e tutte e due contro l'italica terraBurian2012 ha scritto:Regalo di Natale, ora Stratosfera contro Troposfera!eb717 ha scritto:Nam a 1,6 aggiornato al 23.
Teniamo sotto controllo il Nam - 2016/2018
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A proposito di NAM o non NAM...per ora abbiamo un condizionamento parziale e fra 7/10 gg saremo ad un bivio.
Riporto in questo topic specifico, la mia analisi interazione strato-tropo pubblicata nel topic "spazza chimere".
Confido in vostri contributi e/o opinioni a riguardo.
Buona lettura
Andiamo ad esaminare ciò che sta avvenendo nella comunicazione strato- tropo dopo il conclamato ESE cold. La domanda che tutti gli appassionati si stanno ponendo è come mai, dopo un evento di raffreddamento notevole della stratosfera, la tropo non si trovi già (o almeno nei forecast a 7/10gg) in una fase di condizionamento, ma anzi, appaiono da alcuni giorni configurazioni più dinamiche della fase pre ESE con intrusioni di hp a latitudini piuttosto alte e conseguenti scambi di calore?
Premesso che la descrizione e quindi, l’individuazione delle dinamiche di trasferimento di eventi stratosferici ai vari piani isobarici più bassi fino in troposfera, rappresenta una delle fasi più complicate nell’iter di lettura e previsione dei processi atmosferici che portano alla descrizione completa, in termini di stato termodinamico e fluidodinamico, ad un certo istante di una certa regione spaziale di volume dv.
Per individuare la dinamica di trasferimento del processo SC, occorre rifarsi a delle mappe che esplicitino in maniera univoca, il trasferimento di vorticità fra i vari piani isobarici. In particolare per la descrizione di tali fenomeni ci si riferisce alle mappe di vorticità potenziale isoentropica ad una certa temperatura potenziale T. Nella frase suddetta appaiono tre fattori che di seguito si prova ad introdurre ed esplicare:
La vorticità potenziale è il rapporto fra la velocità di rotazione di un ciclone e lo spessore del cilindro ciclonico compreso fra due superfici isoentropiche (descritte successivamente), che in assenza di attriti, per conservazione del momento angolare (momento della quantità di moto M di un volume d’aria elementare dv che possiede una velocità periferica v (ortogonale al raggio di congiunzione r con l’asse di rotazione) rispetto all’asse di rotazione ciclonico a distanza r da esso, si ha dM=dv*v*r, integrato sul volume d’aria considerato) rimane costante. Quindi intuitivamente se due superfici isoentropiche si allontanano (aumenta altezza e si contrae il raggio del cilindro ciclonico) la velocità di rotazione relativa aumenta per conservazione del rapporto suddetto.
La descrizione d’entropia è molto complicata, comunque intuitivamente questa è una funzione di stato termodinamico che descrive la capacità di un sistema a compiere lavoro a temperatura costante (ecco perchè superficie isoentropica a temperatura T); in maniera ancora più intuitiva questa esprime il grado di disordine di un sistema. Un volume d’aria in studio che costituisce un sistema termodinamico, a cui viene fornito calore, o aumenta la sua energia interna, e quindi la temperatura, o compie lavoro sullo spazio esterno. Dato che parliamo di temperatura del sistema costante, si prende in esame solo il lavoro che il sistema può produrre. La disuguaglianza di Clausius, ci dice che in una trasformazione termodinamica ciclica, in cui il sistema scambia calore con n sorgenti a temperatura Ti, la sommatoria da i che va da 1 a n del rapporto fra gli n scambi di calore e la temperatura alla quale questi avvengono (temperatura Ti della sorgente) è minore o uguale a zero. Tale disuguaglianza è alla base del secondo principio della termodinamica che, in una delle sue innumerevoli espressioni, può essere visto come l’impossibilità da parte di un sistema di convertire in lavoro tutto il calore fornito ad una certa temperatura T. Il secondo principio insieme alla disuguaglianza di Clausius forniscono un'ulteriore definizione del secondo principio stesso, per la quale si afferma che nelle trasformazioni irreversibili, l’entropia del sistema aumenta stabilendo una direzione spontanea dell’evoluzione di una dinamica di un certo sistema.
La temperatura potenziale, è la temperatura che un volume infinitesimo di fluido (aria), possiede dopo aver risalito la colonna d’aria fino ad arrivare prima a saturazione di vapore, poi alla condensazione di tutto il vapore, e poi fatta ridiscendere adiabaticamente (senza scambio di calore) fino alla pressione del suolo 1000hPa; pertanto questa grandezza da un'idea della stabilità del volume infinitesimo d'aria, in partica più la temperatura potenziale è alta e più è stabile il volume infinitesimo considerato. Pertanto una stratificazione d'aria nella quale la temperatura potenziale aumenti con la quota risulta stabile.
