Rapporto fra GW e configurazioni bariche deludenti? Parliamone insieme
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- franconeve
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Io la penso così, e riporto quasi in totto un mio intervento tratto da altro topic:
Siamo in una fase in cui il VP ripete fino alla noia le medesime dinamiche limitando la sua azione alle latitudini medio – alte del continente, ovviamente in modo prevalentemente zonale, e le poche lingue fredde che spinge verso Sud vanno a insaccarsi quasi sempre a Ovest del nostro continente probabilmente per via di quella maledetta anomalia termica negativa delle acque oceaniche tra Islanda e Portogallo. Ci mancava solo quella!
Ovvio che in situazioni del genere la Wave 2, ovvero l’azzorriano, non abbia nessuna possibilità di elevarsi producendo sinottiche favorevoli al freddo sull’Europa, e quando lo fa viene subito piallata dalla serie infinita di cicloni potentissimi in uscita dal Canada il quale, viceversa, rimane sul bordo sinistro dell’attività ciclonica, ovvero sul lato discendente della corrente a getto, ovvero sotto numerosi flussi settentrionali. Per gettare noi nella mitezza poi il colpo finale lo dà la Wave 3, ovvero il russo – siberiano, che diversamente da quanto si pensi è spesso più deleterio che positivo per i nostri inverni: infatti se per qualche motivo si spinge verso Ovest (ma la zonalità lo ricaccia spesso indietro, quindi... poca trippa per gatti!) porta i suoi aliti gelidi fin su di noi, ma se si rinforza standosene sulle sue terre altro non fa che accentuare circolazioni meridionali molto bloccate con ulteriore afflusso di aria mite sul Mediterraneo.
Io personalmente non credo che questa dinamica sinottica c’entri molto con il GW, però influenza i nostri inverni in maniera estremamente più grande di quanto non faccia lo stesso GW. Non a caso io dico spesso che è molto meglio vivere un inverno dinamico con scambi meridiani in tempi di GW che un inverno zonale e monotono in tempi di PEG. Ora siamo nella fase che coniuga i due fattori peggiori di questo scenario, ovvero GW e monotonia zonale esasperata.
Periodi così lunghi e monotoni ci sono già stati in passato; andate a vedervi per esempio sul “KARTENARCHIV” di Wetterzentrale le sinottiche dell’inverno 1929-30, sì, proprio quello successivo al “gelo del secolo”: novembre, dicembre e gennaio mesi assolutamente da buttare, 100 giorni di noia continua, tepore, cicloni che piallavano la Wave 2 a ripetizione, proprio come oggi! Un’unica leggera ondata di freddo prima di Natale subito spazzata via da nuovi cicloni dal Canada. Poi un po’ meglio a febbraio, ma sempre con elevazioni azzorriane presto castrate dalla spinta del getto. Eppure a quell’epoca il GW non c’era, infatti le termiche sono comunque un po’ più freschine di oggi.
E altri periodi da schifo assoluto li abbiamo avuti la stagione successiva, il 1930-31, con novembre, dicembre, gennaio e febbraio da buttare, a parte qualche irruzione fredda ma sempre molto breve e spazzata via dalla zonalità occidentale; paradigmatiche a tale proposito le dinamiche 18 – 20 gennaio, 26 – 28 gennaio, inizio febbraio, etc...; merita di essere osservato come l’ottimo tentativo di elevazione della Wave 2 venga sempre frustrato nel giro di poche ore dalla spinta canadese: sembra di vedere lo stesso film di oggi!
Ma andando ancora più indietro nel tempo, se volete procurarvi qualche accesso di nausea, osservate il trimestre invernale 1920-21: il peggio del peggio! Anzi, è durato ben più di 3 mesi, lo schifo prende anche novembre e marzo. Idem con patate per il 1919-20: dal 12 dicembre fino a primavera inoltrata nulla di nulla se non qualche rara spazzolata fredda subito annullata dal getto sparato.
Forse però il periodo più frustrante è il 1924-25, dal 20 novembre in poi una pizza autentica, fino a marzo inoltrato!
Se guardiamo le termiche di quegli inverni vediamo che esse sono state ben superiori a quelle dell’ultimo nostro disgraziato inverno; anche di 1,5 °C o più, a seconda della zona d’Italia considerata. I dati numerici sono lì, non mentono. Tutto il resto è gusto personale, ottimismo, pessimismo, entusiasmo o frustrazione; cioè, scientificamente parlando, “FUFFA”.
Ecco perchè dico che probabilmente sono fasi che non c’entrano molto col GW, fasi di cui nessuno conosce la causa (e chi dice di conoscerla tira a indovinare), fasi che ci sono già state e che ci saranno ancora; ma fasi che, come tutte le fasi, sono destinate a interrompersi!
Siamo in una fase in cui il VP ripete fino alla noia le medesime dinamiche limitando la sua azione alle latitudini medio – alte del continente, ovviamente in modo prevalentemente zonale, e le poche lingue fredde che spinge verso Sud vanno a insaccarsi quasi sempre a Ovest del nostro continente probabilmente per via di quella maledetta anomalia termica negativa delle acque oceaniche tra Islanda e Portogallo. Ci mancava solo quella!
