Monitoraggio dinamiche vp 2017-2018
Moderatori: erboss, MeteoLive, jackfrost
Andiamo ad esaminare ciò che sta avvenendo nella comunicazione strato- tropo dopo il conclamato ESE cold. La domanda che tutti gli appassionati si stanno ponendo è come mai, dopo un evento di raffreddamento notevole della stratosfera, la tropo non si trovi già (o almeno nei forecast a 7/10gg) in una fase di condizionamento, ma anzi, appaiono da alcuni giorni configurazioni più dinamiche della fase pre ESE con intrusioni di hp a latitudini piuttosto alte e conseguenti scambi di calore?
Premesso che la descrizione e quindi, l’individuazione delle dinamiche di trasferimento di eventi stratosferici ai vari piani isobarici più bassi fino in troposfera, rappresenta una delle fasi più complicate nell’iter di lettura e previsione dei processi atmosferici che portano alla descrizione completa, in termini di stato termodinamico e fluidodinamico, ad un certo istante di una certa regione spaziale di volume dv.
Per individuare la dinamica di trasferimento del processo SC, occorre rifarsi a delle mappe che esplicitino in maniera univoca, il trasferimento di vorticità fra i vari piani isobarici. In particolare per la descrizione di tali fenomeni ci si riferisce alle mappe di vorticità potenziale isoentropica ad una certa temperatura potenziale T. Nella frase suddetta appaiono tre fattori che di seguito si prova ad introdurre ed esplicare:
La vorticità potenziale è il rapporto fra la velocità di rotazione di un ciclone e lo spessore del cilindro ciclonico compreso fra due superfici isoentropiche (descritte successivamente), che in assenza di attriti, per conservazione del momento angolare (momento della quantità di moto M di un volume d’aria elementare dv che possiede una velocità periferica v (ortogonale al raggio di congiunzione r con l’asse di rotazione) rispetto all’asse di rotazione ciclonico a distanza r da esso, si ha dM=dv*v*r, integrato sul volume d’aria considerato) rimane costante. Quindi intuitivamente se due superfici isoentropiche si allontanano (aumenta altezza e si contrae il raggio del cilindro ciclonico) la velocità di rotazione relativa aumenta per conservazione del rapporto suddetto.
La descrizione d’entropia è molto complicata, comunque intuitivamente questa è una funzione di stato termodinamico che descrive la capacità di un sistema a compiere lavoro a temperatura costante (ecco perchè superficie isoentropica a temperatura T); in maniera ancora più intuitiva questa esprime il grado di disordine di un sistema. Un volume d’aria in studio che costituisce un sistema termodinamico, a cui viene fornito calore, o aumenta la sua energia interna, e quindi la temperatura, o compie lavoro sullo spazio esterno. Dato che parliamo di temperatura del sistema costante, si prende in esame solo il lavoro che il sistema può produrre. La disuguaglianza di Clausius, ci dice che in una trasformazione termodinamica ciclica, in cui il sistema scambia calore con n sorgenti a temperatura Ti, la sommatoria da i che va da 1 a n del rapporto fra gli n scambi di calore e la temperatura alla quale questi avvengono (temperatura Ti della sorgente) è minore o uguale a zero. Tale disuguaglianza è alla base del secondo principio della termodinamica che, in una delle sue innumerevoli espressioni, può essere visto come l’impossibilità da parte di un sistema di convertire in lavoro tutto il calore fornito ad una certa temperatura T. Il secondo principio insieme alla disuguaglianza di Clausius forniscono un'ulteriore definizione del secondo principio stesso, per la quale si afferma che nelle trasformazioni irreversibili, l’entropia del sistema aumenta stabilendo una direzione spontanea dell’evoluzione di una dinamica di un certo sistema.
La temperatura potenziale, è la temperatura che un volume infinitesimo di fluido (aria), possiede dopo aver risalito la colonna d’aria fino ad arrivare prima a saturazione di vapore, poi alla condensazione di tutto il vapore, e poi fatta ridiscendere adiabaticamente (senza scambio di calore) fino alla pressione del suolo 1000hPa; pertanto questa grandezza da un'idea della stabilità del volume infinitesimo d'aria, in partica più la temperatura potenziale è alta e più è stabile il volume infinitesimo considerato. Pertanto una stratificazione d'aria nella quale la temperatura potenziale aumenti con la quota risulta stabile.
Nei piani isoentropici, procedendo verso l’alto aumenta la temperatura equivalente e diminuisce l’entropia.
Sezionando una colonna d’aria vediamo che i flussi d’aria in risalita (lp) e in discesa (hp) avvengono fino ad un’altezza di 12/13 km (a seconda della latitudine) cioè fino alla tropopausa. Quando dalla stratosfera un disturbo tende a propagarsi per i piani isobarici sottostanti, questi vanno a modificare l’altezza della tropopausa; infatti la superficie di quest'ultima risulta una superficie geometrica dinamica nello spazio e nel tempo. Infatti, se ad esempio, un disturbo cold inserisce aria fredda e secca, di origine stratosferica, all’interno della troposfera questa, instabilizzandosi, si contrae e di conseguenza si dilata la tropopausa. Nella dilatazione di quest’ultima aumenta la distanza fra due piani isoentropici successivi che per quanto affermato sopra, riguardo la vorticità potenziale, determina un aumento della velocità di rotazione ciclonica, aumentando di conseguenza, il valore della vorticità relativa per conservazione del momento angolare. Quindi quando si è in presenza di un trasferimento di disturbo di tipo cold dalla strato, questo esplicitandosi, non fa altro che generare delle anomalie positive di vorticità potenziale a cascata nei piani isoentropici più bassi. In pratica, l’aria fredda stratosferica secca, instabilizza, propagandosi verso i piani isobarici più bassi, le prime porzioni della troposfera contraendola e, facendo, di contro, innalzare la tropopausa (superficie dinamica) che genera un allontanamento dei piani isoentropici e un innalzamento della vorticità relativa.
Andiamo ad analizzare quindi queste mappe ricordando che:
isoentropica a 1000K circa a 5hPa
isoentropica a 850 K circa a 10hPa
isoentropica a 600 K circa a 24hPa
isoentropica a 500 K circa 47 hPa
isoentropica a 400 K circa 113 hPa
isoentropica a 375 k circa 138 hPa
Le mappe sono riferite temperature potenziali decrescenti da oggi (1000K) a fra circa 7gg (380K) per seguire il trasferimento di disturbo da oggi a 1000k fino a380 K fra 7 gg (giorno in cui dalle mappe a 500hPa di Reading tende a palesarsi da più giorni un blocco atlantico in grado di originare uno scambio di calore con irruzione fredda per le medio-basse latitudini europee):