Nei piani isoentropici, procedendo verso l’alto aumenta la temperatura equivalente e diminuisce l’entropia.
Sezionando una colonna d’aria vediamo che i flussi d’aria in risalita (lp) e in discesa (hp) avvengono fino ad un’altezza di 12/13 km (a seconda della latitudine) cioè fino alla tropopausa. Quando dalla stratosfera un disturbo tende a propagarsi per i piani isobarici sottostanti, questi vanno a modificare l’altezza della tropopausa; infatti la superficie di quest'ultima risulta una superficie geometrica dinamica nello spazio e nel tempo. Infatti, se ad esempio, un disturbo cold inserisce aria fredda e secca, di origine stratosferica, all’interno della troposfera questa, instabilizzandosi, si contrae e di conseguenza si dilata la tropopausa. Nella dilatazione di quest’ultima aumenta la distanza fra due piani isoentropici successivi che per quanto affermato sopra, riguardo la vorticità potenziale, determina un aumento della velocità di rotazione ciclonica, aumentando di conseguenza, il valore della vorticità relativa per conservazione del momento angolare. Quindi quando si è in presenza di un trasferimento di disturbo di tipo cold dalla strato, questo esplicitandosi, non fa altro che generare delle anomalie positive di vorticità potenziale a cascata nei piani isoentropici più bassi. In pratica, l’aria fredda stratosferica secca, instabilizza, propagandosi verso i piani isobarici più bassi, le prime porzioni della troposfera contraendola e, facendo, di contro, innalzare la tropopausa (superficie dinamica) che genera un allontanamento dei piani isoentropici e un innalzamento della vorticità relativa.
Andiamo ad analizzare quindi queste mappe ricordando che:
isoentropica a 1000K circa a 5hPa
isoentropica a 850 K circa a 10hPa
isoentropica a 600 K circa a 24hPa
isoentropica a 500 K circa 47 hPa
isoentropica a 400 K circa 113 hPa
isoentropica a 375 k circa 138 hPa
Le mappe sono riferite temperature potenziali decrescenti da oggi (1000K) a fra circa 7gg (380K) per seguire il trasferimento di disturbo da oggi a 1000k fino a380 K fra 7 gg (giorno in cui dalle mappe a 500hPa di Reading tende a palesarsi da più giorni un blocco atlantico in grado di originare uno scambio di calore con irruzione fredda per le medio-basse latitudini europee):

vediamo dalla mappa sopra, che la vorticità potenziale presenta un'anomalia positiva leggermente disassata dal polo geografico.


a 600 k si nota come l'anomalia positiva di vorticità, sia decentrata dal polo geografico, con baricentro dell'anomalia verso le Svalbard.




A 375 k, per il 2 gennaio, il modello europeo vede un'anomalia negativa di vorticità a nord est delle isole britanniche, la stessa zona dove nelle uscite delle 00z vede a500 hPa l'intrusione della w2 con scambio di calore e ondata fredda verso l'Europa.
Dalle mappe postate, si nota quindi che, le anomalie di vorticità potenziale isoentropica, si palesano con baricentro eccentrico rispetto al polo geografico. In pratica, l’anomalia cold dalla strato si propaga in maniera eccentrica.
Il vpt quindi, sotto tale forzante, si comporta come un disco (per semplicità supposto piano e bidimensionale) appeso ad un chiodo, in posizione eccentrica rispetto al centro del disco e, posto in rotazione antioraria attorno al chiodo stesso. Una dinamica di questo tipo, immaginando in vpt come un disco costituito da un insieme di masse (nuclei di vorticità) tenute insieme da molle (supposte elastiche) di richiamo, stira il vpt ad una forma allungata, circostanza che consente l’intrusione di calore da parte della w1 ed in parte della w2.
Ecco a mio parere il motivo della disposizione barica del vpt e della ripresa d’intrusività d’onda, anche parziale, delle due wave troposferiche.
Ora siamo ad un bivio, in quanto la dinamica che si è creata non può durare a lungo, infatti il disturbo cold avrà un innesco energetico limitato nel tempo e nell'intensità; pertanto, o la strato avrà la forza di condizionare la troposfera imprimendo al vpt il condizionamento che statisticamente ci si aspetta, o la disposizione del vpt a ricevere disturbi dal basso da parte delle wave troposferiche farà si che le stesse minino il vp tramite iniezioni di calore sempre più intense e convergenti portando al collasso dello stesso.
Con stima
Riporto in questo topic specifico, la mia analisi interazione strato-tropo pubblicata nel topic "spazza chimere".
Confido in vostri contributi e/o opinioni a riguardo.
