Questa immagine ricorda ahimè quella di Katrina su New Orleans del 2005 che fu colpita in pieno, e forse Irma sarà ancora più potente; perlomeno a questo giro hanno evacuato parte della popolazione
Uragani atlantici (Stagione 2017)
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InvernoPerfetto
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Saluti,
stamane su la 7 ho ascoltato un intervento molto interessante di Sottocorona, meteoman sui generis, molto colto e impegnato, benchè parecchio caldofilo ( in inverno rema sempre contro il freddo e praticamente non scorge mai la neve, perfino sulle montagne, per tacere poi della poca attenzione che riserva alle anomalie calde che affliggono il Paese) e talvolta vagamente narcisista. Ma è un bel soggetto, originale e coraggioso che merita attenzione e rispetto.
Ad ogni modo, il suo intervento verteva sulla questione uragani: secondo dati e statistiche elaborate in maniera complessa e chirurgica, il punto su cui porre l'attenzione non è tanto l'incremento del numero degli uragani, abbastanza stazionaro dal 1950 ad oggi, ma il mix combinato di velocita/estensione/persistenza, definito dall'indice PDI: ecco, secondo tale parametro utilizzato dal WMO, pare che dai primi anni '90 l'intensità e la potenza di queste manifestazioni sia sostanzialmente raddoppiato, coerentemente con la maggiore energia a disposizione e con l'incremento delle temperature medie delle superfici marine. Ed è un dato incontrovertibile, la cui relazione con l'accelerazione del cambiamento climatico in atto pare palesarsi sempre di più, di anno in anno.
In conclusione, non devono trarre in inganno le annate in cui gli uragani sembrano sostanzialmente mostrarsi poco ( come ad esempio tra il '12 e il '16), benchè poi facciano sempre più notizia quelli caraibici, mentre i frequenti tifoni che si accaniscono nelle aree prossime a Filippine, Cina o Giappone paiono riscuotere molto meno interesse, ma ciò che deve fare più riflettere sono le dimensioni sempre maggiori, l'intensità di venti, le precipitazioni e la persistenza di questi grandi fenomeni.... in continua crescita
stamane su la 7 ho ascoltato un intervento molto interessante di Sottocorona, meteoman sui generis, molto colto e impegnato, benchè parecchio caldofilo ( in inverno rema sempre contro il freddo e praticamente non scorge mai la neve, perfino sulle montagne, per tacere poi della poca attenzione che riserva alle anomalie calde che affliggono il Paese) e talvolta vagamente narcisista. Ma è un bel soggetto, originale e coraggioso che merita attenzione e rispetto.
Ad ogni modo, il suo intervento verteva sulla questione uragani: secondo dati e statistiche elaborate in maniera complessa e chirurgica, il punto su cui porre l'attenzione non è tanto l'incremento del numero degli uragani, abbastanza stazionaro dal 1950 ad oggi, ma il mix combinato di velocita/estensione/persistenza, definito dall'indice PDI: ecco, secondo tale parametro utilizzato dal WMO, pare che dai primi anni '90 l'intensità e la potenza di queste manifestazioni sia sostanzialmente raddoppiato, coerentemente con la maggiore energia a disposizione e con l'incremento delle temperature medie delle superfici marine. Ed è un dato incontrovertibile, la cui relazione con l'accelerazione del cambiamento climatico in atto pare palesarsi sempre di più, di anno in anno.