vediamo dalla mappa sopra, che la vorticità potenziale presenta un'anomalia positiva leggermente disassata dal polo geografico.


a 600 k si nota come l'anomalia positiva di vorticità, sia decentrata dal polo geografico, con baricentro dell'anomalia verso le Svalbard.




A 375 k, per il 2 gennaio, il modello europeo vede un'anomalia negativa di vorticità a nord est delle isole britanniche, la stessa zona dove nelle uscite delle 00z vede a500 hPa l'intrusione della w2 con scambio di calore e ondata fredda verso l'Europa.
Dalle mappe postate, si nota quindi che, le anomalie di vorticità potenziale isoentropica, si palesano con baricentro eccentrico rispetto al polo geografico. In pratica, l’anomalia cold dalla strato si propaga in maniera eccentrica.
Il vpt quindi, sotto tale forzante, si comporta come un disco (per semplicità supposto piano e bidimensionale) appeso ad un chiodo, in posizione eccentrica rispetto al centro del disco e, posto in rotazione antioraria attorno al chiodo stesso. Una dinamica di questo tipo, immaginando in vpt come un disco costituito da un insieme di masse (nuclei di vorticità) tenute insieme da molle (supposte elastiche) di richiamo, stira il vpt ad una forma allungata, circostanza che consente l’intrusione di calore da parte della w1 ed in parte della w2.
Ecco a mio parere il motivo della disposizione barica del vpt e della ripresa d’intrusività d’onda, anche parziale, delle due wave troposferiche.
Ora siamo ad un bivio, in quanto la dinamica che si è creata non può durare a lungo, infatti il disturbo cold avrà un innesco energetico limitato nel tempo e nell'intensità; pertanto, o la strato avrà la forza di condizionare la troposfera imprimendo al vpt il condizionamento che statisticamente ci si aspetta, o la disposizione del vpt a ricevere disturbi dal basso da parte delle wave troposferiche farà si che le stesse minino il vp tramite iniezioni di calore sempre più intense e convergenti portando al collasso dello stesso.
Con stima
Premesso che la descrizione e quindi, l’individuazione delle dinamiche di trasferimento di eventi stratosferici ai vari piani isobarici più bassi fino in troposfera, rappresenta una delle fasi più complicate nell’iter di lettura e previsione dei processi atmosferici che portano alla descrizione completa, in termini di stato termodinamico e fluidodinamico, ad un certo istante di una certa regione spaziale di volume dv.
Per individuare la dinamica di trasferimento del processo SC, occorre rifarsi a delle mappe che esplicitino in maniera univoca, il trasferimento di vorticità fra i vari piani isobarici. In particolare per la descrizione di tali fenomeni ci si riferisce alle mappe di vorticità potenziale isoentropica ad una certa temperatura potenziale T. Nella frase suddetta appaiono tre fattori che di seguito si prova ad introdurre ed esplicare:
La vorticità potenziale è il rapporto fra la velocità di rotazione di un ciclone e lo spessore del cilindro ciclonico compreso fra due superfici isoentropiche (descritte successivamente), che in assenza di attriti, per conservazione del momento angolare (momento della quantità di moto M di un volume d’aria elementare dv che possiede una velocità periferica v (ortogonale al raggio di congiunzione r con l’asse di rotazione) rispetto all’asse di rotazione ciclonico a distanza r da esso, si ha dM=dv*v*r, integrato sul volume d’aria considerato) rimane costante. Quindi intuitivamente se due superfici isoentropiche si allontanano (aumenta altezza e si contrae il raggio del cilindro ciclonico) la velocità di rotazione relativa aumenta per conservazione del rapporto suddetto.