Buona lettura
Andiamo ad esaminare ciò che sta avvenendo nella comunicazione strato- tropo dopo il conclamato ESE cold. La domanda che tutti gli appassionati si stanno ponendo è come mai, dopo un evento di raffreddamento notevole della stratosfera, la tropo non si trovi già (o almeno nei forecast a 7/10gg) in una fase di condizionamento, ma anzi, appaiono da alcuni giorni configurazioni più dinamiche della fase pre ESE con intrusioni di hp a latitudini piuttosto alte e conseguenti scambi di calore?
Premesso che la descrizione e quindi, l’individuazione delle dinamiche di trasferimento di eventi stratosferici ai vari piani isobarici più bassi fino in troposfera, rappresenta una delle fasi più complicate nell’iter di lettura e previsione dei processi atmosferici che portano alla descrizione completa, in termini di stato termodinamico e fluidodinamico, ad un certo istante di una certa regione spaziale di volume dv.
Per individuare la dinamica di trasferimento del processo SC, occorre rifarsi a delle mappe che esplicitino in maniera univoca, il trasferimento di vorticità fra i vari piani isobarici. In particolare per la descrizione di tali fenomeni ci si riferisce alle mappe di vorticità potenziale isoentropica ad una certa temperatura potenziale T. Nella frase suddetta appaiono tre fattori che di seguito si prova ad introdurre ed esplicare:
La vorticità potenziale è il rapporto fra la velocità di rotazione di un ciclone e lo spessore del cilindro ciclonico compreso fra due superfici isoentropiche (descritte successivamente), che in assenza di attriti, per conservazione del momento angolare (momento della quantità di moto M di un volume d’aria elementare dv che possiede una velocità periferica v (ortogonale al raggio di congiunzione r con l’asse di rotazione) rispetto all’asse di rotazione ciclonico a distanza r da esso, si ha dM=dv*v*r, integrato sul volume d’aria considerato) rimane costante. Quindi intuitivamente se due superfici isoentropiche si allontanano (aumenta altezza e si contrae il raggio del cilindro ciclonico) la velocità di rotazione relativa aumenta per conservazione del rapporto suddetto.
La descrizione d’entropia è molto complicata, comunque intuitivamente questa è una funzione di stato termodinamico che descrive la capacità di un sistema a compiere lavoro a temperatura costante (ecco perchè superficie isoentropica a temperatura T); in maniera ancora più intuitiva questa esprime il grado di disordine di un sistema. Un volume d’aria in studio che costituisce un sistema termodinamico, a cui viene fornito calore, o aumenta la sua energia interna, e quindi la temperatura, o compie lavoro sullo spazio esterno. Dato che parliamo di temperatura del sistema costante, si prende in esame solo il lavoro che il sistema può produrre. La disuguaglianza di Clausius, ci dice che in una trasformazione termodinamica ciclica, in cui il sistema scambia calore con n sorgenti a temperatura Ti, la sommatoria da i che va da 1 a n del rapporto fra gli n scambi di calore e la temperatura alla quale questi avvengono (temperatura Ti della sorgente) è minore o uguale a zero. Tale disuguaglianza è alla base del secondo principio della termodinamica che, in una delle sue innumerevoli espressioni, può essere visto come l’impossibilità da parte di un sistema di convertire in lavoro tutto il calore fornito ad una certa temperatura T. Il secondo principio insieme alla disuguaglianza di Clausius forniscono un'ulteriore definizione del secondo principio stesso, per la quale si afferma che nelle trasformazioni irreversibili, l’entropia del sistema aumenta stabilendo una direzione spontanea dell’evoluzione di una dinamica di un certo sistema.
La temperatura potenziale, è la temperatura che un volume infinitesimo di fluido (aria), possiede dopo aver risalito la colonna d’aria fino ad arrivare prima a saturazione di vapore, poi alla condensazione di tutto il vapore, e poi fatta ridiscendere adiabaticamente (senza scambio di calore) fino alla pressione del suolo 1000hPa; pertanto questa grandezza da un'idea della stabilità del volume infinitesimo d'aria, in partica più la temperatura potenziale è alta e più è stabile il volume infinitesimo considerato. Pertanto una stratificazione d'aria nella quale la temperatura potenziale aumenti con la quota risulta stabile.
Nei piani isoentropici, procedendo verso l’alto aumenta la temperatura equivalente e diminuisce l’entropia.
