Come si presenta quest'anno la situazione meteorologica e che prospettive ci sono per l'inverno signor Federici?
Ebbene quest'anno nonostante abbiamo avuto una discreta irruzione di aria fredda in autunno, l'inverno sembra voler partire anche quest'anno in sordina. Nella fase iniziale di dicembre abbiamo visto un vortice polare spesso attaccato su più fronti (senza produrre effetti di sorta), lo stesso ora è in procinto di ricompattarsi prolungando cosi il periodo senza irruzioni fredde rilevanti in europa.
A cosa è dovuta questa fase di stallo?
Sicuramente al ricompattamento del vortice polare. Si tratta di un ricompattamento di natura fisiologica, ovvero dopo tanto "stress", una fase di rilassamento delle correnti della depressione invernale è assai normale e non pregiudica l'andamento della stagione invernale. E' comunque doveroso segnalare che è in atto nella media e alta stratosfera il fenomeno meteorologico conosciuto col nome di Canadian Warming.
Può essere più chiaro? Di cosa si tratta esattamente questo fenomeno?
Si tratta del riscaldamento repentino della media e alta stratosfera nel giro di una settimana, che non porta alla rottura del
vortice polare, bensì a un deciso ricompattamento dello stesso a tutte le quote.
Ci sta quindi dicendo che la stagione invernale appena cominciata è già compromessa?
Assolutamente no, per quanto possa essere negativa per il proseguimento dell'inverno, tale dinamica non è affatto scontata, inoltre ci sono molte variabili che entrano in gioco. Dunque possiamo affermare che la stagione più che compromessa si trova ad un bivio, dal quale si saprà a grandi linee come può proseguire, ricordando che a volte in atmosfera accade l'esatto contrario di quello che viene previsto da previsori e modelli matematici.
Signor Federici ci sta per caso nascondendo qualcosa? Non ci tenga sulle spine...
No, assolutamente! Volevo semplicemente dire che la stagione invernale è partita con un fare davvero anomalo guardando alcuni indici teleconnettivi, e che a volte il risultato delle sue manovre è l'opposto di quello che logica vorrebbe.
Ad esempio?
upload immagini gratisAd esempio la Quasi Biennal Oscillation (QBO), un indice teleconnettivo che vede l'alternarsi della circolazione occidentale/orientale nella stratosfera equatoriale con una ciclicità appunto biennale. Quest'anno a dispetto di ogni previsione, tale fase ha letteralmente saltato la ciclicità negativa rimanendo una QBO+ senza mai tornare nella sua fase inversa. Abbiamo un attività solare che è la più bassa dell'ultimo secolo, inoltre ai pochi casi documentati di "El Nino" strong, si è sempre succeduta una fase di "La Nina" anche incisiva, cosa che per ora quest'anno non sta avvenendo. Forti anomalie termiche positive "regnano" sulla regione artica e si ha un forte innevamento nella regione euroasiatica. Tutte queste variabili analizzate nel suo insieme fanno pensare a un vortice polare debole, non a un deciso ricompattamento.
Allora come potrà essere possibile dunque, avere un vortice polare debole se incombe un Canadian Warming?
Questo è possibile perché, come dicevo poc'anzi non è per nulla scontato che il vortice polare si approfondisca talmente tanto da superare la soglia di precondizionamento, anzi tale approfondimento potrebbe essere altro che il suo "canto del cigno".
Come si potrebbe arrivare dunque a un evento diametralmente opposto?
free image upload
url immagineEbbene, bisogna innanzitutto rammentare lo studio del dottor Polvani, dove nell'immagine pubblicata che possiamo confrontare con la situazione attuale vista dal profilo dei geopotenziali, mostra che nonostante alcuni precursori del precondizionamento siano presenti, la situazione seppur compatibile è abbastanza dissonante.
Inoltre possiamo vedere da questa animazione che sul vortice polare incombono almeno due disturbi protratti dall'onda anticiclonica Atlantica e Pacifica con un incremento deciso della temperatura nel settore atlantico, mostrando una incoerenza fra quello che accade in alta stratosfera e i piani più bassi dell'atmosfera
hosting immaginiAnche in troposfera la situazione tende a essere "disaccoppiata" e dagli elementi analizzati sono dunque da ritenersi probabili due cose: 1) aumento pressorio nel settore asiatico con decisa termicizzazione dell'anticiclone; 2) aumento della velocità zonale sul settore canadese del vortice polare. La contrapposizione di queste due figure bariche, potrebbe generare ulteriori disturbi che potrebbero pressare il Vortice Polare fino alla sua rottura. Dall'articolata dinamica stratosferica-troposferica potrebbe dunque uscire fuori una situazione diametralmente opposta da quella che si prospetta da un Canadian Warming.
Quali sarebbero gli effetti se eventualmente si avverasse la seconda ipotesi da lei esposta?
Gli effetti sarebbero tutti da valutare, ma di sicuro la situazione meteorologica si presenterebbe estremamente dinamica, con un vortice polare debole, con irruzioni fredde su più fronti nell'emisfero "nostrum".