Ovvio che in situazioni del genere la Wave 2, ovvero l’azzorriano, non abbia nessuna possibilità di elevarsi producendo sinottiche favorevoli al freddo sull’Europa, e quando lo fa viene subito piallata dalla serie infinita di cicloni potentissimi in uscita dal Canada il quale, viceversa, rimane sul bordo sinistro dell’attività ciclonica, ovvero sul lato discendente della corrente a getto, ovvero sotto numerosi flussi settentrionali. Per gettare noi nella mitezza poi il colpo finale lo dà la Wave 3, ovvero il russo – siberiano, che diversamente da quanto si pensi è spesso più deleterio che positivo per i nostri inverni: infatti se per qualche motivo si spinge verso Ovest (ma la zonalità lo ricaccia spesso indietro, quindi... poca trippa per gatti!) porta i suoi aliti gelidi fin su di noi, ma se si rinforza standosene sulle sue terre altro non fa che accentuare circolazioni meridionali molto bloccate con ulteriore afflusso di aria mite sul Mediterraneo.
Io personalmente non credo che questa dinamica sinottica c’entri molto con il GW, però influenza i nostri inverni in maniera estremamente più grande di quanto non faccia lo stesso GW. Non a caso io dico spesso che è molto meglio vivere un inverno dinamico con scambi meridiani in tempi di GW che un inverno zonale e monotono in tempi di PEG. Ora siamo nella fase che coniuga i due fattori peggiori di questo scenario, ovvero GW e monotonia zonale esasperata.
Periodi così lunghi e monotoni ci sono già stati in passato; andate a vedervi per esempio sul “KARTENARCHIV” di Wetterzentrale le sinottiche dell’inverno 1929-30, sì, proprio quello successivo al “gelo del secolo”: novembre, dicembre e gennaio mesi assolutamente da buttare, 100 giorni di noia continua, tepore, cicloni che piallavano la Wave 2 a ripetizione, proprio come oggi! Un’unica leggera ondata di freddo prima di Natale subito spazzata via da nuovi cicloni dal Canada. Poi un po’ meglio a febbraio, ma sempre con elevazioni azzorriane presto castrate dalla spinta del getto. Eppure a quell’epoca il GW non c’era, infatti le termiche sono comunque un po’ più freschine di oggi.
E altri periodi da schifo assoluto li abbiamo avuti la stagione successiva, il 1930-31, con novembre, dicembre, gennaio e febbraio da buttare, a parte qualche irruzione fredda ma sempre molto breve e spazzata via dalla zonalità occidentale; paradigmatiche a tale proposito le dinamiche 18 – 20 gennaio, 26 – 28 gennaio, inizio febbraio, etc...; merita di essere osservato come l’ottimo tentativo di elevazione della Wave 2 venga sempre frustrato nel giro di poche ore dalla spinta canadese: sembra di vedere lo stesso film di oggi!
Ma andando ancora più indietro nel tempo, se volete procurarvi qualche accesso di nausea, osservate il trimestre invernale 1920-21: il peggio del peggio! Anzi, è durato ben più di 3 mesi, lo schifo prende anche novembre e marzo. Idem con patate per il 1919-20: dal 12 dicembre fino a primavera inoltrata nulla di nulla se non qualche rara spazzolata fredda subito annullata dal getto sparato.
Forse però il periodo più frustrante è il 1924-25, dal 20 novembre in poi una pizza autentica, fino a marzo inoltrato!
Se guardiamo le termiche di quegli inverni vediamo che esse sono state ben superiori a quelle dell’ultimo nostro disgraziato inverno; anche di 1,5 °C o più, a seconda della zona d’Italia considerata. I dati numerici sono lì, non mentono. Tutto il resto è gusto personale, ottimismo, pessimismo, entusiasmo o frustrazione; cioè, scientificamente parlando, “FUFFA”.
Ecco perchè dico che probabilmente sono fasi che non c’entrano molto col GW, fasi di cui nessuno conosce la causa (e chi dice di conoscerla tira a indovinare), fasi che ci sono già state e che ci saranno ancora; ma fasi che, come tutte le fasi, sono destinate a interrompersi!
piccolo appunto: sia dicembre, sia febbraio, hanno mostrato anomalie assolutamente paragonabili a quelle medie dei trimestri del passato da te analizzati. so che non hai negato ciò, ma ritenevo giusto puntualizzare che, st'ultimo inverno, ci siamo salvati fortemente il sedere solo per un mese scarso sui tre totali.franconeve ha scritto: Se guardiamo le termiche di quegli inverni vediamo che esse sono state ben superiori a quelle dell’ultimo nostro disgraziato inverno; anche di 1,5 °C o più, a seconda della zona d’Italia considerata. I dati numerici sono lì, non mentono. Tutto il resto è gusto personale, ottimismo, pessimismo, entusiasmo o frustrazione; cioè, scientificamente parlando, “FUFFA”.