Sezionando una colonna d’aria vediamo che i flussi d’aria in risalita (lp) e in discesa (hp) avvengono fino ad un’altezza di 12/13 km (a seconda della latitudine) cioè fino alla tropopausa. Quando dalla stratosfera un disturbo tende a propagarsi per i piani isobarici sottostanti, questi vanno a modificare l’altezza della tropopausa; infatti la superficie di quest'ultima risulta una superficie geometrica dinamica nello spazio e nel tempo. Infatti, se ad esempio, un disturbo cold inserisce aria fredda e secca, di origine stratosferica, all’interno della troposfera questa, instabilizzandosi, si contrae e di conseguenza si dilata la tropopausa. Nella dilatazione di quest’ultima aumenta la distanza fra due piani isoentropici successivi che per quanto affermato sopra, riguardo la vorticità potenziale, determina un aumento della velocità di rotazione ciclonica, aumentando di conseguenza, il valore della vorticità relativa per conservazione del momento angolare. Quindi quando si è in presenza di un trasferimento di disturbo di tipo cold dalla strato, questo esplicitandosi, non fa altro che generare delle anomalie positive di vorticità potenziale a cascata nei piani isoentropici più bassi. In pratica, l’aria fredda stratosferica secca, instabilizza, propagandosi verso i piani isobarici più bassi, le prime porzioni della troposfera contraendola e, facendo, di contro, innalzare la tropopausa (superficie dinamica) che genera un allontanamento dei piani isoentropici e un innalzamento della vorticità relativa.
Andiamo ad analizzare quindi queste mappe ricordando che:
isoentropica a 1000K circa a 5hPa
isoentropica a 850 K circa a 10hPa
isoentropica a 600 K circa a 24hPa
isoentropica a 500 K circa 47 hPa
isoentropica a 400 K circa 113 hPa
isoentropica a 375 k circa 138 hPa
Le mappe sono riferite temperature potenziali decrescenti da oggi (1000K) a fra circa 7gg (380K) per seguire il trasferimento di disturbo da oggi a 1000k fino a380 K fra 7 gg (giorno in cui dalle mappe a 500hPa di Reading tende a palesarsi da più giorni un blocco atlantico in grado di originare uno scambio di calore con irruzione fredda per le medio-basse latitudini europee):

vediamo dalla mappa sopra, che la vorticità potenziale presenta un'anomalia positiva leggermente disassata dal polo geografico.


a 600 k si nota come l'anomalia positiva di vorticità, sia decentrata dal polo geografico, con baricentro dell'anomalia verso le Svalbard.




A 375 k, per il 2 gennaio, il modello europeo vede un'anomalia negativa di vorticità a nord est delle isole britanniche, la stessa zona dove nelle uscite delle 00z vede a500 hPa l'intrusione della w2 con scambio di calore e ondata fredda verso l'Europa.
Dalle mappe postate, si nota quindi che, le anomalie di vorticità potenziale isoentropica, si palesano con baricentro eccentrico rispetto al polo geografico. In pratica, l’anomalia cold dalla strato si propaga in maniera eccentrica.
Il vpt quindi, sotto tale forzante, si comporta come un disco (per semplicità supposto piano e bidimensionale) appeso ad un chiodo, in posizione eccentrica rispetto al centro del disco e, posto in rotazione antioraria attorno al chiodo stesso. Una dinamica di questo tipo, immaginando in vpt come un disco costituito da un insieme di masse (nuclei di vorticità) tenute insieme da molle (supposte elastiche) di richiamo, stira il vpt ad una forma allungata, circostanza che consente l’intrusione di calore da parte della w1 ed in parte della w2.
Ecco a mio parere il motivo della disposizione barica del vpt e della ripresa d’intrusività d’onda, anche parziale, delle due wave troposferiche.
Ora siamo ad un bivio, in quanto la dinamica che si è creata non può durare a lungo, infatti il disturbo cold avrà un innesco energetico limitato nel tempo e nell'intensità; pertanto, o la strato avrà la forza di condizionare la troposfera imprimendo al vpt il condizionamento che statisticamente ci si aspetta, o la disposizione del vpt a ricevere disturbi dal basso da parte delle wave troposferiche farà si che le stesse minino il vp tramite iniezioni di calore sempre più intense e convergenti portando al collasso dello stesso.
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quindi,per noi mortali?scand++ ha scritto:A proposito di NAM o non NAM...per ora abbiamo un condizionamento parziale e fra 7/10 gg saremo ad un bivio.
Riporto in questo topic specifico, la mia analisi interazione strato-tropo pubblicata nel topic "spazza chimere".
Confido in vostri contributi e/o opinioni a riguardo.
Buona lettura
Andiamo ad esaminare ciò che sta avvenendo nella comunicazione strato- tropo dopo il conclamato ESE cold. La domanda che tutti gli appassionati si stanno ponendo è come mai, dopo un evento di raffreddamento notevole della stratosfera, la tropo non si trovi già (o almeno nei forecast a 7/10gg) in una fase di condizionamento, ma anzi, appaiono da alcuni giorni configurazioni più dinamiche della fase pre ESE con intrusioni di hp a latitudini piuttosto alte e conseguenti scambi di calore?
