GENNAIO 2017: freddo e secco con probabili periodi di gelo?
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GENNAIO 2017: freddo e secco con probabili periodi di gelo?
PREMESSA: Ciao ragazzi, questa è la mia personale proiezione su Gennaio 2017 ed avendo un range temporale molto ampio, ha un margine di rischio in crescendo mano mano che ci si avvicina alla data di scadenza.
DA DOVE VENIAMO: Sono svanite le prospettive di un Dicembre moderatamente e continuamente freddo e nevoso, con saccature artico-marittime a fare da mezza misura, che invece sono sparite lasciandoci in bilico tra distensioni dell'anticiclone da Ovest e azioni retrograde da Est.
Il mese di Dicembre ha visto tempo in larga parte anticiclonico ma freddo visto le inversioni termiche e le escursioni termiche notturne che hanno portato più volte valori di freddo prossimi allo zero durante le notti e relativa mitezza diurna.
Questo è favorito dai cieli sereni che hanno disposto una dispersione di calore durante il giorno in grado di condizionare il clima con sbalzi termici quotidiani tra le ore più fredde e quelle centrali.
Nella seconda parte mensile si notano tentativi continentali rapidi ma degni di nota a rendere il clima più freddo anche senza valori di vero gelo.
PERCHE'? GRANDI MOVIMENTI SUL POLO
La distensione dell'anticiclone delle Azzorre, e non solo, anche dell'anticiclone delle Aleutine è la conseguenza dell'abbattimento a livello stratosferico e non solo, delle wave 1 e 2 schiacciate verso il basso per una ripresa del VP.
Alla base di tutto un Canadian Warming (CW) con iniziale esasperazione del pattern AD- (masse gelide sull'Eurasia), che però, in seguito ha favorito un VP che ha cercato di rimettersi nella sua sede naturale intorno al Polo con aumento delle vorticità zonali che alla fine sono sfociate in uno StratCooling che ha ormai condizionato il VPS.
Questo rientra nell'ottica dei Minor Warming con il VP che rientra nella sede predefinita per la legge del movimento angolare.
Non solo, a seguire il VP ha cercato di nuovo di spingersi verso il comparto Euro-Asiatico dopo essersi decentrato su quello Canadese.
Questi grandi movimenti non hanno permesso azioni di blocco né sul continente europeo né negli USA.
ANALISI DEGLI INDICI: L'analisi degli indici la trovate qui: proiezioni-stagionali-winter-2017-t43092.html
La fase centrale dell'inverno vedrebbe un pattern statico, con anticiclone ad Ovest e masse gelide continentali ad Est, in un contesto simile ma non uguale a quello della prima parte invernale ma con chances maggiori di freddo e neve.
Il mese di GENNAIO si mostra poco prevedibile in alcuni aspetti sinottici, questa incertezza è il prodotto di quello che sta succedendo in Stratosfera con relativa risposta in Troposfera non così scontata rispetto agli altri anni.
SINOTTICA E TEMPISTICA: Il mese di Gennaio inizierebbe con clima stabile ma freddo specie al Sud e Adriatiche con ventilazione da NE molto attiva.
Entro la prima decade probabile irruzione artico-continentale con clima più freddo e quota neve in discesa, probabilmente il contesto potrebbe diventare anche gelido con nevicate fin sulle coste, il tutto dipenderà dall'intensità dell'azione retrograda.
La seconda decade potrebbe vedere clima più stabile sempre in un contesto freddo, con probabili nebbie al Nord, e minime molto basse al centro-sud.
Inevitabilmente il contesto diventerebbe di nuovo più movimentato in terza decade con una probabile fase fredda artico-marittima agganciata da aria più gelida continentale da Nord-Est con clima più instabile e rovesci a carattere nevoso a quote basse, forse bassissime se arrivassero valori termici che permetterebbero al freddo di mutare in gelo con maggiori possibilità per le pianure e le coste.
Nello specifico il nuovo anno potrebbe esordire in un contesto molto movimentato ed incerto, con fasi fredde all'inizio e alla fine del mese in possibile evoluzione a gelo e valori termici sotto lo zero e relativa influenza delle quote neve, qualora entrassero isoterme buone considerando la natura continentale delle masse fredde/gelide.
Il contesto pluviometrico potrebbe rimanere in un range leggermente negativo.
Le fasi anticicloniche, di difficile individuazione nella durata sarebbero conseguenze di un probabile rinforzo del VPS che trova non poca difficoltà ad essere trasmesso al VPT.