- franconeve
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Certo, ma siccome nel topic originario (80 gg. di noia) si parlava proprio della persistenza di condizioni barbose, il gennaio 2017 ha interrotto se non altro la barbosità. Io poi, almeno qui sulle pianure del Nordest, dicembre lo giudico appena insufficiente, mentre febbraio è stato davvero un disastro (non peggio del 2014 comunque, anzi!!!) più per la insulsaggine delle configurazioni bariche che per le anomalie termiche, comunque rilevanti. Se vuoi che ci scambiamo idee meteo personalmente scrivimi pure a questo indirizzo, mi farai solo piacere: tempofranco@inwind.it. Bye!!!Rodanato ha scritto:piccolo appunto: sia dicembre, sia febbraio, hanno mostrato anomalie assolutamente paragonabili a quelle medie dei trimestri del passato da te analizzati. so che non hai negato ciò, ma ritenevo giusto puntualizzare che, st'ultimo inverno, ci siamo salvati fortemente il sedere solo per un mese scarso sui tre totali.franconeve ha scritto: Se guardiamo le termiche di quegli inverni vediamo che esse sono state ben superiori a quelle dell’ultimo nostro disgraziato inverno; anche di 1,5 °C o più, a seconda della zona d’Italia considerata. I dati numerici sono lì, non mentono. Tutto il resto è gusto personale, ottimismo, pessimismo, entusiasmo o frustrazione; cioè, scientificamente parlando, “FUFFA”.
- adriatic1992
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Esatto, concordo... la combinazione e il mix tra riscaldamento in sede artica + GW sono strettamente connessi tra di loro. Da quanto tempo è che non abbiamo quelle saccature atlantiche o artiche ben strutturate con gpt adeguati? La latitanza di queste configurazioni è dovuta essenzialmente al riscaldamento poderoso dell'artico. Inoltre come hai giustamente detto bene, questo surplus ha incentivato l'insediamento e lo spostamento degli anticicloni verso le medie-alte latitudini, cambiando un pò l'assetto barico a livello europeo e mediterraneoGabriele95 ha scritto: Mah, secondo me il problema più che altro sono le temperature elevatissime in zona polare che causano uno squilibrio a tutta la circolazione del nord emisfero.
Il surplus di calore accumulato durante le fasi di ENSO positivo o strong dal canto loro non fanno loro che "gonfiare" e spingere verso nord la cintura anticlonica, oltre a renderla quasi inossidabile.
Se ci fate caso, tranne qualche interludio perturbato, per 12 mesi ormai il dominio dell'hp nella fascia mediterranea è praticamente incontrastato.
- franconeve
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Eppure, fino a qualche tempo fa, tutti gli esperti dicevano che a un Artico molto freddo corrisponde un VPT forte, quindi poche irruzioni meridiane da noi, il contrario con un Artico caldo. Invece sta accadendo tutto il contrario.adriatic1992 ha scritto:Esatto, concordo... la combinazione e il mix tra riscaldamento in sede artica + GW sono strettamente connessi tra di loro. Da quanto tempo è che non abbiamo quelle saccature atlantiche o artiche ben strutturate con gpt adeguati? La latitanza di queste configurazioni è dovuta essenzialmente al riscaldamento poderoso dell'artico. Inoltre come hai giustamente detto bene, questo surplus ha incentivato l'insediamento e lo spostamento degli anticicloni verso le medie-alte latitudini, cambiando un pò l'assetto barico a livello europeo e mediterraneoGabriele95 ha scritto: Mah, secondo me il problema più che altro sono le temperature elevatissime in zona polare che causano uno squilibrio a tutta la circolazione del nord emisfero.
Il surplus di calore accumulato durante le fasi di ENSO positivo o strong dal canto loro non fanno loro che "gonfiare" e spingere verso nord la cintura anticlonica, oltre a renderla quasi inossidabile.
Se ci fate caso, tranne qualche interludio perturbato, per 12 mesi ormai il dominio dell'hp nella fascia mediterranea è praticamente incontrastato.
E poi, rilancio una domanda: secondo voi ripetuti e forti Nino sono causa (in parte) o conseguenza del GW???