In conclusione, non devono trarre in inganno le annate in cui gli uragani sembrano sostanzialmente mostrarsi poco ( come ad esempio tra il '12 e il '16), benchè poi facciano sempre più notizia quelli caraibici, mentre i frequenti tifoni che si accaniscono nelle aree prossime a Filippine, Cina o Giappone paiono riscuotere molto meno interesse, ma ciò che deve fare più riflettere sono le dimensioni sempre maggiori, l'intensità di venti, le precipitazioni e la persistenza di questi grandi fenomeni.... in continua crescita
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InvernoPerfetto
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Saluti,
stamane su la 7 ho ascoltato un intervento molto interessante di Sottocorona, meteoman sui generis, molto colto e impegnato, benchè parecchio caldofilo ( in inverno rema sempre contro il freddo e praticamente non scorge mai la neve, perfino sulle montagne, per tacere poi della poca attenzione che riserva alle anomalie calde che affliggono il Paese) e talvolta vagamente narcisista. Ma è un bel soggetto, originale e coraggioso che merita attenzione e rispetto.
Ad ogni modo, il suo intervento verteva sulla questione uragani: secondo dati e statistiche elaborate in maniera complessa e chirurgica, il punto su cui porre l'attenzione non è tanto l'incremento del numero degli uragani, abbastanza stazionaro dal 1950 ad oggi, ma il mix combinato di velocita/estensione/persistenza, definito dall'indice PDI: ecco, secondo tale parametro utilizzato dal WMO, pare che dai primi anni '90 l'intensità e la potenza di queste manifestazioni sia sostanzialmente raddoppiato, coerentemente con la maggiore energia a disposizione e con l'incremento delle temperature medie delle superfici marine. Ed è un dato incontrovertibile, la cui relazione con l'accelerazione del cambiamento climatico in atto pare palesarsi sempre di più, di anno in anno.
In conclusione, non devono trarre in inganno le annate in cui gli uragani sembrano sostanzialmente mostrarsi poco ( come ad esempio tra il '12 e il '16), benchè poi facciano sempre più notizia quelli caraibici, mentre i frequenti tifoni che si accaniscono nelle aree prossime a Filippine, Cina o Giappone paiono riscuotere molto meno interesse, ma ciò che deve fare più riflettere sono le dimensioni sempre maggiori, l'intensità di venti, le precipitazioni e la persistenza di questi grandi fenomeni.... in continua crescita
stamane su la 7 ho ascoltato un intervento molto interessante di Sottocorona, meteoman sui generis, molto colto e impegnato, benchè parecchio caldofilo ( in inverno rema sempre contro il freddo e praticamente non scorge mai la neve, perfino sulle montagne, per tacere poi della poca attenzione che riserva alle anomalie calde che affliggono il Paese) e talvolta vagamente narcisista. Ma è un bel soggetto, originale e coraggioso che merita attenzione e rispetto.
Ad ogni modo, il suo intervento verteva sulla questione uragani: secondo dati e statistiche elaborate in maniera complessa e chirurgica, il punto su cui porre l'attenzione non è tanto l'incremento del numero degli uragani, abbastanza stazionaro dal 1950 ad oggi, ma il mix combinato di velocita/estensione/persistenza, definito dall'indice PDI: ecco, secondo tale parametro utilizzato dal WMO, pare che dai primi anni '90 l'intensità e la potenza di queste manifestazioni sia sostanzialmente raddoppiato, coerentemente con la maggiore energia a disposizione e con l'incremento delle temperature medie delle superfici marine. Ed è un dato incontrovertibile, la cui relazione con l'accelerazione del cambiamento climatico in atto pare palesarsi sempre di più, di anno in anno.
In conclusione, non devono trarre in inganno le annate in cui gli uragani sembrano sostanzialmente mostrarsi poco ( come ad esempio tra il '12 e il '16), benchè poi facciano sempre più notizia quelli caraibici, mentre i frequenti tifoni che si accaniscono nelle aree prossime a Filippine, Cina o Giappone paiono riscuotere molto meno interesse, ma ciò che deve fare più riflettere sono le dimensioni sempre maggiori, l'intensità di venti, le precipitazioni e la persistenza di questi grandi fenomeni.... in continua crescita
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Lupo Silano
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giusta anche l'osservazione sui tifoni ed il minore appeal che riscuotono sui mezzi d'informazione. proprio contemporaneamente ad harvey se ne è abbattuto uno nel sudest asiatico senza però un particolare risalto dai media principali.InvernoPerfetto ha scritto:Saluti,
stamane su la 7 ho ascoltato un intervento molto interessante di Sottocorona, meteoman sui generis, molto colto e impegnato, benchè parecchio caldofilo ( in inverno rema sempre contro il freddo e praticamente non scorge mai la neve, perfino sulle montagne, per tacere poi della poca attenzione che riserva alle anomalie calde che affliggono il Paese) e talvolta vagamente narcisista. Ma è un bel soggetto, originale e coraggioso che merita attenzione e rispetto.