Premesso che la descrizione e quindi, l’individuazione delle dinamiche di trasferimento di eventi stratosferici ai vari piani isobarici più bassi fino in troposfera, rappresenta una delle fasi più complicate nell’iter di lettura e previsione dei processi atmosferici che portano alla descrizione completa, in termini di stato termodinamico e fluidodinamico, ad un certo istante di una certa regione spaziale di volume dv.
Per individuare la dinamica di trasferimento del processo SC, occorre rifarsi a delle mappe che esplicitino in maniera univoca, il trasferimento di vorticità fra i vari piani isobarici. In particolare per la descrizione di tali fenomeni ci si riferisce alle mappe di vorticità potenziale isoentropica ad una certa temperatura potenziale T. Nella frase suddetta appaiono tre fattori che di seguito si prova ad introdurre ed esplicare:
La vorticità potenziale è il rapporto fra la velocità di rotazione di un ciclone e lo spessore del cilindro ciclonico compreso fra due superfici isoentropiche (descritte successivamente), che in assenza di attriti, per conservazione del momento angolare (momento della quantità di moto M di un volume d’aria elementare dv che possiede una velocità periferica v (ortogonale al raggio di congiunzione r con l’asse di rotazione) rispetto all’asse di rotazione ciclonico a distanza r da esso, si ha dM=dv*v*r, integrato sul volume d’aria considerato) rimane costante. Quindi intuitivamente se due superfici isoentropiche si allontanano (aumenta altezza e si contrae il raggio del cilindro ciclonico) la velocità di rotazione relativa aumenta per conservazione del rapporto suddetto.
La descrizione d’entropia è molto complicata, comunque intuitivamente questa è una funzione di stato termodinamico che descrive la capacità di un sistema a compiere lavoro a temperatura costante (ecco perchè superficie isoentropica a temperatura T); in maniera ancora più intuitiva questa esprime il grado di disordine di un sistema. Un volume d’aria in studio che costituisce un sistema termodinamico, a cui viene fornito calore, o aumenta la sua energia interna, e quindi la temperatura, o compie lavoro sullo spazio esterno. Dato che parliamo di temperatura del sistema costante, si prende in esame solo il lavoro che il sistema può produrre. La disuguaglianza di Clausius, ci dice che in una trasformazione termodinamica ciclica, in cui il sistema scambia calore con n sorgenti a temperatura Ti, la sommatoria da i che va da 1 a n del rapporto fra gli n scambi di calore e la temperatura alla quale questi avvengono (temperatura Ti della sorgente) è minore o uguale a zero. Tale disuguaglianza è alla base del secondo principio della termodinamica che, in una delle sue innumerevoli espressioni, può essere visto come l’impossibilità da parte di un sistema di convertire in lavoro tutto il calore fornito ad una certa temperatura T. Il secondo principio insieme alla disuguaglianza di Clausius forniscono un'ulteriore definizione del secondo principio stesso, per la quale si afferma che nelle trasformazioni irreversibili, l’entropia del sistema aumenta stabilendo una direzione spontanea dell’evoluzione di una dinamica di un certo sistema.
La temperatura potenziale, è la temperatura che un volume infinitesimo di fluido (aria), possiede dopo aver risalito la colonna d’aria fino ad arrivare prima a saturazione di vapore, poi alla condensazione di tutto il vapore, e poi fatta ridiscendere adiabaticamente (senza scambio di calore) fino alla pressione del suolo 1000hPa; pertanto questa grandezza da un'idea della stabilità del volume infinitesimo d'aria, in partica più la temperatura potenziale è alta e più è stabile il volume infinitesimo considerato. Pertanto una stratificazione d'aria nella quale la temperatura potenziale aumenti con la quota risulta stabile.
Nei piani isoentropici, procedendo verso l’alto aumenta la temperatura equivalente e diminuisce l’entropia.
Sezionando una colonna d’aria vediamo che i flussi d’aria in risalita (lp) e in discesa (hp) avvengono fino ad un’altezza di 12/13 km (a seconda della latitudine) cioè fino alla tropopausa. Quando dalla stratosfera un disturbo tende a propagarsi per i piani isobarici sottostanti, questi vanno a modificare l’altezza della tropopausa; infatti la superficie di quest'ultima risulta una superficie geometrica dinamica nello spazio e nel tempo. Infatti, se ad esempio, un disturbo cold inserisce aria fredda e secca, di origine stratosferica, all’interno della troposfera questa, instabilizzandosi, si contrae e di conseguenza si dilata la tropopausa. Nella dilatazione di quest’ultima aumenta la distanza fra due piani isoentropici successivi che per quanto affermato sopra, riguardo la vorticità potenziale, determina un aumento della velocità di rotazione ciclonica, aumentando di conseguenza, il valore della vorticità relativa per conservazione del momento angolare. Quindi quando si è in presenza di un trasferimento di disturbo di tipo cold dalla strato, questo esplicitandosi, non fa altro che generare delle anomalie positive di vorticità potenziale a cascata nei piani isoentropici più bassi. In pratica, l’aria fredda stratosferica secca, instabilizza, propagandosi verso i piani isobarici più bassi, le prime porzioni della troposfera contraendola e, facendo, di contro, innalzare la tropopausa (superficie dinamica) che genera un allontanamento dei piani isoentropici e un innalzamento della vorticità relativa.
