Per non dimenticare...

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manu73
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Per non dimenticare...

Messaggio da manu73 »

Se ne parla sempre poco nei ricorsi storici, ma in questi giorni qui in alta Lombardia si ricordano le tragiche giornate del Luglio 1987...(chiedo alla redazione se eventualmente si può fare un articolo in merito...)
Ecco perché chi abita in queste zone sa bene quanto possano essere drammatici i lunghi episodi di maltempo durante il periodo estivo (altra situazione molto severa fu vissuta nel Novembre 2002 ma fortunatamente non così drammatica)

posto un estrapolato del servizio meteorologico lombardo sulla tragica Alluvione che colpì in modo principale Valtellina, Val Brembana, Val Malenco e altre zone vicine....sulle Orobie cadde l'impossibile e tante le vite spezzate in tutte le vallate adiacenti, Valtellina in primis.

L'alluvione in Valtellina

Testo redatto dal **** che descrive quanto accaduto esattamente 30 anni fa in Valtellina.

E' un sabato. Molti vacanzieri si apprestano a raggiungere le località di villeggiatura valtellinesi, nonostante le condizioni meteo siano inclementi. Dal 16 luglio, infatti, piogge e rovesci temporaleschi si avvicendano su gran parte della provincia di Sondrio: un'intensa depressione - con fulcro tra Inghilterra e Francia - convoglia aria fresca e instabile verso le Alpi, mentre il Nord Italia è interessato da un forte richiamo di correnti meridionali molto calde e umide, con zero termico attorno ai 4000 metri. Circostanza vuole che sia la Valtellina ad ospitare i contrasti più marcati fra queste due distinte masse d'aria. Il giorno 18 la situazione degenera: sistemi temporaleschi a ripetizione scaricano sulle Alpi Centrali una quantità enorme d'acqua in poche ore. Un diluvio monsonico investe le montagne valtellinesi (specie le Orobie) con accumuli localmente incredibili: in Val Caronno, poco lontano dal capoluogo, cadono oltre 300 mm in 24 ore. A chi conosce il territorio è presto evidente la portata del dramma: le prime (terribili) notizie non si fanno attendere. Nel pomeriggio una frana in Val Tartano investe in pieno un albergo, sventrandolo a metà e uccidendo 19 persone. Fiumi e torrenti escono dai loro argini e travolgono case e strade. Nella notte tra sabato e domenica 19 il fiume Adda si riappropria con prepotenza di tutte le piane in medio-bassa valle, aree - un tempo paludose - bonificate a metà ottocento dal governo austriaco. La furia delle acque (o, meglio, del fango) sommerge svariati chilometri quadrati di territorio, travolge ponti e allaga case, industrie e cascine trascinando con sé ogni cosa (saranno ritrovati capi di bestiame nel Lago di Como). Interrotte le vie di comunicazione (ferrovia e SS38), migliaia le persone sfollate. E' una catastrofe, ma il peggio - per assurdo - deve ancora arrivare.

Qualche giorno dopo, sul versante montuoso della Val Pola, località poco distante da Bormio, i geologi notano preoccupanti fenditure nel terreno. Il segnale è quanto mai provvidenziale: si procede a sfollare con urgenza buona parte delle abitazioni nel comune di Valdisotto (SO), decisione non semplice ma che salverà la vita a centinaia di famiglie. Il mattino del 28 luglio, alle ore 7:27, dal Monte Zandila si staccano quaranta milioni di metri cubi di materiale roccioso, ben oltre la più nefasta delle previsioni. L'intera montagna si rovescia a fondovalle per un fronte di oltre 1 km, sommergendo completamente gli abitati di S. Antonio Morignone e Piazza. Sette operai, al lavoro per ripristinare la viabilità in zona, non riescono a mettersi in salvo per tempo. La violenza della frana è tale che la frazione di Aquilone, piccolo borgo posto a centinaia di metri di distanza sul versante opposto a quello franato, viene investito dalla furiosa onda di fango e detriti in risalita per inerzia. Perdono la vita molti dei residenti (28 persone), non sfollati in quanto ritenuti erroneamente fuori pericolo. Chi si è salvato, fortunosamente o scappando in pigiama per gli alpeggi, racconta di uno scenario infernale, con abitazioni letteralmente spazzate dall'onda d'urto, trascinate a fondovalle in un enorme lago fangoso e vorticoso in cui galleggiavano tronchi, pali della luce e tetti di case.

A conti fatti, gli episodi alluvionali e di dissesto idrogeologico del luglio 1987 in Valtellina, Val Malenco, Val Poschiavo, Val Camonica, Val Brembana e altre località limitrofe, saranno complessivamente responsabili di decine di morti, centinaia di feriti, migliaia di sfollati e danni per circa 4000 miliardi delle vecchie lire.

Questo racconto è in memoria delle vittime di questi eventi drammatici, nonché un omaggio alle innumerevoli persone che - con grande cuore e spirito di sacrificio - nei momenti successivi alla tragedia prestarono soccorso a chi perse casa e affetti.
gemi65
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Messaggio da gemi65 »

Chapeau Manu!
manu73
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Messaggio da manu73 »

PaoloColbertaldo
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Messaggio da PaoloColbertaldo »

Ho vaghi ricordi, vista l' eta', di telegiornali di un tempo che tutti i giorni mostravano immagini tremende del dramma.
manu73
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Messaggio da manu73 »

Lupo Silano
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Messaggio da Lupo Silano »

giusto ricordare quegli eventi, sia per le vittime sia come monito per una sana bonifica e messa in sicurezza del nostro territorio.
BrixiaFidelis
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Messaggio da BrixiaFidelis »

Lupo Silano ha scritto:giusto ricordare quegli eventi, sia per le vittime sia come monito per una sana bonifica e messa in sicurezza del nostro territorio.
bravo Manu, S.Antonio Morignone e le frazioni vicine sono nella memoria collettiva, ma anche le Orobie lato bergamasco hanno avuto la loro quota di tragedia :wink:
chi sale adesso verso Bormio quasi neanche se ne accorge, tutto in galleria, ma se uno si fà la strada "vecchia" in bici o a piedi osserva ancora i segni inferti da 30anni
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