Ad ogni modo, il suo intervento verteva sulla questione uragani: secondo dati e statistiche elaborate in maniera complessa e chirurgica, il punto su cui porre l'attenzione non è tanto l'incremento del numero degli uragani, abbastanza stazionaro dal 1950 ad oggi, ma il mix combinato di velocita/estensione/persistenza, definito dall'indice PDI: ecco, secondo tale parametro utilizzato dal WMO, pare che dai primi anni '90 l'intensità e la potenza di queste manifestazioni sia sostanzialmente raddoppiato, coerentemente con la maggiore energia a disposizione e con l'incremento delle temperature medie delle superfici marine. Ed è un dato incontrovertibile, la cui relazione con l'accelerazione del cambiamento climatico in atto pare palesarsi sempre di più, di anno in anno.
In conclusione, non devono trarre in inganno le annate in cui gli uragani sembrano sostanzialmente mostrarsi poco ( come ad esempio tra il '12 e il '16), benchè poi facciano sempre più notizia quelli caraibici, mentre i frequenti tifoni che si accaniscono nelle aree prossime a Filippine, Cina o Giappone paiono riscuotere molto meno interesse, ma ciò che deve fare più riflettere sono le dimensioni sempre maggiori, l'intensità di venti, le precipitazioni e la persistenza di questi grandi fenomeni.... in continua crescita
A me Sottocorona piace entro certi limiti; una volta pero' ascoltai una sua dichiarazione che mi lascio' perplesso alquanto, che fu' :
" non esiste che l'Anticiclone Subtropicale venga da noi, le fig. altopressorie non si muovono, son tutte sciocchezze che vi dicono"
qualcuno l'ha mai sentita? Be' a me lascio' piuttosto esterrefatto...è un po' sui generis il Capitano
" non esiste che l'Anticiclone Subtropicale venga da noi, le fig. altopressorie non si muovono, son tutte sciocchezze che vi dicono"
qualcuno l'ha mai sentita? Be' a me lascio' piuttosto esterrefatto...è un po' sui generis il Capitano
m'informavo or ora...
8.2 ! Si sara' raddrizzata la "curvatura" che il paese ha, minimo....e c'è pure l'allerta Tsunami. Scusate ma a volte mi chiedo (ed quasi inevitabile direi..)
ma siamo noi ad aver dei posti super vecchi che con un 2.0 o 3 al max gia cadono a pezzi o com'è che fanno in altri posti??
un' 8.2 credo che non ti faccia star all'impiedi manco un secondo..
8.2 ! Si sara' raddrizzata la "curvatura" che il paese ha, minimo....e c'è pure l'allerta Tsunami. Scusate ma a volte mi chiedo (ed quasi inevitabile direi..)
ma siamo noi ad aver dei posti super vecchi che con un 2.0 o 3 al max gia cadono a pezzi o com'è che fanno in altri posti??
un' 8.2 credo che non ti faccia star all'impiedi manco un secondo..