Burian2012
DA DOVE VENIAMO: Sono svanite le prospettive di un Dicembre moderatamente e continuamente freddo e nevoso, con saccature artico-marittime a fare da mezza misura, che invece sono sparite lasciandoci in bilico tra distensioni dell'anticiclone da Ovest e azioni retrograde da Est.
Il mese di Dicembre ha visto tempo in larga parte anticiclonico ma freddo visto le inversioni termiche e le escursioni termiche notturne che hanno portato più volte valori di freddo prossimi allo zero durante le notti e relativa mitezza diurna.
Questo è favorito dai cieli sereni che hanno disposto una dispersione di calore durante il giorno in grado di condizionare il clima con sbalzi termici quotidiani tra le ore più fredde e quelle centrali.
Nella seconda parte mensile si notano tentativi continentali rapidi ma degni di nota a rendere il clima più freddo anche senza valori di vero gelo.
PERCHE'? GRANDI MOVIMENTI SUL POLO
La distensione dell'anticiclone delle Azzorre, e non solo, anche dell'anticiclone delle Aleutine è la conseguenza dell'abbattimento a livello stratosferico e non solo, delle wave 1 e 2 schiacciate verso il basso per una ripresa del VP.
Alla base di tutto un Canadian Warming (CW) con iniziale esasperazione del pattern AD- (masse gelide sull'Eurasia), che però, in seguito ha favorito un VP che ha cercato di rimettersi nella sua sede naturale intorno al Polo con aumento delle vorticità zonali che alla fine sono sfociate in uno StratCooling che ha ormai condizionato il VPS.
Questo rientra nell'ottica dei Minor Warming con il VP che rientra nella sede predefinita per la legge del movimento angolare.
Non solo, a seguire il VP ha cercato di nuovo di spingersi verso il comparto Euro-Asiatico dopo essersi decentrato su quello Canadese.
Questi grandi movimenti non hanno permesso azioni di blocco né sul continente europeo né negli USA.
ANALISI DEGLI INDICI: L'analisi degli indici la trovate qui: proiezioni-stagionali-winter-2017-t43092.html
La fase centrale dell'inverno vedrebbe un pattern statico, con anticiclone ad Ovest e masse gelide continentali ad Est, in un contesto simile ma non uguale a quello della prima parte invernale ma con chances maggiori di freddo e neve.
Il mese di GENNAIO si mostra poco prevedibile in alcuni aspetti sinottici, questa incertezza è il prodotto di quello che sta succedendo in Stratosfera con relativa risposta in Troposfera non così scontata rispetto agli altri anni.
SINOTTICA E TEMPISTICA: Il mese di Gennaio inizierebbe con clima stabile ma freddo specie al Sud e Adriatiche con ventilazione da NE molto attiva.
Entro la prima decade probabile irruzione artico-continentale con clima più freddo e quota neve in discesa, probabilmente il contesto potrebbe diventare anche gelido con nevicate fin sulle coste, il tutto dipenderà dall'intensità dell'azione retrograda.
La seconda decade potrebbe vedere clima più stabile sempre in un contesto freddo, con probabili nebbie al Nord, e minime molto basse al centro-sud.
Inevitabilmente il contesto diventerebbe di nuovo più movimentato in terza decade con una probabile fase fredda artico-marittima agganciata da aria più gelida continentale da Nord-Est con clima più instabile e rovesci a carattere nevoso a quote basse, forse bassissime se arrivassero valori termici che permetterebbero al freddo di mutare in gelo con maggiori possibilità per le pianure e le coste.
Nello specifico il nuovo anno potrebbe esordire in un contesto molto movimentato ed incerto, con fasi fredde all'inizio e alla fine del mese in possibile evoluzione a gelo e valori termici sotto lo zero e relativa influenza delle quote neve, qualora entrassero isoterme buone considerando la natura continentale delle masse fredde/gelide.
Il contesto pluviometrico potrebbe rimanere in un range leggermente negativo.
Le fasi anticicloniche, di difficile individuazione nella durata sarebbero conseguenze di un probabile rinforzo del VPS che trova non poca difficoltà ad essere trasmesso al VPT.
Burian2012
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Re: GENNAIO 2017: freddo e secco con probabili periodi di gelo?
secondo questa tua disamina un gennaio dry and mild ?Burian2012 ha scritto:PREMESSA: Ciao ragazzi, questa è la mia personale proiezione su Gennaio 2017 ed avendo un range temporale molto ampio, ha un margine di rischio in crescendo mano mano che ci si avvicina alla data di scadenza.
DA DOVE VENIAMO: Sono svanite le prospettive di un Dicembre moderatamente e continuamente freddo e nevoso, con saccature artico-marittime a fare da mezza misura, che invece sono sparite lasciandoci in bilico tra distensioni dell'anticiclone da Ovest e azioni retrograde da Est.
