle correnti.


Ulteriormente, aggiungiamo la possibile Allerta per domani che vede sopratutto indicato il lato Tirrenico e regione Marche sotto colorazione gialla. Veneto, Friuli ed Emilia Romagna l'allerta sarà arancio secondo meteoAlarm.

- luca90
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Infatti l'allerta arancio sulla Sardegna è dovuta principalmente al forte vento e il giallo su Piemonte è dovuto alla possibilità di temporali specie nel lato Meridionale ma sopratutto sul comparto Ligure dove anche qui c'è possibilità di temporali moderati oltre alla componente del vento. Tra Piemonte e Liguria rispettivamente la colorazione "gialla" si riferisce nelle 3 ore iniziale della giornata di Martedì 19 Settembre.gemi65 ha scritto:Non credo a fenomeni da color giallo sul nw.
L'allerta arancione su Sardegna poi non sta nè in cielo nè in terra.
Prestare inoltre attenzione sempre per la giornata di domani alla convergenza che si verrà a creare tra Golfo di Venezia e alto Adriatico