La descrizione d’entropia è molto complicata, comunque intuitivamente questa è una funzione di stato termodinamico che descrive la capacità di un sistema a compiere lavoro a temperatura costante (ecco perchè superficie isoentropica a temperatura T); in maniera ancora più intuitiva questa esprime il grado di disordine di un sistema. Un volume d’aria in studio che costituisce un sistema termodinamico, a cui viene fornito calore, o aumenta la sua energia interna, e quindi la temperatura, o compie lavoro sullo spazio esterno. Dato che parliamo di temperatura del sistema costante, si prende in esame solo il lavoro che il sistema può produrre. La disuguaglianza di Clausius, ci dice che in una trasformazione termodinamica ciclica, in cui il sistema scambia calore con n sorgenti a temperatura Ti, la sommatoria da i che va da 1 a n del rapporto fra gli n scambi di calore e la temperatura alla quale questi avvengono (temperatura Ti della sorgente) è minore o uguale a zero. Tale disuguaglianza è alla base del secondo principio della termodinamica che, in una delle sue innumerevoli espressioni, può essere visto come l’impossibilità da parte di un sistema di convertire in lavoro tutto il calore fornito ad una certa temperatura T. Il secondo principio insieme alla disuguaglianza di Clausius forniscono un'ulteriore definizione del secondo principio stesso, per la quale si afferma che nelle trasformazioni irreversibili, l’entropia del sistema aumenta stabilendo una direzione spontanea dell’evoluzione di una dinamica di un certo sistema.
La temperatura potenziale, è la temperatura che un volume infinitesimo di fluido (aria), possiede dopo aver risalito la colonna d’aria fino ad arrivare prima a saturazione di vapore, poi alla condensazione di tutto il vapore, e poi fatta ridiscendere adiabaticamente (senza scambio di calore) fino alla pressione del suolo 1000hPa; pertanto questa grandezza da un'idea della stabilità del volume infinitesimo d'aria, in partica più la temperatura potenziale è alta e più è stabile il volume infinitesimo considerato. Pertanto una stratificazione d'aria nella quale la temperatura potenziale aumenti con la quota risulta stabile.
Nei piani isoentropici, procedendo verso l’alto aumenta la temperatura equivalente e diminuisce l’entropia.
Sezionando una colonna d’aria vediamo che i flussi d’aria in risalita (lp) e in discesa (hp) avvengono fino ad un’altezza di 12/13 km (a seconda della latitudine) cioè fino alla tropopausa. Quando dalla stratosfera un disturbo tende a propagarsi per i piani isobarici sottostanti, questi vanno a modificare l’altezza della tropopausa; infatti la superficie di quest'ultima risulta una superficie geometrica dinamica nello spazio e nel tempo. Infatti, se ad esempio, un disturbo cold inserisce aria fredda e secca, di origine stratosferica, all’interno della troposfera questa, instabilizzandosi, si contrae e di conseguenza si dilata la tropopausa. Nella dilatazione di quest’ultima aumenta la distanza fra due piani isoentropici successivi che per quanto affermato sopra, riguardo la vorticità potenziale, determina un aumento della velocità di rotazione ciclonica, aumentando di conseguenza, il valore della vorticità relativa per conservazione del momento angolare. Quindi quando si è in presenza di un trasferimento di disturbo di tipo cold dalla strato, questo esplicitandosi, non fa altro che generare delle anomalie positive di vorticità potenziale a cascata nei piani isoentropici più bassi. In pratica, l’aria fredda stratosferica secca, instabilizza, propagandosi verso i piani isobarici più bassi, le prime porzioni della troposfera contraendola e, facendo, di contro, innalzare la tropopausa (superficie dinamica) che genera un allontanamento dei piani isoentropici e un innalzamento della vorticità relativa.
Andiamo ad analizzare quindi queste mappe ricordando che:
isoentropica a 1000K circa a 5hPa
isoentropica a 850 K circa a 10hPa
isoentropica a 600 K circa a 24hPa
isoentropica a 500 K circa 47 hPa
isoentropica a 400 K circa 113 hPa
isoentropica a 375 k circa 138 hPa
Le mappe sono riferite temperature potenziali decrescenti da oggi (1000K) a fra circa 7gg (380K) per seguire il trasferimento di disturbo da oggi a 1000k fino a380 K fra 7 gg (giorno in cui dalle mappe a 500hPa di Reading tende a palesarsi da più giorni un blocco atlantico in grado di originare uno scambio di calore con irruzione fredda per le medio-basse latitudini europee):