Il mese di Dicembre ha visto tempo in larga parte anticiclonico ma freddo visto le inversioni termiche e le escursioni termiche notturne che hanno portato più volte valori di freddo prossimi allo zero durante le notti e relativa mitezza diurna.
Questo è favorito dai cieli sereni che hanno disposto una dispersione di calore durante il giorno in grado di condizionare il clima con sbalzi termici quotidiani tra le ore più fredde e quelle centrali.
Nella seconda parte mensile si notano tentativi continentali rapidi ma degni di nota a rendere il clima più freddo anche senza valori di vero gelo.
PERCHE'? GRANDI MOVIMENTI SUL POLO
La distensione dell'anticiclone delle Azzorre, e non solo, anche dell'anticiclone delle Aleutine è la conseguenza dell'abbattimento a livello stratosferico e non solo, delle wave 1 e 2 schiacciate verso il basso per una ripresa del VP.
Alla base di tutto un Canadian Warming (CW) con iniziale esasperazione del pattern AD- (masse gelide sull'Eurasia), che però, in seguito ha favorito un VP che ha cercato di rimettersi nella sua sede naturale intorno al Polo con aumento delle vorticità zonali che alla fine sono sfociate in uno StratCooling che ha ormai condizionato il VPS.
Questo rientra nell'ottica dei Minor Warming con il VP che rientra nella sede predefinita per la legge del movimento angolare.
Non solo, a seguire il VP ha cercato di nuovo di spingersi verso il comparto Euro-Asiatico dopo essersi decentrato su quello Canadese.
Questi grandi movimenti non hanno permesso azioni di blocco né sul continente europeo né negli USA.
ANALISI DEGLI INDICI: L'analisi degli indici la trovate qui: proiezioni-stagionali-winter-2017-t43092.html
La fase centrale dell'inverno vedrebbe un pattern statico, con anticiclone ad Ovest e masse gelide continentali ad Est, in un contesto simile ma non uguale a quello della prima parte invernale ma con chances maggiori di freddo e neve.
Il mese di GENNAIO si mostra poco prevedibile in alcuni aspetti sinottici, questa incertezza è il prodotto di quello che sta succedendo in Stratosfera con relativa risposta in Troposfera non così scontata rispetto agli altri anni.
SINOTTICA E TEMPISTICA: Il mese di Gennaio inizierebbe con clima stabile ma freddo specie al Sud e Adriatiche con ventilazione da NE molto attiva.
Entro la prima decade probabile irruzione artico-continentale con clima più freddo e quota neve in discesa, probabilmente il contesto potrebbe diventare anche gelido con nevicate fin sulle coste, il tutto dipenderà dall'intensità dell'azione retrograda.
La seconda decade potrebbe vedere clima più stabile sempre in un contesto freddo, con probabili nebbie al Nord, e minime molto basse al centro-sud.
Inevitabilmente il contesto diventerebbe di nuovo più movimentato in terza decade con una probabile fase fredda artico-marittima agganciata da aria più gelida continentale da Nord-Est con clima più instabile e rovesci a carattere nevoso a quote basse, forse bassissime se arrivassero valori termici che permetterebbero al freddo di mutare in gelo con maggiori possibilità per le pianure e le coste.
Nello specifico il nuovo anno potrebbe esordire in un contesto molto movimentato ed incerto, con fasi fredde all'inizio e alla fine del mese in possibile evoluzione a gelo e valori termici sotto lo zero e relativa influenza delle quote neve, qualora entrassero isoterme buone considerando la natura continentale delle masse fredde/gelide.
Il contesto pluviometrico potrebbe rimanere in un range leggermente negativo.
Le fasi anticicloniche, di difficile individuazione nella durata sarebbero conseguenze di un probabile rinforzo del VPS che trova non poca difficoltà ad essere trasmesso al VPT.
Burian2012
con H.P. e Mite.
se fosse cosi' si dovrebbe almeno risparmiare sulle bollette .
veramente nella tendenza di Burian , di gennaio , si menziona di freddo della prima decade,Precipitofilo ha scritto:Cioé, mi stai dicendo che dopo un dicembre totalmente SECCO ora devo attendermi anche un gennaio totalmente SECCO? 4 non-inverni su 5 cominciano a pesare
e possibile another cold storm durante il mese , e la probabilita' anche di H.P. che potrebbe instaurarsi con ipotetica fase dry e mild.
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Scusate ma come pensate possa finire GENNAIO? Per forza freddo e secco visto che è prevista una fase anticiclonica ostacolata da un paio di fasi continentali.