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E veramente ridicolo il modo in cui espone le sue previsioni assurde ,dev'essere parente dell'altro pagliaccio di Rai 1 del mattino della domenica. Sottocorona ha tutta l'aria di un attore mancato depresso. L'anno scorso quando si prevedevano 3 metri di neve in Appennino la sua cartina mostrava solo nuvolette e fiocchi sparsi....un professionista serio quando fa una previsione Si limita a riportare la situazione prevista lanciando allarmi quando serve . Fosse per me lo radierei...InvernoPerfetto ha scritto:Saluti,
stamane su la 7 ho ascoltato un intervento molto interessante di Sottocorona, meteoman sui generis, molto colto e impegnato, benchè parecchio caldofilo ( in inverno rema sempre contro il freddo e praticamente non scorge mai la neve, perfino sulle montagne, per tacere poi della poca attenzione che riserva alle anomalie calde che affliggono il Paese) e talvolta vagamente narcisista. Ma è un bel soggetto, originale e coraggioso che merita attenzione e rispetto.
Ad ogni modo, il suo intervento verteva sulla questione uragani: secondo dati e statistiche elaborate in maniera complessa e chirurgica, il punto su cui porre l'attenzione non è tanto l'incremento del numero degli uragani, abbastanza stazionaro dal 1950 ad oggi, ma il mix combinato di velocita/estensione/persistenza, definito dall'indice PDI: ecco, secondo tale parametro utilizzato dal WMO, pare che dai primi anni '90 l'intensità e la potenza di queste manifestazioni sia sostanzialmente raddoppiato, coerentemente con la maggiore energia a disposizione e con l'incremento delle temperature medie delle superfici marine. Ed è un dato incontrovertibile, la cui relazione con l'accelerazione del cambiamento climatico in atto pare palesarsi sempre di più, di anno in anno.
In conclusione, non devono trarre in inganno le annate in cui gli uragani sembrano sostanzialmente mostrarsi poco ( come ad esempio tra il '12 e il '16), benchè poi facciano sempre più notizia quelli caraibici, mentre i frequenti tifoni che si accaniscono nelle aree prossime a Filippine, Cina o Giappone paiono riscuotere molto meno interesse, ma ciò che deve fare più riflettere sono le dimensioni sempre maggiori, l'intensità di venti, le precipitazioni e la persistenza di questi grandi fenomeni.... in continua crescita
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Costruzioni vecchie, fondamenta pessime su terreni a rischio e probabilmente in zone abusive specialmente nelle zone centrali appenniniche che essendo lontane dai grandi centri vengono meno controllateDustin ha scritto:m'informavo or ora...
8.2 ! Si sara' raddrizzata la "curvatura" che il paese ha, minimo....e c'è pure l'allerta Tsunami. Scusate ma a volte mi chiedo (ed quasi inevitabile direi..)
ma siamo noi ad aver dei posti super vecchi che con un 2.0 o 3 al max gia cadono a pezzi o com'è che fanno in altri posti??
un' 8.2 credo che non ti faccia star all'impiedi manco un secondo..
A parte comunque il fatto delle costruzioni vecchie quello che veramente manca sono le i controlli e le ristrutturazioni periodiche
- gippalippa
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Giusto per stramatizzare

Comunque tornando seri Irma è stato declassato a categoria 4. Anche se come riportato da Jeff Masters l'indebolimento potrebbe essere solo temporaneo (sempre se c'è stato un vero indebolimento).
Ecco l'articolo completo:
https://www.wunderground.com/cat6/tripl ... at-1-katia

Comunque tornando seri Irma è stato declassato a categoria 4. Anche se come riportato da Jeff Masters l'indebolimento potrebbe essere solo temporaneo (sempre se c'è stato un vero indebolimento).
Ecco l'articolo completo:
https://www.wunderground.com/cat6/tripl ... at-1-katia
Ma si diceva che andava a 4 toccando Miami. Ma non è che da poco conto, credo.gippalippa ha scritto:Giusto per stramatizzare![]()
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Comunque tornando seri Irma è stato declassato a categoria 4. Anche se come riportato da Jeff Masters l'indebolimento potrebbe essere solo temporaneo (sempre se c'è stato un vero indebolimento).
Ecco l'articolo completo:
https://www.wunderground.com/cat6/tripl ... at-1-katia