vediamo dalla mappa sopra, che la vorticità potenziale presenta un'anomalia positiva leggermente disassata dal polo geografico.


a 600 k si nota come l'anomalia positiva di vorticità, sia decentrata dal polo geografico, con baricentro dell'anomalia verso le Svalbard.




A 375 k, per il 2 gennaio, il modello europeo vede un'anomalia negativa di vorticità a nord est delle isole britanniche, la stessa zona dove nelle uscite delle 00z vede a500 hPa l'intrusione della w2 con scambio di calore e ondata fredda verso l'Europa.
Dalle mappe postate, si nota quindi che, le anomalie di vorticità potenziale isoentropica, si palesano con baricentro eccentrico rispetto al polo geografico. In pratica, l’anomalia cold dalla strato si propaga in maniera eccentrica.
Il vpt quindi, sotto tale forzante, si comporta come un disco (per semplicità supposto piano e bidimensionale) appeso ad un chiodo, in posizione eccentrica rispetto al centro del disco e, posto in rotazione antioraria attorno al chiodo stesso. Una dinamica di questo tipo, immaginando in vpt come un disco costituito da un insieme di masse (nuclei di vorticità) tenute insieme da molle (supposte elastiche) di richiamo, stira il vpt ad una forma allungata, circostanza che consente l’intrusione di calore da parte della w1 ed in parte della w2.
Ecco a mio parere il motivo della disposizione barica del vpt e della ripresa d’intrusività d’onda, anche parziale, delle due wave troposferiche.
Ora siamo ad un bivio, in quanto la dinamica che si è creata non può durare a lungo, infatti il disturbo cold avrà un innesco energetico limitato nel tempo e nell'intensità; pertanto, o la strato avrà la forza di condizionare la troposfera imprimendo al vpt il condizionamento che statisticamente ci si aspetta, o la disposizione del vpt a ricevere disturbi dal basso da parte delle wave troposferiche farà si che le stesse minino il vp tramite iniezioni di calore sempre più intense e convergenti portando al collasso dello stesso.
Con stima
Buon giorno, modelli abbastanza allineati fino alle 144h poi alle 168h discrepanze:
gfs


reading:


Questa volta, per il passaggio far le 144h e le 168 h, quoto gfs; questo perché la dinamica in Reading è inficiata da una zona di bassi geopotenziali in uscita dagli USA (552 dam e 995hPA). Tuttavia mi sento, a questa distanza temperole e in quella zona, di premiare l'uscita americana che consente, tramite una zona di lp in direzione sud-nord, appena ad est degli USA, di far erigere la W2 in maniera soddisfacente, creando un corridoio perfettamente verticale per lo scambio di calore.
Sul dopo, il passaggio dell'americano è abbastanza articolato, in quanto la prima pulsazione della w2 appena descritta, andrebbe ad essere erosa in sommità dal getto westerlies:

ma tale prima pulsazione, avrebbe il merito di staccare, a latitudini non troppo elevate, un nucleo di vorticità, che tornerà utile in un secondo momento per il richiamo da NE della colata che ormai sembrava sfilare ad est:


Dinamica molto affascinante, il corridoio di hp in direzione NE sarebbe quasi da manuale; unico difetto un po' troppo stretto e poco stazionario. Ricordiamoci sempre che i modelli stanno comunque digerendo il disturbo cold in propagazione che, nolenti o volenti, è lì come una spada di Damocle e Reading ce lo ricorda...