L'aria continentale è gelida e secca mentre quella dell'anticiclone è mite e secca il fattore comune è la siccità almeno di interazioni con le masse oceaniche.
L'aria continentale è gelida e secca mentre quella dell'anticiclone è mite e secca il fattore comune è la siccità almeno di interazioni con le masse oceaniche.
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Ho scritto secco. Cioé mancanza di precipitazioni al nord che mancano dal 26 novembre scorso e che non vedremo fino al 6 gennaio (altrove parlano del 10, meteolive non vede nulla, addirittura, fino al 15 gennaiorobert ha scritto:veramente nella tendenza di Burian , di gennaio , si menziona di freddo della prima decade,Precipitofilo ha scritto:Cioé, mi stai dicendo che dopo un dicembre totalmente SECCO ora devo attendermi anche un gennaio totalmente SECCO? 4 non-inverni su 5 cominciano a pesare
e possibile another cold storm durante il mese , e la probabilita' anche di H.P. che potrebbe instaurarsi con ipotetica fase dry e mild.
Insomma, va bene il freddo, anzi, evviva, che bello, ma la siccità qui da me comincia a ricordarmi il drammatico 2011/2012 oppure il 2006/2007 oppure ancora il biennio 88/89 e 89/90
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Salgono le quotazioni per un'ondata di gelo nel periodo dell'Epifania o comunque entro la fine della prima decade, si marcia in quella direzione con tempistiche leggermente ritardate rispetto alla previsione.
Il mio pensiero su GENNAIO rimane sempre quello di una fase gelida entro la prima decade e poi un addolcimento del clima entro la seconda decade nient'altro che preludio di...
Mi esprimerò con più dettagli a Capodanno sulla prima decade del nuovo anno!
Il mio pensiero su GENNAIO rimane sempre quello di una fase gelida entro la prima decade e poi un addolcimento del clima entro la seconda decade nient'altro che preludio di...
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Analisi condivisibile e ben argomentata. Attendo il post preludio...Burian2012 ha scritto:Salgono le quotazioni per un'ondata di gelo nel periodo dell'Epifania o comunque entro la fine della prima decade, si marcia in quella direzione con tempistiche leggermente ritardate rispetto alla previsione.
Il mio pensiero su GENNAIO rimane sempre quello di una fase gelida entro la prima decade e poi un addolcimento del clima entro la seconda decade nient'altro che preludio di...
Mi esprimerò con più dettagli a Capodanno sulla prima decade del nuovo anno!
Non so se parliamo della stessa cosa..
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Probabile T-S-T Event nell'ultima parte del mese con clima rigido e prettamente invernale.scand++ ha scritto:Analisi condivisibile e ben argomentata. Attendo il post preludio...Burian2012 ha scritto:Salgono le quotazioni per un'ondata di gelo nel periodo dell'Epifania o comunque entro la fine della prima decade, si marcia in quella direzione con tempistiche leggermente ritardate rispetto alla previsione.
Il mio pensiero su GENNAIO rimane sempre quello di una fase gelida entro la prima decade e poi un addolcimento del clima entro la seconda decade nient'altro che preludio di...
Mi esprimerò con più dettagli a Capodanno sulla prima decade del nuovo anno!
Non so se parliamo della stessa cosa..
Certo che se ci sarà il condizionamento del VP la mia proiezione andrà in fumo per l'ultima parte del mese ma questi sono i rischi del mestiere!
Dopo una fase più dolce entro la seconda decade frutto di una parziale influenza stratosferica ci sarebbe il colpo di grazia da parte delle onde troposferiche.
Più passa il tempo e più le possibilità per un condizionamento calano, se non si muove qualcosa in tal senso entro la prima metà del mese potrai ritenere probabile una fase inversa: la Troposfera cercherà di condizionare la Stratosfera, quindi da difesa ad attacco nel giro di poche settimane.
Riporto di seguito ciò che affermavo il 27/12 alla fine di un post sul mio topic:
" Dalle mappe postate, si nota quindi che, le anomalie di vorticità potenziale isoentropica, si palesano con baricentro eccentrico rispetto al polo geografico. In pratica, l’anomalia cold dalla strato si propaga in maniera eccentrica.
Il vpt quindi, sotto tale forzante, si comporta come un disco (per semplicità supposto piano e bidimensionale) appeso ad un chiodo, in posizione eccentrica rispetto al centro del disco e, posto in rotazione antioraria attorno al chiodo stesso. Una dinamica di questo tipo, immaginando in vpt come un disco costituito da un insieme di masse (nuclei di vorticità) tenute insieme da molle (supposte elastiche) di richiamo, stira il vpt ad una forma allungata, circostanza che consente l’intrusione di calore da parte della w1 ed in parte della w2.