se un tempo potevano esserci eventi di Nina con anomalie -1,0 °C ed eventi di Nino con anomalie +1,0 °C, se il globo nel suo complesso si è nel frattempo scaldato di un grado, attualmente gli stessi eventi li vedremo con anomalie cambiate, adeguatesi al contesto generale. pertanto il -1 di Nina, a cui si somma il grado di riscaldamento generale, porterà 0 gradi di anomalia nell'area Pacifica, quindi l'evento di Nina di media intensità passa di colpo (a causa di un vizio di forma, cioè del basarsi sulle vecchie medie) da esistente a "non numericamente rilevabile". Per contro, gli episodi di Nino che senza riscaldamento globale presenterebbero un'anomalia di +1, ora diventano di 1+1=2 gradi di surplus termico, risultando quindi, da eventi Nino di media intensità, ad eventi Nino (per lo stesso vizio di forma di cui sopra) di forte intensità. O almeno, questo è il mio parere. questo era per rispondere al tuo "forti Nino". Rispondendo al tuo "ripetuti Nino", si può pensare che sempre per la stessa questione, periodi anche piuttosto lunghi in cui un tempo avremmo presentato anomalie attorno allo zero, ora a causa del GW sottostante, se tutte le acque si sono scaldate di un grado, vedremo per quegli stessi periodi "nè Nino, nè Nina" un'anomalia positiva di un grado, dandoci l'idea che quegli stessi periodi, negli ultimi anni condizionati in senso globale dal surriscaldamento, siano dei periodi di Nino vero e proprio.franconeve ha scritto:Eppure, fino a qualche tempo fa, tutti gli esperti dicevano che a un Artico molto freddo corrisponde un VPT forte, quindi poche irruzioni meridiane da noi, il contrario con un Artico caldo. Invece sta accadendo tutto il contrario.adriatic1992 ha scritto:Esatto, concordo... la combinazione e il mix tra riscaldamento in sede artica + GW sono strettamente connessi tra di loro. Da quanto tempo è che non abbiamo quelle saccature atlantiche o artiche ben strutturate con gpt adeguati? La latitanza di queste configurazioni è dovuta essenzialmente al riscaldamento poderoso dell'artico. Inoltre come hai giustamente detto bene, questo surplus ha incentivato l'insediamento e lo spostamento degli anticicloni verso le medie-alte latitudini, cambiando un pò l'assetto barico a livello europeo e mediterraneoGabriele95 ha scritto: Mah, secondo me il problema più che altro sono le temperature elevatissime in zona polare che causano uno squilibrio a tutta la circolazione del nord emisfero.
Il surplus di calore accumulato durante le fasi di ENSO positivo o strong dal canto loro non fanno loro che "gonfiare" e spingere verso nord la cintura anticlonica, oltre a renderla quasi inossidabile.
Se ci fate caso, tranne qualche interludio perturbato, per 12 mesi ormai il dominio dell'hp nella fascia mediterranea è praticamente incontrastato.
E poi, rilancio una domanda: secondo voi ripetuti e forti Nino sono causa (in parte) o conseguenza del GW???
- franconeve
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Hai letto qua sopra di qualche post la mia mail? Se ti fa piacere scrivimi! A me farebbe molto piacere.Rodanato ha scritto:se un tempo potevano esserci eventi di Nina con anomalie -1,0 °C ed eventi di Nino con anomalie +1,0 °C, se il globo nel suo complesso si è nel frattempo scaldato di un grado, attualmente gli stessi eventi li vedremo con anomalie cambiate, adeguatesi al contesto generale. pertanto il -1 di Nina, a cui si somma il grado di riscaldamento generale, porterà 0 gradi di anomalia nell'area Pacifica, quindi l'evento di Nina di media intensità passa di colpo (a causa di un vizio di forma, cioè del basarsi sulle vecchie medie) da esistente a "non numericamente rilevabile". Per contro, gli episodi di Nino che senza riscaldamento globale presenterebbero un'anomalia di +1, ora diventano di 1+1=2 gradi di surplus termico, risultando quindi, da eventi Nino di media intensità, ad eventi Nino (per lo stesso vizio di forma di cui sopra) di forte intensità. O almeno, questo è il mio parere. questo era per rispondere al tuo "forti Nino". Rispondendo al tuo "ripetuti Nino", si può pensare che sempre per la stessa questione, periodi anche piuttosto lunghi in cui un tempo avremmo presentato anomalie attorno allo zero, ora a causa del GW sottostante, se tutte le acque si sono scaldate di un grado, vedremo per quegli stessi periodi "nè Nino, nè Nina" un'anomalia positiva di un grado, dandoci l'idea che quegli stessi periodi, negli ultimi anni condizionati in senso globale dal surriscaldamento, siano dei periodi di Nino vero e proprio.franconeve ha scritto:Eppure, fino a qualche tempo fa, tutti gli esperti dicevano che a un Artico molto freddo corrisponde un VPT forte, quindi poche irruzioni meridiane da noi, il contrario con un Artico caldo. Invece sta accadendo tutto il contrario.adriatic1992 ha scritto: Esatto, concordo... la combinazione e il mix tra riscaldamento in sede artica + GW sono strettamente connessi tra di loro. Da quanto tempo è che non abbiamo quelle saccature atlantiche o artiche ben strutturate con gpt adeguati? La latitanza di queste configurazioni è dovuta essenzialmente al riscaldamento poderoso dell'artico. Inoltre come hai giustamente detto bene, questo surplus ha incentivato l'insediamento e lo spostamento degli anticicloni verso le medie-alte latitudini, cambiando un pò l'assetto barico a livello europeo e mediterraneo
E poi, rilancio una domanda: secondo voi ripetuti e forti Nino sono causa (in parte) o conseguenza del GW???
Interessante il tuo ragionamento. Ora me lo studio bene e poi lo commento un po'.
- IMadeYouReadThis
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Un artico caldo=piccola differenza di temperature con le medie latitudini=jet stream molto + debolefranconeve ha scritto:
Eppure, fino a qualche tempo fa, tutti gli esperti dicevano che a un Artico molto freddo corrisponde un VPT forte, quindi poche irruzioni meridiane da noi, il contrario con un Artico caldo. Invece sta accadendo tutto il contrario.