Ad oggi azzarderei:
-periodo più freddo dal 3/4 gennaio senza particolari ondate di freddo: 50%
-ondata fredda significativa dalle stesse date o dal 6 in avanti: 25%
-nulla di fatto almeno fino al 10 gennaio:25%
Ricordo, come scritto ieri, che se la troposfera dovesse reagire al disturbo cold con imponenti intrusioni di calore, per i motivi descritti ieri, andremmo incontro, a mio parere, ad un periodo di ricordare, forse non in Italia...ma esiste una concreta possibilità che ciò possa accadere. Monitoriamo.
Con stima
gfs


reading:


Questa volta, per il passaggio far le 144h e le 168 h, quoto gfs; questo perché la dinamica in Reading è inficiata da una zona di bassi geopotenziali in uscita dagli USA (552 dam e 995hPA). Tuttavia mi sento, a questa distanza temperole e in quella zona, di premiare l'uscita americana che consente, tramite una zona di lp in direzione sud-nord, appena ad est degli USA, di far erigere la W2 in maniera soddisfacente, creando un corridoio perfettamente verticale per lo scambio di calore.
Sul dopo, il passaggio dell'americano è abbastanza articolato, in quanto la prima pulsazione della w2 appena descritta, andrebbe ad essere erosa in sommità dal getto westerlies:

ma tale prima pulsazione, avrebbe il merito di staccare, a latitudini non troppo elevate, un nucleo di vorticità, che tornerà utile in un secondo momento per il richiamo da NE della colata che ormai sembrava sfilare ad est:


Dinamica molto affascinante, il corridoio di hp in direzione NE sarebbe quasi da manuale; unico difetto un po' troppo stretto e poco stazionario. Ricordiamoci sempre che i modelli stanno comunque digerendo il disturbo cold in propagazione che, nolenti o volenti, è lì come una spada di Damocle e Reading ce lo ricorda...

Ad oggi azzarderei:
-periodo più freddo dal 3/4 gennaio senza particolari ondate di freddo: 50%
-ondata fredda significativa dalle stesse date o dal 6 in avanti: 25%
-nulla di fatto almeno fino al 10 gennaio:25%
Ricordo, come scritto ieri, che se la troposfera dovesse reagire al disturbo cold con imponenti intrusioni di calore, per i motivi descritti ieri, andremmo incontro, a mio parere, ad un periodo di ricordare, forse non in Italia...ma esiste una concreta possibilità che ciò possa accadere. Monitoriamo.
Con stima
Ciao scand....parlando di meteo...
Ti dico solo una cosa, che io stesso ho imparato
nella vita (ho 62 anni):
è più difficile fare sintesi che aprire troppo il dettaglio.
Immagina solo un istante il meteorologo nell'atto
di spiegare ai più cosa ci si aspetta e come:
non fa altro che un sunto della bibbia.
Diverso è il meteorologo che va a visitare l'Università
per un altro tipo di pubblico....
Per uno come te (bravissimo, senza se e ma), sarebbe
il posto giusto.
Un consiglio: non esagerare, limita i tuoi bei post
per la maggioranza del Forum, che è popolato
al più da appassionati .
Fare pura accademia qui va bene, ma a 'pizzichi e bocconi'...
In altre stanze ci si può comunque confrontare e
imparare da te come da altri bravissimi forumisti.
Con stima.
Uli.