Andiamo ad analizzare quindi queste mappe ricordando che:
isoentropica a 1000K circa a 5hPa
isoentropica a 850 K circa a 10hPa
isoentropica a 600 K circa a 24hPa
isoentropica a 500 K circa 47 hPa
isoentropica a 400 K circa 113 hPa
isoentropica a 375 k circa 138 hPa
Le mappe sono riferite temperature potenziali decrescenti da oggi (1000K) a fra circa 7gg (380K) per seguire il trasferimento di disturbo da oggi a 1000k fino a380 K fra 7 gg (giorno in cui dalle mappe a 500hPa di Reading tende a palesarsi da più giorni un blocco atlantico in grado di originare uno scambio di calore con irruzione fredda per le medio-basse latitudini europee):
vediamo dalla mappa sopra, che la vorticità potenziale presenta un'anomalia positiva leggermente disassata dal polo geografico.
a 600 k si nota come l'anomalia positiva di vorticità, sia decentrata dal polo geografico, con baricentro dell'anomalia verso le Svalbard.
A 375 k, per il 2 gennaio, il modello europeo vede un'anomalia negativa di vorticità a nord est delle isole britanniche, la stessa zona dove nelle uscite delle 00z vede a500 hPa l'intrusione della w2 con scambio di calore e ondata fredda verso l'Europa.
Dalle mappe postate, si nota quindi che, le anomalie di vorticità potenziale isoentropica, si palesano con baricentro eccentrico rispetto al polo geografico. In pratica, l’anomalia cold dalla strato si propaga in maniera eccentrica.
Il vpt quindi, sotto tale forzante, si comporta come un disco (per semplicità supposto piano e bidimensionale) appeso ad un chiodo, in posizione eccentrica rispetto al centro del disco e, posto in rotazione antioraria attorno al chiodo stesso. Una dinamica di questo tipo, immaginando in vpt come un disco costituito da un insieme di masse (nuclei di vorticità) tenute insieme da molle (supposte elastiche) di richiamo, stira il vpt ad una forma allungata, circostanza che consente l’intrusione di calore da parte della w1 ed in parte della w2.
Ecco a mio parere il motivo della disposizione barica del vpt e della ripresa d’intrusività d’onda, anche parziale, delle due wave troposferiche.
Ora siamo ad un bivio, in quanto la dinamica che si è creata non può durare a lungo, infatti il disturbo cold avrà un innesco energetico limitato nel tempo e nell'intensità; pertanto, o la strato avrà la forza di condizionare la troposfera imprimendo al vpt il condizionamento che statisticamente ci si aspetta, o la disposizione del vpt a ricevere disturbi dal basso da parte delle wave troposferiche farà si che le stesse minino il vp tramite iniezioni di calore sempre più intense e convergenti portando al collasso dello stesso.
Con stima
Le conclusioni sono in neretto. Queste derivano da quanto è spiegato ed esplicitato in precedenza.monte capanne ha scritto:quindi,per noi mortali?scand++ ha scritto:A proposito di NAM o non NAM...per ora abbiamo un condizionamento parziale e fra 7/10 gg saremo ad un bivio.
Riporto in questo topic specifico, la mia analisi interazione strato-tropo pubblicata nel topic "spazza chimere".
Confido in vostri contributi e/o opinioni a riguardo.
Buona lettura
Andiamo ad esaminare ciò che sta avvenendo nella comunicazione strato- tropo dopo il conclamato ESE cold. La domanda che tutti gli appassionati si stanno ponendo è come mai, dopo un evento di raffreddamento notevole della stratosfera, la tropo non si trovi già (o almeno nei forecast a 7/10gg) in una fase di condizionamento, ma anzi, appaiono da alcuni giorni configurazioni più dinamiche della fase pre ESE con intrusioni di hp a latitudini piuttosto alte e conseguenti scambi di calore?
Premesso che la descrizione e quindi, l’individuazione delle dinamiche di trasferimento di eventi stratosferici ai vari piani isobarici più bassi fino in troposfera, rappresenta una delle fasi più complicate nell’iter di lettura e previsione dei processi atmosferici che portano alla descrizione completa, in termini di stato termodinamico e fluidodinamico, ad un certo istante di una certa regione spaziale di volume dv.