E poi, rilancio una domanda: secondo voi ripetuti e forti Nino sono causa (in parte) o conseguenza del GW???
Se a questo aggiungi l'ITCZ e tutta la fascia anticiclonica mediterranea spostata verso nord di centinaia di km ti ritrovi l'europa meridionale sotto hp.
Le irruzioni meridiane effettivamente ci sono ma sono troppo ad est a causa dell'influenza dell'hp nel mediterraneo, basti vedere tutte le colate in turchia e co.
Le irruzioni meridiane che coinvolgono l'Italia sono quindi prevalentemente provenienti da sud non essendo ostacolate dall'hp presente.
Il jet stream + debole spiegherebbe anche l'imponente snow cover sull'est europa quest'anno e la poca influenza dell'atlantico in Europa in questo periodo. Infatti con il getto atlantico debole la russia ha avuto delle ondate di gelo intenso e noi non abbiamo da mesi una serie di perturbazioni organizzate.
Per la seconda domanda son d'accordo con quanto detto da rodanato
- franconeve
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In realtà la Jet Stream in questi ultimi anni è spesso stata lanciatissima e chiusa, da cui il tepore e i venti zonali (da Ovest) su di noi. Quiidi c'è qualcosa che non funzia nel ragionamento.IMadeYouReadThis ha scritto:Un artico caldo=piccola differenza di temperature con le medie latitudini=jet stream molto + debolefranconeve ha scritto:
Eppure, fino a qualche tempo fa, tutti gli esperti dicevano che a un Artico molto freddo corrisponde un VPT forte, quindi poche irruzioni meridiane da noi, il contrario con un Artico caldo. Invece sta accadendo tutto il contrario.
E poi, rilancio una domanda: secondo voi ripetuti e forti Nino sono causa (in parte) o conseguenza del GW???
Se a questo aggiungi l'ITCZ e tutta la fascia anticiclonica mediterranea spostata verso nord di centinaia di km ti ritrovi l'europa meridionale sotto hp.
Le irruzioni meridiane effettivamente ci sono ma sono troppo ad est a causa dell'influenza dell'hp nel mediterraneo, basti vedere tutte le colate in turchia e co.
Le irruzioni meridiane che coinvolgono l'Italia sono quindi prevalentemente provenienti da sud non essendo ostacolate dall'hp presente.
Il jet stream + debole spiegherebbe anche l'imponente snow cover sull'est europa quest'anno e la poca influenza dell'atlantico in Europa in questo periodo. Infatti con il getto atlantico debole la russia ha avuto delle ondate di gelo intenso e noi non abbiamo da mesi una serie di perturbazioni organizzate.
Per la seconda domanda son d'accordo con quanto detto da rodanato
Dati e post ben esposto da Franconeve ,franconeve ha scritto:Io la penso così, e riporto quasi in totto un mio intervento tratto da altro topic:
Siamo in una fase in cui il VP ripete fino alla noia le medesime dinamiche limitando la sua azione alle latitudini medio – alte del continente, ovviamente in modo prevalentemente zonale, e le poche lingue fredde che spinge verso Sud vanno a insaccarsi quasi sempre a Ovest del nostro continente probabilmente per via di quella maledetta anomalia termica negativa delle acque oceaniche tra Islanda e Portogallo. Ci mancava solo quella!
Ovvio che in situazioni del genere la Wave 2, ovvero l’azzorriano, non abbia nessuna possibilità di elevarsi producendo sinottiche favorevoli al freddo sull’Europa, e quando lo fa viene subito piallata dalla serie infinita di cicloni potentissimi in uscita dal Canada il quale, viceversa, rimane sul bordo sinistro dell’attività ciclonica, ovvero sul lato discendente della corrente a getto, ovvero sotto numerosi flussi settentrionali. Per gettare noi nella mitezza poi il colpo finale lo dà la Wave 3, ovvero il russo – siberiano, che diversamente da quanto si pensi è spesso più deleterio che positivo per i nostri inverni: infatti se per qualche motivo si spinge verso Ovest (ma la zonalità lo ricaccia spesso indietro, quindi... poca trippa per gatti!) porta i suoi aliti gelidi fin su di noi, ma se si rinforza standosene sulle sue terre altro non fa che accentuare circolazioni meridionali molto bloccate con ulteriore afflusso di aria mite sul Mediterraneo.
Io personalmente non credo che questa dinamica sinottica c’entri molto con il GW, però influenza i nostri inverni in maniera estremamente più grande di quanto non faccia lo stesso GW. Non a caso io dico spesso che è molto meglio vivere un inverno dinamico con scambi meridiani in tempi di GW che un inverno zonale e monotono in tempi di PEG. Ora siamo nella fase che coniuga i due fattori peggiori di questo scenario, ovvero GW e monotonia zonale esasperata.