Ecco a mio parere il motivo della disposizione barica del vpt e della ripresa d’intrusività d’onda, anche parziale, delle due wave troposferiche.
Ora siamo ad un bivio, in quanto la dinamica che si è creata non può durare a lungo, infatti il disturbo cold avrà un innesco energetico limitato nel tempo e nell'intensità; pertanto, o la strato avrà la forza di condizionare la troposfera imprimendo al vpt il condizionamento che statisticamente ci si aspetta, o la disposizione del vpt a ricevere disturbi dal basso da parte delle wave troposferiche farà si che le stesse minino il vp tramite iniezioni di calore sempre più intense e convergenti portando al collasso dello stesso."
Speriamo che l'intuizione sia giusta
" Dalle mappe postate, si nota quindi che, le anomalie di vorticità potenziale isoentropica, si palesano con baricentro eccentrico rispetto al polo geografico. In pratica, l’anomalia cold dalla strato si propaga in maniera eccentrica.
Il vpt quindi, sotto tale forzante, si comporta come un disco (per semplicità supposto piano e bidimensionale) appeso ad un chiodo, in posizione eccentrica rispetto al centro del disco e, posto in rotazione antioraria attorno al chiodo stesso. Una dinamica di questo tipo, immaginando in vpt come un disco costituito da un insieme di masse (nuclei di vorticità) tenute insieme da molle (supposte elastiche) di richiamo, stira il vpt ad una forma allungata, circostanza che consente l’intrusione di calore da parte della w1 ed in parte della w2.
Ecco a mio parere il motivo della disposizione barica del vpt e della ripresa d’intrusività d’onda, anche parziale, delle due wave troposferiche.
Ora siamo ad un bivio, in quanto la dinamica che si è creata non può durare a lungo, infatti il disturbo cold avrà un innesco energetico limitato nel tempo e nell'intensità; pertanto, o la strato avrà la forza di condizionare la troposfera imprimendo al vpt il condizionamento che statisticamente ci si aspetta, o la disposizione del vpt a ricevere disturbi dal basso da parte delle wave troposferiche farà si che le stesse minino il vp tramite iniezioni di calore sempre più intense e convergenti portando al collasso dello stesso."
Speriamo che l'intuizione sia giusta
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Io mi accontenterei di portare a casa UNA sola ondata di gelo degna di essere chiamata tale, con termiche di rispetto, tipo la -8/-10 diffusa su tutto il territorio, con punte di -12 stile Gennaio 1963.scand++ ha scritto:Riporto di seguito ciò che affermavo il 27/12 alla fine di un post sul mio topic:
" Dalle mappe postate, si nota quindi che, le anomalie di vorticità potenziale isoentropica, si palesano con baricentro eccentrico rispetto al polo geografico. In pratica, l’anomalia cold dalla strato si propaga in maniera eccentrica.
Il vpt quindi, sotto tale forzante, si comporta come un disco (per semplicità supposto piano e bidimensionale) appeso ad un chiodo, in posizione eccentrica rispetto al centro del disco e, posto in rotazione antioraria attorno al chiodo stesso. Una dinamica di questo tipo, immaginando in vpt come un disco costituito da un insieme di masse (nuclei di vorticità) tenute insieme da molle (supposte elastiche) di richiamo, stira il vpt ad una forma allungata, circostanza che consente l’intrusione di calore da parte della w1 ed in parte della w2.
Ecco a mio parere il motivo della disposizione barica del vpt e della ripresa d’intrusività d’onda, anche parziale, delle due wave troposferiche.
Ora siamo ad un bivio, in quanto la dinamica che si è creata non può durare a lungo, infatti il disturbo cold avrà un innesco energetico limitato nel tempo e nell'intensità; pertanto, o la strato avrà la forza di condizionare la troposfera imprimendo al vpt il condizionamento che statisticamente ci si aspetta, o la disposizione del vpt a ricevere disturbi dal basso da parte delle wave troposferiche farà si che le stesse minino il vp tramite iniezioni di calore sempre più intense e convergenti portando al collasso dello stesso."
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Del resto andando per statistica è da Gennaio 1985 che manca un' ondata di gelo seria nel nostro Paese, a parte 2-5 Gennaio 1993 e 28-31 Gennaio 1999 di entità minore ma belli da ricordare per alcuni.
Quindi prima o poi per varianza (parola ricorrente in statistica) dovrà capitare un evento a Gennaio.
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