Ti dico solo una cosa, che io stesso ho imparato
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è più difficile fare sintesi che aprire troppo il dettaglio.
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non fa altro che un sunto della bibbia.
Diverso è il meteorologo che va a visitare l'Università
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Per uno come te (bravissimo, senza se e ma), sarebbe
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Un consiglio: non esagerare, limita i tuoi bei post
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Con stima.
Uli.
prima di tutto grazie per il messaggio pacato ed educato; si vede che sei una persona che cerca il bene del forum e che persegue ciò in primis tramite il rispetto reciproco; e questo non è poco.ulisse55 ha scritto:Ciao scand....parlando di meteo...
Ti dico solo una cosa, che io stesso ho imparato
nella vita (ho 62 anni):
è più difficile fare sintesi che aprire troppo il dettaglio.
Immagina solo un istante il meteorologo nell'atto
di spiegare ai più cosa ci si aspetta e come:
non fa altro che un sunto della bibbia.
Diverso è il meteorologo che va a visitare l'Università
per un altro tipo di pubblico....
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Con stima.
Uli.
Se leggi attentamente la mia analisi, noterai che ho cercato di esplicitare con esempi ed analogie le nozioni prettamente nozionistiche; tuttavia rileggendo ho avuto la sensazione che in qualche passaggio, per la voglia di spiegare il più possibile in maniera conseguenziale tutti gli step di una dinamica meteo, di aver esagerato con i dati nozionistici. Non me ne vogliate, è solo la volontà di trasmettere quel che so o penso di sapere.
Cercherò di seguire il tuo consiglio.
Con stima prof
Ho atteso un po' prima di scriverti, per conoscerti meglio...scand++ ha scritto:prima di tutto grazie per il messaggio pacato ed educato; si vede che sei una persona che cerca il bene del forum e che persegue ciò in primis tramite il rispetto reciproco; e questo non è poco.ulisse55 ha scritto:Ciao scand....parlando di meteo...
Ti dico solo una cosa, che io stesso ho imparato
nella vita (ho 62 anni):
è più difficile fare sintesi che aprire troppo il dettaglio.
Immagina solo un istante il meteorologo nell'atto
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Con stima.
Uli.
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Se leggi attentamente la mia analisi, noterai che ho cercato di esplicitare con esempi ed analogie le nozioni prettamente nozionistiche; tuttavia rileggendo ho avuto la sensazione che in qualche passaggio, per la voglia di spiegare il più possibile in maniera conseguenziale tutti gli step di una dinamica meteo, di aver esagerato con i dati nozionistici. Non me ne vogliate, è solo la volontà di trasmettere quel che so o penso di sapere.
Cercherò di seguire il tuo consiglio.
Con stima prof
Sono convinto della tua buona fede, dunque nulla
da criticare ma da elogiare, semmai.
Io stesso , col tempo, mi sono adeguato al Forum....
Sono un 'vero' prof....ma di informatica , appassionato
meteo-climatico...ecco anche perchè del mio 'consiglio'.
A parte questo, va tenuto a conto che l'umiltà
deve sempre far parte del nostro essere....anche
quando il sapere rispetto ad altri è più alto...
Ma non mi riferisco a te in particolare, ma in generale.
Me compreso.
Sei un valore aggiunto a questo Forum,
sappi dare nel modo giusto e sarai apprezzato
più di quanto ti aspetteresti.
Qua la mano e buon lavoro e permanenza lunga tra noi.
Renzo.
Mano porta e stretta decisa e sincera profulisse55 ha scritto:Ho atteso un po' prima di scriverti, per conoscerti meglio...scand++ ha scritto:prima di tutto grazie per il messaggio pacato ed educato; si vede che sei una persona che cerca il bene del forum e che persegue ciò in primis tramite il rispetto reciproco; e questo non è poco.ulisse55 ha scritto:Ciao scand....parlando di meteo...
Ti dico solo una cosa, che io stesso ho imparato
nella vita (ho 62 anni):
è più difficile fare sintesi che aprire troppo il dettaglio.
Immagina solo un istante il meteorologo nell'atto
di spiegare ai più cosa ci si aspetta e come:
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Diverso è il meteorologo che va a visitare l'Università
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Uli.
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Se leggi attentamente la mia analisi, noterai che ho cercato di esplicitare con esempi ed analogie le nozioni prettamente nozionistiche; tuttavia rileggendo ho avuto la sensazione che in qualche passaggio, per la voglia di spiegare il più possibile in maniera conseguenziale tutti gli step di una dinamica meteo, di aver esagerato con i dati nozionistici. Non me ne vogliate, è solo la volontà di trasmettere quel che so o penso di sapere.
Cercherò di seguire il tuo consiglio.
Con stima prof
Sono convinto della tua buona fede, dunque nulla
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Io stesso , col tempo, mi sono adeguato al Forum....
Sono un 'vero' prof....ma di informatica , appassionato
meteo-climatico...ecco anche perchè del mio 'consiglio'.
A parte questo, va tenuto a conto che l'umiltà
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Ma non mi riferisco a te in particolare, ma in generale.
Me compreso.
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Qua la mano e buon lavoro e permanenza lunga tra noi.
Renzo.
Grazie e buon lavoro anche a te.