Periodi così lunghi e monotoni ci sono già stati in passato; andate a vedervi per esempio sul “KARTENARCHIV” di Wetterzentrale le sinottiche dell’inverno 1929-30, sì, proprio quello successivo al “gelo del secolo”: novembre, dicembre e gennaio mesi assolutamente da buttare, 100 giorni di noia continua, tepore, cicloni che piallavano la Wave 2 a ripetizione, proprio come oggi! Un’unica leggera ondata di freddo prima di Natale subito spazzata via da nuovi cicloni dal Canada. Poi un po’ meglio a febbraio, ma sempre con elevazioni azzorriane presto castrate dalla spinta del getto. Eppure a quell’epoca il GW non c’era, infatti le termiche sono comunque un po’ più freschine di oggi.
E altri periodi da schifo assoluto li abbiamo avuti la stagione successiva, il 1930-31, con novembre, dicembre, gennaio e febbraio da buttare, a parte qualche irruzione fredda ma sempre molto breve e spazzata via dalla zonalità occidentale; paradigmatiche a tale proposito le dinamiche 18 – 20 gennaio, 26 – 28 gennaio, inizio febbraio, etc...; merita di essere osservato come l’ottimo tentativo di elevazione della Wave 2 venga sempre frustrato nel giro di poche ore dalla spinta canadese: sembra di vedere lo stesso film di oggi!
Ma andando ancora più indietro nel tempo, se volete procurarvi qualche accesso di nausea, osservate il trimestre invernale 1920-21: il peggio del peggio! Anzi, è durato ben più di 3 mesi, lo schifo prende anche novembre e marzo. Idem con patate per il 1919-20: dal 12 dicembre fino a primavera inoltrata nulla di nulla se non qualche rara spazzolata fredda subito annullata dal getto sparato.
Forse però il periodo più frustrante è il 1924-25, dal 20 novembre in poi una pizza autentica, fino a marzo inoltrato!
Se guardiamo le termiche di quegli inverni vediamo che esse sono state ben superiori a quelle dell’ultimo nostro disgraziato inverno; anche di 1,5 °C o più, a seconda della zona d’Italia considerata. I dati numerici sono lì, non mentono. Tutto il resto è gusto personale, ottimismo, pessimismo, entusiasmo o frustrazione; cioè, scientificamente parlando, “FUFFA”.
Ecco perchè dico che probabilmente sono fasi che non c’entrano molto col GW, fasi di cui nessuno conosce la causa (e chi dice di conoscerla tira a indovinare), fasi che ci sono già state e che ci saranno ancora; ma fasi che, come tutte le fasi, sono destinate a interrompersi!
in effetti anche in passato ci sno stati periodi prolungati caratterizzati da eccezionali siccita' , come le annate del 1921 e 1922 , tra il 1942 e 1943 , e 1944 e 1945 .
Il periodo tra il 1920 e 1945 , con sensbile incremento delle temperature medie , trend anch' esso condionato da diverse e influenti configurazioni sinottiche , esempio le eccezionali ondate calde durante il semstre caldo primavera estate nelgi anni '20 e soprattutto nelle estati molto calde degli anni '40 .
Un mese primaverile in gran parte d Europa in assoluto piu caldo e sicitoso e' maggio 1945.
NON è ancora chiaro se i tratti di mare con temperature superficiali superiori o inferiori alla norma sia causa o conseguenza di situazioni sinottiche particolari od insistenti. Ho detto tutto. Finché non sarà chiarito questo punto a mio avviso è anche inutile attribuirgli un'importanza elevata.robert ha scritto:Dati e post ben esposto da Franconeve ,franconeve ha scritto:Io la penso così, e riporto quasi in totto un mio intervento tratto da altro topic:
Siamo in una fase in cui il VP ripete fino alla noia le medesime dinamiche limitando la sua azione alle latitudini medio – alte del continente, ovviamente in modo prevalentemente zonale, e le poche lingue fredde che spinge verso Sud vanno a insaccarsi quasi sempre a Ovest del nostro continente probabilmente per via di quella maledetta anomalia termica negativa delle acque oceaniche tra Islanda e Portogallo. Ci mancava solo quella!
Ovvio che in situazioni del genere la Wave 2, ovvero l’azzorriano, non abbia nessuna possibilità di elevarsi producendo sinottiche favorevoli al freddo sull’Europa, e quando lo fa viene subito piallata dalla serie infinita di cicloni potentissimi in uscita dal Canada il quale, viceversa, rimane sul bordo sinistro dell’attività ciclonica, ovvero sul lato discendente della corrente a getto, ovvero sotto numerosi flussi settentrionali. Per gettare noi nella mitezza poi il colpo finale lo dà la Wave 3, ovvero il russo – siberiano, che diversamente da quanto si pensi è spesso più deleterio che positivo per i nostri inverni: infatti se per qualche motivo si spinge verso Ovest (ma la zonalità lo ricaccia spesso indietro, quindi... poca trippa per gatti!) porta i suoi aliti gelidi fin su di noi, ma se si rinforza standosene sulle sue terre altro non fa che accentuare circolazioni meridionali molto bloccate con ulteriore afflusso di aria mite sul Mediterraneo.
Io personalmente non credo che questa dinamica sinottica c’entri molto con il GW, però influenza i nostri inverni in maniera estremamente più grande di quanto non faccia lo stesso GW. Non a caso io dico spesso che è molto meglio vivere un inverno dinamico con scambi meridiani in tempi di GW che un inverno zonale e monotono in tempi di PEG. Ora siamo nella fase che coniuga i due fattori peggiori di questo scenario, ovvero GW e monotonia zonale esasperata.
