Monitoraggio ghiacciai 2017
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Gabriele95
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Ecco un breve confronto della situazione ghiacciai della mia zona (Alpi Graie) con foto a distanza di 30 anni circa:
Albaron di Savoia


Ghiacciaio della Ciamarella


Ghiacciaio del Collerin


Ghiacciaio della Croce Rossa


Ghiacciaio delle Levanne (situato alla testata della mia valle)


Ghiacciaio del Rocciamelone


Ghiacciaio Tonini


Albaron di Savoia


Ghiacciaio della Ciamarella


Ghiacciaio del Collerin


Ghiacciaio della Croce Rossa


Ghiacciaio delle Levanne (situato alla testata della mia valle)


Ghiacciaio del Rocciamelone


Ghiacciaio Tonini


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Lupo Silano
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Con un'estate del genere nulla è potuto resistere, anche un'innevamento abbondante.Peter94 ha scritto:Meno male che l'inverno scorso era stato piuttosto nevoso nelle Alpi di Nord-ovest, e nonostante ciò il risultato è quello che vediamo.
Su Dolomiti vi faccio immaginare come sono i ghiacciai quest'anno... .
Mi ricordo a metà-fine maggio degli spessori di metri di neve sopra i 2200 metri notevoli mangiati in neanche 2 mesi sotto i colpi di africano da giugno in poi
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manu73
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Durante il mese di Agosto ho visionato la situazione di alcuni dei principali ghiacciai Lombardi....coma irreversibile e agonia...
Complice un innevamento invernale pessimo e una primavera-estate da record la copertura nevosa è attualmente inesistente sotto i 4000m, zero termico per settimane a 4500m di quota e continua senza sosta la mattanza del ghiaccio con ruscelli in uscita letteralmente in piena. Situazione penosa al ghiacciaio dei forni, dopo la divisione recente in 3 tronconi galoppa il disgelo e il ritiro, ancor peggio la situazione nelle zone vicine del Gran Zebrù e del Ghiacciaio de Dosegù.
Il grande bacino glaciale del Bernina è in condizioni penose anche nei versanti a Nord verso la Svizzera, distacchi rocciosi e rottura franosa della calotta glaciale sono stati all'ordine del giorno in questo agosto selvaggio.
Visto che se ne è parlato molto sono stato a visionare la situazione dei luoghi dello sci estivo sullo Stelvio....situazione anche qui giunta al capolinea, negli ultimi 5 anni sono letteralmente spariti tutti i depositi glaciali fra i 2600 e i 3000m di quota lasciando solo pietraia e chiazze di ghiaccio fossile...saluti è stato bello!....
Complice un innevamento invernale pessimo e una primavera-estate da record la copertura nevosa è attualmente inesistente sotto i 4000m, zero termico per settimane a 4500m di quota e continua senza sosta la mattanza del ghiaccio con ruscelli in uscita letteralmente in piena. Situazione penosa al ghiacciaio dei forni, dopo la divisione recente in 3 tronconi galoppa il disgelo e il ritiro, ancor peggio la situazione nelle zone vicine del Gran Zebrù e del Ghiacciaio de Dosegù.
Il grande bacino glaciale del Bernina è in condizioni penose anche nei versanti a Nord verso la Svizzera, distacchi rocciosi e rottura franosa della calotta glaciale sono stati all'ordine del giorno in questo agosto selvaggio.
Visto che se ne è parlato molto sono stato a visionare la situazione dei luoghi dello sci estivo sullo Stelvio....situazione anche qui giunta al capolinea, negli ultimi 5 anni sono letteralmente spariti tutti i depositi glaciali fra i 2600 e i 3000m di quota lasciando solo pietraia e chiazze di ghiaccio fossile...saluti è stato bello!....
- luca90
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Stentavo a crederci quando mi è stato riferito qualche settimana fa da un amico che era salito al ghiacciaio dei Forni e la situazione si era ulteriormente aggravata rispetto al 2015 quando purtroppo si era già spaccato in più "tronconi". Uno dei Ghiacciai vallivi più imponenti Italiani è ridotto all'osso, la conferma arriva anche da te quindi Manu oltre a questo articolo de La Provincia di Sondrio
http://www.laprovinciadisondrio.it/stor ... 251148_11/
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BrixiaFidelis
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confermo tutto quello che dite, sono stato al Pizzini e al Casati-Guasti, i ghiacciai tra il Pasquale ed il Cevedale ti davano una mazzata allo stomaco, solo chi non ha un briciolo di amore per la natura non può capire....luca90 ha scritto:Stentavo a crederci quando mi è stato riferito qualche settimana fa da un amico che era salito al ghiacciaio dei Forni e la situazione si era ulteriormente aggravata rispetto al 2015 quando purtroppo si era già spaccato in più "tronconi". Uno dei Ghiacciai vallivi più imponenti Italiani è ridotto all'osso, la conferma arriva anche da te quindi Manu oltre a questo articolo de La Provincia di Sondrio![]()