Per individuare la dinamica di trasferimento del processo SC, occorre rifarsi a delle mappe che esplicitino in maniera univoca, il trasferimento di vorticità fra i vari piani isobarici. In particolare per la descrizione di tali fenomeni ci si riferisce alle mappe di vorticità potenziale isoentropica ad una certa temperatura potenziale T. Nella frase suddetta appaiono tre fattori che di seguito si prova ad introdurre ed esplicare:
La vorticità potenziale è il rapporto fra la velocità di rotazione di un ciclone e lo spessore del cilindro ciclonico compreso fra due superfici isoentropiche (descritte successivamente), che in assenza di attriti, per conservazione del momento angolare (momento della quantità di moto M di un volume d’aria elementare dv che possiede una velocità periferica v (ortogonale al raggio di congiunzione r con l’asse di rotazione) rispetto all’asse di rotazione ciclonico a distanza r da esso, si ha dM=dv*v*r, integrato sul volume d’aria considerato) rimane costante. Quindi intuitivamente se due superfici isoentropiche si allontanano (aumenta altezza e si contrae il raggio del cilindro ciclonico) la velocità di rotazione relativa aumenta per conservazione del rapporto suddetto.
La descrizione d’entropia è molto complicata, comunque intuitivamente questa è una funzione di stato termodinamico che descrive la capacità di un sistema a compiere lavoro a temperatura costante (ecco perchè superficie isoentropica a temperatura T); in maniera ancora più intuitiva questa esprime il grado di disordine di un sistema. Un volume d’aria in studio che costituisce un sistema termodinamico, a cui viene fornito calore, o aumenta la sua energia interna, e quindi la temperatura, o compie lavoro sullo spazio esterno. Dato che parliamo di temperatura del sistema costante, si prende in esame solo il lavoro che il sistema può produrre. La disuguaglianza di Clausius, ci dice che in una trasformazione termodinamica ciclica, in cui il sistema scambia calore con n sorgenti a temperatura Ti, la sommatoria da i che va da 1 a n del rapporto fra gli n scambi di calore e la temperatura alla quale questi avvengono (temperatura Ti della sorgente) è minore o uguale a zero. Tale disuguaglianza è alla base del secondo principio della termodinamica che, in una delle sue innumerevoli espressioni, può essere visto come l’impossibilità da parte di un sistema di convertire in lavoro tutto il calore fornito ad una certa temperatura T. Il secondo principio insieme alla disuguaglianza di Clausius forniscono un'ulteriore definizione del secondo principio stesso, per la quale si afferma che nelle trasformazioni irreversibili, l’entropia del sistema aumenta stabilendo una direzione spontanea dell’evoluzione di una dinamica di un certo sistema.
La temperatura potenziale, è la temperatura che un volume infinitesimo di fluido (aria), possiede dopo aver risalito la colonna d’aria fino ad arrivare prima a saturazione di vapore, poi alla condensazione di tutto il vapore, e poi fatta ridiscendere adiabaticamente (senza scambio di calore) fino alla pressione del suolo 1000hPa; pertanto questa grandezza da un'idea della stabilità del volume infinitesimo d'aria, in partica più la temperatura potenziale è alta e più è stabile il volume infinitesimo considerato. Pertanto una stratificazione d'aria nella quale la temperatura potenziale aumenti con la quota risulta stabile.
Nei piani isoentropici, procedendo verso l’alto aumenta la temperatura equivalente e diminuisce l’entropia.
Sezionando una colonna d’aria vediamo che i flussi d’aria in risalita (lp) e in discesa (hp) avvengono fino ad un’altezza di 12/13 km (a seconda della latitudine) cioè fino alla tropopausa. Quando dalla stratosfera un disturbo tende a propagarsi per i piani isobarici sottostanti, questi vanno a modificare l’altezza della tropopausa; infatti la superficie di quest'ultima risulta una superficie geometrica dinamica nello spazio e nel tempo. Infatti, se ad esempio, un disturbo cold inserisce aria fredda e secca, di origine stratosferica, all’interno della troposfera questa, instabilizzandosi, si contrae e di conseguenza si dilata la tropopausa. Nella dilatazione di quest’ultima aumenta la distanza fra due piani isoentropici successivi che per quanto affermato sopra, riguardo la vorticità potenziale, determina un aumento della velocità di rotazione ciclonica, aumentando di conseguenza, il valore della vorticità relativa per conservazione del momento angolare. Quindi quando si è in presenza di un trasferimento di disturbo di tipo cold dalla strato, questo esplicitandosi, non fa altro che generare delle anomalie positive di vorticità potenziale a cascata nei piani isoentropici più bassi. In pratica, l’aria fredda stratosferica secca, instabilizza, propagandosi verso i piani isobarici più bassi, le prime porzioni della troposfera contraendola e, facendo, di contro, innalzare la tropopausa (superficie dinamica) che genera un allontanamento dei piani isoentropici e un innalzamento della vorticità relativa.