Periodi così lunghi e monotoni ci sono già stati in passato; andate a vedervi per esempio sul “KARTENARCHIV” di Wetterzentrale le sinottiche dell’inverno 1929-30, sì, proprio quello successivo al “gelo del secolo”: novembre, dicembre e gennaio mesi assolutamente da buttare, 100 giorni di noia continua, tepore, cicloni che piallavano la Wave 2 a ripetizione, proprio come oggi! Un’unica leggera ondata di freddo prima di Natale subito spazzata via da nuovi cicloni dal Canada. Poi un po’ meglio a febbraio, ma sempre con elevazioni azzorriane presto castrate dalla spinta del getto. Eppure a quell’epoca il GW non c’era, infatti le termiche sono comunque un po’ più freschine di oggi.
E altri periodi da schifo assoluto li abbiamo avuti la stagione successiva, il 1930-31, con novembre, dicembre, gennaio e febbraio da buttare, a parte qualche irruzione fredda ma sempre molto breve e spazzata via dalla zonalità occidentale; paradigmatiche a tale proposito le dinamiche 18 – 20 gennaio, 26 – 28 gennaio, inizio febbraio, etc...; merita di essere osservato come l’ottimo tentativo di elevazione della Wave 2 venga sempre frustrato nel giro di poche ore dalla spinta canadese: sembra di vedere lo stesso film di oggi!
Ma andando ancora più indietro nel tempo, se volete procurarvi qualche accesso di nausea, osservate il trimestre invernale 1920-21: il peggio del peggio! Anzi, è durato ben più di 3 mesi, lo schifo prende anche novembre e marzo. Idem con patate per il 1919-20: dal 12 dicembre fino a primavera inoltrata nulla di nulla se non qualche rara spazzolata fredda subito annullata dal getto sparato.
Forse però il periodo più frustrante è il 1924-25, dal 20 novembre in poi una pizza autentica, fino a marzo inoltrato!
Se guardiamo le termiche di quegli inverni vediamo che esse sono state ben superiori a quelle dell’ultimo nostro disgraziato inverno; anche di 1,5 °C o più, a seconda della zona d’Italia considerata. I dati numerici sono lì, non mentono. Tutto il resto è gusto personale, ottimismo, pessimismo, entusiasmo o frustrazione; cioè, scientificamente parlando, “FUFFA”.
Ecco perchè dico che probabilmente sono fasi che non c’entrano molto col GW, fasi di cui nessuno conosce la causa (e chi dice di conoscerla tira a indovinare), fasi che ci sono già state e che ci saranno ancora; ma fasi che, come tutte le fasi, sono destinate a interrompersi!
in effetti anche in passato ci sno stati periodi prolungati caratterizzati da eccezionali siccita' , come le annate del 1921 e 1922 , tra il 1942 e 1943 , e 1944 e 1945 .
Il periodo tra il 1920 e 1945 , con sensbile incremento delle temperature medie , trend anch' esso condionato da diverse e influenti configurazioni sinottiche , esempio le eccezionali ondate calde durante il semstre caldo primavera estate nelgi anni '20 e soprattutto nelle estati molto calde degli anni '40 .
Un mese primaverile in gran parte d Europa in assoluto piu caldo e sicitoso e' maggio 1945.
Alessio Grosso
www.meteolive.it
NON è ancora chiaro se i tratti di mare con temperature superficiali superiori o inferiori alla norma sia causa o conseguenza di situazioni sinottiche particolari od insistenti. Ho detto tutto. Finché non sarà chiarito questo punto a mio avviso è anche inutile attribuirgli un'importanza elevata.robert ha scritto:Dati e post ben esposto da Franconeve ,franconeve ha scritto:Io la penso così, e riporto quasi in totto un mio intervento tratto da altro topic:
Siamo in una fase in cui il VP ripete fino alla noia le medesime dinamiche limitando la sua azione alle latitudini medio – alte del continente, ovviamente in modo prevalentemente zonale, e le poche lingue fredde che spinge verso Sud vanno a insaccarsi quasi sempre a Ovest del nostro continente probabilmente per via di quella maledetta anomalia termica negativa delle acque oceaniche tra Islanda e Portogallo. Ci mancava solo quella!
Ovvio che in situazioni del genere la Wave 2, ovvero l’azzorriano, non abbia nessuna possibilità di elevarsi producendo sinottiche favorevoli al freddo sull’Europa, e quando lo fa viene subito piallata dalla serie infinita di cicloni potentissimi in uscita dal Canada il quale, viceversa, rimane sul bordo sinistro dell’attività ciclonica, ovvero sul lato discendente della corrente a getto, ovvero sotto numerosi flussi settentrionali. Per gettare noi nella mitezza poi il colpo finale lo dà la Wave 3, ovvero il russo – siberiano, che diversamente da quanto si pensi è spesso più deleterio che positivo per i nostri inverni: infatti se per qualche motivo si spinge verso Ovest (ma la zonalità lo ricaccia spesso indietro, quindi... poca trippa per gatti!) porta i suoi aliti gelidi fin su di noi, ma se si rinforza standosene sulle sue terre altro non fa che accentuare circolazioni meridionali molto bloccate con ulteriore afflusso di aria mite sul Mediterraneo.