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turbo_dif
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confermo anche io.. le ultime 5 estati le ho passate in quel di Solda e l'arretramento dei vari ghiacciai (di solda, rosim, angelo grande, vertana, ortles, cevedale, gran zebrù etc) è impressionante..BrixiaFidelis ha scritto:confermo tutto quello che dite, sono stato al Pizzini e al Casati-Guasti, i ghiacciai tra il Pasquale ed il Cevedale ti davano una mazzata allo stomaco, solo chi non ha un briciolo di amore per la natura non può capire....luca90 ha scritto:Stentavo a crederci quando mi è stato riferito qualche settimana fa da un amico che era salito al ghiacciaio dei Forni e la situazione si era ulteriormente aggravata rispetto al 2015 quando purtroppo si era già spaccato in più "tronconi". Uno dei Ghiacciai vallivi più imponenti Italiani è ridotto all'osso, la conferma arriva anche da te quindi Manu oltre a questo articolo de La Provincia di Sondrio![]()
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manu73
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Studi scientifici di fine anni 80 e inizio 90 davano per estinti entro il 2030 gran parte dei ghiacciai Alpini posti sotto i 4000m di quota.
Se devo essere sincero ad inizio anni 2000 ritenevo impossibile la cosa visto l'arretramento avvenuto negli ultimi 10-15 anni del secolo scorso...(arretramento sempre marcato di stagione in stagione ma non tale da vederne l'estinzione sotto i 4000m entro il 2030).
Quanto è avvenuto e che osservo costantemente sulle Alpi negli ultimi 10-15 anni mi fa invece ricredere...il disgelo avanza a ritmi pazzeschi e inimmaginabili fino a qualche anno fa, il 2030 è abbastanza vicino ma vedere le Alpi prive di ghiaccio sotto i 4000m quasi ovunque (salvo rare eccezioni) oggi non la reputo più utopia ma lo ritengo molto molto probabile....
Se devo essere sincero ad inizio anni 2000 ritenevo impossibile la cosa visto l'arretramento avvenuto negli ultimi 10-15 anni del secolo scorso...(arretramento sempre marcato di stagione in stagione ma non tale da vederne l'estinzione sotto i 4000m entro il 2030).
Quanto è avvenuto e che osservo costantemente sulle Alpi negli ultimi 10-15 anni mi fa invece ricredere...il disgelo avanza a ritmi pazzeschi e inimmaginabili fino a qualche anno fa, il 2030 è abbastanza vicino ma vedere le Alpi prive di ghiaccio sotto i 4000m quasi ovunque (salvo rare eccezioni) oggi non la reputo più utopia ma lo ritengo molto molto probabile....
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Primi bilanci..
Secondo una recente intervista al prof. M.Frezzotti presidente del comitato glaciologico italiano l'estate 2017 è stata la più catastrofica per i ghiacciai italiani da quando vengono fatte le misurazioni con una ablazione che in alcuni apparati glaciali sotto i 3000m ha superato localmente i 5 metri di spessore e arretramento dei fronti anche di oltre 50m, un autentico record ben aldilà delle peggiori previsioni.
Superato anche il 2003 sebbene le tempertature siano state leggermente inferiori poichè a differenza di quell'anno sono mancate le precipitazioni autunnali e invernalicon un deficit anche del 70% esponendo all'ablazione porzioni di ghiacciaio già ai primi di giugno.
Sottolinea il professore "Di questo passo tutti gli apparati glaciali sotto i 3500/3800m spariranno dalle alpi non nei prossimi 50 anni come inizialmente pronosticato ai primi anni 2000, ma nel giro di appena 15/20 anni con gravi ripercussioni sugli ecosistemi locali e sull'approvigionamento idrico su larga scala"
Secondo una recente intervista al prof. M.Frezzotti presidente del comitato glaciologico italiano l'estate 2017 è stata la più catastrofica per i ghiacciai italiani da quando vengono fatte le misurazioni con una ablazione che in alcuni apparati glaciali sotto i 3000m ha superato localmente i 5 metri di spessore e arretramento dei fronti anche di oltre 50m, un autentico record ben aldilà delle peggiori previsioni.
Superato anche il 2003 sebbene le tempertature siano state leggermente inferiori poichè a differenza di quell'anno sono mancate le precipitazioni autunnali e invernalicon un deficit anche del 70% esponendo all'ablazione porzioni di ghiacciaio già ai primi di giugno.
Sottolinea il professore "Di questo passo tutti gli apparati glaciali sotto i 3500/3800m spariranno dalle alpi non nei prossimi 50 anni come inizialmente pronosticato ai primi anni 2000, ma nel giro di appena 15/20 anni con gravi ripercussioni sugli ecosistemi locali e sull'approvigionamento idrico su larga scala"