Andiamo ad analizzare quindi queste mappe ricordando che:
isoentropica a 1000K circa a 5hPa
isoentropica a 850 K circa a 10hPa
isoentropica a 600 K circa a 24hPa
isoentropica a 500 K circa 47 hPa
isoentropica a 400 K circa 113 hPa
isoentropica a 375 k circa 138 hPa
Le mappe sono riferite temperature potenziali decrescenti da oggi (1000K) a fra circa 7gg (380K) per seguire il trasferimento di disturbo da oggi a 1000k fino a380 K fra 7 gg (giorno in cui dalle mappe a 500hPa di Reading tende a palesarsi da più giorni un blocco atlantico in grado di originare uno scambio di calore con irruzione fredda per le medio-basse latitudini europee):
vediamo dalla mappa sopra, che la vorticità potenziale presenta un'anomalia positiva leggermente disassata dal polo geografico.
a 600 k si nota come l'anomalia positiva di vorticità, sia decentrata dal polo geografico, con baricentro dell'anomalia verso le Svalbard.
A 375 k, per il 2 gennaio, il modello europeo vede un'anomalia negativa di vorticità a nord est delle isole britanniche, la stessa zona dove nelle uscite delle 00z vede a500 hPa l'intrusione della w2 con scambio di calore e ondata fredda verso l'Europa.
Dalle mappe postate, si nota quindi che, le anomalie di vorticità potenziale isoentropica, si palesano con baricentro eccentrico rispetto al polo geografico. In pratica, l’anomalia cold dalla strato si propaga in maniera eccentrica.
Il vpt quindi, sotto tale forzante, si comporta come un disco (per semplicità supposto piano e bidimensionale) appeso ad un chiodo, in posizione eccentrica rispetto al centro del disco e, posto in rotazione antioraria attorno al chiodo stesso. Una dinamica di questo tipo, immaginando in vpt come un disco costituito da un insieme di masse (nuclei di vorticità) tenute insieme da molle (supposte elastiche) di richiamo, stira il vpt ad una forma allungata, circostanza che consente l’intrusione di calore da parte della w1 ed in parte della w2.
Ecco a mio parere il motivo della disposizione barica del vpt e della ripresa d’intrusività d’onda, anche parziale, delle due wave troposferiche.
Ora siamo ad un bivio, in quanto la dinamica che si è creata non può durare a lungo, infatti il disturbo cold avrà un innesco energetico limitato nel tempo e nell'intensità; pertanto, o la strato avrà la forza di condizionare la troposfera imprimendo al vpt il condizionamento che statisticamente ci si aspetta, o la disposizione del vpt a ricevere disturbi dal basso da parte delle wave troposferiche farà si che le stesse minino il vp tramite iniezioni di calore sempre più intense e convergenti portando al collasso dello stesso.
Con stima
Non capisco perché si reagisca a questi messaggi con questi post "ironici".
Dietro a questa analisi c'è un grande lavoro e tempo speso per esplicitarlo.
Inoltre, se si legge attentamente il post, si nota il tentativo di spiegare per filo e per segno il significato delle carte postate; cosa che non è del tutto scontata, anzi. In altri lidi, i cosiddetti "esperti", danno in pasto queste carte agli utenti competenti e non, senza preoccuparsi minimamente di esplicitarne il significato, senza però essere attaccati o essere sottoposti a messaggi sarcastici. Anche in questo, a mio parere, dovrebbe crescere questo forum.
Con stima.
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Scand +++ è forse l'utente più preparato di tutto il forum, conoscenza tecnica incredibile
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Grazie del complimento e del consiglio che cercherò di seguireiniestas ha scritto:Scand +++ è forse l'utente più preparato di tutto il forum, conoscenza tecnica incredibile
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E' simile al mio....tuo TD.scand++ ha scritto:Grazie del complimento e del consiglio che cercherò di seguireiniestas ha scritto:Scand +++ è forse l'utente più preparato di tutto il forum, conoscenza tecnica incredibile
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Infatti: sintesi. ma tu i complimenti glie l'avevi fatti?ulisse55 ha scritto:E' simile al mio....tuo TD.scand++ ha scritto:Grazie del complimento e del consiglio che cercherò di seguireiniestas ha scritto:Scand +++ è forse l'utente più preparato di tutto il forum, conoscenza tecnica incredibile
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gianluca77
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Ho visto, per ora, ma un certo condizionamento ci dovrebbe essere comunque, a mio parere. Certo questo non vuol dire per forza Hp e inverno finito come dicono alcuni. Anzi, ci preparerà x movimenti a noi favorevoli più in là, anche se si tratta di aspettare, come ripetiamo da molte settimane.gianluca77 ha scritto:Si grande ma c'è un bel decoupling tra i due piani deleb717 ha scritto:Nam a 1,7 dall'aggiornamento odierno?
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