Io personalmente non credo che questa dinamica sinottica c’entri molto con il GW, però influenza i nostri inverni in maniera estremamente più grande di quanto non faccia lo stesso GW. Non a caso io dico spesso che è molto meglio vivere un inverno dinamico con scambi meridiani in tempi di GW che un inverno zonale e monotono in tempi di PEG. Ora siamo nella fase che coniuga i due fattori peggiori di questo scenario, ovvero GW e monotonia zonale esasperata.
Periodi così lunghi e monotoni ci sono già stati in passato; andate a vedervi per esempio sul “KARTENARCHIV” di Wetterzentrale le sinottiche dell’inverno 1929-30, sì, proprio quello successivo al “gelo del secolo”: novembre, dicembre e gennaio mesi assolutamente da buttare, 100 giorni di noia continua, tepore, cicloni che piallavano la Wave 2 a ripetizione, proprio come oggi! Un’unica leggera ondata di freddo prima di Natale subito spazzata via da nuovi cicloni dal Canada. Poi un po’ meglio a febbraio, ma sempre con elevazioni azzorriane presto castrate dalla spinta del getto. Eppure a quell’epoca il GW non c’era, infatti le termiche sono comunque un po’ più freschine di oggi.
E altri periodi da schifo assoluto li abbiamo avuti la stagione successiva, il 1930-31, con novembre, dicembre, gennaio e febbraio da buttare, a parte qualche irruzione fredda ma sempre molto breve e spazzata via dalla zonalità occidentale; paradigmatiche a tale proposito le dinamiche 18 – 20 gennaio, 26 – 28 gennaio, inizio febbraio, etc...; merita di essere osservato come l’ottimo tentativo di elevazione della Wave 2 venga sempre frustrato nel giro di poche ore dalla spinta canadese: sembra di vedere lo stesso film di oggi!
Ma andando ancora più indietro nel tempo, se volete procurarvi qualche accesso di nausea, osservate il trimestre invernale 1920-21: il peggio del peggio! Anzi, è durato ben più di 3 mesi, lo schifo prende anche novembre e marzo. Idem con patate per il 1919-20: dal 12 dicembre fino a primavera inoltrata nulla di nulla se non qualche rara spazzolata fredda subito annullata dal getto sparato.
Forse però il periodo più frustrante è il 1924-25, dal 20 novembre in poi una pizza autentica, fino a marzo inoltrato!
Se guardiamo le termiche di quegli inverni vediamo che esse sono state ben superiori a quelle dell’ultimo nostro disgraziato inverno; anche di 1,5 °C o più, a seconda della zona d’Italia considerata. I dati numerici sono lì, non mentono. Tutto il resto è gusto personale, ottimismo, pessimismo, entusiasmo o frustrazione; cioè, scientificamente parlando, “FUFFA”.
Ecco perchè dico che probabilmente sono fasi che non c’entrano molto col GW, fasi di cui nessuno conosce la causa (e chi dice di conoscerla tira a indovinare), fasi che ci sono già state e che ci saranno ancora; ma fasi che, come tutte le fasi, sono destinate a interrompersi!
in effetti anche in passato ci sno stati periodi prolungati caratterizzati da eccezionali siccita' , come le annate del 1921 e 1922 , tra il 1942 e 1943 , e 1944 e 1945 .
Il periodo tra il 1920 e 1945 , con sensbile incremento delle temperature medie , trend anch' esso condionato da diverse e influenti configurazioni sinottiche , esempio le eccezionali ondate calde durante il semstre caldo primavera estate nelgi anni '20 e soprattutto nelle estati molto calde degli anni '40 .
Un mese primaverile in gran parte d Europa in assoluto piu caldo e sicitoso e' maggio 1945.
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Credo che capito questo avremmo capito l'80% della meteorologia connettiva. Chissà, forse arriverà prima o poi quel momento, credo il passo più grande fatto dalla scienza meteorologica.MeteoLive ha scritto:
NON è ancora chiaro se i tratti di mare con temperature superficiali superiori o inferiori alla norma sia causa o conseguenza di situazioni sinottiche particolari od insistenti. Ho detto tutto. Finché non sarà chiarito questo punto a mio avviso è anche inutile attribuirgli un'importanza elevata.
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Controlla le mail!franconeve ha scritto:Credo che capito questo avremmo capito l'80% della meteorologia connettiva. Chissà, forse arriverà prima o poi quel momento, credo il passo più grande fatto dalla scienza meteorologica.MeteoLive ha scritto:
NON è ancora chiaro se i tratti di mare con temperature superficiali superiori o inferiori alla norma sia causa o conseguenza di situazioni sinottiche particolari od insistenti. Ho detto tutto. Finché non sarà chiarito questo punto a mio avviso è anche inutile attribuirgli un'importanza elevata.
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